{"id":4451,"date":"2013-09-16T18:33:41","date_gmt":"2013-09-16T16:33:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4451"},"modified":"2013-10-31T00:05:25","modified_gmt":"2013-10-30T23:05:25","slug":"lo-zio-rufus-va-alluniversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4451","title":{"rendered":"Lo zio Rufus va all&#8217;Universit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg\"><img data-attachment-id=\"4837\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=4837\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?fit=593%2C595&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"593,595\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?fit=298%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?fit=510%2C512&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4837\" alt=\"Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?resize=298%2C300\" width=\"298\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?resize=298%2C300&amp;ssl=1 298w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?resize=100%2C100&amp;ssl=1 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Logo_Universit\u00e0_di_Cagliari.jpg?w=593&amp;ssl=1 593w\" sizes=\"(max-width: 298px) 100vw, 298px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Avviso: questo articolo riguarda cose veramente mie, probabilmente di nessun interesse per il mondo.<\/p>\n<h3>Dell&#8217;importanza di un titolo di studio<\/h3>\n<p>Insomma, un po&#8217; mi prudevano le mani.<\/p>\n<p>Chi mi conosce sa che dopo una lunga (e talvolta dolorosa) vita in Scienze Politiche,\u00a0non mi sono mai laureato: la prima volta ho lasciato che mi mancavano pochi esami, ma l&#8217;ultimo tentativo l&#8217;ho fatto due anni fa e l&#8217;ho chiuso senza praticamente avere mai nemmeno ricominciato.<\/p>\n<p>E per\u00f2 sentivo comunque un forte bisogno di formazione: un po&#8217; mi pesa l&#8217;essere sempre autodidatta e anelo alla sistematicit\u00e0; non parliamo poi del fatto che, contrariamente a quel che si pensa, il titolo &#8211; nel senso del pezzo di carta &#8211; comunque serve.<\/p>\n<p>E quindi questa estate ho detto a Maria Bonaria: \u00abMi sa che a settembre mi iscrivo di nuovo all&#8217;Universit\u00e0\u00bb. E lei mi ha detto: \u00abBravo\u00bb.<\/p>\n<h3>L&#8217;offerta formativa ha fatto la dieta<\/h3>\n<p>Ragionando, per\u00f2, mi sono reso conto che il percorso di Scienze Politiche che, lo dico a scanso di equivoci, rimane comunque il pi\u00f9 bello del mondo, in questo momento \u00e8 aldil\u00e0 delle mie possibilit\u00e0 di tempo, di concentrazione e di sforzo mnemonico, e quindi il colpo di genio: mi iscrivo in Storia, ho pensato, \u00e8 vicino ai miei interessi, ho gi\u00e0 delle competenze di base, richiede un approccio diverso allo studio e cos\u00ec, forse, ce la posso fare.<\/p>\n<p>Certo, dei segnali preoccupanti c&#8217;erano. Un amico professore universitario mi dice: \u00abChe bella decisione! Sei ammirabile: proprio tu che lavori all&#8217;universit\u00e0 e sai in che condizioni siamo. Proprio tu che sai benissimo che il corso di studi magari potrebbe essere rivoluzionato da un momento all&#8217;altro dal tratto di penna di qualche oscuro funzionario ministeriale, impedendoti cos\u00ec di concluderlo\u00bb. Adesso si che mi sento pi\u00f9 tranquillo.<\/p>\n<p>Secondo segnale: non esiste una laurea in storia all&#8217;Universit\u00e0 di Cagliari. Quello che pudicamente viene chiamato <em>asciugare l&#8217;offerta formativa<\/em> &#8211; una conseguenza della controriforma Moratti (e dell&#8217;inerzia di Mussi) e della possibilit\u00e0 di quei famosi tratti di penna di cui sopra &#8211; non ha mai permesso alla nostra universit\u00e0 di attivare un corso di laurea della classe L-42 ma solo un percorso interno al corso di laurea in Lettere, classe L-10.<\/p>\n<p>Vi sembra arabo? Un po&#8217; \u00e8 come dire che tu vuoi fare il geometra, ma puoi solo iscriverti in una scuola di periti agrari, in cui per\u00f2 di fatto ti insegnano a fare il geometra. Solo che sul pezzo di carta ci sar\u00e0 scritto sempre &#8220;perito agrario&#8221;. Per\u00f2 noi qui a Cagliari con quel pezzo di carta siamo disposti a farti accedere\u00a0agli studi di geometra superiore specializzato, se vuoi, quindi alla fine forse tutto finir\u00e0 bene. Forse. Altrove cosa ti potrebbe succedere non si sa. Benvenuti nel mondo complicato dell&#8217;universit\u00e0.<\/p>\n<p>A me che ci lavoro queste cose sembrano normali, ma capisco che studenti e genitori possano rimanere perplessi.<\/p>\n<p>Altre cose mi\u00a0davano pi\u00f9 fastidio e mi\u00a0facevano pensare\u00a0di non avere avuto proprio proprio un colpo di genio. Per esempio, siccome \u00e8 un corso di laurea in lettere ti devi dare latino. Che bello. E due esami di letteratura italiana e perfino un esame di glottologia. Da trecento ore teoriche, che non \u00e8 proprio pochissimo. Dice mia zia Enrica, che in Lettere ci ha insegnato e difende l&#8217;istituzione: il latino ti serve per la documentazione. Va bene: allora anche l&#8217;inglese, anzi meglio. Non \u00e8 quello: \u00e8 che nelle lauree in Lettere quelle materie ci devono essere, se no arriva l&#8217;oscuro funzionario ministeriale di cui sopra e ti crocifigge. E ha pure ragione.<\/p>\n<p>Tutto considerato, per\u00f2, mi sono iscritto lo stesso alla prova di valutazione.<\/p>\n<p>Ah gi\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;ansia di statistiche che pervade il mondo dell&#8217;istruzione italiano prevede che adesso per accedere all&#8217;universit\u00e0 sia obbligatoria una prova di valutazione e orientamento, anche per i corsi ad accesso libero. La prova \u00e8 cio\u00e8 obbligatoria anche se non selettiva: chi va male si pu\u00f2 iscrivere lo stesso ma\u00a0deve fare dei corsi di recupero.<\/p>\n<p>Capiamoci: detto cos\u00ec sembra fantastico. Finalmente l&#8217;universit\u00e0 si occupa seriamente di didattica. Se per\u00f2 date un&#8217;occhiata ai <a href=\"http:\/\/facolta.unica.it\/segp\/files\/2013\/09\/esiti-pretest2013-2014.pdf\">risultati delle prove di quest&#8217;anno in Scienze Politiche<\/a>, per esempio, capite che qualcosa non torna: se la maggior parte degli studenti fallisce\u00a0un <em>test<\/em> pi\u00f9 che abbordabile vuol dire che il problema non pu\u00f2 essere risolto da dei &#8220;semplici&#8221; corsi di recupero.<\/p>\n<p>A me la strutturazione tipica della prova di valutazione per Lettere\u00a0un po&#8217; mi seccava: perch\u00e9 c&#8217;erano dieci domande di latino,\u00a0che non ho pi\u00f9 toccato dall&#8217;epoca del liceo e tutto sembrava farsi un po&#8217; complicato: col lavoro come farei, pensavo, a fare i corsi di recupero?<\/p>\n<p>Insomma, dopo un po&#8217; di esitazioni mi sono pagato la tassa di partecipazione alla prova all&#8217;ultimo minuto disponibile (esattamente le cose per cui rimprovero gli studenti tutti i giorni, <em>in dom&#8217;e ferreri schiron&#8217;e linna<\/em>), mi sono studiato le domande dei test degli anni scorsi,\u00a0messe opportunamente a disposizione dei candidati, e mi sono presentato in un&#8217;aula colma di ragazzine. Ah gi\u00e0, questa \u00e8 Lettere e non ci avevo pensato. Come mi dispiace.<\/p>\n<h3>E quindi&#8230;<\/h3>\n<p>Dopo una serie di controlli degni dell&#8217;aereoporto di New York ci siamo trovati in una cinquantina in un&#8217;aula, pronti per farci spennare. Nelle altre aule c&#8217;erano gli altri studenti, tranne un gruppo sperduto che cercava invano la selezione per filosofia e si era perduto. Poi dicono che non \u00e8 vero che i filosofi sono distratti.<\/p>\n<p>Un rapido sondaggio del professore che supervisionava, gentilissimo, rivela che la maggior parte di noi \u00e8 intenzionata a studiare lettere moderne. Per storia siamo in quattro. Per lettere antiche uno solo, un ragazzo con gli occhiali. Tutti lo guardano con ammirazione mista a compatimento.<\/p>\n<p>L&#8217;andamento della prova di orientamento dimostra che la mia vita nel corso di laurea in Lettere sar\u00e0 conflittuale, cio\u00e8 che mi far\u00f2 riconoscere per il solito rompipalle. Appena iniziata la prova la commissione si rende conto con sgomento che qualcuno si \u00e8 dimenticato di fotocopiare il retro di ogni pagina: cos\u00ec abbiamo le domande dall&#8217;uno al dodici, ma ci mancano le altre fino alla ventunesima, poi si arriva alla trenta ma si salta fino alla trentotto e cos\u00ec via. Tra me e me scuoto al testa con compatimento e penso che <em>noi<\/em>, in Scienze Politiche, questi errori non li facciamo, ma non lo dico (meno male). Invece sono bravi: con grande <em>aplomb<\/em> vengono sostituiti i questionari danneggiati governando una situazione che poteva facilmente diventare complicata.<\/p>\n<p>Poi ci dicono che, contrariamente a quanto comunicato, il sistema di punteggio adottato \u00e8 diverso da quello annunciato inizialmente.\u00a0Sfoggio fermezza e cortesia e faccio quello che\u00a0i miei vecchi\u00a0studenti di Giurisprudenza, cui mi ispiro, definirebbero argutamente piantare un casino, discettando di pubblicazione di bandi che ha valore normativo, di aspettative predeterminate nei candidati e un po&#8217; di altre cretinate. Un rompiballe, davvero, gli studenti di Giurisprudenza sarebbero fieri di me, ma la variazione rende la prova un po&#8217; pi\u00f9 difficile e lo spettro del corso di recupero di latino mi balla davanti agli occhi, agitando malignamente la declinazione dei sostantivi neutri della terza declinazione, <em>mare<\/em>, <em>maris<\/em>, la cui esistenza io avevo prudentemente rimosso dalla mia vita intorno ai vent&#8217;anni.<\/p>\n<p>Come Dio vuole la prova finisce. Sono sicuro di aver fatto bene la parte di lingua e letteratura italiana e quella di storia. <em>Cicerone consule<\/em> dovrebbe essere un ablativo assoluto, e quindi forse ce la faccio.<\/p>\n<p>Si, ce la faccio. In latino ho fatto sei su dieci, quindi oggi mi sono iscritto. La prima cosa che ho notato, con rammarico, \u00e8 che per un&#8217;inezia la mia matricola non \u00e8 una parola palindroma: un rompiballe, davvero. Ma se vi fa piacere mi riservo di raccontarvi in futuro qualche altra avventura nell&#8217;improbabile ruolo di studente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avviso: questo articolo riguarda cose veramente mie, probabilmente di nessun interesse per il mondo. 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