{"id":19925,"date":"2022-11-08T14:36:24","date_gmt":"2022-11-08T13:36:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19925"},"modified":"2023-11-09T13:08:07","modified_gmt":"2023-11-09T12:08:07","slug":"materie-non-concluse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19925","title":{"rendered":"Materie non concluse"},"content":{"rendered":"\n<h2><em>Battle Cry of Freedom<\/em> (James Mc Pherson, <em>Oxford University Press, <\/em>circa \u20ac 10)<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-medium\"><img data-attachment-id=\"19934\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=19934\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?fit=882%2C1342&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"882,1342\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Battle-cry\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?fit=197%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?fit=510%2C776&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"197\" height=\"300\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?resize=197%2C300\" alt=\"\" class=\"wp-image-19934\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?resize=197%2C300&amp;ssl=1 197w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?resize=510%2C776&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?resize=99%2C150&amp;ssl=1 99w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?w=882&amp;ssl=1 882w\" sizes=\"(max-width: 197px) 100vw, 197px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho appena finito di leggere <em>Battle Cry of Freedom<\/em>, di cui avevo sempre sentito parlare e che nei paesi anglosassoni \u00e8 considerato un classico, anzi <em>la<\/em> classica lettura introduttiva al tema della Guerra Civile americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul termine <em>introduttiva <\/em>occorrerebbe intendersi, perch\u00e9 sono comunque circa 1000 pagine fitte di note; ma il curatore della collana storica di Oxford \u00e8 attentissimo a far notare che le storie della Guerra Civile pubblicate a quel momento comprendevano <em>diversi<\/em> volumi altrettanto corposi, e McPherson \u00e8 capace di offrire una presentazione sintetica (<em>sintetica<\/em> rispetto a quelli, ovviamente) degli avvenimenti e del loro significato senza diventare mai banale e prendendosi lo spazio, nei momenti cruciali o controversi, per analizzare le varie posizioni presenti fra gli storici e discuterne meriti e limiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il taglio storico \u00e8 essenzialmente politico-militare (pi\u00f9 politico che storico, direi); \u00e8 una scelta che sia riguarda l&#8217;esigenza di sintetizzare (ripensando alla mia lettura di <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17029\" data-type=\"post\" data-id=\"17029\"><em>A world on fire<\/em><\/a>, colpisce la stringatezza con cui viene trattata la dimensione diplomatica, per esempio) ma che \u00e8 anche legata probabilmente al <em>modo<\/em> del 1988 di fare storia: lo stesso McPherson, nella postfazione della mia edizione (nel 2003) fa notare come dopo l&#8217;uscita di <em>Battle Cry of Freedom<\/em> la storia sociale, la storia materiale, la storia razziale e la storia di genere, per citare dei grandi filoni, abbiano avuto sviluppi importanti e abbiano molto cambiato il <em>modo <\/em>di raccontare la Guerra Civile<em>, <\/em>anche se, forse, senza modificare il <em>senso<\/em> storico profondo che McPherson gli attribuisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo dire che a me il taglio del libro \u00e8 piaciuto, e che in generale ho trovato senz&#8217;altro molto pi\u00f9 interessanti le parti politiche che quelle militari. In parte \u00e8 dipeso dal livello di scoperte che ho fatto, per esempio riguardo all&#8217;evoluzione politica di Lincoln, ma soprattutto per la capacit\u00e0 (casuale?) che il libro ha avuto di suggerire riflessioni e confronti riguardo all&#8217;attualit\u00e0, forse troppi per essere elencati, ma diciamo che nel leggere si susseguono temi come la crisi della democrazia di fronte all&#8217;arbitrio sostenuto dalla forza, il rapporto fra moderatismo e radicalismo nelle forze progressiste, il senso della guerra e del pacifismo, il rapporto fra propaganda e disponibilit\u00e0 al mantenimento della guerra, l&#8217;uso strategico del pacifismo altrui &#8211; e la disponibilit\u00e0 dei pacifisti a farsi usare, il modo con cui la guerra inevitabilmente si fa totale, l&#8217;effetto che questo ha sulla possibilit\u00e0 di accordi di pace, la dimensione autoritaria che inevitabilmente una guerra totale alimenta e fa prosperare, la differenza di posizione delle forze progressiste fra una guerra come la Guerra Civile e la Prima Guerra Mondiale, come ne crogiolo della guerra posizioni prima considerate estreme divengano del tutto maggioritarie e molto altro. \u00c8 chiaro che leggere una storia della Guerra Civile dopo una pandemia (col suo sottofondo di interpretazione guerresca del virus), in epoca di Trump e durante la guerra in Ucraina rende immediati certi confronti, ma ho l&#8217;impressione che in altri periodi la spinta al confronto con il presente sarebbe comunque stata altrettanto forte (non cito la questione razziale in America perch\u00e9 quella non \u00e8 una coincidenza col presente, \u00e8 direttamente il tema, o almeno uno dei temi, del libro).<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto \u00e8 interessante la parte politica nel suggerire riflessioni e confronti, tanto dispiace che la lettura degli eventi si concentri (inevitabilmente?) pi\u00f9 al Nord che al Sud: dipender\u00e0, immagino, dal fatto che molti pi\u00f9 documenti, corrispondenze, e archivi siano sopravvissuti da una parte che dall&#8217;altra, ma probabilmente anche dal fatto che sembra pi\u00f9 interessante ricostruire i movimenti interni di quelli che si sono poi rivelati i vincitori: eppure la rilevanza della materia suggerirebbe che si provasse a rendere con pi\u00f9 evidenza il ventaglio di idee, di elaborazioni e anche di contrasti politici fra gli sconfitti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo in parte perch\u00e9 una serie di posizioni politiche sudiste &#8211; qui sono influenzato da quanto ricordo di <em>A world on flames<\/em> &#8211; sembrano un azzardo scellerato o una scelleratezza azzardata sin dalla scoppio della guerra, e ti chiedi chi, come e quando se ne sia reso conto, e come tutto sia stato normalizzato per proseguire la guerra, ma anche perch\u00e9 dove il libro mostra dei limiti &#8211; e sembra datato &#8211; \u00e8 nel bilancio che trae in conclusione, nel quale la sensazione che la Guerra Civile abbia impresso un cambio di direzione radicale e irreversibile alla vita degli Stati Uniti &#8211; che \u00e8 corretto &#8211; sembra portare a un eccesso di sicurezza che permette in qualche modo di offrire una giustificazione al Sud:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Nel periodo prima della guerra, il Sud assomigliava alla maggioranza delle societ\u00e0 del mondo di quanto non lo facesse il Nord in rapido cambiamento. Nonostante l&#8217;abolizione legale della schiavit\u00f9 o del servaggio nella maggior parte dell&#8217;emisfero occidentale e dell&#8217;Europa occidentale, la maggior parte del mondo, come il Sud, aveva una forza lavoro non libera o quasi-libera. La maggior parte delle societ\u00e0 del mondo rimanevano prevalentemente rurali, agricole e basate su produzioni ad alta intensit\u00e0 di lavoro; la maggior parte, compresi perfino diversi paesi europei, avevano tassi di analfabetismo altrettanto alti o pi\u00f9 alti del 45% del Sud; la maggior parte come il Sud restavano legati dai valori tradizionali e dalle reti familiari, di parentela, di gerarchia e patriarcato. Il Nord, insieme con qualche altro paese dell&#8217;Europa nordoccidentale, si affrettava impazientemente verso un futuro di capitalismo industriale che molti al Sud trovavano sgradevole se non terrorizzante; nel 1861 il Sud manteneva orgogliosamente le proprie radici nel passato, perfino con aria di sfida.<\/p><p>Quindi quando i secessionisti dichiaravano che essi agivano per preservare valori e diritti tradizionali, essi erano corretti. Essi combatterono per proteggere le proprie libert\u00e0 costituzionali contro l&#8217;impressione che il Nord minacciasse di rovesciarle. L&#8217;idea di repubblicanesimo del Sud non era cambiata in tre quarti di secolo; quella del Nord invece s\u00ec. Con completa sincerit\u00e0 il Sud combatt\u00e9 per preservare la propria versione della repubblica dei padri fondatori &#8211; un governo di limitati poteri che proteggesse i diritti di propriet\u00e0 e il cui corpo politico era composto da una classe indipendente di aristocratici e piccoli proprietari terrieri bianchi non minacciati da grandi citt\u00e0, industrie prive di anima, impazienti lavoratori liberi e conflitto di classe. L&#8217;arrivo al potere del Partito Repubblicano, con la sua ideologia di capitalismo competitivo e egualitario, basato su una forza lavoro libera, era un segnale per il Sud che la maggioranza del Nord si era indirizzata irrevocabilmente verso questo spaventoso e rivoluzionario futuro. In effetti, il Partito Repubblicano &#8220;nero&#8221; sembrava agli occhi di molti sudisti, come &#8220;essenzialmente un partito rivoluzionario&#8221; composto di &#8220;un&#8217;accozzaglia di sanculotti&#8230; Infedeli, persone che professano il libero amore, mischiati con donne in gonna-pantalone, schiavi fuggitivi e amalgamazionisiti&#8221;. Perci\u00f2 la Secessione era una controrivoluzione preventiva per prevenire la possibilit\u00e0 che la rivoluzione dei Repubblicani Neri circondasse il Sud. \u00abNoi non siamo rivoluzionari&#8221;, dichiararono durante la Guerra Civile B.D. DeBow e Jefferson Davis, \u00abNoi stiamo resistendo alla rivoluzione&#8230; Noi siamo conservatori\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Pochi storici di oggi, e ben pochi protagonisti nordisti dell&#8217;epoca, sottoscriverebbero queste parole. Soprattutto, le ho lette con molta sorpresa perch\u00e9 poche pagine prima McPherson critica implicitamente il mito della <em>Causa Perduta<\/em>, il complesso di ideologia e falsificazione storica che permette a tanti conservatori americani di sentirsi ancora eredi ideali della Confederazione, e soprattutto perch\u00e9 tutta la lunga parte introduttiva del libro, nella quale si analizzano vent&#8217;anni di lotta politica che conducono poi allo scoppio della guerra, servono sostanzialmente a svalutare l&#8217;onest\u00e0 intellettuale della classe dirigente del Sud, la quale dimostra, con tutta evidenza, di essere a favore dei diritti degli Stati solo quando questi diritti gli tornano comodi e di essere prontissima a usare i poteri del governo federale &#8211; e perfino la forza omicida &#8211; per conculcare i diritti di quegli Stati e Territori dell&#8217;Unione che, se esercitati, metterebbero a rischio la propria posizione di privilegio. Questa visione <em>morale<\/em> del Sud che McPherson riporta \u00e8 <em>esattamente<\/em> la propaganda prodotta dai sudisti a favore di se stessi &#8211; casomai quello che \u00e8 interessante \u00e8 quanto spesso le forze reazionarie accampino la scusa di fantomatiche rivoluzioni avversarie per giustificare i propri, concretissimi, colpi di stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema, naturalmente, \u00e8 che nel caso della Guerra Civile americana \u00e8 difficile, molto difficile, non sentirsi portati a passare dal giudizio storico al giudizio valoriale o morale; e, se anche non lo si volesse fare, l&#8217;attualit\u00e0 del perdurare del razzismo negli Stati Uniti agisce come uno stimolo potentissimo. E la posizione che la Guerra Civile <em>non<\/em> fosse a proposito della schiavit\u00f9 \u00e8, con buona pace degli amanti della causa perduta, del tutto insostenibile. E tuttavia, a fronte di questo, \u00e8 altrettanto difficile sostenere, per esempio, che tutti i Sudisti erano <em>cattivi<\/em> o anche solo razzisti, per non parlare del piccolo particolare che erano razzisti anche molti nordisti e che perfino la posizione di Lincoln \u00e8 ambigua. Molti degli storici, preparati e serissimi, che seguo in giro per la rete amerebbero sostenere che i Sudisti erano tutti <em>traditori<\/em>; ma anche questa, alla luce dei contemporanei, \u00e8 una posizione insostenibile e particolarmente complicata, gi\u00e0 all&#8217;epoca, per i Nordisti stessi: perch\u00e9 i ribelli avevano in maniera evidentissima un governo, un esercito e proprie istituzioni; pur mantenendo la posizione di principio della illegittimit\u00e0 della secessione era assolutamente impossibile trattare la questione come una rivolta e non come una guerra vera e propria e non comportarsi, all&#8217;atto pratico, come due nazioni indipendenti in guerra l&#8217;una con l&#8217;altra, dallo scambio di prigionieri a mille altre questioni giuridiche. E, del resto, la cosa poneva problemi in Europa anche agli indipendentisti di sinistra: perch\u00e9 la Polonia s\u00ec e la Confederazione no? <\/p>\n\n\n\n<p>La risposta, faceva notare Marx, non \u00e8 nel gesto di secedere, ma nel <em>motivo<\/em> per cui si fa la secessione e a favore di quali interessi &#8211; qual \u00e8 la <em>causa<\/em>, non la Causa, perduta o meno. Questa analisi \u00e8 il proprio dello storico &#8211; e del politico &#8211; e permette di mettere serenamente da parte il fatto che gli uomini (e molte donne) del Sud combatterono con coraggio e persero con dignit\u00e0 &#8211; non \u00e8 quello il punto e chiunque ha fatto la guerra o se l&#8217;\u00e8 sentita raccontare dai propri genitori sa che, a livello personale, \u00e8 sempre tutto molto complicato &#8211; infatti non \u00e8 quello il livello su cui basare le proprie scelte, ha ragione Marx.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella postfazione McPherson, forse per correggere in qualche modo quest&#8217;ultimo capitolo, cerca di tornare anche lui sul <em>senso<\/em> storico della guerra e prova a lavorare sul concetto di <em>libert\u00e0<\/em>, che dopotutto \u00e8 presente fin dal titolo del libro. Ci sono due modi di interpretare il concetto di libert\u00e0, dice, uno <em>negativo <\/em>e uno <em>positivo<\/em>. La libert\u00e0 negativa \u00e8 la possibilit\u00e0 di preservare le proprie azioni da costrizioni, <em>libert\u00e0 da<\/em>; la libert\u00e0 positiva \u00e8 la condizione in cui si possono perseguire i propri scopi, <em>libert\u00e0 di<\/em>. I sudisti combattevano per una libert\u00e0 negativa: per evitare che uno stato centralizzato conculcasse i diritti locali; i nordisti per una libert\u00e0 positiva, per rimuovere, usiamo una dicitura che ci \u00e8 familiare, gli ostacoli economici e morali all&#8217;esercizio effettivo della propria libert\u00e0 &#8211; ne sono prova, sembra pensare McPherson, il fatto che sia la guerra a far nascere la prima agenzia di promozione e assistenza sociale degli Stati Uniti e che sia la guerra a porre le basi per  l&#8217;idea di <em>affirmative action<\/em>. \u00c8 un&#8217;idea molto interessante, coerente col tema gi\u00e0 citato di come la guerra trasformi irreversibilmente gli Stati Uniti, lanciandoli sulla traiettoria che conosciamo, ma ha il difetto, per recuperare il tema dell&#8217;eguaglianza, di trascurare l&#8217;altro tema della democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono andato a rivedermi il famoso discorso di Gettysburg di Lincoln, che forse era molto pi\u00f9 moderato di quanto pensiamo ma aveva un dono della sintesi e una chiarezza di visione straordinari, e la formulazione che mette insieme i due temi \u00e8 l\u00ec, bella pronta nelle prime righe:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Ottantasette anni fa\u00a0i nostri padri costituirono su questo continente una nuova nazione, concepita nella Libert\u00e0 e dedicata al principio che tutti gli uomini sono creati uguali. Adesso noi siamo impegnati in una grande guerra civile, che mette alla prova se quella nazione, o ogni altra nazione, cos\u00ec concepita e cos\u00ec dedicata, possa a lungo perdurare [&#8230;] che un governo del popolo, dal popolo, per il popolo non debba scomparire dalla terra.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggere una storia della Guerra Civile dopo una pandemia (col suo sottofondo di interpretazione guerresca del virus), in epoca di Trump e durante la guerra in Ucraina. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19934,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Leggere una storia della Guerra Civile dopo una pandemia (col suo sottofondo di interpretazione guerresca del virus), in epoca di Trump e durante la guerra in Ucraina #civilwar #BattleCryforFreedom","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,13,12,58],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Battle-cry.jpg?fit=882%2C1342&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-5bn","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":18211,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18211","url_meta":{"origin":19925,"position":0},"title":"Guerra Civile Z &#8211; la serie","author":"Rufus","date":"18\/07\/2020","format":false,"excerpt":"L'altro giorno, sotto la doccia, pensavo all'ultimo libro che sto leggendo. Non so se ve l'ho mai raccontato, ma sotto la doccia penso un sacco. Comunque, l'ultimo libro in questione \u00e8 A world on fire, di Amanda Foreman, la storia della Guerra di Secessione attraverso l'angolo visuale dei rapporti con\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Boogaloo-Men.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Boogaloo-Men.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Boogaloo-Men.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Boogaloo-Men.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":19236,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19236","url_meta":{"origin":19925,"position":1},"title":"Regole della Convenzione di Ginevra","author":"Rufus","date":"08\/03\/2022","format":false,"excerpt":"Ho visto passare, uno dei primi giorni della guerra, una serie di tweet piuttosto espliciti provenienti dall'account ufficiale della Croce Rossa, che ricordavano i punti essenziali della Convenzioni di Ginevra. Mi ero ripromesso di tradurli - le Convenzioni di Ginevra \u00e8 sempre citata ma, credo, poco conosciuta effettivamente - e\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Red-Cross.jpg?fit=757%2C338&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Red-Cross.jpg?fit=757%2C338&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Red-Cross.jpg?fit=757%2C338&ssl=1&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":13376,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13376","url_meta":{"origin":19925,"position":2},"title":"Sempre meno libert\u00e0 nel mondo","author":"Rufus","date":"09\/03\/2017","format":false,"excerpt":"Traduco da\u00a0Visual Capitalist\u00a0un pezzo che accompagna alcune rappresentazioni grafiche dello stato della libert\u00e0 del mondo. Un riassunto del pezzo potrebbe essere: \u00abNon c'\u00e8 molto da stare allegri\u00bb, ma l'elemento interessante non \u00e8 tanto quello quanto il fatto che la cosa, a quanto pare, peggiora anno dopo anno da parecchio tempo.\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Libert\u00e0-globale-4.jpg?fit=796%2C429&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Libert\u00e0-globale-4.jpg?fit=796%2C429&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Libert\u00e0-globale-4.jpg?fit=796%2C429&ssl=1&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":9305,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9305","url_meta":{"origin":19925,"position":3},"title":"Come diceva don Milani&#8230; o Guccini?","author":"Rufus","date":"02\/01\/2015","format":"video","excerpt":"Jimmy's Hall (Ken Loach, UK, Francia, Irlanda 2014) Ken Loach riprende il filo del suo racconto della storia d'Irlanda mettendo in scena una storia che si colloca dieci anni esatti dopo la fine degli eventi de Il vento che accarezza l'erba, nel 1932. Al governo sono arrivati i Repubblicani di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Biografie&quot;","block_context":{"text":"Biografie","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=83"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/g0-mD_Lfjl4\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":15319,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15319","url_meta":{"origin":19925,"position":4},"title":"Disertori dello Stato islamico","author":"Rufus","date":"07\/06\/2018","format":false,"excerpt":"Mentre ero a casa ammalato ho letto uno dei libri ricevuti in regalo per il mio compleanno,\u00a0Dawla di Gabriele Del Grande (Mondadori, e 19). Si tratta della sintesi di una lunga ricerca (finanziata, vedo, su produzionidalbasso.com)\u00a0fatta da Del Grande fra i disertori dello Stato Islamico, cio\u00e8 fra tutti quei combattenti\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Del-Grande.jpg?fit=651%2C1000&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":19598,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19598","url_meta":{"origin":19925,"position":5},"title":"La guerra moderna","author":"Rufus","date":"09\/05\/2022","format":false,"excerpt":"Al piano superiore c'era Lambert, il civile alla direzione del Centro, insieme con una dozzina di osservatori di vario tipo: generali e ammiragli, un tizio dal Dipartimento di Stato americano e uno dal Ministero della Difesa, un altro che la sicurezza aveva indicato appartenere alla CIA. C'era caff\u00e8 a disposizione,\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Scholars-of-Night.jpg?fit=312%2C499&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19925"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=19925"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19925\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19937,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/19925\/revisions\/19937"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/19934"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=19925"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=19925"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=19925"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}