{"id":20009,"date":"2023-03-29T10:00:00","date_gmt":"2023-03-29T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20009"},"modified":"2023-06-22T16:25:57","modified_gmt":"2023-06-22T14:25:57","slug":"dissonanze-audio-cognitive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20009","title":{"rendered":"Dissonanze audio-cognitive"},"content":{"rendered":"\n<p>Questo articolo non parla di giochi, ma non sembra. E per di pi\u00f9 ha un titolo con una parola difficile e altezzosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiate pazienza e seguitemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche volta, per fare quello che ne sa, negli incontri sui videogame parlo di <em>dissonanze ludocognitive<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img data-attachment-id=\"20017\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=20017\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?fit=581%2C163&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"581,163\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1680029355&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Hocking\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?fit=300%2C84&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?fit=510%2C143&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"581\" height=\"163\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?resize=581%2C163\" alt=\"\" class=\"wp-image-20017\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?w=581&amp;ssl=1 581w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?resize=300%2C84&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?resize=510%2C143&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Hocking.jpg?resize=150%2C42&amp;ssl=1 150w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Cio\u00e8, non \u00e8 vero: non lo faccio per fare il figo, l&#8217;espressione la usano anche altri <em>Fabbricastorie <\/em>nonch\u00e9 altri esperti di cultura ludica e il riferimento \u00e8 a <a href=\"https:\/\/clicknothing.typepad.com\/click_nothing\/2007\/10\/ludonarrative-d.html\">un noto articolo di Clint Hocking<\/a>, un signor scrittore di giochi, riguardo al videogame <em>Bioshock<\/em>. Hocking criticava il fatto che la narrazione interna al gioco presupponesse che il giocatore\/personaggio si facesse interprete di determinati valori mentre, contemporaneamente, il modo di vincere presupponeva comportamenti esattamente contrari.<\/p>\n\n\n\n<p>La classica dissonanza cognitiva \u00e8 quella del sale nella zuccheriera: quando assaggi l&#8217;esperienza \u00e8 straniante; c&#8217;\u00e8 una spiegazione logica (uno scherzo, un errore) ma per un attimo il mondo ti sembra capovolto. Per i giochi l&#8217;esempio che faccio sempre non \u00e8 tratto da <em>Bioshock <\/em>ma da un giochino per cellulare che si chiamava Etherlords, del quale <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10282\">ho parlato anni fa<\/a>. In <em>Etherlords<\/em> la narrazione ti poneva nei panni di un essere superiore destinato a rigenerare un universo impazzito ridotto, letteralmente, in mille schegge. Per fare questo dovevi riconfermare la tua benevola sovranit\u00e0 sulle varie schegge, sconfiggendo i malvagi usurpatori e costruendoti un ampio seguito unitario fra tutti i popoli prima divisi. Questa era la parte narrativa, peccato per\u00f2 che la parte di gioco prevedesse che, per sconfiggere i vari avversari, tu dovessi prendere i tuoi seguaci, i tuoi amati seguaci che cos\u00ec benevolmente avevi deciso di salvare, e fonderli (letteralmente, in una fornace magica) tutti insieme per ottenere altre creature pi\u00f9 potenti. L&#8217;esperienza era quindi dissonante: un sovrano benevolo impegnato a mettere nella fornace i sudditi.<\/p>\n\n\n\n<p>E adesso basta parlare di giochi, credo che ci siamo capiti. Il fatto \u00e8 che l&#8217;altro giorno ascoltavo la solita <em>playlist<\/em> settimanale su <em>Spotify<\/em> e ho avuto un&#8217;esperienza che, non sapendo come altro definirla, mi \u00e8 venuto da chiamare <em>dissonanza audio<\/em>&#8211;<em>cognitiva.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il pezzo che apriva la <em>playlist<\/em> era <em>The night before<\/em>, di Lee Hazlewood. Forse \u00e8 meglio se lo ascoltate, prima.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed alignleft is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: The Night Before\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"152\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/track\/2WnprTNY6MeE1hG3LUUi0t?si=cf31f01b33464f31&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>A prima vista, l&#8217;ho presa come una classica canzone <em>country<\/em>, e infatti l&#8217;ho messa nella apposita raccolta e non ho fatto molto caso al testo &#8211; nonostante tutto faccio fatica a seguire i testi in inglese, e poi stavo lavorando. Al secondo ascolto, per\u00f2, ho colto <em>pillow,<\/em> &#8220;cuscino&#8221;, che non \u00e8 molto <em>country<\/em>. Incuriosito, ho rimandato indietro, mi sono dovuto sorbire la pubblicit\u00e0 e ho riascoltato. <em>Tears on my pillow<\/em>, diceva, &#8220;lacrime sul cuscino&#8221;. \u00abSar\u00e0 una roba tipo Celentano\u00bb, ho pensato, \u00ab<em>A mezzanotte sai, che io ti penser\u00f2&#8230; e stringer\u00f2 il cuscino<\/em>&#8230;\u00bb, un cowboy innamorato, chiss\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto ho deciso di fare una pausa caff\u00e8 &#8211; ero in <em>smart working<\/em> &#8211; e ho cercato il testo. <em>The night before<\/em>  vuol dire &#8220;la notte prima&#8221; e io pensavo che si intendesse la notte prima di qualcosa che deve ancora accadere; forse avevo inconsapevolmente in mente  una poesia di Eluard: \u00abLa notte che precedette la sua morte | fu la pi\u00f9 corta della sua vita | il fatto di essere ancora vivo |  gli faceva bruciare il sangue ai polsi\u00bb, e pensavo che la canzone raccontasse di una notte prima della rapina, del duello all&#8217;<em>OK Corral<\/em>, della cavalcata solitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece il testo \u00e8 un po&#8217; diverso&#8230; un po&#8217; molto diverso, e riguarda la notte <em>precedente<\/em> (vedo che lo stesso vale per un canzone dallo stesso titolo dei <em>Beatles<\/em>). Ve lo traduco:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi sveglio la domenica mattina<br \/>con la mente tutta annebbiata<br \/>il cuscino macchiato di lacrime<br \/>e del trucco sul mio viso <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Vedo quelle bottiglie di whisky vuote <br \/>e dischi sparpagliati per terra<br \/>e dalla stanza a fianco sento piangere<br \/>allora ricordo la notte prima<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;ho vista ballare alla festa<br \/>cos\u00ec giovane con il riso sul volto<br \/>e quando gli altri se ne sono andati<br \/>parole convincenti e lei \u00e8 rimasta pi\u00f9 tardi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E adesso quelle bottiglie di whisky vuote<br \/>mi accusano dal pavimento<br \/>sento dei pasi mentre lei va via<br \/>si, lei ricorda la notte prima<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se potessi riportare indietro l&#8217;orologio<br \/>riportarlo a ieri<br \/>ci sono cose che non farei<br \/>e cose che non direi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma ora quelle bottiglie di whisky vuote<br \/>per sempre nella mia mente d&#8217;ora in poi<br \/>e nel silenzio sento piangere<br \/>si, ricordo la notte prima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ora. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono rimasto abbastanza colpito. <\/p>\n\n\n\n<p>Il testo in alcuni passaggi \u00e8 ambiguo e c&#8217;\u00e8 un certo grado di incertezza su quello che \u00e8 effettivamente successo: a occhio, per\u00f2, abbiamo uno che ha preso una ragazza che potrebbe essere sua figlia e, se va bene, l&#8217;ha indotta a un festino alcolico in cui hanno fatto sesso da sbronzi, al peggio l&#8217;ha violentata in preda ai fumi dell&#8217;alcool e, se proprio vogliamo adottare un punto di vista mediano, probabilmente l&#8217;ha ubriacata per abusare di lei.  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img data-attachment-id=\"20018\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=20018\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?fit=1200%2C1200&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1200,1200\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"LHI-years-Hazelwood\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?fit=510%2C510&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"800\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?resize=800%2C800\" alt=\"\" class=\"wp-image-20018\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?resize=510%2C510&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/LHI-years-Hazelwood.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>La canzone \u00e8 del 1970, quindi diamo pure per assodato che quello che oggi sarebbe molto probabilmente criminale e comporterebbe in ogni caso la morte civile ai tempi fosse solo oggetto di (auto)riprovazione morale. A me non pare che fosse <em>esattamente<\/em> cos\u00ec, ma ho dato un&#8217;occhiata alle recensioni del pezzo e non mi pare che effettivamente si alzino grosse sopracciglia: vedo espressioni come \u00abHazlewood veste i panni di un amante&#8230;\u00bb (amante?!) \u00ab&#8230;pieno di rimpianti\u00bb (<em><a href=\"https:\/\/www.uncut.co.uk\/reviews\/lee-hazelwood-cowboy-sweden-98785\/\">Uncut<\/a><\/em>), \u00ab&#8230; ha macchie di lacrime sul cuscino e trucco sulla faccia e vede bottiglie di whisky vuote e dischi sparpagliate sul pavimento. Dalla stanza a fianco sente piangere e allora ricorda la notte prima\u2026 Ci siamo passati tutti\u00bb (tutti?!) (<em><a href=\"https:\/\/americana-uk.com\/essentials-the-top-10-lee-hazlewood-songs\">Americana-UK<\/a><\/em>), \u00abla canzone&#8230; certamente cattura la stordita sensazione di rimpianto che viene dalla scoperta di bottiglie vuote di whisky e presumibilmente di una donna che se ne va dopo che lui ha avuto una cattiva condotta durante la notte\u00bb (cattiva condotta?!) (<em><a href=\"https:\/\/www.song-bar.com\/song-of-the-day\/lee-hazlewood-the-night-before\">Song-bar<\/a><\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Era il 1970, a cavallo fra due decenni sfrenati, il passato \u00e8 una terra straniera e l&#8217;alcool rende pi\u00f9 difficile dare un giudizio morale preciso su una storia messa in scena senza troppi particolari, e poi in ogni caso chi se ne frega, tanto l&#8217;elemento che mi ha colpito non \u00e8 che sia una storia raccontata da un punto di vista molto maschile e oggi insostenibile; Maria Bonaria ha ascoltato un rapido riassunto del testo e ha sentenziato che \u00e8 un punto di vista troppo comodamente autoassolutorio, e tutto sommato mi trovo d&#8217;accordo; e quello che mi ha colpito non \u00e8 neanche il fatto che nessuno dei commentatori abbia trovato il testo quanto meno problematico (lo stesso articolo di <em>Americana<\/em> gi\u00e0 indicato ha un altro bel passaggio: \u00abuna delle migliori canzoni mai scritte sullo svegliarsi dopo averci dato dentro alla grande [<em>after a heavy session<\/em>, NdRufus]\u00bb), dove il gioco di parole \u00e8 del tutto inconscio. <\/p>\n\n\n\n<p>O meglio: la tranquillit\u00e0 assoluta dei commentatori mi ha colpito dopo. Ma quello che mi ha colpito <em>durante<\/em> quell&#8217;ascolto in cui, ignaro di quello che mi aspettava, avevo fatto ricominciare da capo la canzone col testo davanti e il caff\u00e8 in mano per capire di cosa parlasse, \u00e8 che la musica non c&#8217;entra <em>niente<\/em>. La musica suggerirebbe tipo la ballata del pistolero solitario, Anten\u00f2r e la vendetta del mescalero, il poker destinato a finire a pistolettate, cose cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono sentito come se avessi scoperto che il testo originale di <em>Luce rossa<\/em>, cantata tante volte al <a href=\"https:\/\/it.scoutwiki.org\/My_rifle,_my_pony_and_me#:~:text=Do%20Fa%20Luce%20rossa%20l%C3%A0,rifle%2C%20my%20pony%20and%20me.\">bivacco<\/a> ai campi scuola, aveva in realt\u00e0 un testo tipo:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed alignleft is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: My Rifle, My Pony And Me - Remastered\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"152\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/track\/73VWTEHnoZyULD840kEX49?si=5e3880d044594877&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Era sbronza<\/em> (era sbronza) <br \/><em>l\u00e0 sul letto<\/em> (l\u00e0 sul letto)<br \/><em>l&#8217;ho spogliata<\/em> (l&#8217;ho spogliata) <br \/><em>tutta nuda <\/em>(tutta nuda)<br \/><em>ci far\u00f2 molto sesso with my rifle, my pony and me<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dissonanza audio-cognitiva, non c&#8217;\u00e8 altra parola: leggi una cosa e ne senti un&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"tw-target-text\">Devo dire che probabilmente sono io, come quello contromano sull&#8217;autostrada, che non capisco. Nei commenti nessuno nota l&#8217;incoerenza e per l&#8217;accompagnamento musicale ci sono solo parole di apprezzamento: \u00abun melodramma romantico re-impacchettato come una melodia tascabile\u00bb (il citato <em>Uncut<\/em>, per quanto forse questo non sia <em>esattamente<\/em> un complimento), \u00ab<em>The night before<\/em> ha uno spavaldo andamento <em>funky<\/em> avvolto in corde [<em>strings<\/em>, strumenti a corda, NdRufus] di velluto che puzzano di fumo e rimorso\u00bb (<em><a href=\"https:\/\/drownedinsound.com\/releases\/17002\/reviews\/4144943\">Drowned in sound<\/a><\/em>), \u00abuna canzone brillantemente languida, con corde torride, ottoni alla messicana [<em>Tijuana brass<\/em>, cio\u00e8 un suono alla Herb Alpert, NdRufus], un organo <em>groovy<\/em> e una rilassata chitarra <em>funky<\/em>\u00bb (il citato <em>Americana<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"tw-target-text\">D&#8217;altra parte vedo che gli stessi commentatori pi\u00f9 volte citano come raffronto <em>Sunday mornin&#8217; comin&#8217; down<\/em>, di Kris Kristofferson, che tematicamente \u00e8 sicuramente collegata (scopro in realt\u00e0 che c&#8217;\u00e8 tutto un sottogenere <em>country<\/em> dedicato al doposbornia della domenica mattina) ma che musicalmente non c&#8217;entra niente, nel senso che in Kristofferson musica e testo si corrispondono perfettamente.<\/p>\n\n\n\n<p>E quindi? Boh. <\/p>\n\n\n\n<p>Volevo raccontarvelo: \u00e8 una cosa che mi \u00e8 successa e ci sono un po&#8217; di cose in mezzo, in questa storiella, che ho trovato stimolanti e sulle quali sto ancora riflettendo: forse ne uscir\u00e0 qualcos&#8217;altro da raccontare, forse no. Nel frattempo ho scoperto Hazlewood che, nonostante quello che pu\u00f2 sembrare in questo articolo, trovo in realt\u00e0 <em>estremamente<\/em> simpatico, dopo aver letto la sua biografia. Non simpatico come un altro cantante che ho scoperto in questo periodo, Blaze Foley (il quale, come suol dirsi, \u00e8 un&#8217;altra storia che sar\u00e0 raccontata un&#8217;altra volta) ma simpatico, anche nel suo essere in fondo un perdente (di genio, come peraltro era anche Foley). <\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo ho ricominciato a scrivere. Vediamo se dura. <\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo non parla di giochi, ma non sembra. 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