{"id":3978,"date":"2013-07-15T13:27:31","date_gmt":"2013-07-15T11:27:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3978"},"modified":"2022-07-18T10:25:22","modified_gmt":"2022-07-18T08:25:22","slug":"ancora-al-festival-delle-terre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3978","title":{"rendered":"Ancora al Festival delle Terre"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo un&#8217;assenza dovuta alla partecipazione a una grigliata di famiglia ieri sono tornato al <a href=\"http:\/\/www.festivaldelleterre.it\/\"><em>Festival delle Terre<\/em><\/a>. In programma c&#8217;erano un <em>reading<\/em> dei <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mama_Sabot\"><em>Mama Sabot<\/em><\/a> su Quirra e due cortometraggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul <em>reading<\/em>, che era di fatto propedeutico alla prima proiezione, passo. Non l&#8217;ho trovato efficacissimo &#8211; temo che la scrittura di Carlotto renda poco a voce alta &#8211; ma comunque era interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi \u00e8 iniziato <em>Materia oscura<\/em>, che era il motivo per cui era presente la maggior parte del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<h2><em>Materia oscura<\/em> (Massimo D\u2019Anolfi e Martina Parenti, Italia 2013)<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Materia oscura<\/em> affronta il problema del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Poligono_sperimentale_e_di_addestramento_interforze\"><em>Poligono Sperimentale Interforze del Salto di Quirra<\/em><\/a> in maniera ellittica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante nella coscienza comune locale si sia ormai abbastanza affermata l&#8217;idea della pericolosit\u00e0 del poligono, della quantit\u00e0 di inquinanti rilasciata sul territorio e della connessione con le morti per leucemie e linfoni fra gli abitanti&nbsp;della zona e con le malformazioni e altri problemi del bestiame che pascola nelle adiacenze del poligono, una conferma formale di tutto questo ancora non c&#8217;\u00e8 e chiss\u00e0 se arriver\u00e0 mai, impigliata com&#8217;\u00e8 la verit\u00e0 fra mille inchieste, perizie e controperizie che dicono tutto e il contrario di tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a questa complessit\u00e0 <em>Materia oscura<\/em> sceglie di limitarsi a far vedere, senza commento, senza voci. Ottanta minuti di sole immagini (ottanta!) in cui si susseguono fra le altre le scene quotidiane della vita dei pastori della zona, i lanci dei proiettili e dei missili, le riprese dei cumuli di detriti lasciati dalle esercitazioni e le carcasse dei bersagli,&nbsp;la vivisezione&nbsp;di un topo raccolto sul terreno della base e una lunghissima sequenza finale sul destino di un vitello malformato nato in un allevamento nei pressi della base. Solo immagini senza commenti, quasi asettiche (quasi), quasi senza prendere posizione (quasi) se non fosse per due interventi sonori in sottofondo molto mirati: uno un pezzo di telegiornale con i risultati dell&#8217;inchiesta della magistratura durante l&#8217;autopsia del topo e l&#8217;altro i commenti dei pastori mentre tentano inutilmente di curare il vitello. Il risultato&nbsp;non \u00e8 un documentario d&#8217;inchiesta, in un certo senso, ma un documentario di denuncia, affidato alla forza delle immagini.<\/p>\n\n\n\n<p>E le immagini sono <em>veramente<\/em> forti: le riprese notturne delle esplosioni sullo sfondo del mare mentre scorrono i titoli di coda, per esempio,&nbsp;fanno davvero impressione. Anche cos\u00ec, per\u00f2, ho trovato <em>Materia oscura <\/em>noiosissimo, una tortura, e credo che una qualche struttura narrativa gli avrebbe giovato: non&nbsp;dico che si deve per forza&nbsp;fare i Michael Moore o le Milena Gabanelli della situazione, ma il linguaggio artistico scelto &#8211; cos\u00ec criptico, cos\u00ec gelido&nbsp;&#8211; non mi ha convinto per nulla e capisco gli organizzatori che hanno fatto precedere la narrazione dal <em>reading<\/em>, in modo che ci fosse almeno una qualche <em>parola<\/em> di spiegazione; so che il documentario sta girando il modo, in questo momento, mi domando quanto ne possa capire chi non vive in Sardegna e non ha mai sentito parlare di Quirra e Perdasdefogu.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche perch\u00e9&nbsp;proprio perch\u00e9 una verit\u00e0 ufficiale su Quirra ancora non c&#8217;\u00e8 chi ne parla ha il dovere di dire da che parte sta. Cos\u00ec com&#8217;\u00e8 emerge dal documentario un territorio ferito, la violenza dei grandi sistemi d&#8217;arma, un vitello condannato a morte, un apparato mastodontico e inquietante di documentazione, controllo, indagine.&nbsp;Non \u00e8 poco&nbsp;ma rispetto alla vicenda del poligono non \u00e8 neanche abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/OCi2w5KMioU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2><em>Shady chocolate<\/em> (Miki Mistrati, Danimarca 2012)<\/h2>\n\n\n\n<p>Miki Mistrati \u00e8 l&#8217;autore di <a href=\"http:\/\/www.thedarksideofchocolate.org\/\"><em>The dark side of chocolate<\/em><\/a>&nbsp;(&#8220;Il lato oscuro del cioccolato&#8221;, Danimarca 2010), un documentario che metteva in luce diverse magagne dell&#8217;industria del cacao, soprattutto il numero spaventoso di minori impiegati nelle piantagioni dell&#8217;Africa occidentale e i meccanismi di traffico internazionale di persone e di sfruttamento legati all&#8217;impiego di questa manodopera infantile.<\/p>\n\n\n\n<p>La denuncia ha avuto un buon successo. In realt\u00e0 l&#8217;impegno da parte delle grandi case produttrici di cioccolato di eliminare l&#8217;impiego di manodopera minorile \u00e8 del 2008, ma dopo l&#8217;uscita del documentario ci sono state nuove assunzioni di&nbsp;responsabilit\u00e0 e l&#8217;avvio di progetti di sviluppo locale almeno in teoria rispettosi dell&#8217;ambiente e delle persone, in linea col tipo di interventi svolto da anni dalle organizzazioni del commercio equo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Miki e i suoi collaboratori tornano sul luogo del delitto (\u00e8 il caso di dirlo) per provare a vedere se la situazione \u00e8 migliorata. Dato che <em>The dark side of chocolate <\/em>\u00e8 stato proposto durante il <em>Festival delle terre<\/em> 2012 la proiezione del documentario che racconta questa seconda inchiesta, <a href=\"http:\/\/www.shady-chocolate.com\/en\"><em>Shady chocolate<\/em> <\/a>(&#8220;Cioccolato ambiguo&#8221;, ma io direi <em>cioccolato farlocco<\/em>), si pone in una continuit\u00e0 ideale con il festival dell&#8217;anno scorso.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione sembra abbastanza sconfortante, anche se obiettivamente pi\u00f9 complessa di quanto raccontato dal documentario precedente: non siamo propriamente nel campo del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Greenwashing\"><em>greenwashing<\/em><\/a>, quanto in quello dell&#8217;inettitudine, dell&#8217;inefficienza e del semplice menefreghismo: d&#8217;altra parte dei progetti sbandierati in Europa dalle grandi idnustrie cioccolatiere, di scuole agricole, di sviluppo locale, di educazione, i ricercatori non ne hanno trovato uno che sia uno che rispettasse le promesse (o anche, semplicemente, che funzionasse). \u00c8 vero per\u00f2 che almeno alcune industrie (non tutte) mostrano una consapevolezza maggiore del problema, se non proprio la volont\u00e0 di risolverlo. Uhm, tutto considerato mi correggo: messo cos\u00ec \u00e8 <em>greenwashing<\/em>, dopo tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono poi due temi che il documentario non approfondisce, anche se li evidenzia con pi\u00f9 o meno chiarezza. Il primo \u00e8 quello della complicit\u00e0&nbsp;delle istituzioni locali, che era messo in evidenza anche in <em>Dark side&#8230;<\/em> Questa volta il traffico di minori \u00e8 in sottofondo e quindi anche le reti di sfruttamento lcoale hanno meno evidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo \u00e8 legato al fatto che i progetti non funzionanti sono in larga parte certificati da enti terzi e co-gestiti da ONG (anche rispettabili, cio\u00e8 non semplici facciate imbiancate per multinazionali impresentabili), le quali perci\u00f2 hanno evidentemente delle magagne non da poco al loro interno. Mistrati preferisce alla fine concentrarsi sull&#8217;industria del cioccolato, per\u00f2 certo&nbsp;le varie ONG non ci fanno una grande figura, e la istituzionalizzazione e sclerotizzazione di molte di queste organizzazioni \u00e8 un problema con cui ormai presto il mondo&nbsp;dell&#8217;economia sociale e della sostenibilit\u00e0 dovr\u00e0 fare i conti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-block-embed-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class=\"embed-vimeo\" style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/55384845\" width=\"800\" height=\"450\" frameborder=\"0\" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un&#8217;assenza dovuta alla partecipazione a una grigliata di famiglia ieri sono tornato al Festival delle Terre. 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