{"id":181,"date":"2012-08-21T14:39:08","date_gmt":"2012-08-21T12:39:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=181"},"modified":"2014-08-11T20:06:31","modified_gmt":"2014-08-11T18:06:31","slug":"il-mucchio-selvaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=181","title":{"rendered":"Il mucchio selvaggio"},"content":{"rendered":"<h2><em>La banda Bellini<\/em> (Marco Philopat, Einaudi 2007)<\/h2>\n<p><em><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg\"><img data-attachment-id=\"182\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=182\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=200%2C307&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"200,307\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"9788806187859g\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=195%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=200%2C307&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-182\" title=\"9788806187859g\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?resize=195%2C300\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?resize=195%2C300&amp;ssl=1 195w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?w=200&amp;ssl=1 200w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La banda Bellini\u00a0\u00a0<\/em>\u00e8 un libro che ha un tono molto <em>cyberpunk,<\/em> di epica urbana (o pi\u00f9 precisamente metropolitana) e probabilmente mi \u00e8 piaciuto prima di tutto per questo&#8230;<\/p>\n<p>Il libro racconta, attraverso la voce in prima persona (voce reale, di persona realmente esistente) di Andrea Bellini, le fasi, brevissime in tempo reale ma dilatate nella memoria, della lotta politica &#8220;a sinistra&#8221; (e molto oltre) a Milano fra il &#8217;67 e il &#8217;77.<\/p>\n<p>Andrea Bellini, suo fratello Gianfranco, il Bongo e i suoi amici dell&#8217;Afrikacorps, Jack e un ampio gruppo di altri sono ragazzi proletari, tipici figli della classe operaia del quartiere del Casoretto alla periferia di Milano, che si avvicinano alla politica alla scuola media, attraverso la contrapposizione (fisica, spesso e volentieri) con i fascisti da una parte e i gruppi dei movimenti giovanili dei partiti (del Partito, pi\u00f9 esattamente), dall&#8217;altra. E queste resteranno le due cifre qualificanti della loro azione politica: l&#8217;indipendenza, la volont\u00e0 della lotta politica prima di tutto, in una parola quella che poi diventer\u00e0 &#8220;l&#8217;autonomia&#8221; &#8211; e la &#8220;banda del Casoretto&#8221; rimarr\u00e0 testardamente indipendente e insofferente a ogni tentativo di controllo e strumentalizzazione per tutta la sua vita; l&#8217;altra costante \u00e8 l&#8217;esercizio della politica attraverso la contrapposizione fisica: prima attraverso gli scontri con gli altri gruppi studenteschi e poi attraverso la decisione &#8211; militare, non c&#8217;\u00e8 altra parola &#8211; di costituirsi in un gruppo di &#8220;servizio d&#8217;ordine&#8221;, cio\u00e8 un gruppo organizzato e predisposto agli scontri di piazza &#8211; con i gruppi politici opposti, con le forze dell&#8217;ordine principalmente.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec la leggenda della Banda Bellini, una leggenda che gli stessi protagonisti autoalimentano in una ingenua visione di <em>western<\/em> urbano (il mito di riferimento diviene la visione anarchica del Peckinpah del <em>Mucchio Selvaggio<\/em>) e una concreta pratica di scontri militari di piazza<\/p>\n<blockquote><p>quando eravamo noi in testa, si poteva star sicuri che il corteo sarebbe arrivato alla fine; in un modo o nell&#8217;altro, con pochi danni si sarebbe passati.<\/p><\/blockquote>\n<p>La Banda Bellini, come tutte le epiche cavalcate <em>western,<\/em> avanza verso la dissoluzione: mangiata ai fianchi dalla pratica dell&#8217;eroina che si diffonde veloce nei loro ambienti di riferimento, superata in curva dai nuovi sottoproletari urbani, che vanno in piazza per &#8220;sparacchiare&#8221; con un&#8217;ottica dello scontro selvaggio cos\u00ec diversa dalla filosofia di autocontrollo propria di quelli del Casoretto, naufraga infine sulla questione della lotta armata: di fronte alla lacerante contrapposizione del &#8220;che fare?&#8221; si scioglie, per non dare, col proprio esempio, alcuna indicazione a tutti i ragazzini che guardano a loro come eroi.<\/p>\n<p>Come detto, a me il libro \u00e8 piaciuto per un tono molto <em>cyberpunk<\/em> (senza la tecnologia) che mi \u00e8\u00a0assai congeniale; mi \u00e8 anche piaciuto per una questione semplicemente &#8220;documentaria&#8221;: \u00e8 uno spaccato interessante di un periodo storico che ho vissuto molto di striscio (avevo nel &#8217;77 13 anni, e la mia generazione \u00e8 stata segnata da altre scelte e caratteristiche politiche: Comiso, il volontariato, il pacifismo), e soprattutto apre tre riflessioni su cui non ho le idee chiare ma che trovo interessanti.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 quella dell&#8217;uso politico della violenza. Sotto questo punto di vista il libro mi provoca, in molti punti, una sensazione di rifiuto razionale che il tono romantico dell&#8217;epica della piazza non riesce del tutto a sopraffare. Sta per\u00f2 di fatto che spesso non ci rendiamo conto che in molti momenti della nostra storia anche recente la violenza \u00e8 stata una costante delle relazioni politiche (e anche istituzionali) e che la fortuna che abbiamo di essere capaci di usare altri linguaggi non pu\u00f2 trasformarsi in rimozione: leggere il libro pu\u00f2 essere utile per porsi, in maniera cosciente, su una serie di questioni, diciamo dalle <em>banlieue<\/em> parigine a Carlo Giuliani &#8211; o da Cossiga a Fini, se preferite.<\/p>\n<p>La seconda \u00e8 la questione di genere. Il libro \u00e8 pervaso da un vero e proprio delirio ormonale (e adolescenziale) per cui ti chiedi qualche volta se questi andavano in piazza per la politica o perch\u00e9 chi conduceva il corteo aveva a disposizione un&#8217;offerta sessuale ricca e variegata&#8230;\u00a0Bellini \u00e8 dichiaratamente <em>macho,<\/em> ma i suoi racconti restituiscono, come in uno specchio, tutto un travaglio di discussioni femministe (e di contraddizioni: le ragazze danno costantemente l&#8217;impressione di saperla pi\u00f9 lunga e di essere pi\u00f9 mature del Bellini e dei suoi amici, ma poi si offrono, consapevolmente, come premio del guerriero). E sullo sfondo c&#8217;\u00e8 la <em>relazione<\/em> di genere: la differenza tra maschi e femmine era allora radicalmente sentita: e adesso?\u00a0Alcune idee confuse mi si sono affacciate alla mente.<\/p>\n<p>La terza questione \u00e8 la rimozione collettiva della repressiva Italia degli anni &#8217;60, della rivolta che la seppell\u00ec e dell&#8217;esito tragico degli anni di piombo che ne seguirono &#8211; la Banda Bellini ne restituisce un quadro molto pi\u00f9 vario e reale (e problematico) di tante ricostruzioni che vanno per la maggiore; e un paio di volte, durante la lettura, mi sono sorpreso a pensare che una lettura pi\u00f9 serena e onesta di quegli anni (prima della stagione del terrorismo) servirebbe assai a questo paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La banda Bellini (Marco Philopat, Einaudi 2007) La banda Bellini\u00a0\u00a0\u00e8 un libro che ha un tono molto cyberpunk, di epica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,13,12,58],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/9788806187859g.jpg?fit=200%2C307&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2V","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13144,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13144","url_meta":{"origin":181,"position":0},"title":"Prima di pranzo","author":"Rufus","date":"22\/01\/2017","format":"status","excerpt":"Il momento prima di pranzo \u00e8 il momento topico: ormai quel che\u00a0 fatto \u00e8 fatto. 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