{"id":21263,"date":"2026-10-05T12:38:00","date_gmt":"2026-10-05T10:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=21263"},"modified":"2026-10-05T12:57:14","modified_gmt":"2026-10-05T10:57:14","slug":"grazie-tullio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=21263","title":{"rendered":"Grazie Tullio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-medium\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"201\" height=\"300\" data-attachment-id=\"21264\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=21264\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti.jpg?fit=1337%2C2000&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1337,2000\" data-comments-opened=\"1\" data-image-title=\"Reietti\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti.jpg?fit=510%2C763&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti-201x300.jpg?resize=201%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-21264\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti.jpg?resize=510%2C763&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti.jpg?resize=100%2C150&amp;ssl=1 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti.jpg?resize=1027%2C1536&amp;ssl=1 1027w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Reietti.jpg?w=1337&amp;ssl=1 1337w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ieri ho deciso di rileggere <em>The dispossessed<\/em>, un famoso romanzo di fantascienza politica di Ursula K. Le Guin, che ho gi\u00e0 letto qualcosa come cinquant&#8217;anni fa, fra i tredici e i quindici anni, nella forma italiana <em>I reietti dell&#8217;altro pianeta<\/em>, probabilmente nella edizione della Editrice Nord di cui vedete a fianco la classica copertina dell&#8217;epoca, di quelle che non c&#8217;entravano niente ma erano bellissime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siccome leggo in digitale sul telefono, ho aperto <em>Moon+ Reader<\/em>, ho fatto una ricerca per autore e ho visto gli altri libri che ho di Le Guin. E mentre notavo <em>La mano sinistra delle tenebre<\/em>, anche quella letta all&#8217;epoca per la prima volta, improvvisamente ho avuto un lampo di comprensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto \u00e8 che io queli libri non li ho letti esattamente cos\u00ec per caso, o per scelta personale. Li ho letti perch\u00e9 me li prestava il mio amico <a href=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=44\" data-type=\"post\" data-id=\"44\">Carlo Petricci<\/a>, che aveva in casa un&#8217;ampia biblioteca di libri di fantascienza. Il fatto \u00e8 che non credo che quei libri fossero esattamente di Carlo, ma piuttosto del padre, Tullio, che aveva anche una grande collezione di modellini militari e trafficava in <em>boardgame <\/em>e nella costruzione di mondi immaginari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una cosa che ho sempre saputo (fra i tredici e i quindici-sedici anni sono stato in casa Petricci quasi tutte le sere per diverse ore) ma che non avevo mai realizzato compiutamente, e mi ha fatto pensare. La fantascienza pee me \u00e8 stato l&#8217;ingresso nella letteratura di genere (i Salgari e Verne familiari contano e non contano) ed \u00e8 un ingresso che mi ha accompagnato tutta la vita, come i <em>boardgame<\/em> e i giochi di simulazione (il modellismo, invece, l&#8217;ho abbandonato, anche se ho ritirato fuori i pennelli, a un certo punto, per le miniature <em>fantasy<\/em>). In un certo senso, Tullio, attraverso quel che aveva passato a Carlo, \u00e8 stato una delle figure centrali della mia formazione e io non ci avevo mai pensato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-large\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"510\" height=\"268\" data-attachment-id=\"21266\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=21266\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia.webp?fit=1200%2C630&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,630\" data-comments-opened=\"1\" data-image-title=\"Alesia\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia.webp?fit=510%2C268&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia-510x268.webp?resize=510%2C268&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-21266\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia.webp?resize=510%2C268&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia.webp?resize=300%2C158&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia.webp?resize=150%2C79&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia.webp?resize=390%2C205&amp;ssl=1 390w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Alesia.webp?w=1200&amp;ssl=1 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo ha lo scopo di pagare esplicitamente il debito (grazie, Tullio!) e anche di raccontare qualche altra domanda che mi ha accompagnato ieri e alle quali in realt\u00e0 oggi nessuno pu\u00f2 rispondere: Carlo \u00e8 morto troppo presto, come pure i due Alberti; del nostro quartetto di lettori, di amanti dei giochi e degli scacchi sono rimasto solo io. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le domande sono, per esempio: che lettore di fantascienza era Tullio? Fra gli autori posseduti c&#8217;era certamente l&#8217;Asimov del ciclo della <em>Galassia<\/em> e dei robot, che mi fu prestato per primo da Carlo come lettura assolutamente necessaria \u2014 del resto, era certamente adatto a ragazzi della nostra et\u00e0 \u2014  ma anche testi pi\u00f9 impegnativi: a parte entramvbi i libri fondamentali di Le Guin i miei ricordi di lettura comprendono almeno Clifford D. Simak e Frank Herbert e diversi altri autori importanti e piuttosto adulti, insieme ad altri che oggettivamente oggi mi sembrano minori, come l&#8217;Edward Wellen di un <em>Cosa Nostra che sei nei cieli<\/em> che all&#8217;epoca mi colp\u00ec molto (<em>1999: Guerra Texas-Israele<\/em> sembrerebbe non meritare la menzione ma anche quello mi colp\u00ec molto). D&#8217;altra parte, sono abbastanza sicuro di non avere letto, all&#8217;epoca, n\u00e9 Philip K. Dick n\u00e9 Heinlein n\u00e9 Bradbury, per dirne tre. Di <em>fantasy<\/em> ovviamente non c&#8217;era traccia, com&#8217;era abbastanza ovvio all&#8217;epoca, per\u00f2 c&#8217;era molto Tarzan (quindi acquisti ripetuti) e buona parte di John Carter di Marte, sempre di Burroughs.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0, il mondo dei lettori di fantascienza della generazione precedente alla mia mi \u00e8 ignoto: non so se Tullio fosse un lettore vorace come il me stesso successivo appassionato di <em>fantasy<\/em>, che pi\u00f9 o meno comprava tutto quello che trovava in giro, oppure un lettore che seguiva un suo specifico gusto del quale non ho mai avuto occasione di parlare e che purtroppo ora mi sfugge: propendo per la seconda ipotesi, soprattuto perch\u00e9 i libri erano di edizioni molto diverse \u2014 oltre alla Nord, almeno l&#8217;Urania da edicola e gli Oscar Mondadori, ma anche altre case minori \u2014 il che mi sembra richiamare a ricerche personali pi\u00f9 che al comprare l&#8217;ultimo libro uscito in edicola, ma naturalmente \u00e8 una domanda senza risposta ed \u00e8 possibile che i miei ricordi mi tradiscano: magari c&#8217;era tutta Urania, in qualche armadio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con tutto quello che non so, quelle letture e quegli anni, i miei primi <em>boardgame<\/em> e il grandioso gioco di conquista dell&#8217;Africa che ci portammo in <a href=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12526\">campeggio<\/a>, copiato da diversi altri che Tullio aveva progettato, sono un capitolo non da poco della mia formazione ed \u00e8 stato strano, ieri, rendermi conto che, sebbene pensi spessissimo a Carlo, penso poco alle serate in quella casa (dove, oltre a Tullio, c&#8217;era anche la mamma, un&#8217;altra donna notevole). E anche quando, all&#8217;inizio di qualche seminario, faccio un po&#8217; la mia storia ludica, in qualche modo salto quel passaggio, o lo d\u00f2 per scontato rispetto, che so, agli anni al Circolo degli Scacchi. \u00c8 stato un po&#8217; strano, ieri, pensarci e rendermi conto dell&#8217;omissione e mi \u00e8 sembrato opportuno rimediare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri ho deciso di rileggere The dispossessed, un famoso romanzo di fantascienza politica di Ursula K. 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