{"id":2524,"date":"2013-03-13T09:11:56","date_gmt":"2013-03-13T08:11:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2524"},"modified":"2022-04-07T13:35:40","modified_gmt":"2022-04-07T11:35:40","slug":"gioco-e-educazione-alla-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2524","title":{"rendered":"Gioco e educazione alla fede"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Complice una giornata di malattia ho ritrovato nel mio disco rigido una vecchia relazione, intitolata <em>Il gioco come dimensione essenziale della vita e della fede e come strumento educativo<\/em> e che risale ormai a un sacco di tempo fa: 15 marzo 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Il contesto era un incontro diocesano degli educatori ACR (bei tempi, quando l&#8217;ACR ancora mi chiamava&#8230;).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">La ripropongo un po&#8217; in omaggio ai vecchi tempi e un po&#8217; perch\u00e9 si tratta di una visione che ancora condivido, anche se oggi sarei pi\u00f9 propenso a ragionare sulle dimensioni ludiche di <em>tutte <\/em>le attivit\u00e0 educative, mentre\u00a0qui si vede che ragiono in termini di gioco-gioco (anche a favore di questa posizione, naturalmente, ci sono solidi argomenti, come il non spacciare come &#8220;gioco&#8221; quel che \u00e8 semplice esercizio o tecnica di animazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Non \u00e8 tanto una relazione quanto un vero e proprio incontro formativo di una giornata, con note sulle attivit\u00e0 di gruppo da proporre. Man mano che la riporto inserir\u00f2 anche alcune mie osservazioni, in corsivo.<\/p>\n<h2>1. L\u2019ATTIVITA\u2019<b> DEL GIOCO<\/b><\/h2>\n<h4>(DIMENSIONE UMANA)<\/h4>\n<p><em>Credo che racconter\u00f2 un&#8217;altra volta le mie esperienze ai campi di catechesi degli<\/em> scout<em> a San Benedetto di Assisi, in cui da padre Karl Huber appresi tanto su gioco ed educazione. Ma come vedo il sottotitolo &#8220;dimensione umana&#8221; ho un sobbalzo, perch\u00e9 si vede che preparando la relazione avevo in mente gli schemi di padre Huber (e del Progetto Unitario di Catechesi dell&#8217;AGESCI) e avevo deciso di servirmene anche dentro l&#8217;AC. Padre Huber lavorava per &#8220;triadi&#8221; e una delle principali era &#8220;umano-religioso-cristiano&#8221;, cio\u00e8 partire dall&#8217;esperienza umana per far emergere prima le dimensioni spirituali universali e poi quelle specificamente cristiane; anche la mia relazione segue questo schema [NdRufus].<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Alcune discussioni terminologiche: la parola &#8220;gioco&#8221; in italiano ha un valore ambivalente e non sempre positivo, \u00abnon stiamo mica giocando\u00bb, \u00abun gioco da ragazzi\u00bb, per dire di una cosa facile e magari un po\u2019 stupida&#8230; &#8220;Gioco&#8221; arriva alla lingua italiana dal latino <em>iocus,<\/em> scherzo, e ne ha mantenuto in parte il significato negativo. Meglio sarebbe stato se avesse mantenuto la derivazione dalla parola latina che vuol dire gioco, cio\u00e8 <em>ludus<\/em> (il quale, non a caso, indicava anche la festa).<\/p>\n<p>Altre ambivalenze le cogliamo se ci rifacciamo alle lingue straniere, in particolare all\u2019inglese, che ha la nota distinzione fra <em>play,<\/em> gioco non competitivo o non strutturato, e <em>game,<\/em> gioco competitivo o quanto meno strutturato. In realt\u00e0 la distinzione \u00e8 meno chiara di quanto sembri: si dice ad esempio <em>to play the game<\/em>, &#8220;giocare il gioco&#8221; (e vuol dire anche &#8220;stare alle regole&#8221;). Incidentalmente, <em>play<\/em> indica anche l\u2019attivit\u00e0 di suonare uno strumento musicale e, come sostantivo, indica l\u2019azione teatrale.<\/p>\n<h4><span style=\"font-size: large;\"><i>Il gioco \u00e8 una realt\u00e0 complessa e come tale sfugge alle facili definizioni<\/i><\/span><\/h4>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Primo esercizio:<\/span><\/strong> in gruppi da quattro\/cinque persone, definire cosa \u00e8 il gioco, usando frasi che inizino per \u201cil gioco \u00e8&#8230;\u201d, oppure \u201ccol gioco si&#8230;\u201d o anche \u201ctipico del gioco \u00e8&#8230;\u201d, o infine \u201cquando si gioca&#8230;\u201d. L&#8217;attivit\u00e0 dura al massimo dieci minuti, al termine le frasi vengono riferite dal gruppo in plenaria e segnate su un cartellone o lavagna. Il conduttore di tema le commenta, facendo emergere collegamenti e differenze e il tipo di &#8220;idea&#8221; del gioco che il gruppo ha fatto emergere.<\/p>\n<h3>Una definizione (da <em>Homo ludens<\/em> di Huizinga)<\/h3>\n<p><strong>Gioco<\/strong> \u00e8<\/p>\n<ul>\n<li>un\u2019azione o occupazione <strong>volontaria<\/strong><\/li>\n<li>entro certi <strong>limiti<\/strong> definiti di tempo e di spazio<\/li>\n<li>secondo una <strong>regola<\/strong> volontariamente assunta&#8230;<\/li>\n<li>&#8230; e che tuttavia impegna in maniera <strong>assoluta<\/strong><\/li>\n<li><strong>che ha fine in se stessa<\/strong><\/li>\n<li>accompagnato da un senso di <strong>gioia<\/strong><\/li>\n<li>e con la coscienza di essere <strong>diversi dalla vita ordinaria<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Secondo esercizio:<\/strong><\/span> in gruppi da quattro\/cinque, trovare il maggior numero possibile di \u201ccaratteristiche del gioco\u201d (nota: fare l\u2019esercizio breve, casomai passare direttamente al lucido che segue <em>il<\/em> lucido<em> che segue! Usavo i lucidi!! Un altro mondo! [NdRufus]<\/em>).<\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\" align=\"center\">Caratteristiche del gioco<\/h3>\n<ul>\n<li>Il gioco \u00e8 un atto libero<\/li>\n<li>Il gioco non \u00e8 <em>serio<\/em><\/li>\n<li>Il gioco \u00e8 limitato nel tempo<\/li>\n<li>Il gioco si fa in un campo<\/li>\n<li>Il gioco procede secondo un ordine assoluto (perch\u00e9 ha il suo senso in s\u00e9 stesso )<\/li>\n<li>Ogni gioco ha le sue regole<\/li>\n<li>Il gioco si pu\u00f2 ripetere<\/li>\n<li>Il gioco si pu\u00f2 cambiare<\/li>\n<li>Il gioco crea comunit\u00e0<\/li>\n<li>Il gioco \u00e8 pubblico<\/li>\n<\/ul>\n<h4>Cos\u00ec il gioco \u00e8 all\u2019origine della societ\u00e0 e della cultura.<\/h4>\n<h3>Conclusione<\/h3>\n<p>Dopo il lucido \u201ccaratteristiche del gioco\u201d dire che si \u00e8 conclusa la parte \u201cumana\u201d e sollecitare una prima reazione. In particolare chiedere:<\/p>\n<ul>\n<li>se il gioco dei bambini in ACR ha queste caratteristiche<\/li>\n<\/ul>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"center\">2. LA VITA COME GIOCO<\/h2>\n<h4>(DIMENSIONE RELIGIOSA)<\/h4>\n<p>Nesso: sinora abbiamo detto che il gioco \u00e8 <em>fondamento<\/em> della vita e della societ\u00e0. Un passo ulteriore \u00e8 chiedersi se la vita umana stessa non sia in s\u00e9 un gioco.<\/p>\n<p>Riprendere in mano le \u201ccaratteristiche del gioco\u201d (lucido precedente) e citare alcune caratteristiche che si attagliano anche alla vita umana, per esempio<\/p>\n<ul>\n<li>Il gioco \u00e8 limitato nel tempo<\/li>\n<li>Il gioco si pu\u00f2 cambiare<\/li>\n<li>Il gioco crea comunit\u00e0<\/li>\n<li>Il gioco \u00e8 pubblico<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Terzo esercizio.<\/strong><\/span> Dopo, formare dei gruppi al solito modo e chiedere di trovare altre cose dell\u2019esperienza umana (escludendo perci\u00f2 temi propriamente cristiani), che rientrino nelle caratteristiche del gioco.<\/p>\n<p><em>Di solito vengono fuori almeno il sesso e la gastronomia, ma si pu\u00f2 fare di meglio: infatti&#8230; [NdRufus]<\/em><\/p>\n<p>Tenere pronti da citare:<\/p>\n<ol>\n<li>Il linguaggio come gioco<\/li>\n<li>La conoscenza, l\u2019arte, l\u2019amore e la vita come gioco: sono <em>in-utili<\/em> (cfr. Iside nei dialoghi socratici di Platone)<\/li>\n<li>Riti e culto come gioco nella religiosit\u00e0 umana<\/li>\n<\/ol>\n<h2>3. LA VITA DI FEDE CRISTIANA COME GIOCO<\/h2>\n<h3>3.1 CENNI BIBLICI<\/h3>\n<blockquote>\n<h4>Proverbi 8,22-31<\/h4>\n<p><em>Il Signore mi ha creato all&#8217;inizio della sua attivit\u00e0,<\/em><br \/>\n<em>prima di ogni sua opera, fin d&#8217;allora.<\/em><br \/>\n<em>Dall&#8217;eternit\u00e0 sono stata costituita,<\/em><br \/>\n<em>fin dal principio, dagli inizi della terra.<\/em><br \/>\n<em>Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;<\/em><br \/>\n<em>quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d&#8217;acqua;<\/em><br \/>\n<em>prima che fossero fissate le basi dei monti,<\/em><br \/>\n<em>prima delle colline, io sono stata generata.<\/em><br \/>\n<em>Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi,<\/em><br \/>\n<em>n\u00e9 le prime zolle del mondo;<\/em><br \/>\n<em>quando egli fissava i cieli, io ero l\u00e0;<\/em><br \/>\n<em>quando tracciava un cerchio sull&#8217;abisso;<\/em><br \/>\n<em>quando condensava le nubi in alto,<\/em><br \/>\n<em>quando fissava le sorgenti dell&#8217;abisso;<\/em><br \/>\n<em>quando stabiliva al mare i suoi limiti,<\/em><br \/>\n<em>sicch\u00e9 le acque non ne oltrepassassero la spiaggia;<\/em><br \/>\n<em>quando disponeva le fondamenta della terra,<\/em><br \/>\n<em>allora io ero con lui come architetto<\/em><br \/>\n<em>ed ero la sua delizia ogni giorno,<\/em><br \/>\n<em>dilettandomi davanti a lui in ogni istante;<\/em><br \/>\n<em>dilettandomi sul globo terrestre,<\/em><br \/>\n<em>ponendo le mie delizie tra i figli dell&#8217;uomo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Non posso che avere ammirazione per il me stesso di quindici anni fa, che non solo citava disinvoltamente oscuri personaggi dei dialoghi platonici ma si avventurava anche nell&#8217;esegesi di difficili brani come questo del libro dei Proverbi. Immagino che il riferimento sia al leggere il gioco, nella sua gratuit\u00e0, in-utilit\u00e0, come quella sapienza di Dio che esiste fin dal principio, e quel &#8220;dilettandosi sul globo terrestre&#8221; non indica forse il gioco di Dio?, ma \u00e8 un concetto che, a occhio, si pu\u00f2 introdurre solo se l&#8217;attivit\u00e0 precedente \u00e8 andata molto bene [NdRufus].<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<h4>Salmo 104,26<\/h4>\n<p><em>Mand\u00f2 Mos\u00e8 suo servo<\/em><br \/>\ne Aronne che si era scelto<\/p><\/blockquote>\n<style type=\"text\/css\"><!--\n@page { margin: 56.7pt }\n\t\tP { margin-bottom: 6pt }\n--><\/style>\n<p><em>Questo brano \u00e8 solo apparentemente pi\u00f9 inspiegabile del precedente: credo che in realt\u00e0 volessi fare riferimento alla lettura bibilica del padre Gebhard-Maria Behler nel suo saggio\u00a0Il gioco di Dio (\u00c0ncora, Milano, 1984), che io non sono mai riuscito a leggere per intero ma che sono sicuro padre Huber avesse ben presente. La tesi del libro \u00e8 che \u00e8 possibile leggere l&#8217;Antico Testamento come il meraviglioso &#8220;scherzo&#8221; (nel senso buono) di Dio, che continuamente rovescia le certezze umane, scegliendosi come profeta, per esempio, Mos\u00e9 che era balbuziente. Altri esempi simili sono, ovviamente, Davide (il figlio pi\u00f9 piccolo) e Maria (una ragazza umile), ma nella stessa logica si possono leggere le storie di Giona ed Elia o la nascita di Ges\u00f9 a Betlemme, la pi\u00f9 piccola delle citt\u00e0 di Giuda. Padre Behler si spinge fino a identificare un &#8220;giocare a nascondino&#8221; fra Dio e figure come Adamo (\u00abdove sei?\u00bb), Mos\u00e9 (il roveto ardente) e ancora Elia (il vento leggero). Se uno mi volesse rendere felice potrebbe procurarmi il libro di padre Behler (lo dico, non si sa mai) [NdRufus].<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<h4>Luca 7,31-32<\/h4>\n<p>A chi dunque paragoner\u00f2 gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri: <em>Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!<\/em><\/p><\/blockquote>\n<h3>3.2 ELEMENTI TEOLOGICI<\/h3>\n<ul>\n<li>Siamo figli del Padre<\/li>\n<li>Portiamo l\u2019eredit\u00e0 del Paradiso<\/li>\n<li>Abbiamo la promessa del Regno<\/li>\n<li>Il peccato come rifiuto di giocare<\/li>\n<\/ul>\n<p>Francamente non riesco a ricordare cosa intendessi con precisione con i primi tre punti, che riporto per completezza. Credo comunque che le suggestioni bibliche siano pi\u00f9 che sufficienti per riempire di contenuti questi tre titoletti. Diverso discorso invece per il quarto, che prende riferimento dal brano del Vangelo citato e nel trattare il quale sicuramente avevo in mente la trasposizione che ne fa Tolkien nel Silmarillion, in cui il canto sostituisce il gioco: [NdRufus]<\/p>\n<blockquote><p>Esisteva Eru, l\u2019Uno, che in Arda \u00e8 chiamato Il\u00f9vatar; ed egli cre\u00f2 per primi gli Ainur, i\u00a0 Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato. Ed egli parl\u00f2 loro, proponendo temi musicali; ed essi cantarono al suo cospetto, ed egli ne fu lieto. A lungo cantarono soltanto uno alla volta, o solo pochi insieme mentre gli altri stavano ad ascoltare; ch\u00e9 ciascuno di essi penetrava soltanto quella parte della mente di Il\u00f9vatar da cui proveniva, e crescevano lentamente nella comprensione dei loro fratelli. Ma gi\u00e0 solo ascoltando pervenivano a una comprensione pi\u00f9 profonda, e s\u2019accrescevano l\u2019unisono e l\u2019armonia.<\/p>\n<p>E accadde che Il\u00f9vatar convoc\u00f2 tutti gli Ainur ed espose loro un possente tema, svelando cose pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 magnifiche di quante ne avesse fino a quel momento rivelate; e la gloria dell\u2019inizio e lo splendore della conclusione lasciarono stupiti gli Ainur, s\u00ec che si inchinarono davanti a Il\u00f9vatar e stettero in silenzio.<\/p>\n<p>Allora Il\u00f9vatar disse: &#8220;Del tema che vi ho esposto, io voglio che voi adesso facciate, in congiunta armonia, una Grande Musica, E poich\u00e9 vi ho accesi della Fiamma Imperitura, voi esibirete i vostri poteri nell\u2019adornare il tema stesso, ciascuno con i propri pensieri e artifici, dove lo desideri. Io invece sieder\u00f2 in ascolto, contento del fatto che tramite vostro una grande bellezza sia ridesta in canto&#8221;.<\/p>\n<p>Allora la voce degli Ainur, quasi con arpe e liuti e flauti e trombe, e viole e organi, quasi con innumerevoli cori che cantassero con parole, prese a plasmare il tema di Il\u00f9vatar in una grande musica; e si lev\u00f2 un suono di melodie infinitamente avvicendantisi, conteste in armonia, che trascendevano l&#8217;udibile in prrofondit\u00e0 e altezza, e i luoghi della dimora di Il\u00f9vatar ne erano riempiti a traboccarne, e la musica e l\u2019eco della musica si spandevano nel Vuoto, ed esso non era vacuo. Mai prima gli Ainur avevano prodotto una musica simile, bench\u00e9 sia stato detto che una ancora pi\u00f9 grande sar\u00e0 fatta al cospetto di Il\u00f9vatar dai cori degli Ainur e dei Figli di Il\u00f9vatar dopo la fine dei giorni. Allora i temi di Il\u00f9vatar saranno eseguiti alla perfezione, assumendo Essere nel momento stesso in cui saranno emessi, ch\u00e9 tutti allora avranno compreso appieno quale sia il suo intento nella singola parte, e ciascuno conoscer\u00e0 la comprensione di ognuno, e Il\u00f9vatar conferir\u00e0 ai loro pensieri il fuoco segreto, poich\u00e9 sar\u00e0 assai compiaciuto.<\/p>\n<p>Ora per\u00f2 Il\u00f9vatar sedeva ad ascoltare, e a lungo gli parve che andasse bene, perch\u00e9 nella musica non erano pecche. Ma, col progredire del tema, nel cuore di Melkor sorse l\u2019idea di inserire trovate frutto della propria immaginazione, che non erano in accordo con il tema di Il\u00f9vatar, ed egli con ci\u00f2 intendeva accrescere la potenza e la gloria della parte assegnatagli. A Melkor tra gli Ainur erano state concesse le massime doti di potenza e conoscenza, ed egli partecipava di tutti i doni dei suoi fratelli. Spesso se n\u2019era andato da solo nei luoghi vuoti alla ricerca della Fiamma Imperitura, poich\u00e9 grande era in lui il desiderio di porre in Essere cose sue proprie, e gli sembrava che Il\u00f9vatar non tenesse da conto il Vuoto, e la vacuit\u00e0 di questo gli riusciva intollerabile. Ma il Fuoco non l\u2019aveva trovato, poich\u00e9 esso \u00e8 con Il\u00f9vatar. Standosene solo, aveva per\u00f2 preso a concepire pensieri suoi propri, diversi da quelli dei suoi fratelli.<\/p>\n<p>Alcuni di questi pensieri li contess\u00e9 ora nella sua musica, e attorno a lui subito fu discordanza, e molti che vicino a lui cantavano si scoraggiarono, il loro pensiero fu deviato, la loro musica si fece incerta; altri per\u00f2 presero a intonare la propria a quella di Melkor, anzich\u00e9 al pensiero che avevano avuto all\u2019inizio. Allora la dissonanza di Melkor si diffuse vieppi\u00f9, e le melodie che prima s\u2019erano udite naufragarono in un mare di suoni turbolenti. Ma Il\u00f9vatar continu\u00f2 a sedere in ascolto, finch\u00e9 parve che attorno al suo trono infuriasse una tempesta come di nere acque che si muovessero guerra a vicenda, in un\u2019ira senza fine e implacabile.<\/p>\n<p>Poi Il\u00f9vatar si alz\u00f2, e gli Ainur si avvidero che sorrideva; e Il\u00f9vatar lev\u00f2 la mano sinistra, e un nuovo tema si inizi\u00f2 frammezzo alla tempesta, simile e tuttavia dissimile dal precedente, e acquist\u00f2 potenza e assunse nuova bellezza. Ma la dissonanza di Melkor aument\u00f2 in fragore, con esso contendendo, e ancora una volta s\u2019ebbe una guerra di suoni pi\u00f9 violenta della prima, finch\u00e9 molti degli Ainur ne restarono costernati e pi\u00f9 non cantarono, e Melkor ebbe il sopravvento. Allora Il\u00f9vatar torn\u00f2 a levarsi, e gli Ainur s\u2019avvidero che la sua espressione era severa; e Il\u00f9vatar alz\u00f2 la mano destra, ed ecco, un nuovo tema si lev\u00f2 di tra lo scompiglio, ed era dissimile dagli altri. Poich\u00e9 sembr\u00f2 dapprima morbido e dolce, una semplice increspatura di suoni lievi in delicate melodie; ma era impossibile soverchiarlo, e assunse potenza e profondit\u00e0. E sembr\u00f2 alla fine che vi fossero due musiche che procedevano contemporaneamente di fronte al seggio di Il\u00f9vatar, ed erano affatto diverse. L\u2019una era profonda e ampia e bella, epper\u00f2 lenta e impregnata di un\u2019incommensurabile tristezza, onde soprattutto ricavava bellezza. L\u2019altra aveva ora acquisito una coerenza sua propria; ma era fragorosa, e vana, e ripetuta all\u2019infinito; e aveva scarsa armonia, ma piuttosto un clamoroso unisono come di molte trombe che emettessero poche note. Ed essa tentava di sovrastare l\u2019altra musica con la violenza della propria voce, ma si aveva l\u2019impressione che le sue note anche le pi\u00f9 trionfanti fossero sussunte da quella e integrate nella sua propria, solenne struttura.<\/p>\n<p>Nel bel mezzo di questa contesa, mentre le aule di Il\u00f9vatar oscillavano e un tremore si diffondeva nei si1enzi ancora immoti, Il\u00f9vatar si alz\u00f2 una terza volta, e il suo volto era terribile a vedersi. Ed egli lev\u00f2 entrambe le mani e con un unico accordo, pi\u00f9 profondo dell\u2019Abisso, pi\u00f9 alto del Firmamento, penetrante come la luce dell\u2019occhio di Il\u00f9vatar, la Musica cess\u00f2.<\/p>\n<p>Poi Il\u00f9vatar parl\u00f2 e disse: &#8220;Potenti sono gli Ainur, e potentissimo tra loro \u00e8 Melkor, ma questo egli deve sapere, e con lui tutti gli Ainur, che io sono Il\u00f9vatar, e le cose che avete cantato io le esibir\u00f2 s\u00ec che voi vediate ci\u00f2 che avete fatto. E tu, Melkor, t\u2019avvederai che nessun tema pu\u00f2 essere eseguito, che non abbia la sua pi\u00f9 remota fonte in me, e che nessuno pu\u00f2 alterare la musica a mio dispetto. Poich\u00e9 colui che vi si provi non far\u00e0 che comprovare di essere mio strumento nell\u2019immaginare cose pi\u00f9 meravigliose di quante egli abbia potuto immaginare&#8221;.<\/p>\n<p>Allora gli Ainur s\u2019impaurirono, bench\u00e9 ancora non comprendessero le parole che venivano loro rivolte; e Melkor fu pieno di vergogna, donde deriv\u00f2 ira segreta. Il\u00f9vatar per\u00f2 si lev\u00f2 in splendore e se ne and\u00f2 dalle belle regioni che aveva creato per gli Ainur; e gli Ainur lo seguirono.<\/p>\n<p>Ma giunti che furono nel Vuoto, cos\u00ec Il\u00f9vatar parl\u00f2: &#8220;Guardate la vostra Musica!&#8221;. Ed egli mostr\u00f2 loro una visione, conferendo agli Ainur vista l\u00e0 dove prima era solo udito; ed essi scorsero un nuovo Mondo reso visibile al loro cospetto, e il Mondo era sferico in mezzo al Vuoto, e in esso sospeso, ma non ne era parte. E mentre guardavano e si meravigliavano, quel Mondo prese a svolgere la propria vicenda, e sembr\u00f2 loro che vivesse e crescesse. E quando gli Ainur ebbero contemplato a lungo e in silenzio, Il\u00f9vatar torn\u00f2 a dire: &#8220;Ecco la vostra Musica! Questo \u00e8 il vostro canto; e ognuno di voi trover\u00e0 quivi contenute, dentro il disegno che vi espongo, tutte quelle cose che apparentemente egli stesso ha concepito o aggiunto.<\/p><\/blockquote>\n<h3>3.3 LA LITURGIA COME GIOCO DIVINO<\/h3>\n<p>Cfr, Romano Guardini, <em>Lo spirito della liturgia<\/em><\/p>\n<blockquote><p>La liturgia non ha \u00abscopo\u00bb, o almeno non pu\u00f2 essere ridotta soltanto sotto l&#8217;angolo visuale della sola finalit\u00e0 pratica.\u00a0 Essa non \u00e8 un mezzo impiegato per raggiungere un determinato effetto, bens\u00ec &#8211; almeno in una certa misura &#8211; fine a s\u00e9.\u00a0 Essa, secondo le vedute della Chiesa, non \u00e8 una tappa sulla via che conduce ad una m\u00e8ta che sta fuori di essa, bens\u00ec un mondo di realt\u00e0 viventi che riposa in se stesso.\u00a0 Questo \u00e8 l&#8217;importante: se lo si trascura, ci si sforza di trovare nella liturgia intenti pedagogici d&#8217;ogni specie, che possono in qualche modo esservi introdotti, ma che non vi occupano per\u00f2 un posto essenziale.<\/p>\n<p>La liturgia non pu\u00f2 avere \u00abscopo\u00bb alcuno anche per questo motivo: perch\u00e9 essa, presa in senso proprio, ha la sua ragione d&#8217;essere non nell\u2019uomo, ma in Dio.<\/p><\/blockquote>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Gruppo di lavoro 1.<\/strong><\/span> In gruppi di una decina di persone: &#8220;Considerando che la preparazione ai sacramenti ddell&#8217;iniziazione cristiana e alla partecipazione piena alla liturgia \u00e8 una delle dimensioni educative pi\u00f9 importanti dell&#8217;ACR, e che il gioco \u00e8 per essa la metodologia formativa d&#8217;elezione, provate a indicare un&#8217;attivit\u00e0 (e una solo) da svolgere coi ragazzi che integri questi due piani&#8221;.<\/p>\n<h3>3.4 GIOCO E POPOLO DI DIO<\/h3>\n<p>Le caratteristiche del gioco nelle dimensioni:<\/p>\n<ul>\n<li>profetica<\/li>\n<li>sacerdotale<\/li>\n<li>regale<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Immagino che ai tempi proponendo questa pista di lavoro, che trovo ancora oggi interessante ma che non avrei la minima idea di come svolgere, sapessi quello che dicevo. Credo peraltro che da qualche parte nel PUC si trovi la soluzione: la triade sacerdotale-profetico-regale, oltre a essere una delle acquisizioni fondamentali del Concilio era un altro dei contributi di padre Huber ed \u00e8 tutt&#8217;ora uno strumento importante nella catechesi AGESCI.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Complice una giornata di malattia ho ritrovato nel mio disco rigido una vecchia relazione, intitolata Il gioco come dimensione essenziale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,66,54,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-EI","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":642,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=642","url_meta":{"origin":2524,"position":0},"title":"Corpo celeste","author":"Rufus","date":"23\/08\/2012","format":"video","excerpt":"A paragone delle polemiche (e apprezzamenti) suscitate da Habemus Papam di Nanni Moretti, \u00e8 passato quasi sotto silenzio il film Corpo Celeste, presentato nella rassegna di Cannes dalla regista Alice Rohrwacher. 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