{"id":20170,"date":"2023-07-05T13:31:28","date_gmt":"2023-07-05T11:31:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20170"},"modified":"2024-01-16T18:51:35","modified_gmt":"2024-01-16T17:51:35","slug":"serata-casablanca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20170","title":{"rendered":"Serata Casablanca"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img data-attachment-id=\"20171\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=20171\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Casablanca.jpg?fit=319%2C477&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"319,477\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Casablanca\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Casablanca.jpg?fit=201%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Casablanca.jpg?fit=319%2C477&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"319\" height=\"477\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Casablanca.jpg?resize=319%2C477\" alt=\"\" class=\"wp-image-20171\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Casablanca.jpg?w=319&amp;ssl=1 319w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Casablanca.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Casablanca.jpg?resize=100%2C150&amp;ssl=1 100w\" sizes=\"(max-width: 319px) 100vw, 319px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho visto la settimana scorsa <em>Casablanca<\/em> insieme ad Alberto Arca, in edizione speciale a <em>The Space<\/em> per i 100 anni della Warner Bros. \u00c8 stata un&#8217;esperienza molto piacevole (che gran film!) e anche molto strana, perch\u00e9 la mia unica visione completa risaliva a un passaggio televisivo di moltissimi anni fa (credo un ciclo su Bogart quando ancora c&#8217;era un solo canale e il cinema il gioved\u00ec in prima serata, ricordo anche il <em>Grande Sonno<\/em>, <em>II tesoro della Sierra<\/em> <em>Madre<\/em> e <em>La regina d&#8217;Africa<\/em>). <\/p>\n\n\n\n<p>Ho un po&#8217; di impressioni da raccontare &#8211; appena degli abbozzi, dei pensieri appuntati al volo, dato che su un film del genere non ci si pu\u00f2 certo mettere a fare recensioni pensando di dire cose mai dette prima. Dati i miei interessi del momento, i pensieri pi\u00f9 consistenti hanno a che fare con la dimensione narrativa, ma prima alcune note pi\u00f9 generali.<\/p>\n\n\n\n<h3>Film di qualit\u00e0 per le masse<\/h3>\n\n\n\n<p>Guardare <em>Casablanca<\/em> oggi \u00e8 un tuffo nella <em>Hollywood<\/em> dell&#8217;epoca d&#8217;oro e rendersi conto della straordinaria  combinazione di gran mestiere e di puro talento che \u00e8 ovunque, messa in scena, regia, sceneggiatura, recitazione e cos\u00ec via, e della capacit\u00e0, cos\u00ec evidente, di parlare direttamente ed efficacemente a grandi masse di spettatori, con diversi livelli di cultura, istruzione, interessi e credenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella Hollywood, ma tutte le grandi industrie culturali in generale, che ci mettiamo dentro Bollywood o certe piattaforme di <em>streaming<\/em> e le narrazioni seriali, hanno questa capacit\u00e0. Sono ancora un po&#8217; influenzato dalla <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20126\" data-type=\"post\" data-id=\"20126\">aggrovigliata discussione su <em>La patata bollente<\/em><\/a>, ma <em>Casablanca<\/em> porta un argomento solidissimo contro l&#8217;idea che esista una dicotomia fra qualit\u00e0 e consumo di massa. Casomai il contrasto \u00e8 fra chi sa fare (molto) bene e chi non sa o non ha voglia o interesse, con buona pace degli stanchi epigoni della commedia all&#8217;italiana o, all&#8217;estremo opposto, di certo cinema d&#8217;autore  (ovviamente il giudizio va commisurato al <em>budget<\/em>, ma non \u00e8 questo il discorso).<\/p>\n\n\n\n<h3>Che attori!<\/h3>\n\n\n\n<p>Prima di tutto: la bellezza di Ingrid Bergman \u00e8 sconvolgente; ci sono le prime scene in cui compare in cui semplicemente illumina lo schermo. Ma poi c&#8217;\u00e8 anche Bogart che riempie di s\u00e9 la scena, la presenza febbrile di Peter Lorre che compare relativamente poco ma \u00e8 indimenticabile, quattro coprotagonisti (Henreid, Dooley, Rains e Greenstreet) perfettamente in parte e soprattutto una marea di caratteristi tutti bravissimi, bravissimi, bravissimi. \u00c8 un cinema al servizio degli attori, e il risultato \u00e8 sontuoso.<\/p>\n\n\n\n<h3>Versioni italiane<\/h3>\n\n\n\n<p>Trattandosi di una versione celebrativa, speravo che fosse in lingua originale, invece purtroppo era in italiano. Dice Alberto Farina che fra i doppiatori dei personaggi minori si riconosce con emozione un giovanissimo Alberto Sordi &#8211; il borseggiatore &#8211; ma io avrei preferito le voce di Bogart e Bergman all&#8217;Albertone (Albertino?) nazionale. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;adattamento italiano in realt\u00e0 cela altre sorprese: durante il racconto si mette pi\u00f9 volte in evidenza che Rick (Bogart) ha \u00abfornito fucili ai cinesi\u00bb. Il riferimento \u00e8 alla guerra sino-giapponese del &#8217;36 e stavo gi\u00e0 congetturando quanto fosse presente quella guerra all&#8217;opinione pubblica americana e se la sceneggiatura fosse di prima o dopo Pearl Harbor quado ho visto che nella versione originale Rick i fucili li ha forniti agli etiopi perch\u00e9 li usassero contro gli italiani (che \u00e8  molto pi\u00f9 preciso e pi\u00f9 in linea con l&#8217;altro segno di appartenenza di Rick, avere combattuto in Spagna dalla parte dei repubblicani).<\/p>\n\n\n\n<p><em>Casablanca<\/em> \u00e8 uscito in Italia nel &#8217;46, e la guerra in Etiopia era ancora considerata difendibile, evidentemente. Peraltro il capo della borsa nera di Casablanca nell&#8217;originale \u00e8 un italiano, Ferrari; nella versione italiana diventa Ferrac. <\/p>\n\n\n\n<p>Italiani brava gente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tino Dess\u00ec mi ha fatto notare che <em>Casablanca<\/em> \u00e8 in odore di razzismo. Senza entrare nei dettagli, segnalo che in italiano Sam chiama pi\u00f9 volte Bogart \u00abpadrone\u00bb, e sembra dal tono che si stia traducendo qualcosa a met\u00e0 fra <em>buana<\/em> e <em>massa<\/em>; nell&#8217;originale usa \u00abboss\u00bb e il significato \u00e8 molto diverso: anche altri impiegati lo chiamano allo stesso modo. <\/p>\n\n\n\n<h3>L&#8217;et\u00e0 degli avventurieri <\/h3>\n\n\n\n<p>Uno dei punti di maggiore distanza del film dalla sensibilit\u00e0 moderna \u00e8 nel fatto che sono tutti avventurieri o gentiluomini di fortuna; anche Laszlo, che tecnicamente sarebbe un militante politico, rientra nella categoria. \u00c8 vero che c&#8217;\u00e8 la guerra e che Casablanca \u00e8 piana di profughi, e i profughi sono avventurieri per necessit\u00e0, ma non \u00e8 solo quello: il pubblico doveva avere ben presente una dimensione di vita sociale in cui precariet\u00e0, confini sfumati fra legalit\u00e0 e illegalit\u00e0, modi eterodossi di far valere le proprie ragioni, ideali e lotte politiche inclini alla violenza si incrociavano in vario modo; fino agli anni &#8217;50 tutte le narrazioni occidentali ne sono piene, e non solo quando si mettono in scena avventure (giusto stasera in un&#8217;altra rassegna estiva danno <em>Gilda<\/em>, per dire il primo che mi viene in mente).<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il legame di consapevolezza di questa dimensione \u00e8 stato totalmente reciso: nelle narrazioni odierne \u00e8 al massimo relegata a <em>action movie<\/em> mirabolanti, senza nessuna esplorazione di tematiche morali se non del tutto convenzionale (penso agli <em>heist movie<\/em> tipo certi <em>Fast and furious<\/em>). Non \u00e8 che nel  mondo non ci siano pi\u00f9 avventurieri (e profughi!), violenza, precariet\u00e0 e confini malfermi fra ideali e mezzi appropriati o fra legge e morale: \u00e8 che l&#8217;Occidente ha deciso di esorcizzare il tema, direi.<\/p>\n\n\n\n<p>E forse l&#8217;esorcizzazione di questa dimensione degli avventurieri si specchia nella esorcizzazione <em>tout court <\/em>della violenza, anch&#8217;essa spesso sublimizzata negli <em>action<\/em> <em>movie<\/em>: il virilismo di <em>Casablanca<\/em> ne fa invece un tema portante, fin da quando Ugarte confessa a Rick di essere lui l&#8217;assassino dei due corrieri tedeschi  e Rick, che lo aveva appena denigrato per il suo essere uno squallido profittatore di piccolo calibro, gli risponde che la cosa glielo fa disprezzare un po&#8217; meno. Ha una pistola e abbastanza palle per usarla, pu\u00f2 essere ammesso nel <em>club.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3>Visto che parliamo di scelte morali<\/h3>\n\n\n\n<p>Quando guardo Bogart sono sempre influenzato dalle <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15122\" data-type=\"post\" data-id=\"15122\">scene conclusive de <em>Il falcone maltese<\/em><\/a>, e dall&#8217;ambiguit\u00e0 con cui Hammett mette in scena la relazione fra lui e la ragazza: l&#8217;ha amata? Ha fatto finta? La consegna per necessit\u00e0 o per chiudere le cose nel modo con cui devono andare secondo giustizia? Detto in altro modo, quanti giochi ha fatto Spade: doppi, tripli, quadrupli&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui in <em>Casablanca <\/em>le posizioni dei due personaggi principali sono raccontate in un modo ellittico che lascia il dubbio su esattamente <em>quando <\/em>siano state prese le decisioni e quali esse siano: Ilsa si sta vendendo a Rick perch\u00e9 lui salvi Laszlo, oppure lo ama veramente? E Rick lo capisce al volo e perci\u00f2 decide fin dal principio di sacrificarsi per amore e che saranno gli altri due quelli che partiranno, oppure paternalisticamente decide che cosa \u00e8 meglio per tutti, anche se pensa che Ilsa lo ami veramente? Quanto conta, a parte la morale dell&#8217;epoca e il fatto che l&#8217;adulterio non poteva trionfare comunque, il rispetto morale per il vincolo del matrimonio? E quanto il rispetto per il valore i Laszlo e delle sue idee? <\/p>\n\n\n\n<p>Vedo da recensioni in giro che c&#8217;\u00e8 qualcuno che crede a ciascuna di queste ipotesi. Il bello di queste scritture \u00e8 che gli sceneggiatori non sono obbligati a decidere <em>esattamente<\/em> come stanno le cose: possono mettere gi\u00f9 sulla carta solo dei pezzi e degli indizi, e poi lo spettatore decider\u00e0 come pare a lui.<\/p>\n\n\n\n<h3>Troppa ellisse<\/h3>\n\n\n\n<p>Deve l&#8217;ellissi \u00e8 un po&#8217; troppa \u00e8 nello sviluppo del personaggio di Renault, che intenzionalmente \u00e8 proposto come una sorta di \u00abdoppio\u00bb di Rick; disincantato, cinico, imperscrutabile e certamente in grado di badare a se stesso in ogni circostanza. La loro rappacificazione finale \u00e8 anche l&#8217;esito di un percorso parallelo, ma mentre quello di Rick, pur nelle ambiguit\u00e0 esistenti, \u00e8 evidente, quello di Renard rimane troppo brusco e abbastanza incomprensibile. Il fatto che sia stato, per tutto il film, il contraltare e il contrappeso al colonnello Strasser non basta a compensare il fatto che i suoi traffici squallidi ne metterebbero in dubbio l&#8217;appartenenza al circolo dei gentiluomini di fortuna, per relegarlo alla dimensione dei traffichini di mezza tacca come Ugarte, e il gesto finale di redenzione con cui salva tutti sembra pi\u00f9 un artificio forzato per costruire il lieto fine che il modo appropriato per entrare a pieno titolo nel ristretto cerchio degli eroi cinici ma onorevoli. <\/p>\n\n\n\n<p>Sembra, in un certo senso, che la mentalit\u00e0 di chi scrive in questo caso sia che Ugarte \u00e8 un pesce piccolo e quindi \u00e8 disprezzabile, mentre Renault \u00e8 il prefetto di polizia e quindi, come il padrino di una cosca mafiosa, seppure fosse un cattivo sarebbe comunque da trattare con rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente, nuoce al personaggio di Renault il fatto che sia un predatore seriale, che mercanteggia visti in cambio di favori sessuali da parte delle profughe pi\u00f9 avvenenti. La cosa \u00e8 apparentemente proposta con leggerezza, che darebbe a <em>Casablanca<\/em> un certo tono sessista (e razzista: questi francesi che si arricciano i baffi e vanno dietro alle gonnelle), se non fosse che c&#8217;\u00e8 l&#8217;episodio della profuga bulgara e di Rick dal cuore d&#8217;oro che esprime &#8211; indirettamente anche su Renault &#8211; un giudizio morale anche negativo. Rimane comunque una nota stridente, e gli sceneggiatori sembrano in realt\u00e0 pi\u00f9 interessati a creare una successione di grandi scene che a una coerenza complessiva degli archi narrativi dei personaggi &#8211; la storia dei bulgari \u00e8 un gran momento e ce l&#8217;hanno messa senza stare troppo a pensare ai giudizi morali.<\/p>\n\n\n\n<h3>Tematiche<\/h3>\n\n\n\n<p>Se non fosse che &#8211; ormai siamo in peno nelle questioni narrative &#8211; la sceneggiatura trovi la sua unit\u00e0 in uno sforzo metodico di esplorazione e ripetizione delle tematiche che mette in scena. Per esempio: la disponibilit\u00e0 della ragazza bulgara a concedersi a Renault prepara e commenta la disponibilit\u00e0 di Ilsa a concedersi a Rick in cambio della salvezza di Laszlo, e in generale il film \u00e8 pieno di amanti disposti a sacrificarsi per l&#8217;altro: Laszlo per Ilsa, per esempio (e c&#8217;\u00e8 spazio, in questo, anche per la parabola, costruita per contrasto, di Yvonne, un&#8217;altra donna che si concede &#8211; per vendetta o per necessit\u00e0 &#8211; ma a torto e poi si redime). Di Renault come doppio di Rick ho gi\u00e0 detto, ma un altro esempio \u00e8 Ferrac\/Ferrari che serve a sviluppare il tema della responsabilit\u00e0 verso i sottoposti e, in generale, dei legami di interdipendenza che legano quello che ai tempi si sarebbe definito un <em>outfit<\/em>, che \u00e8 qualcosa che assomiglia a una banda ma non lo \u00e8 esattamente: Sam non lascerebbe mai Rick, e quando Rick \u00e8 costretto ad andarsene si preoccupa di lasciare Sam e gli altri in buone mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso vale, su un livello ancora pi\u00f9 generale, per il tema portante di <em>Casablanca<\/em> che, a parte quello del sacrificio per amore, \u00e8 quello dell&#8217;abbandono. Nessuno vuole abbandonare la propria casa, ma la citt\u00e0 \u00e8 piena di profughi e quando la catastrofe ti raggiunge anche tu devi decidere cosa farai, restare o partire, anche se ti sei sistemato proprio per bene. Essere profughi vuol dire abbandonare non solo le condizioni materiali ma anche quelle morali e sentimentali, anche se fra queste c&#8217;\u00e8 la bellezza luminosa di Ingrid Bergman.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho letto la dichiarazione di uno degli sceneggiatori: <em>Casablanca<\/em> \u00ab\u00e8 pieno di sentimentalismo a buon mercato. Ma quando funziona, non c&#8217;\u00e8 niente di meglio\u00bb. Secondo me funziona per questa capacit\u00e0 di ricognizione delle tematiche presenti e del loro coerente approfondimento.<\/p>\n\n\n\n<h3>Claustrofobia (assenza di)<\/h3>\n\n\n\n<p>Una delle cose sorprendenti, dal punto di vista della gestione della narrazione, \u00e8 che la Casablanca del film non \u00e8 un posto claustrofobico, nonostante sia, apparentemente, una prigione a cielo aperto e un luogo pronto a trasformarsi in una trappola, se appena i tedeschi decidessero di esercitare la loro capacit\u00e0 di influenza sulle autorit\u00e0 francesi. Eppure il tono \u00e8 quello del racconto di un porto di mare intento ai traffici, come fosse Shangai o Zanzibar, in cui tante cose si muovono sotto la superficie ma alla sera tutti vanno serenamente da Rick a sbronzarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Parentesi: certe cose d&#8217;epoca sono impagabili; questi hanno un paio di bottiglie di <em>champagne<\/em> sul tavolo ma nel frattempo, per omaggiarsi a vicenda, si prendono un <em>Champagne cocktail<\/em> (mi sono chiesto oltretutto cosa diamine fosse, e ho trovato <a href=\"https:\/\/www.cucchiaio.it\/ricetta\/ricetta-champagne-cocktail\/\">la risposta<\/a>). Fine parentesi.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi: l&#8217;angoscia \u00e8 trattenuta, e la claustrofobia abbastanza assente. Siamo lontani dal Ghetto di Varsavia, o dalla Berlino oltre il muro di cinema di poco successivo. Mi sono chiesto se fosse una scelta stilistica, o semplicemente il fatto che certe cose non erano conosciute con esattezza.<\/p>\n\n\n\n<h3>Unit\u00e0 aristoteliche<\/h3>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra delle cose che mi hanno colpito nella gestione della narrazione \u00e8 che <em>Casablanca,<\/em> come molti altri film dell&#8217;epoca, segue ampiamente l&#8217;andamento in tre atti aristotelico (e rispetta anche con un certo rigore le tre unit\u00e0 di tempo, luogo e azione). \u00c8 evidente che il viaggio dell&#8217;eroe era ancora da venire, ma vedere all&#8217;opera uno schema cos\u00ec diverso, e cos\u00ec ben interpretato, \u00e8 stato molto interessante e, secondo me, la struttura e l&#8217;andamento del racconto ne traggono un gran giovamento. Non ci sono cesure evidenti fra le parti e alcuni passaggi sono intermedi (la mattinata alla centrale di polizia, per esempio) ma la struttura resta abbastanza riconoscibile.<\/p>\n\n\n\n<h3>Lunghe serate<\/h3>\n\n\n\n<p>In questa struttura semi-tripartita il pezzo di bravura della sceneggiatura (e, a cascata, della regia) \u00e8 la gestione delle due lunghe serate nel locale di Rick che costituiscono gran parte del film, nelle quali sia la penna che la cinepresa devono fare un gran lavoro di regolazione del traffico, fra chi entra, chi esce, chi rimane sullo sfondo e chi passa da un gruppo o un episodio all&#8217;altro. Il risultato \u00e8 un gran pezzo di bravura, sornione e non troppo dichiarato, che poi trova la sua esplosione nella scena della <em>Marsigliese<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3>Nightclub, taverne famose e altri archetipi<\/h3>\n\n\n\n<p>Ultima osservazione: ho visto spesso citare la capacit\u00e0 di <em>Casablanca<\/em> di creare archetipi poi rimasti nell&#8217;immaginario e pi\u00f9 volte riutilizzati in altri film o narrazioni di altro tipo. In realt\u00e0 non sono sicurissimo: tutto il cinema dell&#8217;epoca ha una grande capacit\u00e0 di mettere in scena archetipi, sono meno convinto che questi archetipi <em>Casablanca<\/em> li <em>crei<\/em>, tendo piuttosto a pensare che, casomai, la sua forza sia nel metterli in collegamento e, magari, ne fissi, per una decina d&#8217;anni, la forma <em>standard<\/em> per l&#8217;industria. <\/p>\n\n\n\n<p>Tranne in un caso: da perfetto cialtrone, con una conoscenza imperfetta del cinema, sono abbastanza convinto che il vero archetipo che <em>Casablanca <\/em>introduce sia esattamente il locale di Rick che doveva dare il nome al film. Intendiamoci: il <em>night<\/em> doveva essere un luogo ben noto &#8211; magari mitologico ma noto &#8211; al pubblico in generale e la letteratura nera dell&#8217;epoca \u00e8 piena di biscazzieri, locali equivoci e gente dura e probabilmente criminale che gestisce posti di successo ma molto pericolosi. Ma sono non mi vengono in mente molti casi in cui sia l&#8217;<em>eroe<\/em> a gestirli, pochi in cui siano, come <em>Rick&#8217;s<\/em>, un posto neutrale dove trattare affari leciti o meno leciti, e nessuno in cui questi locali sono <em>casa<\/em>: di solito invece mi pare che siano <em>terra incognita<\/em>, posti da attraversare sottraendosi agli agguati o da cui trarre fuori la bella ereditiera prima che lasci la fortuna paterna al tavolo da gioco e qualcosa di infinitamente pi\u00f9 prezioso fra le braccia del mafiosetto di turno. <em>Rick&#8217;s<\/em> \u00e8 qualcosa di completamente diverso e, direi, di nuovo, destinato a essere replicato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, quando ho pensato per la prima volta questa cosa, stavo per aggiungere <em>&#8230; essere replicato un sacco di volte<\/em>. E avrei aggiunto, anche, che la cantina di Mos Eisley mi sembra una filiazione diretta del locale di Rick, se non fosse che pensandoci tutti questi casi del riutilizzo di questo archetipo lungo gli anni, da <em>Casablanca<\/em> a <em>Star Wars<\/em>, proprio non mi sono venuti in mente. O meglio l&#8217;archetipo \u00e8 sempre l\u00ec, sottotraccia, altrimenti tutte le partite di giochi di ruolo e millemila romanzi <em>fantasy<\/em> non inizierebbero in taverne piene di strani avventori e angoli oscuri in cui si trattano affari ancora pi\u00f9 oscuri, per\u00f2 l&#8217;uso \u00e8, come dire, dato per scontato, non procede per citazioni e filiazioni dirette &#8211; il che dimostra che \u00e8 un archetipo vero (altrimenti sarebbe un banale tropo)!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho visto la settimana scorsa Casablanca insieme ad Alberto Arca, in edizione speciale a The Space per i 100 anni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20306,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Su Casablanca non si possono scrivere recensioni, ma qualcosa si pu\u00f2 dire lo stesso.","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,68,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Casablanca2.jpg?fit=317%2C202&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-5fk","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":20883,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20883","url_meta":{"origin":20170,"position":0},"title":"Indiani e pionieri","author":"Rufus","date":"28\/01\/2026","format":false,"excerpt":"Ieri, segnalando Dark Winds, ho raccontato con un certo scetticismo del suo tono anticoloniale o comunque critico riguardo al trattamento, negli anni '60 del secolo scorso, non nel '700 e '800, dei nativi americani (quelli che in Canada e Australia sono definiti Primi Popoli). 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