{"id":19982,"date":"2023-03-02T18:05:19","date_gmt":"2023-03-02T17:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19982"},"modified":"2023-03-02T18:05:22","modified_gmt":"2023-03-02T17:05:22","slug":"lo-zio-buono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19982","title":{"rendered":"Lo zio buono"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img data-attachment-id=\"19984\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=19984\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Mimesis.jpg?fit=311%2C500&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"311,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Mimesis\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Mimesis.jpg?fit=187%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Mimesis.jpg?fit=311%2C500&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"311\" height=\"500\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Mimesis.jpg?resize=311%2C500\" alt=\"\" class=\"wp-image-19984\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Mimesis.jpg?w=311&amp;ssl=1 311w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Mimesis.jpg?resize=187%2C300&amp;ssl=1 187w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Mimesis.jpg?resize=93%2C150&amp;ssl=1 93w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sto leggendo, con inaspettato piacere, un libro che ha accompagnato la mia adolescenza, nel senso che la mia professoressa di italiano del liceo lo citava almeno una volta alla settimana, e cio\u00e8 <em>Mimesis<\/em> di Erich Auerbach, un tomo che sin dall&#8217;aspetto (sono pi\u00f9 di 600 pagine) e certo anche per il nome molto tedesco dell&#8217;autore evoca certamente immagini di arida e incomprensibile filosofia tedesca: invece a me sta facendo l&#8217;effetto che immagino abbia un rilassante massaggio quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<h3>L&#8217;autodidatta in cerca di struttura<\/h3>\n\n\n\n<p>Sono arrivato a Auerbach perch\u00e9 l&#8217;anno scorso, dopo aver finito le lezioni di narrazione per videogame, ho deciso che volevo darmi un po&#8217; pi\u00f9 di struttura e imparare qualcosa di pi\u00f9, e Auerbach era un nome che mi era sempre rimasto impresso da trent&#8217;anni: gi\u00e0 che c&#8217;ero, infatti, ho messo in lista d&#8217;attesa anche un altro libro sempre citato dalle mie docenti, e cio\u00e8 <em>Storia sociale dell&#8217;arte<\/em> di Hauser &#8211; dopo di che mi servir\u00e0 un terzo per completare la filastrocca: Auerbach, Hauser e&#8230; Qualkeduner-Altrer, oppure potrei finalmente finire <em>Godel, Escher e Bach<\/em> di Hofstadter, che attende sullo scaffale da un bel po&#8217;. In ogni caso il problema \u00e8 complesso perch\u00e9 nella medesima lista di lettura ho messo anche qualcos&#8217;altro di critica letteraria, a partire da <em>Il ritorno del pellirossa<\/em> e <em>Vacanze romane <\/em> di Fiedler (che sembra tedesco ma \u00e8 americano) e un po&#8217; di altre cose: quando il vostro amichevole Rufus decide di darsi una struttura, sono sempre strutture molto disordinate, a quanto pare.<\/p>\n\n\n\n<h3>Vecchi zii pacati<\/h3>\n\n\n\n<p>Comunque, sto leggendo <em>Mimesis<\/em> in inglese, non tanto per sfiducia nei confronti dell&#8217;edizione Einaudi, che credo ottima, ma semplicemente perch\u00e9 volevo l&#8217;e-book e in italiano non l&#8217;ho trovato, e ho pensato che considerato che l&#8217;originale era in tedesco traduzione per traduzione tanto valeva leggerlo in inglese; fra l&#8217;altro mi pare anche questa un&#8217;ottima edizione, della <em>Princeton University Press<\/em> in occasione del cinquantenario della prima edizione, con una bella introduzione di Edward W. Said e in appendice, come una postfazione, <em>Epilegomena a Mimesis<\/em>, dello stesso Auerbach.<\/p>\n\n\n\n<p>Procedo nella lettura con molta calma, pi\u00f9 perch\u00e9 altre cose da fare mi distraggono che perch\u00e9 il testo, pur denso, sia difficile e richieda particolare attenzione: l&#8217;andamento \u00e8 piano, colloquiale e, per quanto posso capire, adatto a chiunque, anche se non specialista &#8211; pu\u00f2 darsi naturalmente che io, che sono un noto soggettone e che dopotutto un paio d&#8217;anni fa per far passare il tempo in autobus leggevo <em>La Divina Commedia<\/em>, non sia esattamente il giudice migliore, ma questa \u00e8 davvero l&#8217;impressione: di parole che non conoscevo ho trovato solo <em>paratassi<\/em>, costruzione che a Auerbach piace moltissimo e di cui parla col trasporto che altri riservano a un ottimo liquore: \u00abAaaah, questa paratassi: invecchiata vent&#8217;anni nella tradizione delle canzoni di gesta, affinata in botti di drammi religiosi in cui prima \u00e8 stato conservato a lungo Gregorio di Tours: dolce ma potente, con sentori di nocciola, cioccolato e poesia provenzale. Aaah\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>A questa capacit\u00e0 di <em>accoglienza <\/em>del testo aggiungerei, per spiegare l&#8217;effetto in me della lettura, un riferimento: nell&#8217;introduzione Said dice che Auerbach <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>&#8230; comincia ogni capitolo con una lunga citazione da uno specifico testo riportato nella lingua originale, seguito immediatamente da una comoda traduzione [&#8230;] dalla quale si sviluppa una dettagliata <em>&#8220;explication de teste&#8221;<\/em>  dall&#8217;andamento pacato e ruminativo; e questo a sua volta diviene un insieme di memorabili commenti sul rapporto fra lo stile retorico del passo e il suo contesto socio-politico, un&#8217;impresa che a Auerbach riesce con il minimo di fatica e praticamente senza alcun riferimento accademico.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 dall&#8217;introduzione ho pensato alla <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17748\">lectio<\/a><\/em>: non solo perch\u00e9 <em>ruminatio<\/em> \u00e8 un termine che viene da quella tradizione, ma perch\u00e9 tutto il procedimento, con quei cerchi concentrici, sembrava ricordarla. Adesso che sono piuttosto avanti confermo l&#8217;impressione e, come sa chi segue questo blog, la <em>lectio<\/em> \u00e8 sempre un&#8217;attivit\u00e0 riposante e consolatoria, anche quando mette in crisi; <em>Mimesis<\/em> \u00e8, per me, molto riposante, come l&#8217;invito a cena da un vecchio zio in pensione che, apparentemente ignaro di tutti i travagli della tua vita quotidiana, ti intrattiene a tavola con una sua passione arcana tipo, boh, la sua collezione di francobolli thailandesi sotto il patronato della Regina Vittoria e da l\u00ec, tranquillamente ma sicuramene, tesse una tela che ti avvince del tutto e nel frattempo ti spiega il senso della vita, l&#8217;universo e tutto quanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, va detto, stiamo parlando di un vecchio zio che ha molto da dire su molte cose e la cui erudizione \u00e8 sconcertante nella sua profondit\u00e0: Auerbach aveva studiato in scuole d&#8217;<em>\u00e9lite<\/em> e, prima di darsi agli studi letterari, aveva anche conseguito un dottorato in legge, ma la lettura di <em>Mimesis <\/em>mostra molto di pi\u00f9 e d\u00e0 pienamente ragione di un&#8217;altra cosa che scrive Said nell&#8217;introduzione:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p>In maniera molto diversa dall&#8217;essere l&#8217;arido studio accademico dell&#8217;origine delle parole, la filologia [romanza, NdRufus] per Auerbach e altri suoi eminenti contemporanei, come Karl Vossler, Leo Spitzer and Ernst Robert Curtius, era in effetti l&#8217;immersione in tutti i documenti scritti disponibili in una o pi\u00f9 lingue romanze, dalla numismatica all&#8217;epigrafia, dall&#8217;analisi stilistica alle ricerche d&#8217;archivio, dalla retorica e il diritto fino a approccio onnicomprensivo alla letteratura che comprende cronache, racconti epici, sermoni, teatro, storie e saggi. [&#8230;] Ora, \u00e8 del tutto ovvio che un simile approccio richiede un grande ammontare di erudizione, tuttavia \u00e8 anche chiaro che per il filologo romanzo tedesco dei primi anni del ventesimo secolo con la loro formidabile preparazione nelle lingue, storia, letteratura, diritto, teologia e cultura generale la mera erudizione non era sufficiente. \u00c8 ovvio che non si poteva fare una lettura di base senza padroneggiare il latino, il greco, l&#8217;ebreo, il provenzale, l&#8217;italiano, il francese e lo spagnolo, oltre al tedesco e all&#8217;inglese. N\u00e9 era possibile senza conoscere le tradizioni, i principali autori canonici, la politica, le istituzioni e le culture del tempo, cos\u00ec come, ovviamente, tutte le loro interconnesse produzioni artistiche.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Essendo nipote di una demologia che ha condiviso un&#8217;utopia simile &#8211; i grandi atlanti demologici e il tentativo disperato di catalogare quanto pi\u00f9 possibile della cultura delle classi subalterne della societ\u00e0 contadina prima della sua scomparsa non posso che sentirmi vicino all&#8217;eroismo di questi tentativi, pur nella consapevolezza che sono tentativi destinati, alla fine, a essere abbandonati in favore di imprese pi\u00f9 limitate ma maneggevoli &#8211; sotto molto punti di vista &#8211; e, probabilmente, anche pi\u00f9 immediatamente <em>produttive<\/em>. \u00c8 per questo, credo, che occorre tenersi cari zii come Auerbach, che sono riusciti a lasciarci in mano opere in cui resta distillato questo tentativo di comprensione totalizzante di una disciplina e di un mondo.<\/p>\n\n\n\n<h3>Realismo, separazione di stili e l&#8217;Incarnazione<\/h3>\n\n\n\n<p>Come avrete letto, il tema del libro \u00e8 la rappresentazione della realt\u00e0 nella letteratura occidentale, seguendo un percorso cronologico; i vari testi che fanno da base a ogni capitolo procedono dall&#8217;antichit\u00e0  &#8211; il primo \u00e8 un brano dell&#8217;<em>Odissea<\/em> che viene comparato con la storia biblica del sacrificio d&#8217;Isacco &#8211; attraverso la letteratura latina e, man mano, al medioevo, con brani non esattamente noti al grande pubblico (ma diversi dei quali, in ogni modo, sono bellissimi). Al momento sono arrivato a Dante che sar\u00e0, a quel che capisco, un punto di passaggio fondamentale. Come nel caso del primo capitolo spesso il brano proposto inizialmente <em>non<\/em> \u00e8 in realt\u00e0 quello al quale Auerbach \u00e8 pi\u00f9 interessato ma un testo alternativo, che viene presentato in un secondo momento, per contrasto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema del libro segue il dipanarsi del rapporto fra la tradizione greco-latina e l&#8217;irrompere della cultura cristiana, con le diverse contaminazioni, incarnazioni e trasposizioni dell&#8217;una nell&#8217;altra e viceversa. A questo ripetuto contrasto ne corrispondono altri due, collegati, pi\u00f9 squisitamente stilistico-letterari: quello fra l&#8217;artificiosit\u00e0 dei testi, a partire dalla tradizione classica, e la spontaneit\u00e0 o naturalezza di testi concepiti fuori da questa tradizione. Come esempio si pu\u00f2 prendere uno di quei passaggi tanto cari agli storici latini nei quali il condottiero, nel bel mezzo della battaglia, si mette a fare un lungo discorso: questo non impedisce che quel passaggio sia bello, o coinvolgente, o psicologicamente penetrante o storicamente rivelatore, ma \u00e8 comunque artificioso. A questo contrasto ne corrisponde un secondo, di stile: uno stile alto, ricercato, <em>sublime<\/em>, destinato a temi seri, alla politica, alla storia, alla filosofia, e uno stile basso, spesso volgare o grottesco, destinato alla satira, alla commedia, all&#8217;umorismo, a ci\u00f2 che non \u00e8 di peso. Il problema \u00e8 che questa bipartizione, gi\u00e0 in crisi per meccanismi sociali interni alla storia  imperiale, \u00e8 del tutto stravolta dall&#8217;irrompere della letteratura cristiana: perch\u00e9 la crocifissione di un malfattore di Galilea \u00e8 un fatto <em>basso<\/em>, indegno dell&#8217;attenzione dei potenti e dei filosofi, ma \u00e8 anche sublime, perch\u00e9 rivela la grandezza di Dio e il linguaggio degli evangelisti, incomparabilmente meno raffinato di quello, diciamo, di Tacito, rivela per\u00f2 una realt\u00e0 molto pi\u00f9 profonda dell&#8217;operato di un qualunque imperatore; la rivoluzione, naturalmente, non \u00e8 solo letteraria e nemmeno solo religiosa o filosofica, ma sociale, perch\u00e9 mette al centro le classi subalterne o quanto meno le persone comuni: Dio, dopotutto, si \u00e8 fatto uno di loro, e l&#8217;idea dell&#8217;Incarnazione, l&#8217;Altissimo che si fa povera carne, implica una ridefinizione di ogni categoria del precedente mondo aristocratico.<\/p>\n\n\n\n<p>Aurbach \u00e8 uno storico troppo avveduto per cedere all&#8217;ingenuit\u00e0 e un critico tropo fine per prendere posizione, ma le sue preferenze emergono pi\u00f9 di una volta e sembra tifare per Marco contro Tacito, per Agostino contro sia Ammiano Marcellino che san Girolamo, per San Francesco contro san Bernardo da Chiaravalle: sempre cio\u00e8, in favore di un realismo <em>maturo<\/em>, popolare ma non grottesco,  in contrasto con uno stile disincarnato, o artificioso; fino a Dante, l&#8217;uomo capace di parlare di teologia (cio\u00e8 di materia <em>sublime<\/em> per definizione) attraverso una indimenticabile galleria di personaggi ed episodi estremamente realistici e che toccano la descrizione di ogni aspetto della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3>L&#8217;eredit\u00e0 cristiana dell&#8217;Europa<\/h3>\n\n\n\n<p>Auerbach ha un profilo da studioso del tutto laico ed era oltretutto di cultura ebraica e quindi \u00e8 stato con una certa sorpresa iniziale che ho letto i suoi primi passaggi sul cristianesimo &#8211; la sua lettura del diniego di Pietro, in particolare &#8211; e successivamente una serie di letture molto fini del pensiero e della teologia cristiana, e in particolare del tema dell&#8217;Incarnazione, che d&#8217;altra parte, come detto, \u00e8 centrale per la sua analisi (vedo anche che Auerbach era <a href=\"https:\/\/complit.berkeley.edu\/sites\/default\/files\/Newman%20The%20Gospel%20according%20to%20Auerbach%20PMLA%20135.3%20%28May%2C%202020%29-1%20%281%29.pdf\">collega di Bultmann<\/a> e inserito nel dibattito teologico-culturale dei suoi contemporanei, che aiuta forse a comprendere meglio questo aspetto). Sotto questo punto di vista oltre che molto umano, psicologicamente raffinato e mostruosamente erudito sto trovando <em>Mimesis<\/em> un libro molto <em>edificante <\/em>dal punto di vista spirituale. <\/p>\n\n\n\n<p>Che io non abbia mai letto L&#8217;<em>Imitazione di Cristo<\/em> ma trovi edificante <em>Mimesis<\/em> dice probabilmente che tipo bacato di cristiano che sono, temo.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo periodo ho anche provato, sommessamente, a suggerirne fra le righe la lettura ad amici credenti: purtroppo un mattone di centinaia di pagine in cui ci si dilunga sulla paratassi non \u00e8 probabilmente quanto di pi\u00f9 spontaneo ci si aspetti a proposito di un testo di meditazione, quindi non mi pare di avere avuto troppo successo, purtroppo; d&#8217;altra parte ho anche provato sommessamente a suggerirne la lettura a conoscenti letterati con altrettanta poca fortuna, quindi probabilmente sono io che sono contemporaneamente un cattivo cristiano e un cattivo letterato.<\/p>\n\n\n\n<p>Aggiungo, per\u00f2, una riflessione che facevo ieri, pi\u00f9 o meno nel passaggio fra San Francesco e Iacopone da Todi, e che riguarda, sostanzialmente, quelle che vengono chiamate <em>le radici cristiane dell&#8217;Europa<\/em>, un concetto che periodicamente ritorna nel dibattito politico e culturale. Chi legga Auerbach non pu\u00f2 avere dubbi sul fatto che l&#8217;Europa abbia radici cristiane che sono, con buona pace del pensiero laicista, del tutto ineliminabili ancora per diversi secoli e che vanno ben al di l\u00e0 della presenza di istituzioni ecclesiastiche, perch\u00e9 corrono molto pi\u00f9 in profondit\u00e0. Il modo che ha Auerbach di presentare queste radici ruota tutto attorno al concetto di Incarnazione &#8211; il Dio che si fa uomo, il sublime che si fa quotidiano, la comunit\u00e0 cristiana che abita fra le case degli altri uomini e donne, una presenza che attraversa e informa di s\u00e9 espressioni artistiche e culturali che tuttora riconosciamo importanti e un approccio che, ancora a distanza di secoli, possiamo guardare con rispetto (pi\u00f9 Francesco che Bernardo, ma ci capiamo). <\/p>\n\n\n\n<p>Ora, pensavo, invece che di tradizioni ingiustificatamente scritte con la T maiuscola o di valori chiss\u00e0 perch\u00e9 irrinunciabili o di religione che non \u00e8 altro che un tentativo di supremazia etnica, di questo bisognerebbe parlare, dell&#8217;Incarnazione e di come questa \u00e8 stata compresa, vissuta e condivisa da generazioni successive di europei: mi sembra una pista di lavoro fruttuosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Fruttuosa. Ovviamente, era gi\u00e0 nel Concilio, ma non \u00e8 di questo che voglio parlare, n\u00e9 di una superiorit\u00e0 della teologia dell&#8217;Incarnazione (usiamo una traduzione da economisti: <em>bottom up<\/em>)<em>, <\/em>nei confronti di una teologia della Rivelazione (<em>top down<\/em>); dico proprio che, nelle mani di Auerbach, \u00e8 una esposizione del tutto convincente e un punto di riunione su cui tutti possono trovarsi d&#8217;accordo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto leggendo, con inaspettato piacere, un libro che ha accompagnato la mia adolescenza, nel senso che la mia professoressa di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19984,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Sto leggendo un libro pacato, rilassante e perfino edificante. 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