{"id":4519,"date":"2013-09-26T18:25:23","date_gmt":"2013-09-26T16:25:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4519"},"modified":"2013-09-27T20:13:54","modified_gmt":"2013-09-27T18:13:54","slug":"quel-che-penso-della-lingua-sarda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4519","title":{"rendered":"Quel che penso della lingua sarda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg\"><img data-attachment-id=\"4514\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4514\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?fit=960%2C720&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"960,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Papa Francesco Cagliari titolo Unione\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?fit=510%2C383&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4514\" alt=\"Papa Francesco Cagliari titolo Unione\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione-300x225.jpg?resize=300%2C225\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?resize=150%2C112&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?resize=268%2C200&amp;ssl=1 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?resize=700%2C525&amp;ssl=1 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Mi prendo una pausa dai racconti delle avventure papali per tornare sul tema della lingua sarda, <a title=\"La mia vita con il Papa \u2013 l\u2019evento (1)\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4504\">a cui ho accennato ieri<\/a>: si vede che un po&#8217; \u00e8 un tema che mi brucia.<\/p>\n<p>Siccome sulle questioni del sardo si intrecciano abitualmente discussioni cruente in cui si versa in misura uguale l&#8217;inchiostro e\u00a0il sangue mi sembra opportuno chiarire le premesse.<\/p>\n<p>Prima di tutto: mi fa piacere sentire altre opinioni. Mi fa sempre piacere, ma in questo caso di pi\u00f9: sentitevi\u00a0incoraggiati a\u00a0commentare e discutere.<\/p>\n<p>In secondo luogo: io sono uno di quei sardi che non parla sardo. Lo capisco abbastanza, ma non lo parlo. Soprattutto, non <em>penso<\/em> in sardo, e credo in questo di essere nella stessa condizione della stragrande maggioranza dei miei conterranei. Non credo cio\u00e8 che in Sardegna ci sia una maggioranza di persone che hanno il sardo come <em>prima<\/em> lingua.<\/p>\n<p>Nonostante questo riconosco volentieri che il sardo \u00e8 una lingua ancora viva e credo che sia un tesoro culturale che vada preservato.<\/p>\n<p>Il problema mi pare <em>come<\/em> preservarlo. E perch\u00e9, soprattutto. E credo che gli strumenti culturali con cui si guarda spesso alla questione del sardo soffrano di una dipendenza da schemi mentali, politici e culturali di impronta otto-novecentesca che sono del tutto inadeguati.<\/p>\n<h2>Vecchi arnesi del passato<\/h2>\n<p>Per esempio il tema della lingua sarda (o meglio del bilinguismo) sembra spesso affrontato come se fosse una questione di minoranza linguistica: come per i tedeschi dell&#8217;Alto Adige, per dire.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che questa minoranza linguistica non \u00e8 pi\u00f9, se pure \u00e8 mai esistita. Non si tratta quindi di garantire diritti a una parte dei cittadini che altrimenti, non potendosi esprimere nella propria lingua, non potrebbe esercitarli: non c&#8217;\u00e8 nessuno oggi in Sardegna che senza i cartelli stradali in sardo non riuscirebbe ad arrivare da qualunque parte, o che che non sia in grado di leggere un modulo in un ufficio pubblico (o meglio: c&#8217;\u00e8 un sacco di gente che non sa leggere i moduli, ma purtroppo non dipende dal sardo).<\/p>\n<p>\u00c8 una trappola mentale comoda quella di ragionare per dualismi: i sardi che parlano sardo e gli italiani che parlano italiano, ma semplicemente non regge all&#8217;esame dei fatti.<\/p>\n<p>Naturalmente non \u00e8 solo una trappola mentale: \u00e8 anche un utile schema per chi ci vuole marciare politicamente. C&#8217;\u00e8 una visione dell&#8217;indipendentismo che ragiona con schemi\u00a0politici ottocenteschi e che ha <em>bisogno<\/em> di sollevare la questione linguistica: perch\u00e9 nel Bignami dell&#8217;indipendentismo fai-da-te hanno scoperto che le questioni nazionali sono passate spesso per il tema della lingua, dall&#8217;Ungheria all&#8217;Irlanda (e infatti citeranno sempre il caso recente della Catalogna) e <em>quindi<\/em> la questione linguistica gli serve per costruire una visione nazionale che altrimenti non saprebbero mantenere: ma \u00e8 una visione strumentale, uno stratagemma (per l&#8217;esattezza, \u00e8 il quattordicesimo dei trentasei stratagemmi cinesi: <em>prendere a prestito un cadavere per rifondervi lo spirito<\/em>. Fine della divagazione).<\/p>\n<p>L&#8217;altro grande equivoco politico fa appello non a un concetto ottocentesco ma a un tema del secolo successivo: l&#8217;anticolonialismo. Secondo questo schema l&#8217;italiano \u00e8 una lingua imposta e per liberarsi del dominio coloniale dell&#8217;oppressore italiano occorre anche liberarsi della sua lingua. Ancora una volta, si agisce per parallelismi con altre situazioni storiche, solo che anche queste sono teorie che non reggono a una disamina storica seria: non c&#8217;\u00e8 mai stato in Sardegna, da parte dello Stato, uno sforzo di &#8220;desardizzazione&#8221; anche lontanamente comparabile con quanto fatto dagli inglesi, per dire, in Scozia o in Irlanda, per non parlare del fatto che si \u00e8 costretti a immaginare uno stato primigenio della Sardegna, prima della sua incorporazione nel Regno dei Savoia, il che \u00e8 un assurdo, considerato che in precedenza la Sardegna era inserita in una altro sistema culturale, politico e anche linguistico, quello spagnolo, molto pi\u00f9 ampio dell&#8217;isola.<\/p>\n<p>E anche prima di parlare di colonialismo, magari, sarebbe il caso di andarci piano.<\/p>\n<h2>Scribi e farisei<\/h2>\n<p>Il peso di queste due strumentalizzazioni politiche fa venire in mente una frase di Ges\u00f9, se \u00e8 consentito:<\/p>\n<blockquote><p>Sulla cattedra di Mos\u00e8 si sono seduti gli scribi e i farisei.<\/p><\/blockquote>\n<p>Lasciare la guida del lavoro di valorizzazione, salvaguardia e diffusione del sardo a chi ci lavora sopra per fini strumentali vuol dire che spesso si fanno le scelte sbagliate, o inutili.<\/p>\n<p>Per esempio: la standardizzazione del sardo serve, unicamente, per renderlo lingua ufficiale negli atti pubblici. Avere il sardo come lingua ufficiale negli atti pubblici serve per dare visibilit\u00e0 a una fantomatica &#8220;seconda comunit\u00e0&#8221;, quella dei parlanti in sardo, che semplicemente non esiste, ma della quale ci si potrebbe a quel punto ergere a rappresentanti. In compenso la standardizzazione comporta l&#8217;emarginazione o la perdita di tutta una serie di\u00a0forme secondarie e di particolarit\u00e0 locali, che sono una ricchezza &#8211; evidentemente secondo\u00a0alcuni sacrificabile.<\/p>\n<p>Per non parlare del fatto che nessuno pu\u00f2 ignorare che lo sviluppo naturale del sardo ha subito una cesura importante, e che pretendere di piegare la lingua a utilizzi per i quali non ha lessico sufficiente vuol dire violentarla e, in ultima analisi, impoverirla: la maggior parte dei termini utilizzati per\u00a0nominare in sardo cose che appartengono alla modernit\u00e0 o alla post-modernit\u00e0 non sono altro che calchi malriusciti dell&#8217;italiano, come il famoso <em>elettrotzeraccu<\/em> per dire &#8220;elettrodomestico&#8221;.<\/p>\n<h2>Identit\u00e0 liquide<\/h2>\n<p>Io penso che questo tipo di visioni, sostanzialmente nazionalistiche, non siano pi\u00f9 adeguate al ventunesimo secolo. Se si parla di identit\u00e0 mobili in una societ\u00e0 liquida questo dovrebbe valere anche per le dimensioni linguistiche, e questa visione mi sembra anche pi\u00f9 adeguata alla realt\u00e0 dei fatti.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 in Sardegna una <em>minoranza<\/em> linguistica: c&#8217;\u00e8 una <em>totalit\u00e0<\/em> di persone che sono bilingui, in varia misura, o direttamente multilingui. Il riferimento migliore non mi pare l&#8217;Ottocento con la sua rivendicazione di identit\u00e0 esclusive, ma se proprio la devo sparare, la tarda Repubblica romana con le sue appartenenze multiple: in cui magari Cicerone lavorava e svolgeva la propria vita pubblica in latino, parlava osco o sannita coi propri contadini e discettava in greco coi membri del proprio ceto. Fosse stato di antica stirpe etrusca avrebbe anche parlato etrusco coi propri familiari.<\/p>\n<p>A me sembra che ragionare in questo modo, senza l&#8217;assillo di una parificazione artificiale fra sardo e italiano, sia a un tempo pi\u00f9 rispettoso della stessa molteplicit\u00e0 di identit\u00e0 della lingua sarda, pi\u00f9 ricco culturalmente e anche pi\u00f9 fruttuoso nell&#8217;attrezzarci tutti per i tempi che viviamo.<\/p>\n<p>Mi sembra che le energie che si sprecano sulle questioni linguistiche potrebbero essere meglio impiegate nel <em>pensare<\/em> lo spazio del sardo in un tipo di sistema multilinguistico: \u00e8 la lingua della campagna? La lingua degli affetti? La lingua della satira e dello scherzo? La lingua della poesia? Anche uno solo di questi risultati a me sembrerebbe sufficiente, e definire un obiettivo, culturale, non politico, del genere permetterebbe di uscire dalla finzione che col sardo si possa fare qualunque cosa\u00a0e focalizzare meglio le risorse, anche economiche, che si spendono per la valorizzazione della lingua sarda: serve avere i cartelli stradali in sardo? Probabilmente si. Serve finanziare cartoni animati in sardo? Magari si, magari no. Serve premiare chi parla il sardo nei concorsi pubblici? Probabilmente no. Serve finanziare premi letterari in sardo?\u00a0A certe condizioni. E cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Secondo me sarebbe un passo avanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi prendo una pausa dai racconti delle avventure papali per tornare sul tema della lingua sarda, a cui ho accennato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4514,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Papa-Francesco-Cagliari-titolo-Unione.jpg?fit=960%2C720&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1aT","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8914,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8914","url_meta":{"origin":4519,"position":0},"title":"Quali intellettuali in Sardegna? 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