{"id":2646,"date":"2013-03-26T10:17:16","date_gmt":"2013-03-26T09:17:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2646"},"modified":"2018-10-04T15:11:40","modified_gmt":"2018-10-04T13:11:40","slug":"storie-politica-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2646","title":{"rendered":"Storie, politica, violenza"},"content":{"rendered":"<p>Avviso: questo \u00e8 un <em>post<\/em> che parla di letteratura di genere (forse). Solo che ci mette un po&#8217; per arrivarci.<\/p>\n<h3>\u00abLui le butta\u00bb<\/h3>\n<p>Quando ero alle elementari ero molto amico di tre fratelli i cui genitori avevano una casa al mare sul litorale di Quartu.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tex-Grande-Nord.jpg\"><img data-attachment-id=\"5391\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5391\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tex-Grande-Nord.jpg?fit=200%2C220&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"200,220\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Tex Grande Nord\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tex-Grande-Nord.jpg?fit=200%2C220&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tex-Grande-Nord.jpg?fit=200%2C220&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-5391\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tex-Grande-Nord.jpg?resize=200%2C220\" alt=\"Tex Grande Nord\" width=\"200\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tex-Grande-Nord.jpg?w=200&amp;ssl=1 200w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Tex-Grande-Nord.jpg?resize=136%2C150&amp;ssl=1 136w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>In quella casetta in cui ero spesso invitato per il fine settimana c&#8217;era una meravigliosa collezione di <em>Tex<\/em>, si mangiava il quagliato e, soprattutto, si esplorava la campagna: stavamo infatti sul fianco di una collinetta e la casa era abbastanza isolata.<\/p>\n<p>Durante una di queste scorribande mi imbattei in un enorme mucchio di bottiglie vuote. Nei primi anni &#8217;70 la differenziata non esisteva, c&#8217;era ancora il vuoto a rendere e insoma quel mucchio non aveva senso.<\/p>\n<p>\u00abChe roba \u00e8 questa?\u00bb, chiesi.<\/p>\n<p>Mi risposero: \u00abQueste le conserva pap\u00e0. Se viene la rivoluzione dice che le riempie di benzina e le tira come bottiglie <em>molotov<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Nella mia ingenuit\u00e0 la seconda domanda mi venne spontanea : \u00abE contro chi le tira?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDipende da chi fa la rivoluzione\u00bb.<\/p>\n<h3>La violenza fa parte della politica<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg\"><img data-attachment-id=\"182\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=182\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=200%2C307&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"200,307\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"9788806187859g\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=195%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=200%2C307&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-182 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?resize=195%2C300\" alt=\"9788806187859g\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?resize=195%2C300&amp;ssl=1 195w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?w=200&amp;ssl=1 200w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Per la gente della mia generazione l&#8217;idea che la politica possa comportare l&#8217;utilizzo della violenza non ha bisogno di essere dimostrata: ci siamo ciucciati anni di piombo, bombe sui treni, bombe in piazza, aerei tirati gi\u00f9 dal nostro stesso governo o dagli alleati, gente ammazzata per strada e, appunto, bottiglie <em>molotov<\/em>. <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=181\">Logiche militari, come racconta Philopat nella storia della banda del Casoretto<\/a>: la violenza come prosecuzione della politica con altri mezzi, per parafrasare von Clausewitz. Anzi, violenza come <em>parte<\/em> della politica: fino ai primi anni &#8217;80 era una dimensione che non aveva bisogno di dirsi, perch\u00e9 si sapeva. Era cos\u00ec\u00a0anche <a title=\"Due o tre cose che so sull\u2019obiezione di coscienza\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1805\">per chi sceglieva di dichiararsi nonviolento<\/a>, anzi forse addirittura di pi\u00f9, perch\u00e9 le alternative erano molto chiare, plasticamente evidenti.<\/p>\n<p>Con la fine del terrorismo il tema della violenza politica \u00e8 stato esorcizzato, in Italia. \u00c8 scomparso dalla riflessione teorica (e con esso, non a caso, anche molta riflessione sulla nonviolenza). Si \u00e8 fatto finta che la politica non sia anche, non <em>solo<\/em> ma <em>anche,<\/em> esercizio del potere e quindi contenga in s\u00e9 naturalmente la tentazione della sopraffazione e della violenza: perch\u00e9 il potere pu\u00f2 essere anche questo.<\/p>\n<p>Ora, mi rendo conto che dire che la violenza \u00e8 scomparsa dall&#8217;orizzonte possa suonare strano a chi \u00e8 stato manganellato a Genova o a chi in <a title=\"Val di Susa e autostoppisti spaziali\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=68\">Val di Susa<\/a> si trova dall&#8217;una o dall&#8217;altra parte della barricata, ma ci capiamo. La posizione ufficiale \u00e8 che nelle democrazie mature come quella italiana la violenza politica non \u00e8 una dimensione ineliminabile, ma un turbamento, una malattia del sistema, una roba da Russia di Putin, in cui infatti non sono democratici ma oligarchi.<\/p>\n<h3>Per la prima volta su questo <em>blog<\/em> si parla di Berlusconi<\/h3>\n<p>Poi improvvisamente in Italia si pone il problema della &#8211; usiamo un termine di derivazione stalinista &#8211;\u00a0<em>liquidazione fisica<\/em> del <em>leader<\/em> di una parte politica (perch\u00e9 l&#8217;arresto di Berlusconi quello sarebbe, in termini politici, lasciando da parte il piccolo particolare che le condanne possano essere meritate), e il suddetto <em>leader<\/em>, in maniera lineare, reagisce alla minaccia di liquidazione fisica schierando i sostenitori in piazza e facendo intendere che \u00e8 disposto a reagire alla minaccia con reazioni fino all&#8217;estremo spettro dell&#8217;azione politica &#8211; poco importa se la minaccia sia credibile o no e se si pensi davvero che la Santanch\u00e9, novella <em>pasionaria<\/em>,\u00a0si immolerebbe sulle barricate:\u00a0otto milioni di sostenitori Berlusconi li ha comunque, e segnala con chiarezza il messaggio che \u00e8 disposto a passargli &#8211; le azioni\u00a0di Berlusconi quindi \u00a0improvvisamente fanno cadere parecchi veli.<\/p>\n<h3>Finalmente arriviamo alla letteratura (di genere)<\/h3>\n<p>Siccome <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2337\">sto leggendo Machiavelli<\/a>\u00a0questi son\u00a0dubbi che mi vengono spesso, ma in realt\u00e0 di politica ne capisco tanto quanto e poi non voglio usare il <em>blog<\/em> per discutere di questo.<\/p>\n<p>Invece mi interessa condividere una riflessione che ho fatto al termine di tutti questi pensieri: che siamo privi di narrazioni popolari esemplari delle dinamiche della violenza politica nelle democrazie.<\/p>\n<p>Oh, questa \u00e8 una\u00a0richiesta di aiuto, posto che le mie conoscenze letterarie sono quello che sono, per\u00f2 lo segnalo: qual \u00e8 il libro <em>fantasy<\/em>, di fantascienza, giallo, di avventura che tocchi questo tema (lotta per il potere, relazioni fra gruppi e fazioni&#8230;)?<\/p>\n<p>Ho l&#8217;impressione che si tratti, in fondo, di una rimozione molto pi\u00f9 consolidata di quella avvenuta negli ultimi anni in Italia: non c&#8217;\u00e8 nessun problema a mettere in scena il gioco del trono (del resto, \u00e8 presente nella letteratura di genere a partire dall&#8217;<em>Enrico IV<\/em> di Shakespeare: il buon re, il principe sviato, il duca intrigante&#8230;), molto meno a mettere in scena il gioco della repubblica. De Cataldo o Ellroy raccontano la malattia della democrazia, ma gli attori politici restano sullo sfondo. Anche gli autori <em>impegnati<\/em> preferiscono spesso collocarsi dentro rivolte, o prendere sentieri paralleli (penso a <em>Q<\/em>, per esempio).\u00a0L&#8217;unico esempio che mi viene in mente \u00e8 Asimov al principio del ciclo della <em>Fondazione<\/em>, ma anche lui ben presto prende altre strade.<\/p>\n<p>Ah no, scusate:\u00a0ci sono anche i primi tre episodi di <em>Star Wars.<\/em><\/p>\n<p>Ecco, appunto: lasciamo perdere.<\/p>\n<p>Eppure i <em>luoghi<\/em> narrativi adatti non mancano: la parabola della Rivoluzione francese, per esempio. Il Risorgimento e le sue mille correnti. La Repubblica romana e il passaggio verso l&#8217;impero. I primi anni di vita degli Stati Uniti. Temistocle e la democrazia ateniese. Lincoln&#8230;<\/p>\n<p>Gi\u00e0, Spielberg tocca il tema in <em>Lincoln<\/em>: peccato che non si capisca cosa vuol dire.<\/p>\n<p>Insomma, ci sono\u00a0molti modelli notissimi e affascinanti: ma ignorati, in favore delle semplificazioni monarchiche &#8211; il cattivo primo ministro, la principessa volitiva, la regina ostinata, l&#8217;eroe contadino che diverr\u00e0&#8230; re, ovviamente, o in favore di temi collaterali &#8211; per esempio\u00a0in <a title=\"Il gioco di Ender\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1791\"><em>Ender <\/em><\/a>Orson Scott Card un po&#8217; ci prova, ma si concentra sulla costruzione del consenso alla guerra, e in ogni caso l&#8217;enfasi del libro \u00e8 sulle battaglie.<\/p>\n<p>Secondo me \u00e8 appunto un caso evidente di\u00a0rimozione, che colloca il tema della violenza <em>fuori<\/em>: in sistemi politici fantastici, non esistenti, con dinamiche non rispondenti a quelle sociali in cui vivono i lettori.<\/p>\n<p>Ma pu\u00f2 darsi che mi sbagli. Mettiamola cos\u00ec: vorrei leggere una storia di quel genere. Che mi consigliate?<\/p>\n<p>E se non me ne potete consigliare, perch\u00e9 queste storie non ci sono?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avviso: questo \u00e8 un post che parla di letteratura di genere (forse). Solo che ci mette un po&#8217; per arrivarci.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[70,52,56,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=200%2C307&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-GG","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":7567,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7567","url_meta":{"origin":2646,"position":0},"title":"Il bookcrossing dei cinquant&#8217;anni","author":"Rufus","date":"30\/05\/2014","format":false,"excerpt":"Quando ho compiuto quarant'anni ho festeggiato facendo un\u00a0bookcrossing a casa mia. 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