{"id":19896,"date":"2022-08-04T13:53:57","date_gmt":"2022-08-04T11:53:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19896"},"modified":"2023-05-03T13:19:16","modified_gmt":"2023-05-03T11:19:16","slug":"il-muto-non-parla-granche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19896","title":{"rendered":"Il Muto non parla granch\u00e9"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono andato l&#8217;altra sera a vedere <em>Il Muto di Gallura<\/em>,  opera prima di Matteo Fresi dal romanzo di Enrico Costa. ll film mi ha lasciato una serie di perplessit\u00e0 sulla sceneggiatura e cos\u00ec nell&#8217;ultimo paio di giorni mi sono letto anche il romanzo originale, traendone non poche sorprese e contemporaneamente ulteriori perplessit\u00e0, che ora vi racconto.<\/p>\n\n\n\n<h2>Pi\u00f9 che un romanzo, un pezzo giornalistico<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-medium\"><img data-attachment-id=\"19897\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=19897\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-di-Gallura-romanzo.jpg?fit=333%2C499&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"333,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Muto-di-Gallura-romanzo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-di-Gallura-romanzo.jpg?fit=200%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-di-Gallura-romanzo.jpg?fit=333%2C499&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"200\" height=\"300\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-di-Gallura-romanzo.jpg?resize=200%2C300\" alt=\"\" class=\"wp-image-19897\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-di-Gallura-romanzo.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-di-Gallura-romanzo.jpg?resize=100%2C150&amp;ssl=1 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-di-Gallura-romanzo.jpg?w=333&amp;ssl=1 333w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Dico subito, sapendo di attirarmi qualche fastidio familiare dato che Enrico Costa \u00e8 un quasi antenato, che il romanzo \u00e8 orrendo, sebbene di lettura scorrevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Cio\u00e8, <em>orrendo<\/em>. \u00c8 datatissimo e privo di qualunque valore contemporaneo se non come testimonianza d&#8217;epoca. Quello che colpisce, leggendo, \u00e8 che \u00e8 mediocre anche rispetto alla <em>sua<\/em> epoca: si pone consapevolmente come epigono di Walter Scott &#8211; c&#8217;\u00e8 anche un tentativo consapevole di costruzione di un&#8217;epica nazionale sarda, o quanto meno di alimentare un <em>corpus <\/em>narrativo nazionale &#8211; ma questa storia di un bandito viene settant&#8217;anni dopo <em>Rob Roy<\/em>. Nel frattempo il mondo \u00e8 andato avanti e apparentemente Costa non si \u00e8 accorto che sotto i ponti della letteratura \u00e8 passata un sacco di altra roba: <em>Il Muto<\/em> \u00e8 praticamente contemporaneo de <em>Il ragazz<\/em>o<em> rapito<\/em> di Stevenson e de <em>I Malavoglia<\/em>, e non \u00e8 in grado di misurarsi in nessun modo con questi due, non solo sul piano direttamente letterario ma neanche sul versante dell&#8217;indagine storica o su quello dell&#8217;analisi sociale contemporanea o quasi-contemporanea. Di pi\u00f9: nello stesso anno Salgari pubblica <em>La tigre della Malesia<\/em>, e sebbene stile di scrittura e un certo gusto documentaristico &#8211; e per l&#8217;esotico, anche se reperibile dietro casa &#8211; siano simili, Salgari ha una capacit\u00e0 di scrivere avventura e di appassionare che Costa, semplicemente, non ha.<\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto, anche facendo la tara alla forma del romanzo ottocentesco, che non sempre \u00e8 quella che noi consideriamo canonica, si fa fatica  considerare <em>Il Muto di Gallura<\/em> propriamente un romanzo storico: \u00e8 piuttosto un esercizio semi-giornalistico, una cronaca in cui il narratore si concede ogni tanto il vezzo di provare a interpretare i sentimenti e i moti dell&#8217;animo dei protagonisti ma \u00e8 in realt\u00e0 pi\u00f9 interessato a mettere in fila gli avvenimenti e le interpretazioni e ci\u00f2 che questi avvenimenti e le opinioni di coloro che glieli hanno raccontati rivelano del carattere degli abitanti di Aggius e dei galluresi in generale, con uno sguardo che \u00e8 sempre esterno, quello dell&#8217;uomo borghese e civilizzato che osserva quel Sud primitivo, istintivo e violento che allora si andava inventando &#8211; come ho raccontato <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8031\" data-type=\"post\" data-id=\"8031\">parlando di Grazia Deledda<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Riflettevo, in un momento in cui ero un po&#8217; pi\u00f9 stufo della lettura, che il fatto che <em>Il Muto<\/em> abbia avuto tanto successo ricorda quanto fosse provinciale e di vedute limitate il grande pubblico dei lettori italiani nelle sue varie declinazioni regionali, e contemporaneamente quanto stratificato fosse: c&#8217;era chi leggeva Zola in traduzione, chi seguiva l&#8217;ultima tendenza verista, chi amava il sensazionalismo di Verne e Salgari e un buon numero di presunti eruditi che leggeva Costa: saranno gli stessi, o i loro figli, che decreteranno a <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12240\" data-type=\"post\" data-id=\"12240\">Sem Benelli<\/a> un successo maggiore di quello di Pirandello.<\/p>\n\n\n\n<h3>Il materiale narrativo<\/h3>\n\n\n\n<p>Riassumo, perch\u00e9 ci servir\u00e0 fra un attimo, i blocchi narrativi messi in fila da Costa nel libro: una prima parte presenta i vari personaggi e l&#8217;infanzia del Muto; la seconda racconta il fidanzamento andato a male fra Pietro Vasa e Mariangela Mamia, la conseguente inimicizia fra la famiglia Vasa e i Mamia-Pileri, la faida e la sua conclusione; la terza parte riporta in scena il Muto &#8211; cancellando sostanzialmente tutti gli altri personaggi &#8211; e ne presenta la tormentata relazione con la giovane Gavina, fino alla conclusione tragica; la quarta parte tira le fila del destino dei personaggi: la cosa interessante \u00e8 che Costa, sinora cos\u00ec prodigo di informazioni, a questo punto non dice nulla di esplicito n\u00e9 sul destino di Pietro Vasa che su quello del Muto; dice e non dice, suggerisce, costruisce scene suggestive che sembrano puntare il dito in certe direzioni e che probabilmente dovevano risultare chiarissime per quelli fra i suoi lettori che sapevano &#8211; o credevano di sapere &#8211; cosa fosse realmente successo ma che restano piuttosto misteriose per il lettore normale.<\/p>\n\n\n\n<h2>Un film impegnativo<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jEew34CjA_M?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima cosa che colpisce della versione cinematografica \u00e8 l&#8217;impegno produttivo, che mi sembra molto maggiore di altri film recenti ambientati in Sardegna: \u00e8 un lavoro che apparentemente punta a confrontarsi con un mercato ampio, forse addirittura globale, e che vuole attestarsi su standard di qualit\u00e0 di buon livello anche in termini di spettacolarit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La messa in scena raggiunge cos\u00ec risultati notevoli: sono ottimi i costumi; buona e molto curata la scenografia &#8211; che curiosamente si avvale giusto il necessario degli straordinari paesaggi a disposizione; buonissima la fotografia; per niente banale, per quanto alla moda, la scelta della recitazione in gallurese.<\/p>\n\n\n\n<p>La lettura del romanzo mi ha permesso di rendermi conto retrospettivamente che Il film \u00e8 molto <em>lavorato<\/em> anche in aspetti che saltano meno all&#8217;occhio: per esempio ho visto che la sceneggiatura ha consapevolmente preso il materiale narrativo di Costa e l&#8217;ha tradito, non tanto nell&#8217;eliminazione della prima parte riguardante l&#8217;infanzia del Muto, quanto nella costruzione di un finale tutto interno al rapporto fra lui e Pietro Vasa e nella ideazione di un meccanismo narrativo &#8211; non dico quale per non rovinare sorprese &#8211; da tragedia greca e da destino cinico e baro che gioca con gli uomini per rovinarli, correggendo cos\u00ec la piattezza del racconto dell&#8217;epilogo da parte di Costa. \u00c8 una scelta valida perch\u00e9 lega meglio la prima parte &#8211; la faida &#8211; con la seconda &#8211; il Muto e Gavina &#8211; e d\u00e0 continuit\u00e0 al personaggio di Pietro Vasa dandogli un ruolo lungo tutto l&#8217;arco narrativo del film. Va in questo senso anche la scelta di anticipare alcuni degli eventi riguardanti la relazione amorosa a momenti precedenti, quando la faida \u00e8 ancora in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 che, pur cos\u00ec costruito, il film non scricchioli. Intanto la colonna sonora \u00e8 un po&#8217; strana, non tanto perch\u00e9 mischia sonorit\u00e0 moderne e tradizionali, quanto perch\u00e9 non riesce a unificare le scelte musicali dando cos\u00ec pi\u00f9 struttura al racconto, e un po&#8217; risulta dispersiva e un po&#8217; rafforza la sensazione della presenza di fessure nascoste. Una contraddizione simile sta nella recitazione: \u00e8 inutile scegliere di far recitare gli attori in gallurese, se poi alcuni di loro declamano le battute in maniera teatrale e assolutamente antinaturalistica &#8211; certe volte l&#8217;effetto sembra quello di certe versioni di Shakespeare, con gente moderna che parla in rime seicentesche. In questa oscillazione fra verismo e maniera anche la costruzione di qualche scena &#8211; in una regia in cui invece la camera si muove con molto sicurezza &#8211; \u00e8 un po&#8217; spiazzante, e sembra portarci talvolta fra i famosi <em>highlander<\/em> galluresi per poi precipitarci fra i <em>desperados<\/em> della Sierra di Trinit\u00e0 d&#8217;Agultu.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono peccati gravi. Pi\u00f9 gravi, invece, sono i difetti di sceneggiatura. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full\"><img data-attachment-id=\"19899\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=19899\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-locandina.jpg?fit=319%2C477&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"319,477\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Muto-locandina\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-locandina.jpg?fit=201%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-locandina.jpg?fit=319%2C477&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"319\" height=\"477\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-locandina.jpg?resize=319%2C477\" alt=\"\" class=\"wp-image-19899\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-locandina.jpg?w=319&amp;ssl=1 319w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-locandina.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-locandina.jpg?resize=100%2C150&amp;ssl=1 100w\" sizes=\"(max-width: 319px) 100vw, 319px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ora, lo dico a scanso di equivoci: mi ha fatto piacere vedere <em>Il Muto di Gallura<\/em> e sono contento che sia stato fatto un film in costume con questi toni avventurosi, per la Sardegna e per il cinema italiano. Ho per\u00f2 l&#8217;impressione che rimanga un&#8217;opera tutto sommato un po&#8217; incompleta e, in realt\u00e0, non indimenticabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, il film non passa <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2236\" data-type=\"post\" data-id=\"2236\">il criterio Veneruzzo<\/a>, ed \u00e8 gi\u00e0 un cattivo indizio, ma soprattutto non mi pare che abbia, alla fin fine, sufficiente tensione drammatica. I personaggi non sono particolarmente approfonditi, anzi sono complessivamente monodimensionali con l&#8217;eccezione della madre di Gavina, che comuque rientra nello stereotipo della matrigna intrigante; la strage prolungata non fa impressione, in molti casi quando muore uno non sai neppure esattamente chi sia. Anche qui si \u00e8 proceduto a integrare e sostituire Costa, che alla faida dedica in tutto una quarantina di pagine, meno di un terzo del libro, mentre nel film l&#8217;impressione \u00e8 che questi avvenimenti occupino due terzi del totale, anche se alcuni fatti della storia fra il Muto e Gavina vengono anticipati rispetto al romanzo: uno sforzo importante, che per\u00f2 non corrisponde n\u00e9 a una resa spettacolare n\u00e9 a quel crescendo di tensione che i fatti giustificherebbero; in realt\u00e0, il risultato finisce per dare ragione a Costa, che vedeva la faida come semplice sfondo storico per raccontare quello che gli interessava, cio\u00e8 il triangolo sentimentale: anche nel film questa \u00e8 la parte pi\u00f9 interessante, almeno da quando la madre comincia a tessere i suoi intrighi, ma \u00e8 una parte alla fin fine piuttosto breve.  <\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto la vicenda vive di due nuclei narrativi: la faida &#8211; che d\u00e0 colore locale e ambientazione &#8211; e la storia d&#8217;amore sfortunata, che d\u00e0 l&#8217;interesse drammatico. Costa correttamente individua questa seconda parte come quella principale, ma si dimentica di dargli un finale o un senso, e la trasforma in semplice fatto di cronaca nera. La sceneggiatura, giustamente, valuta che il trattamento di Costa non aveva n\u00e9 arte n\u00e9 parte e decide di strutturare i due nuclei come un tutto unitario, ma enfatizzando la faida finisce per affogare il film nel colore locale dimenticandosi il dramma.<\/p>\n\n\n\n<p>Andando via, un po&#8217; perplesso, mi chiedevo: \u00abMa quale sar\u00e0 il <em>senso<\/em> di questo film? Cosa avr\u00e0 voluto dirci il regista? Cio\u00e8, perch\u00e9 ha <em>voluto<\/em> farlo?\u00bb. Non sono riuscito a darmi una risposta. Come il suo protagonista, alla fine il film \u00e8 rimasto muto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono andato l&#8217;altra sera a vedere Il Muto di Gallura, opera prima di Matteo Fresi dal romanzo di Enrico Costa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19901,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Il Muto di Gallura \u00e8 un film con un grande sforzo produttivo e un risultato non del tutto soddisfacente.","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[70,52,14,56,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/Muto-fucile.jpg?fit=800%2C450&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-5aU","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":16114,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16114","url_meta":{"origin":19896,"position":0},"title":"O come&#8230;","author":"Rufus","date":"08\/01\/2019","format":false,"excerpt":"S.A.S. 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