{"id":20439,"date":"2023-12-13T12:34:39","date_gmt":"2023-12-13T11:34:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20439"},"modified":"2024-05-09T12:48:06","modified_gmt":"2024-05-09T10:48:06","slug":"intorno-al-politicamente-corretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20439","title":{"rendered":"Intorno al politicamente corretto"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img data-attachment-id=\"20440\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=20440\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?fit=933%2C468&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"933,468\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Admin&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1702460575&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Raffaele-Alberto-Ventura\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?fit=300%2C150&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?fit=510%2C256&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"401\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?resize=800%2C401\" alt=\"\" class=\"wp-image-20440\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?w=933&amp;ssl=1 933w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?resize=300%2C150&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?resize=510%2C256&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura.jpg?resize=150%2C75&amp;ssl=1 150w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho visto l&#8217;altro giorno su <em>Twitter<\/em> &#8211; e questo dimostra che <em>Twitter<\/em> serve ancora a qualcosa &#8211; la segnalazione di una bella intervista di <a href=\"https:\/\/not.neroeditions.com\/autori\/alessandro-lolli\/\">Alessandro Lolli<\/a> a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Raffaele_Alberto_Ventura\">Raffaele Alberto Ventura<\/a>, formalmente sul politicamente corretto ma in realt\u00e0, direi, sui limiti della libert\u00e0 di espressione in tempi di guerra civile permanente a bassa intensit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;intervista <a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/societa\/chi-ha-scritto-la-regola-del-gioco\/\">\u00e8 pubblicata su <em>Il tascabile<\/em><\/a> e ne consiglio vivamente la lettura &#8211; a me ha dato molto da pensare e mi ha anche in parte riconciliato col <em>Tascabile<\/em>, che ultimamente avevo smesso di leggere quasi del tutto. Lo trovo soprattutto un articolo estremamente <em>benvenuto<\/em>, a partire dalla smentita iniziale, che \u00e8 gi\u00e0 provocatoria:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>AL:&nbsp;<\/strong>Noto nel mondo progressista una tendenza un po\u2019 nevrotica a negare l\u2019esistenza di alcuni fenomeni culturali, quali il politicamente corretto, la cancel culture o la sensibilit\u00e0 woke, chiamandoli&nbsp;<em>frame della destra<\/em>, derubricandoli insomma a invenzioni retoriche dell\u2019avversario. Secondo te esistono? [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RAV:<\/strong>&nbsp;Questa cosa \u00e8 davvero insopportabile, non trovi? Abbiamo letto per anni articoli che insistevano sul fatto che anche solo usare parole come woke, cancel culture o politicamente corretto significava essere di estrema destra. Se mi chiedessero di definire che cos\u2019\u00e8 il \u201cgaslighting\u201d userei precisamente questo esempio: intellettuali che spiegano alle altre persone che la loro percezione del mondo \u00e8 distorta e moralmente deplorevole.&nbsp;<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Anche io penso che l&#8217;argomento esista e sia pressante e pertanto vada discusso, soprattutto vada discusso a un buon livello di riflessione, come quella di questo articolo, tanto pi\u00f9 prezioso perch\u00e9 invece spesso la discussione \u00e8 davvero di basso livello, quando non direttamente mistificatoria, come detto. Del resto l&#8217;invito a <em>discutere<\/em>, parlare, svelare i meccanismi comunicativi \u00e8 ricorrente nella discussione ed \u00e8, secondo me, la parte pi\u00f9 forte del ragionamento di Ventura (e quella sulla quale Lolli si trova pi\u00f9 d&#8217;accordo).<\/p>\n\n\n\n<p>E con questo potrei chiudere questo articolo, che dopotutto sta nella sezione <em>Segnalazioni<\/em>. Ma non sarei il vostro amabile Rufus di quartiere se non mi spingessi a commentare criticamente roba scritta da gente pi\u00f9 importante di me, e quindi aggiunger\u00f2 alcune veloci riflessioni &#8211; si vede che l&#8217;intervista ieri ha continuato a scavarmi dentro &#8211; che temo alla fine si risolveranno direttamente in cialtronata, secondo tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra che il punto essenziale di contrasto fra Lolli e Ventura \u00e8 questo: Ventura sostiene che, in una guerra civile eccetera, occorre <em>neutralizzare <\/em>&#8211; non nel senso di <em>eliminare<\/em>, ma appunto nel senso di rendere neutrale, spazio percorribile &#8211; almeno parte del discorso pubblico, sottrarlo alla contrapposizione altrimenti non se ne esce mai,  <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>RAV:<\/strong> [&#8230;] Questa costruzione politica della neutralit\u00e0 \u00e8 necessaria per mettere al riparo alcune cose da una negoziazione permanente che sarebbe troppo costosa, troppo faticosa, troppo logorante per il corpo sociale. Ma perch\u00e9 questo spazio esista stabilmente, \u00e8 necessario un potere stabile, \u00e8 necessario un monopolio che tenga in piedi (con una certa dose di violenza almeno simbolica) quella finzione. [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi alla crisi di questo monopolio del potere simbolico, determinata dalla disintermediazione, corrisponde anche una crisi della neutralit\u00e0: \u00e8 il collasso della finzione su cui regge la pace civile dai tempi della nascita dello Stato moderno. Se usciamo da questo paradigma, ci ritroviamo in mare aperto e tutto pu\u00f2 succedere. Come scriveva un certo giurista tedesco: \u201cIn tempi tranquilli si formano zone neutre e ameni parchi a tutela della natura, dello spirito e dei monumenti. In tempi inquieti, tutto questo ha fine\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>e quindi, insomma, ben venga il politicamente corretto come nuovo monopolio simbolico (sia pure con notevoli precisazioni).<\/p>\n\n\n\n<p>Devo dire che \u00e8 un approccio che fra un attimo criticher\u00f2 spietatamente (ehm), ma che a scanso di equivoci ha molti meriti: inserisce nella riflessione la teoria del conflitto e ragiona sugli spazi negoziali sociali e ne richiama la necessit\u00e0, il che di questi tempi non solo non \u00e8 poco, \u00e8 moltissimo. Ma andiamo avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Lolli obbietta che il politicamente corretto non \u00e8 il campo di negoziazione ma uno degli attori:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>AL:&nbsp;<\/strong>Allora ti avanzo la mia obiezione centrale: tu ti poni l\u2019obiettivo di neutralizzare il conflitto e sei persuaso che questa piattaforma \u2013 che chiami gioco ma possiamo chiamare politicamente corretto \u2013 sia il mezzo per farlo, a patto che si conoscano e si seguano le sue regole. Io sono invece persuaso che questo gioco non sia una piattaforma neutra in grado di mediare il conflitto, sia invece un attore in campo del conflitto stesso! Il gioco e le sue regole sono accettate da una parte della societ\u00e0 e rifiutate dall\u2019altra.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ora, secondo me in questo scambio manca Gramsci e l&#8217;ideologia ma immagino che sia fuori dei riferimenti culturali di entrambi. Il punto per\u00f2 mi pare che entrambi pecchino per difetto: in questa confusione fra metodo e contenuti Ventura non prende in considerazione che si possa costruire la neutralizzazione citata su altre basi, non necessariamente pi\u00f9 accettabili ma altrettanto forti simbolicamente &#8211; eppure l&#8217;integralismo religioso o la transizione ecologica sono giusto l\u00ec dietro l&#8217;angolo, per dire (certo, non lo <em>stesso<\/em> angolo) &#8211; e Lolli nell&#8217;ansia di rifiutare il politicamente corretto non riesce a dirlo, che ci potrebbe essere altro su cui impostare il processo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto pi\u00f9 che questo altro potrebbe essere, anche, un politicamente corretto di <em>destra<\/em>. La distinzione su cui si basa la discussione, che il politicamente corretto \u00e8 oggi di sinistra e la libert\u00e0 di espressione di destra, \u00e8 speciosa e artificiosa: come dimostrano le liste di libri <em>gender<\/em> da eliminare, metodi come il boicottaggio, il <em>deplatforming<\/em> e la cancellazione dell&#8217;avversario non sono esclusivi di una parte &#8211; al massimo una li ha popolarizzati e poi sono filtrati dall&#8217;altra parte &#8211; e, mentre lo stesso Ventura precisa, all&#8217;inizio,<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>RAV:&nbsp;<\/strong>Tu poni la questione della neutralit\u00e0 che \u00e8 un concetto cruciale. La neutralit\u00e0 \u00e8 sempre una costruzione politica, insomma&nbsp;<em>la neutralit\u00e0 non \u00e8 neutra<\/em>: \u00e8 lo spazio attivamente sottratto al confronto delle opinioni.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>e conclude ammettendo di non essere un partigiano di questa operazione:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>Nel frattempo, \u00e8 pur vero che ritengo abbastanza inevitabile questo giro di vite nelle spinte di \u201csecuritarizzazione\u201d comunicativa: la societ\u00e0 moderna, nel suo movimento secolare di distruzione dell\u2019ecosistema ambientale e morale, ha posto le condizioni perch\u00e9 la distopia sia l\u2019unica alternativa rimasta. Io non posso far altro che testimoniare.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>la <em>securitizzazione<\/em> non \u00e8 esattamente la <em>neutralizzazione<\/em>, ma non \u00e8 questo il punto: il punto \u00e8 che tutto il ragionamento si preoccupa troppo poco dei rapporti di forza reali soggiacenti a questa realizzazione e d\u00e0 per scontato che i contenuti siano questi, cio\u00e8 questo noioso politicamente corretto cos\u00ec tipico di <em>elite<\/em> di sinistra sclerotizzate ma insomma, tutto sommato accettabile e meglio delle possibili alternative &#8211; su <em>Twitter<\/em> vedo che ad alcune critiche qualcuno ha replicato dicendo che l&#8217;alternativa sono i nazisti che bruciano le biblioteche. In realt\u00e0 la possibilit\u00e0 reale, se si abbandona il dualismo del ragionamento, \u00e8 che i nazisti si facciano le <em>loro<\/em> biblioteche che siano le uniche ammesse: e allora, francamente, non si capisce perch\u00e9 l&#8217;obiettivo non possa essere che ci facciamo noi le <em>nostre<\/em>, n\u00e9 quelle naziste n\u00e9 quelle politicamente corrette &#8211; se qualcuno deve comandare e definire la neutralit\u00e0, perch\u00e9 non noi (chiunque sia <em>noi<\/em>)?<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema dei rapporti di forza svela un&#8217;altra debolezza del ragionamento: in tempi di individualismo spinto, di identit\u00e0 sovra-affermate, non \u00e8 semplicemente possibile limitare il politicamente corretto solo ad alcune categorie, perch\u00e9 <em>tutti<\/em>, a partire dalle loro identit\u00e0, per quanto marginali, pretenderanno equit\u00e0 di trattamento e quindi pretenderanno di determinare anche loro di definire cosa sia neutrale e sottratto alla critica e cosa no &#8211; ci sono un paio di esempi ovvi, dalla proliferazione delle lettere dell&#8217;alfabeto al moltiplicarsi di &#8211;<em>ismi<\/em> discriminatori a proprio uso e consumo &#8211; ma non \u00e8 politicamente corretto farli, quindi mi astengo. Ventura parte da un obiettivo alto e nobile e tutto sommato condivisibile:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>RAV:&nbsp;<\/strong>Ma certo che a monte c\u2019\u00e8 il conflitto di valori, il punto di partenza \u00e8 proprio quel conflitto di valori, il fatto che viviamo in una societ\u00e0 multiculturale caratterizzata dal politeismo dei valori. Cio\u00e8 diversit\u00e0 di forme di vita e di assetti materiali. Ma questo \u00e8 un dato di fatto, non un \u201cproblema\u201d che si possa risolvere, a meno di non perseguire attivamente un ritorno a un modello monoculturale con politiche assimilazioniste. Ma poi bisognerebbe comunque capire come farlo, e a che costo. Per quello io dico che il problema \u00e8 comunicativo, perch\u00e9 \u2013 fatta pace con le condizioni storiche in cui ci troviamo \u2013 si tratta di capire come gestire quella diversit\u00e0, come comportarsi a fronte di questa diversit\u00e0,&nbsp;<em>negativizzarla<\/em>, perlomeno nella misura in cui non riusciamo a riassorbirla. Ad esempio uno Stato pu\u00f2 investire un massimo di risorse per contrastare le mutilazioni genitali femminili, se considera questo una priorit\u00e0 condivisa, ma oggi non sar\u00e0 realisticamente in grado di sradicare tutte le forme patriarcali che regolano i rapporti all\u2019interno delle comunit\u00e0. Quella diversit\u00e0 deve quindi giocoforza essere tollerata. Da una parte quindi, si tratta di&nbsp;<em>neutralizzarla<\/em>&nbsp;in canali in cui potrebbe innescare un\u2019escalation di conflitto tra minoranze, e d\u2019altra parte di&nbsp;<em>recepire<\/em>&nbsp;le domande contrastanti all\u2019interno del dibattito democratico, magari in altri canali e in altre forme. Esempio diverso: il corpo sociale deve negoziare sui limiti generali dell\u2019intrusione della medicina nella sfera privata soprattutto presso i minori, penso alla questione del trattamento farmacologico precoce della disforia di genere; ma deve evitare che la negoziazione sfoci in conflitto diretto.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>ma questo problema <em>non<\/em> \u00e8 comunicativo: \u00e8 un problema di affermazione delle proprie identit\u00e0 e in fondo al cammino dell&#8217;affermazione assoluta della propria identit\u00e0 non c&#8217;\u00e8 il politeismo permanente, c&#8217;\u00e8 il monoteismo esclusivo che aspira al potere per definire blasfeme tutte la altre identit\u00e0 non compatibili &#8211; non se ne esce, o perlomeno non se ne esce con la comunicazione. Il ritorno al modello monoculturale \u00e8 nelle cose, nel senso che \u00e8 l&#8217;aspirazione naturale di ogni identit\u00e0 affermata in maniera assoluta &#8211; il problema \u00e8 depotenziare strutturalmente il politeismo, e per questo non basta la comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto in altro modo: Ventura pone il problema di un contratto sociale, o di un nuovo contratto sociale; ora, i primi teorici del contratto sociale ragionavano ai tempi delle guerre di religione, e delle sconfessioni reciproche fino al rogo: ma la soluzione trovata non \u00e8 stata il dialogo ecumenico (che comunque, sempre sia lodato), ma il relegare progressivamente i valori religiosi alla sfera privata, preservando lo spazio pubblico dal conflitto; e, incidentalmente, l&#8217;altra faccia della soluzione del problema \u00e8 stata la teorizzazione del sovrano assoluto, che \u00e8 sempre una soluzione che si muove nell&#8217;ambito del ragionamento sul potere. Ho citato prima il passaggio sulla necessit\u00e0 di \u00abun certo grado di violenza, almeno simbolica\u00bb: la mia impressione \u00e8 che sia tutto <em>too little, too late<\/em>, che la disintermediazione lasciata a se stessa abbia una spinta entropica inarrestabile e che l&#8217;evocata eleganza del gioco comunicativo da padroneggiare sia, sostanzialmente, una pia illusione; se si vuole evitare un <em>alto<\/em> tasso di violenza, presumibilmente assolutamente <em>non<\/em> simbolica, il problema \u00e8 arrestare il meccanismo delle identit\u00e0 &#8211; cio\u00e8, a spanne, ridurre la carica individualistica della societ\u00e0, e quindi teorizzare in qualche modo un&#8217;uscita dal capitalismo e ricostruire un tessuto di corpi intermedi deputati a gestire la negoziazione del conflitto fra le aspirazioni personali; se non avessi predicato per anni che si deve <em>cambiare il mondo senza prendere il potere<\/em> e non mi facesse specie usare termini vetero-marxisti, direi che questo si fa con il conflitto di classe e la presa del potere: non \u00e8 che anche questo non sia un libro dei sogni, ma almeno \u00e8 un&#8217;ipotesi di societ\u00e0 per la catastrofe, che richieder\u00e0 forzatamente forme solidaristiche ben al di l\u00e0 della negoziazione delle identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermo qui perch\u00e9 divento &#8211; mi sa che sono gi\u00e0 diventato da un po&#8217; &#8211; saccente. <\/p>\n\n\n\n<p>Quindi \u00e8 tempo di diventare direttamente cialtrone, come preannunciato.<\/p>\n\n\n\n<p> Ieri, dopo letta l&#8217;intervista, mi sono un po&#8217; innamorato di Ventura e ho comprato il <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/la-regola-del-gioco-raffaele-alberto-ventura-9788806259051\/\">libro<\/a>, in <em>e-book<\/em>. Poi ho fatto macerare l&#8217;intervista e ho tirato fuori i dubbi che avete letto, per\u00f2 nel frattempo ho cominciato a leggere. Devo dire che il primo capitolo, che pone le basi e gli assunti del ragionamento, \u00e8 del tutto insostenibile per chi abbia mai vissuto nel XX secolo in qualunque paese barbaricino, ma non \u00e8 questa la riflessione che mi \u00e8 venuta; del libro parler\u00f2 casomai pi\u00f9 avanti. Piuttosto, ho pensato che questi sono tempi in cui per essere stimolati bisogna rivolgersi ai filosofi &#8211; forse sono sempre tempi in cui ci si deve rivolgere ai filosofi &#8211; e mi sono ricordato, a suo tempo, di avere trovato molto stimolante Zhok che ho anche citato qui sul <em>blog<\/em>. A distanza di cinque anni si pu\u00f2 riflettere sul fatto che si \u00e8 visto che le posizioni libertarie di Zhok avessero le gambe corte e che, come tutte le posizioni libertarie, hanno fatto presto a frasi cooptare dal capitalismo dominante &#8211; come si \u00e8 visto durante la pandemia &#8211; e a strizzare l&#8217;occhio alla destra-destra &#8211; come si \u00e8 visto a proposito della guerra in Ucraina. <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, non voglio offendere nessuno ed \u00e8 un ragionamento (quasi) del tutto gratuito, ma ho avuto un brivido analogo su Ventura, chiedendomi se fra cinque anni non saranno evidenti dei limiti che dovremmo considerare palesi gi\u00e0 da ora. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho visto l&#8217;altro giorno su Twitter &#8211; e questo dimostra che Twitter serve ancora a qualcosa &#8211; la segnalazione di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20441,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,60,57,59,95,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura-1.jpg?fit=933%2C468&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-5jF","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":15829,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15829","url_meta":{"origin":20439,"position":0},"title":"A quanto pare il politicamente corretto non piace (quasi) a nessuno","author":"Rufus","date":"09\/11\/2018","format":false,"excerpt":"Trovo e traduco da\u00a0The Atlantic un articolo che riporta gli esiti di una indagine statistica sul gradimento del politicamente corretto da parte dell'opinione pubblica degli Stati Uniti. \u00c8 un articolo che diffondo con una certa consapevolezza di ambiguit\u00e0: da una parte questo blog, appartenendo a una persona che si immischia\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/zerovoltaire.jpg?fit=580%2C262&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":20933,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20933","url_meta":{"origin":20439,"position":1},"title":"Deadloch e il politicamente scorretto","author":"Rufus","date":"03\/02\/2026","format":false,"excerpt":"Arrivo probabilmente buon ultimo a segnalare Deadloch, una serie investigativa australiana con parecchie caratteristiche che la rendono, beh, strana. https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1f1lYUZ0WTw La prima di queste \u00e8 che \u00e8 ambientata in Tasmania, che peraltro \u00e8 anche il motivo per cui ho proposto a Bonaria di vederla: \u00e8 vero che ormai si possono\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Deadloch.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Deadloch.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Deadloch.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Deadloch.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":7549,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7549","url_meta":{"origin":20439,"position":2},"title":"Empaticamente rimosso","author":"Rufus","date":"29\/05\/2014","format":false,"excerpt":"Pubblico oggi il terzo articolo che mi ero ripromesso di tradurre, quello che entra pi\u00f9 specificamente nelle tematiche del politicamente corretto. 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