{"id":20981,"date":"2026-05-02T17:40:46","date_gmt":"2026-05-02T15:40:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20981"},"modified":"2026-05-02T17:40:48","modified_gmt":"2026-05-02T15:40:48","slug":"gioia-e-arrivato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20981","title":{"rendered":"Gioia, \u00e8 arrivato"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img data-attachment-id=\"20982\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=20982\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?fit=1280%2C720&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"WIN_20260502_16_16_11_Pro\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?fit=300%2C169&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?fit=510%2C287&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?resize=800%2C450&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-20982\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?resize=510%2C287&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Qui sopra mi vedete, in tutta la mia rilassatezza casalinga, intento a sfogliare avidamente <em>The game narrative kaleidoscope<\/em>, il nuovo libro di Jon Ingold, uno dei due fondatori dello studio <em>Inkle <\/em>(se seguite questo <em>blog<\/em> dovreste ricordare le recensioni di <em><a href=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17430\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17430\">80 Days<\/a><\/em> e <em><a href=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17667\">Heaven&#8217;s Vault<\/a><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi i due fondatori di <em>Inkle<\/em> mostrano uno spiccato interesse per il  rapporto, direi filosofico, fra gioco e narrazione, ma mentre Joseph Humfrey sembra pi\u00f9 interessato agli strumenti tecnici che permettano a <em>Inkle<\/em> di scrivere i giochi narrativi che vogliono nella maniera che vogliono, Jon Ingold invece si esprime pi\u00f9 sul versante puro della narrazione: a parte che \u00e8 l&#8217;autore de facto dei testi dei giochi, cio\u00e8 il<em> <\/em>narrative designer in senso tradizionale, da <em>Heaven&#8217;s Vault<\/em> ha tratto un paio di romanzi e anche nel suoi account social si interroga frequentemente su cosa sia <em>esattamente<\/em> il narrative design.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca della risposta, apparentemente, sta in questo volume, un lavoor collettivo che ospita gli interventi di un gran numero di operatori dell&#8217;industria, sugli aspetti pi\u00f9 disparati del mestiere. Sono appena all&#8217;inizio della lettura, ma gi\u00e0 capisco il senso del titolo: si tratta di un viaggio corale piuttosto, appunto, calediscopico in cui \u00e8 difficile cogliere un filo comune se non, appunto, il mestiere. L&#8217;invito, mi pare, \u00e8 a accettare la complessit\u00e0  e la difficolt\u00e0 di fare ordine e di vivere il testo con un approccio giocoso: addirittura, non sorprendetemente per un libro curato da uno specialista di storie a bivi l&#8217;apporccio consigliato \u00e8 l&#8217;apertura a caso del libro; alla fine dell&#8217;articolo, poniamo, in cui Bruno Dias di <em>Fallen London<\/em> ragiona sul senso di narrazioni che includono opportunit\u00e0 per i giocatori di compiere scelte autodistruttive per i propri personaggi (\u00abConcludendo, cos\u00ec come non abbiamo finito di esplorare la progettazione di scelte che siano <em>significative<\/em> o <em>impattanti<\/em>, cos\u00ec c&#8217;\u00e8 molto da esplorare in questo sottoinsieme di opzioni autodistruttive o degradanti&#8230;\u00bb), il libro offre l&#8217;alternativa: vai a pagina 73 per l&#8217;intervento di Yao Chang su narrazioni che esplorino la brutalit\u00e0 insita nella condizione umana: \u00abScrivendo giochi che accolgono la brutalit\u00e0 dell&#8217;essere umani, spero di rendere omaggio a tutte le varie maniere con cui tiriamo avanti&#8230;\u00bb, o vai a pagina 125 per leggere il ragionamento di Mary Goodden sul ruolo del <em>corpo<\/em> nei giochi: \u00ab&#8230; lasciare che ci venga ricordato della vera posta in gioco. Nel mondo reale, ciascuno di noi possiede solo due cose: un corpo e un po&#8217; di tempo. Molti giochi fanno esplciitamente uso del secondo come posta in gioco: cos&#8217;\u00e8 la morte nel gioco, se non la minaccia incombente della perdita di tempo? Ma a me piacerebbe vedere pi\u00f9 giochi che facciano un uso consapevole del primo. Perch\u00e9 mentre \u00e8 facile pensare che il giocatore sia solo un cervello, agganciato al gioco da dita, occhi e forse un visore di realt\u00e0 virtuale, il suo corpo rimane sempre l\u00e0. Invitiamolo a giocare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-medium\"><img data-attachment-id=\"20986\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=20986\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_.jpg?fit=800%2C1000&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"800,1000\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_.jpg?fit=240%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_.jpg?fit=510%2C638&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"240\" height=\"300\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_-240x300.jpg?resize=240%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-20986\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_.jpg?resize=240%2C300&amp;ssl=1 240w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_.jpg?resize=510%2C638&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_.jpg?resize=120%2C150&amp;ssl=1 120w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/614sbQcs-L._AC_UF10001000_QL80_.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 un approccio che, nonostante la brevit\u00e0 di molti interventi, ho torvato interessante e uno stacco singifdicativo rispetto a tutti i manuali di narrative desgin che mi sono passati per le mani sinora, volti, sostanzialmente, a dire cosa sia e non sia il modo di lavorare nell&#8217;industria. Alcuni di questi manuali sono molto buoni, come <em>The Game narrative toolbox<\/em>, e altri un po&#8217; meno, ma tutti hanno il problema paradossale che, pur essendo cos\u00ec nomrativi, sono dei manuali, dopotutto, non permettono <em>veramente<\/em> al profano di capre cosa voglia dire fare il narrative designer. Ingold spiega nell&#8217;ingtroduzione che ha scelto un&#8217;altra strada perch\u00e9 il mestiere nell&#8217;industria ha raggiunto una dimensione cos\u00ec ampia che non \u00e8 pi\u00f9 facile definrine i confini, o stabilire una regola valdia per tutti; meglio, invece, chiedere a chi lo fa di spiegare cosa <em>vuole<\/em> fare e perch\u00e9 e, devo dire, alla mia prima lettura mi pare una scelta liberante.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo questa lunga segnalazione menzinando che il libro ha anche una estensione via podcast, con una decina di puntate sinora uscite (ogni puntata, un autore ospite dialoga con Ingold e Sagar Baroshi). Metto qui sotto il riferimento su <em>Spotify<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Episode 0: Welcome to the Kaleidoscope!\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"152\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/episode\/4mzt2boK1NO2ldczfetYTG?si=a9338d8f151d4597&amp;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui sopra mi vedete, in tutta la mia rilassatezza casalinga, intento a sfogliare avidamente The game narrative kaleidoscope, il nuovo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20982,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,9,55,77,95,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/WIN_20260502_16_16_11_Pro.jpg?fit=1280%2C720&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-5sp","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":20894,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20894","url_meta":{"origin":20981,"position":0},"title":"La torre delle lingue confuse (e non \u00e8 Babele)","author":"Rufus","date":"29\/01\/2026","format":false,"excerpt":"Sto giocando, in questo periodo, Chants of Sennaar, un gioco del 2023 che riposava nella mia libreria di Steam da qualche svendita di non so pi\u00f9 quando. 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