{"id":4426,"date":"2013-09-11T18:45:54","date_gmt":"2013-09-11T16:45:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4426"},"modified":"2026-01-15T14:52:56","modified_gmt":"2026-01-15T13:52:56","slug":"lintrepido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4426","title":{"rendered":"L&#8217;intrepido"},"content":{"rendered":"<p>Ho visto ieri, in buona compagnia, <em>L&#8217;intrepido<\/em> di Gianni Amelio, con Antonio Albanese, un film difficilmente definibile\u00a0con precisione ma comunque\u00a0una commedia amara, amarissima.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile raccontarne la trama, non solo perch\u00e9 vorrei evitare anticipazioni, ma anche perch\u00e9 in realt\u00e0 rischia di essere fuorviante: immagino che molti abbiano letto o sentito che Albanese (che qui offre al suo personaggio una maschera tragica, non comica, quindi non aspettatevi battute e <em>gag<\/em>), interpreta Antonio Pane,\u00a0un <em>rimpiazzista<\/em>, cio\u00e8 uno che lavora al posto degli altri nei giorni in cui non possono &#8211; oggi fa il muratore, domani il meccanico, dopodomani consegna pizze. Detto cos\u00ec, sembra un film sulla precariet\u00e0 e il lavoro che non c&#8217;\u00e8, ma in realt\u00e0 \u00e8 un pretesto: nel seguito della storia questa dimensione del <em>rimpiazzista<\/em> sfuma fino a scomparire quasi del tutto, e in fondo i soldi, entro certi limiti,\u00a0non sembrano mai essere un vero problema per Antonio.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 sembrato piuttosto che\u00a0<em>L&#8217;intrepido<\/em> sia\u00a0una parabola dell&#8217;Italia intepretata attraverso, sostanzialmente, due generazioni: quella di Antonio e quella di Ivo, il figlio. L&#8217;Italia di Antonio sa cavarsela, pure troppo: se lui \u00e8 un uomo gentile e onesto altri figuri sono molto meno rassicuranti: ladri o truffatori di mezza tacca, gente cinica o\u00a0presuntuosa, arrivisti o predatori.\u00a0E oltre una\u00a0massa anonima, senza interessi culturali, senza spessore. Gli unici in fondo che si staccano sono i vicini di casa arabi, vivi, vitali ed energetici. \u00c8 anche un&#8217;Italia che non sa pretendere n\u00e9 imporsi, che cerca sempre e comunque la trattativa, che chiede ci\u00f2 che spetta di diritto come un favore. E per\u00f2 anche un&#8217;Italia che tende una mano\u00a0&#8211; posto che una delle frasi ricorrenti di Antonio \u00e8: \u00abCome posso aiutarti?\u00bb &#8211; anche quando questa pretesa di aiutare gli altri appare grottesca, data la situazione.\u00a0Nonostante questi difetti, o forse proprio per questi, l&#8217;Italia di Antonio \u00e8 un&#8217;Italia che sta sempre in piedi, che trova sempre il modo, che, ecco la metafora,\u00a0rimpiazzo dopo rimpiazzo, reinventandosi continuamente, comunque va avanti.<\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 un&#8217;Italia senza futuro: perch\u00e9 la generazione dei figli, i due-tre personaggi che nel film sono pi\u00f9 giovani, al contrario non sanno cavarsela, sono prigionieri di dubbi e insicurezze fino all&#8217;autodistruzione, non sanno dove mettere le mani, sono staccati dalla materialit\u00e0 in favore di sogni evanescenti, sono, in una parola, vittime predestinate. Genitori come Antonio li tengono in piedi, ma chiss\u00e0 se baster\u00e0. Eppure, nonostante tutto, l&#8217;Italia di Antonio va avanti.<\/p>\n<p>Detto cos\u00ec il film potrebbe piacere o non piacere, la tesi essere considerata condivisibile o non condivisibile, ma siamo solo all&#8217;inizio dei problemi.<\/p>\n<p>Intanto la scrittura \u00e8\u00a0molto letteraria &#8211; ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che lo sceneggiatore, in fondo, di <em>veri<\/em> poveri non sappia niente &#8211; c&#8217;\u00e8 un qualcosa che stride fra il linguaggio cinematografico utilizzato, che a momenti \u00e8 magniloquente come il peggior Ozpetek, e la quotidianit\u00e0 rappresentata: se la storia \u00e8 una favola, magari nera, il film non raggiunge mai quel livello di realismo magico a cui forse si tendeva.<\/p>\n<p>Ma soprattutto si procede con una narrazione esilissima, sostenuta solo dall&#8217;accumulazione successiva di situazioni e simbologie, non solo fino a diventare stucchevole, ma soprattutto allungando il brodo metaforico fino a farlo diventare privo di sapore. Io ho offerto una mia lettura, ma le vicende messe in scena permetterebbero legittimamente moltissime altre intepretazioni senza che ci sia nel film nessun meccanismo interno che le possa smentire o confermare: sono pronto ad avanzare, alternativamente, l&#8217;idea che il film abbia per tema l&#8217;incapacit\u00e0 genitoriale dei padri moderni, oppure\u00a0la crisi del movimento operaio,\u00a0o perfino l&#8217;idea del <em>remake<\/em> non dichiarato di <em>Tempi moderni<\/em>, con Albanese un novello Charlot stritolato dalla postmodernit\u00e0 ma abbastanza poetico da cercare una sua via di fuga.<\/p>\n<p>Quando una storia si presta a cos\u00ec tante letture e, palesemente, non si \u00e8 di fronte a un capolavoro, \u00e8 legittimo il sospetto che si siano un po&#8217; persi per strada oppure che abbiano provato a risolvere i problemi di narrazione mettendo qui e l\u00e0 elementi che possono essere interpretati da ciascuno un po&#8217; come gli pare, per dare l&#8217;illusione della profondit\u00e0. L&#8217;operazione per\u00f2 non funziona e il risultato \u00e8 un film pasticciato, e alla fine, in una parola, brutto. Non brutto visivamente (ci sono anzi cose molto pregevoli),\u00a0ma brutto nel senso di senza capo n\u00e9 coda.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gfUrMY6id1o?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho visto ieri, in buona compagnia, L&#8217;intrepido di Gianni Amelio, con Antonio Albanese, un film difficilmente definibile\u00a0con precisione ma comunque\u00a0una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-19o","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":1612,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1612","url_meta":{"origin":4426,"position":0},"title":"Dimmi che destino avr\u00f2","author":"Rufus","date":"11\/12\/2012","format":"video","excerpt":"Dimmi che destino avr\u00f2, diretto da Peter Marcias (di cui avevo gi\u00e0 visto, con poca soddisfazione, I bambini della sua vita) e sceneggiato da Gianni Loy, ha parecchi meriti dal punto di vista politico.\u00a0Tratta infatti con coraggio il tema della condizione dei\u00a0rom in Italia non per interposta persona ma entrando\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/nncSN49Rd08\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":14324,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14324","url_meta":{"origin":4426,"position":1},"title":"L&#8217;ordine delle cose","author":"Rufus","date":"21\/11\/2017","format":"video","excerpt":"L'ordine delle cose \u00e8 un film di Daniele Segre sostenuto anche da Banca Etica: racconta la storia di una trattativa fra Italia e Libia per bloccare i flussi dei migranti, ma \u00e8 stato scritto prima dei fatti di questi ultimi mesi.\u00a0L'ho visto ieri all'UCI di Cagliari in proiezione speciale all'interno\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/fM16rfT-A98\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":17133,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17133","url_meta":{"origin":4426,"position":2},"title":"Alloglossie","author":"Rufus","date":"03\/09\/2019","format":false,"excerpt":"Ammetterete che il titolo di questa segnalazione migliora il record precedente di utilizzo di parola complicata come titolo su questo blog. 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