{"id":5450,"date":"2013-12-16T12:11:19","date_gmt":"2013-12-16T11:11:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5450"},"modified":"2014-12-26T18:25:22","modified_gmt":"2014-12-26T17:25:22","slug":"lettera-dal-fronte-n-3-e-la-rosa-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5450","title":{"rendered":"&#8220;Lettera dal fronte n\u00b0 3&#8221; e la Rosa Bianca"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg\"><img data-attachment-id=\"5452\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5452\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?fit=1450%2C2244&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1450,2244\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Beevor Stalingrad\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?fit=193%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?fit=510%2C790&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5452\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?resize=193%2C300\" alt=\"Beevor Stalingrad\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?resize=193%2C300&amp;ssl=1 193w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?resize=96%2C150&amp;ssl=1 96w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?resize=661%2C1024&amp;ssl=1 661w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?resize=700%2C1083&amp;ssl=1 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?w=1450&amp;ssl=1 1450w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Sto leggendo con molto interesse un libro sulla battaglia di Stalingrado: <em>Stalingrad<\/em>, di Antony Beevor (il libro \u00e8 originariamente del 1998 ma la mia edizione\u00a0della <em>Penguin<\/em> \u00e8 stata pubblicata nel 2010 con una nuova introduzione, dunque immagino che sia abbastanza aggiornato).<\/p>\n<p>Trovo che il libro sia molto interessante: si concentra sulla &#8220;vita quotidiana&#8221; dei soldati\u00a0e vi scopro dentro molte cose che non sapevo, per esempio sulla &#8220;soluzione finale&#8221; e il sentimento anti-slavo che permeava i soldati tedeschi. L&#8217;attenzione al dettaglio individuale, per\u00f2, \u00e8 controbilanciato da una certa carenza di visione storiografica complessiva e dall&#8217;assenza di una\u00a0interpretazione dello storico rispetto ai tanti fatti\u00a0elencati, ma sono cose su cui magari torner\u00f2 quando avr\u00f2 finito il libro.<\/p>\n<p>Quello che voglio segnalare, per\u00f2, in particolare agli amici del gruppo <em>La Pira<\/em> e ad altri che si sono spesso ispirati <a title=\"La Rosa Bianca\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=257\">al coraggio del gruppo di resistenti tedeschi della <em>Rosa Bianca<\/em><\/a>\u00a0o che ne hanno raccontato le vicende, \u00e8 un passaggio che si trova abbastanza all&#8217;inizio, a pagina 47 (la traduzione \u00e8 mia).<\/p>\n<blockquote><p>E mentre un piccolo gruppo di ufficiali posizionati in luoghi strategici guidato da Henning von Tresckow tramava per assassinare Hitler, almeno una cellula comunista era all&#8217;opera fra i ranghi. L&#8217;appello seguente, contenuto nella &#8220;Lettera dal fronte n\u00b0 3&#8221;, che chiedeva di \u00abistituire commissioni di soldati in ogni unit\u00e0, in ogni reggimento, in ogni divisione\u00bb fu rinvenuto da un soldato russo nella fodera del cappotto di un soldato tedesco. \u00abCamerati, chi non \u00e8 immerso fino al collo nella merda qui sul fronte orientale? &#8230; \u00c8 una guerra criminale scatenata da Hitler e che sta portando la Germania all&#8217;inferno&#8230; occorre liberarsi di Hitler e noi soldati possiamo farlo. Il fato della Germania \u00e8 nelle mani degli uomini al fronte. Il nostro motto dovrebbe essere &#8220;Abbasso Hitler!&#8221;. Contro la menzogna nazista! La guerra significa la morte della Germania\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Purtroppo Beevor non indica la data del ritrovamento: sarebbe per\u00f2 strano che provenisse dalla prima parte dell&#8217;operazione <em>Barbarossa<\/em>, considerato il riferimento all&#8217;essere immersi nella merda fino al collo e visto che l&#8217;estate del 1941 (e anche quella del 1942 fino ad agosto) per i tedeschi fu colma di successi.<\/p>\n<p>In nota si indica che il documento proviene dagli archivi del Ministero della Guerra russo, in cui Beevor ha svolto estese ricerche: secondo me \u00e8 un riferimento non pubblicato da altri, perch\u00e9\u00a0ha potuto approfittare di una finestra di opportunit\u00e0 molto breve &#8211;\u00a0gli archivi militari russi sono stati aperti agli storici stranieri durante il governo Eltsin e poi di nuovo chiusi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro dal testo perch\u00e9 ritenga che il volantino sia frutto di propaganda comunista (in inglese <em>comrades<\/em>, il &#8220;camerati&#8221; citato,\u00a0\u00e8 analogo al nostro <em>compagni<\/em>, ma ci si pu\u00f2 chiamare <em>comrade<\/em> anche fra commilitoni, e non capisco se i &#8220;comitati di soldati&#8221; siano qualcosa di simile ai <em>Soviet<\/em> o delle semplici cellule di agitatori, quindi non ho le idee chiare). \u00c8 provato che l&#8217;<em>Orchestra Rossa<\/em>, l&#8217;organizzazione di resistenza comunista, distribu\u00ec volantini antinazisti a Berlino, ma questo\u00a0\u00e8 apparentemente un volantino redatto da militari per altri militari.<\/p>\n<p>Non sono un grandissimo esperto di storia della Seconda Guerra Mondiale e di resistenza tedesca, per\u00f2 \u00e8 interessante la segnalazione che oltre ai volantinaggi berlinesi dell&#8217;<em>Orchestra Rossa<\/em> e a quelli della <em>Rosa Bianca<\/em> lo strumento della distribuzione di <em>pamphlet<\/em> era utilizzato anche da altri oppositori: la maggior parte delle ricostruzioni della resistenza tedesca contro\u00a0Hitler infatti si concentra sulle congiure negli alti gradi dell&#8217;esercito, o sull&#8217;attivit\u00e0 di spionaggio e sabotaggio dell&#8217;<em>Orchestra Rossa<\/em> (il volantinaggio che invitava alla resistenza passiva sembrerebbe residuale), mentre i ragazzi della <em>Rosa Bianca<\/em> sono considerati abbastanza unici nel loro approccio alla resistenza\u00a0attraverso la propaganda.<\/p>\n<p>Mi chiedo anche se c&#8217;\u00e8 un nesso con il fatto che diversi dei membri della <em>Rosa Bianca<\/em> fecero un turno di servizio sul fronte russo nell&#8217;estate del 1942 in cui, oltre a venire a conoscenza delle atrocit\u00e0 commesse ai danni di ebrei e popolazione civile, possono essere\u00a0entrati in contatto con materiale propagandistico antinazista, che possa avergli suggerito l&#8217;idea per le loro azioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto leggendo con molto interesse un libro sulla battaglia di Stalingrado: Stalingrad, di Antony Beevor (il libro \u00e8 originariamente del<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5452,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,58,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?fit=1450%2C2244&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1pU","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":5645,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5645","url_meta":{"origin":5450,"position":0},"title":"L&#8217;assedio di Stalingrado","author":"Rufus","date":"30\/12\/2013","format":false,"excerpt":"\u00a0Stalingrad (Antony Beevor, Penguin 1998) Ho finito Stalingrad di Antony Beevor, a cui ho gi\u00e0 accennato, e non posso che consigliarne la lettura agli appassionati di storia del XX secolo (il libro \u00e8 edito in Italia nella BUR col titolo Stalingrado) - con avvertenze. Il libro prende le mosse dalla\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?fit=775%2C1200&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?fit=775%2C1200&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Beevor-Stalingrad.jpg?fit=775%2C1200&ssl=1&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":5710,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5710","url_meta":{"origin":5450,"position":1},"title":"I libri che ho letto nel 2013","author":"Rufus","date":"02\/01\/2014","format":false,"excerpt":"Come l'anno scorso Anobii mi permette di tenere conto dei libri che ho letto nel corso dell'anno. 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