{"id":19293,"date":"2022-03-15T18:20:57","date_gmt":"2022-03-15T17:20:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19293"},"modified":"2022-03-16T09:37:50","modified_gmt":"2022-03-16T08:37:50","slug":"foucault-a-wuhan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19293","title":{"rendered":"Foucault a Wuhan"},"content":{"rendered":"\n<p>Tramite il fidato aggregatore di notizie ho letto ieri su <em>Le parole e le cose<\/em> un articolo intitolato <em><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=43670\">Foucault a Wuhan, ovvero: note su uno scontro teorico-politico in corso (e su come uscirne vivi)<\/a><\/em>, di Andrea di Gesu.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo dire che non ho mai letto Foucault e che i miei studi universitari di sociologia, comunque, a parte l&#8217;esame di base, si collocavano su un versante di tipo molto pi\u00f9 economico, quindi devo confessare che non tutto l&#8217;articolo \u00e8 propriamente alla mia portata, ma quel che rimane l&#8217;ho trovato interessantissimo e, direi, una lettura consigliata per chiunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche con i miei limiti perfino io so, comunque, che Foucault ha scritto di rapporto fra cura, malattia, scivolamenti autoritaristici della societ\u00e0 e creazione di istituzioni totali e apparati di controllo della malattia e, con essa, delle persone, malate o anche sane (in quanto potenzialmente malate e quindi da controllare lo stesso). In questo senso, immagino come tanti, ho sentito pi\u00f9 e pi\u00f9 volte parlare di Foucault durante la pandemia (l&#8217;articolo fa notare in una sapida notarella che commentare Foucault in quel periodo \u00e8 diventato un vero e proprio genere letterario caratteristico). Quello che mi ha catturato \u00e8 che Andrea di Gesu si ponga da subito in posizione polemica verso <em>tutti<\/em> quelli, dentro la sinistra, che in questa occasione hanno utilizzato Foucault in maniera strumentale, tentando di darlo in testa agli avversari, e mi sono molto ritrovato nella descrizione della deriva delle posizioni contrapposte; da una parte<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>posizioni che vedono nella crisi pandemica innanzitutto un\u2019inflazione esorbitante dei dispositivi di controllo delle popolazioni e dei soggetti, una gravissima erosione delle libert\u00e0 e dei diritti individuali e degli spazi di discussione e decisione democratici, e posizioni che vi vedono piuttosto il segno di un\u2019insufficienza palese dei sistemi di welfare e sanit\u00e0 pubblica occidentali e la contraddizione evidente tra le necessit\u00e0 del profitto economico e il diritto alla salute,<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>e quindi<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>le prime, infatti, tendono a utilizzare Foucault per descrivere la gestione della crisi pandemica nei termini di una forma aggressiva e liberticida di biopolitica [&#8230;] le seconde, al contrario, tendono all\u2019invocazione di una biopolitica virtuosa, una biopolitica della cura in grado di prendersi in carico in maniera finalmente efficace del diritto alla salute contro le sue restrizioni provocate dai molteplici effetti perversi del sistema capitalistico sulle sanit\u00e0 pubbliche.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Devo dire, e questo \u00e8 un difetto dell&#8217;articolo, che di Gesu in realt\u00e0, nonostante si sforzi, non \u00e8 in realt\u00e0 equidistante fra le due posizioni: si vede gi\u00e0 qui che di fatto si sente pi\u00f9 vicino alle seconde posizioni, come ha un certo punto dir\u00e0 pi\u00f9 esplicitamente:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Per quanto entrambe le posizioni coinvolte siano distorsioni delle analisi teorico-politiche da cui originano, esse non sono ugualmente perverse. Mentre infatti la deriva negazionista e reazionaria rappresenta una difesa di una certa tradizione di pensiero che si capovolge nel suo contrario, pervenendo a esiti teorici e politici non solo radicalmente inaccettabili, ma che realizzano come se non bastasse il sogno\/incubo liberale di un postmodernismo di destra al servizio dei fascismi in tutto il mondo&nbsp;\u2013 e in questo senso tocca davvero dare atto a Giorgio Agamben di essere stato pi\u00f9 realista del re: il suo \u00e8 forse l\u2019unico vero utilizzo da destra di Foucault che sia mai stato fatto! \u2013, la deriva scientista e antilibertaria articola in modo distorto quella che rimane un\u2019esigenza reale.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma anticipo: quello che ad ogni modo mi ha agganciato, dell&#8217;articolo, \u00e8 la descrizione della deriva verso l&#8217;uan o l&#8217;altra destra contrapposte, di tanta parte della sinistra, tradita da quel che credeva di sapere e condotta verso posizioni inaccettabili. Sono temi su cui rifletto da quando <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19125\">\u00e8 iniziata la pandemia<\/a> e che di Gesu descrive benissimo: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>La distanza tra queste due posizioni, gi\u00e0 di per s\u00e9 notevole, mostra sempre pi\u00f9 spesso una tendenza irresistibile all\u2019<em>esacerbazione<\/em>, che le trasforma sovente in una loro versione perversa. Le prime degradano infatti verso un negazionismo puro e semplice rispetto all\u2019esistenza stessa di un\u2019emergenza medica, vedendo nella crisi pandemica una mera scusa per aumentare la presa del controllo biopolitico sulle vite dei soggetti; le seconde arrivano da un lato a negare il fatto stesso di una restrizione delle libert\u00e0 individuali, tacciando chiunque le rivendichi di sostenere semplicemente una concezione di destra di libert\u00e0, e a mostrare dall\u2019altro una postura scientista che degrada verso atteggiamenti distintamente epistocratici: entrambe queste tendenze s\u2019incontrano e si sovrappongono nell\u2019idea, variamente articolata e invocata, di un&nbsp;<em>governo degli esperti<\/em>, in questo senso vero concetto-simbolo di questo tipo di posizioni.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Da qui di Gesu parte per una parte <em>costruens<\/em> che mi sembra convincente pur non avendo, ripeto, tutti i mezzi per valutarla: da una parte mi pare che l&#8217;idea sia quella di buttare a mare la sinistra critica (o <em>certa<\/em> sinistra critica) per salvare Foucault, dall&#8217;altra l&#8217;idea, che mi pare prima di tutto di buon senso, di non usare Foucault &#8211; vale per tutti i pensatori &#8211; come fornitore a bon mercato di <em>ipse dixit<\/em> ma come l&#8217;indicazione di dove indirizzare un pensiero critico.<\/p>\n\n\n\n<p>A me mi ha convinto, ma del resto se la proposta \u00e8 di democratizzare la scienza io non sarei nipote di Giovanni Berlinguer se non mi lasciassi attrarre:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Che fare dunque, all\u2019altezza della crisi pandemica ed ecologica, di questa concezione non ingenua del rapporto tra potere e sapere? Essa non serve affatto a diffondere relativismo verso la scienza dei cambiamenti climatici o verso l\u2019epidemiologia, e per giustificare di conseguenza rivendicazioni libertarie reazionarie basate su forme di antiscientismo rudimentale. Al contrario, essa ci permette di scavare un solco tra le necessit\u00e0 teoriche e politiche espresse dalla crisi pandemica ed ecologica e le derive a cui tali esigenze possono essere vulnerabili, poich\u00e9 essa<em>&nbsp;ci spinge a porre in modo nuovo, e radicale, la questione del rapporto tra scienza e democrazia<\/em>. Essa, infatti, costituisce uno strumento fondamentale per denunciare la natura inevitabilmente ideologica di una visione neutra del sapere scientifico, permettendoci di stroncare sul nascere tentazioni autoritarie e attitudini epistocratiche attraverso una potente, e virtuosa,&nbsp;<em>democratizzazione<\/em>&nbsp;della scienza.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ecco, l&#8217;unica perplessit\u00e0 che mi rimane \u00e8 nella piccolissima preferenza di di Gesu verso la seconda delle due posizioni che discute; la perplessit\u00e0 non \u00e8 sul piano filosofico\/teorico, quanto su quello politico: se \u00e8 vero che la posizione antiautoritaria finisce, paradossalmente, per fornire foglie di fico ai fascisti di tutto il mondo, come viene detto, mi sembra che l&#8217;approccio teorico sottovaluti quanto gravi, pervasive e antidemocratiche siano le concezioni epistocratiche che non <em>potrebbero svilupparsi<\/em> ma sono gi\u00e0 ben presenti e consolidate e intente a oliare gli ingranaggi di un capitalismo predatorio che ci sta portando, lo dico? lo dico, alla catastrofe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tramite il fidato aggregatore di notizie ho letto ieri su Le parole e le cose un articolo intitolato Foucault a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19294,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Foucault a Wuhan e due destre di (finta) sinistra","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[97,52,57,95,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Michel_Foucault.jpg?fit=1024%2C1303&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-51b","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":4386,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4386","url_meta":{"origin":19293,"position":0},"title":"Istemi","author":"Rufus","date":"03\/09\/2013","format":false,"excerpt":"Ho letto Istemi, di Aleksej Nikitin (Voland 2013), per una specie di dovere professionale. 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