{"id":16859,"date":"2019-06-22T17:58:54","date_gmt":"2019-06-22T15:58:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16859"},"modified":"2023-06-27T16:11:31","modified_gmt":"2023-06-27T14:11:31","slug":"intervista-con-piero-cioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16859","title":{"rendered":"Intervista con Piero Cioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi ha molto colpito, ieri, la notizia della morte di Piero Cioni, <em>game designer<\/em> e figura storica del movimento ludico italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono un po&#8217; in imbarazzo a raccontarlo perch\u00e9 non ho mai conosciuto Piero direttamente e quindi temo di non avere titolo per parlare di lui, certamente non lo stesso di altri che con lui hanno condiviso <em>convention<\/em> su convention e parti non banali della propria attivit\u00e0 lavorativa<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio unico contatto con Piero \u00e8 stato quando ho curato <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\">il <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\">dossier<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\"> sui <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\">videogame<\/a><\/em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\"> per <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15409\">Mosaico di pace<\/a><\/em>: discutendone con Beniamino Sidoti, che nel <em>dossier<\/em> avrebbe parlato di <em>Papers, please<\/em>, mi fece notare che sarebbe stato opportuno inserire una voce dall&#8217;interno dell&#8217;industria, e mi fece il nome di Piero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img data-attachment-id=\"16860\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16860\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?fit=693%2C107&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"693,107\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Piero Cioni\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?fit=300%2C46&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?fit=510%2C79&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"693\" height=\"107\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?resize=693%2C107\" alt=\"\" class=\"wp-image-16860\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?w=693&amp;ssl=1 693w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?resize=150%2C23&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?resize=300%2C46&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni.png?resize=510%2C79&amp;ssl=1 510w\" sizes=\"(max-width: 693px) 100vw, 693px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho visto che ieri tutti, su <em>Facebook<\/em> e altrove, hanno sottolineato che la cortesia, disponibilit\u00e0 e gentilezza di Piero, oltre che le competenze tecnico-ludiche, occupano un posto non secondario nello sviluppo del movimento in Italia. Anche io l&#8217;ho notato, seppure solo nelle nostre <em>chat<\/em> e scambi di mail. Posso testimoniare della disponibilit\u00e0 con cui accolse la richiesta inopinata di collaborare a un progetto anche un po&#8217; strano; fu anche l&#8217;unico, quando gli mandai il <em>dossier<\/em> terminato, a formulare delle critiche, bonarie e acute.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo tenuti in contatto alla lontana su <em>Facebook<\/em>, successivamente; \u00e8 stato abbastanza doloroso seguire la malattia senza abbastanza confidenza per offrire conforto ma con abbastanza conoscenza da sentirsi toccati dal dolore &#8211; e dal coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra un piccolo omaggio appropriato ripubblicare l&#8217;originale dell&#8217;intervista per il <em>dossier<\/em>. Rileggendola mi sembra che emerga il Piero che vedo raccontare dalle parole degli amici pi\u00f9 veri di me e credo che a diversi far\u00e0 piacere leggerla, anche se la risposta all&#8217;ultima domanda non pu\u00f2 che far crescere il rammarico. <\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto alla versione pubblicata sulla rivista questa \u00e8 pi\u00f9 lunga e non ha i tagli successivamente applicati per motivi di spazio redazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img data-attachment-id=\"16861\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16861\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?fit=1003%2C419&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1003,419\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Piero Cioni 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?fit=300%2C125&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?fit=510%2C213&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"334\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?resize=800%2C334\" alt=\"\" class=\"wp-image-16861\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?w=1003&amp;ssl=1 1003w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?resize=150%2C63&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?resize=300%2C125&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?resize=510%2C213&amp;ssl=1 510w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Piero Cioni, bolognese, del 1963 (una buona annata&#8230;). Ho  fatto il liceo scientifico e Ingegnera Elettronica. Ho studiato  moltissime altre materie, di cui in modo estremamente serio Teologia  Comparata, Storia Antica e Astrofisica. Ho lavorato come programmatore per alcune <em>software house<\/em> in orbita prima <em>IBM<\/em>, poi <em>Apple<\/em>. In  seguito sono passato all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, dove ho ricoperto diversi incarichi (e dove ho scoperto la mia passione per  l&#8217;insegnamento). Nel frattempo la mia carriera di <em>game  designer<\/em> correva parallela e ho collaborato con parecchie aziende. Infine ho avuto la fortuna\/possibilit\u00e0 di far del <em>game designing<\/em> il mio  lavoro ufficiale e sono emigrato in Germania per lavorare per la <em>Ubisoft<\/em>, uno dei giganti dei videogiochi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Buongiorno Piero: per cominciare potresti spiegarci esattamente che lavoro fai? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Io faccio il <em>game designer<\/em>, ovvero partecipo assieme ad altri come me alla creazione e\/o mantenimento di videogiochi.Sono considerato un grande esperto di meccaniche, dinamiche e bilanciamento. Spesso creo giochi nuovi e li presento per una possibile pubblicazione futura<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E se ti chiedessi di raccontarmi una giornata tipo? Per esempio ieri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una  delle ragioni per cui lavorare nel campo dei videogiochi \u00e8 bellissimo  \u00e8 che non esistono le <em>giornate tipo<\/em>. Ne succedono di tutti i  colori&#8230; In generale si fanno riunioni in cui si discutono  gli incarichi e poi, in singolo o in <em>team<\/em>, si affrontano questi <em>task<\/em> e  li si completa. Io lavoro in Germania, dove tutto \u00e8 super-organizzato, in altri paesi la situazione \u00e8 pi\u00f9 <em>fluida<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come  sei arrivato a questo lavoro? Eri un ragazzino timido e occhialuto che  passava tutto il suo tempo al <em>computer<\/em> e non aveva amici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ero un ragazzino attaccato ai<em> compute<\/em>r, si, ma ho sempre avuto molti, molti, molti amici. Infatti  ero spesso (per non dire sempre) al centro dell&#8217;organizzazione del  divertimento. Da masterizzare <em>gdr<\/em> ad andare fuori a cena, da suonare la  chitarra a ballare fino alle 4 del mattino, sono sempre stato un po&#8217; il  motore del nostro gruppo. Una specie di <em>clown<\/em> e cantastorie. Questo SICURAMENTE ha plasmato il mio carattere di <em>generatore di divertimento<\/em>  che alla fine \u00e8 diventato il mio lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tuo progetto o risultato di lavoro del quale sei pi\u00f9 orgoglioso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Insegno <em>Game Designing<\/em> in alcune Universit\u00e0 in giro per l&#8217;Europa. Ai miei  studenti dico sempre: \u00abEsiste solo UNA risposta valida alla domanda: qual \u00e8 il tuo miglior gioco. Il prossimo. Vale anche per me. Il <em>game designing<\/em> \u00e8 un <em>viaggio senza destinazione<\/em>. Non si finisce mai di imparare e diventare migliori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tu  lavori per una grande casa produttrice: puoi darci un&#8217;idea della  complessit\u00e0 produttiva necessaria per produrre giochi come quelli che  fate? Anche, cosa vuol dire lavorare in un&#8217;azienda <\/strong><em><strong>creativa<\/strong><\/em><strong> con una  forte dimensione internazionale e, immagino, colleghi di nazionalit\u00e0 e  impostazioni culturali molti differenti?<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Lavorare  con colleghi di varie nazionalit\u00e0 e culture \u00e8 uno degli aspetti migliori del lavorare per una grande azienda internazionale. Io ADORO confrontarmi con persone di culture diverse. Non hai idea di quanto ti  faccia comprendere del mondo e di te stesso. Di quanto sia formativo. Lavorare per una azienda gigante \u00e8 molto impegnativo, una esperienza da provare sicuramente dopo aver maturato esperienza in aziende pi\u00f9 piccole. Qui devi essere maledettamente bravo nel tuo lavoro, l&#8217;ambiente \u00e8 molto  professionale e focalizzato sul risultato finale. Una sorpresa per quasi  tutti quelli che si avvicinano a queste produzioni \u00e8 il numero di persone coinvolte. Nel gioco a cui lavoro attualmente siamo circa 400 persone divise fra Montreal, Barcellona, D\u00fcsseldorf e San Pietroburgo.  Gli investimenti economici inoltre sono ENORMI e senti sulle spalle il peso di questa montagna di denaro. Devi essere una persona decisamente responsabile. Alcuni crollano sotto una pressione del genere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto  entra nel vostro lavoro il rapporto con altri media? Per esempio il  fatto che di un vostro gioco si possa concepire contemporaneamente o  successivamente un film, un fumetto, dei romanzi, un <em>merchandising<\/em>: che  tipo di mentalit\u00e0 di lavoro \u00e8 richiesta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In  <em>Ubisoft<\/em> (ma non in tutte le ditte \u00e8 cos\u00ec) cerchiamo di costruire  sempre un universo attorno al gioco. Questo pu\u00f2 portare o meno allo <em>sconfinamento<\/em> in altri settori come i film o i fumetti. Diciamo che  non partiamo con l&#8217;idea di fare sempre un film, ma la possibilit\u00e0 viene  tenuta presente fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Spesso  questa dimensione produttiva piuttosto complessa \u00e8 contrapposta, magari  in maniera mitologica, al mondo indie. Tu noti pi\u00f9 la distanza fra i  due mondi o le linee di continuit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non  potrebbero essere pi\u00f9 diversi. Io ho altalenato fra i due settori e ti  garantisco che sono molto distanti come approccio al lavoro e al prodotto finale. Io non preferisco uno all&#8217;altro ma conosco <em>indie<\/em> che non potrebbero MAI lavorare in una grossa azienda e viceversa. Io definisco un&#8217;azienda <em>indie<\/em> come <em>strutturale<\/em>, cio\u00e8 si tratta di una  azienda fatta di persone e le procedure vengono create attorno alle  persone. Mentre una grande azienda internazionale \u00e8 di tipo <em>sistemico<\/em> ovvero \u00e8 una ditta composta di procedure a cui le persone devono  adattarsi. Ci sono comunque diverse sfumature fra i due estremi e ci sono anche molte eccezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>I<strong>n  un quadro del genere, per la tua esperienza non solo diretta, che  spazio c&#8217;\u00e8 per la dimensione autoriale nel lavoro su giochi che sono ormai dei marchi consolidati, con una loro identit\u00e0 ben stabilita e  con un pubblico che segue in maniera continuativa e ha delle aspettative  molto forti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 di solito un grande cruccio per i creativi come me. Naturalmente in un marchio  gi\u00e0 consolidato non c&#8217;\u00e8 molto spazio creativo. Non \u00e8 tipico solamente  dei videogiochi. Quando un prodotto \u00e8 amato dal pubblico ci sono delle  aspettative che non vanno tradite. Facciamo un esempio: tu faresti il  prossimo film di <em>Batman<\/em> come un <em>musical<\/em> spensierato? Guarda per esempio  che accoglienza ha avuto il quarto film di <em>Star Wars<\/em> (<em>Episodio Uno<\/em>). Si deve introdurre qualcosa di nuovo ma si ha molta paura che il pubblico  non apprezzi. \u00c8 molto, molto, molto difficile. Nei videogiochi si cerca  ultimamente di coinvolgere i <em>fan<\/em> nello sviluppo, facendo loro provare  versioni iniziali e vedendo le reazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ti  \u00e8 mai capitato di dover lavorare su giochi con temi che ti mettevano a  disagio? Non parlo di fare giochi coi quali non eri d&#8217;accordo, ma di  dover trattare temi che magari ti toccavano personalmente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per ora no.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E invece ci sono temi o periodi storici o ambientazioni nei quali sei stato felice di immergerti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oh, si. Sono un GRANDISSIMO appassionato di <em>fantasy<\/em> e di fantascienza e,  essendo nato con i giochi <em>Avalon Hill<\/em>, sono appassionato di giochi sulla  WW2. Ho avuto la fortuna di lavorare su parecchi giochi di queste ambientazioni. Lavorare su <em>Might&amp;Magic<\/em> dopo averlo giocato cos\u00ec a lungo, per esempio, \u00e8 stato entusiasmante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un  tema che inevitabilmente viene evocato a proposito dei videogame \u00e8  quello della violenza, e in generale della presenza di contenuti  diseducativi. Tu come la pensi? E come giudichi il mercato in generale  su questi temi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Io sono indeciso.  Da un lato giochi violenti sono diseducativi, dall&#8217;altro costituiscono  una efficace valvola di sfogo per frustrazione e rabbia che riduce la  violenza nel mondo reale. Io non so quale di questi due fattori opposti abbia un peso maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo  te, qual \u00e8 l&#8217;errore pi\u00f9 comune che fa chi giudica il mondo dei  videogame dall&#8217;esterno? Che pregiudizi noti, o che tipo di modo di  parlarne ti da pi\u00f9 fastidio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In  generale i commenti esterni spesso ignorano cosa vuol dire fare un videogioco. Alcuni critici dicono: basta aggiungere questo o rimuovere quello. Possono dare fastidio perch\u00e9 tutte queste varianti sono state  tentate e valutate da esperti. Il gioco rilasciato non \u00e8 costituito \u00abdalla prima idea che ci \u00e8 venuta in mente\u00bb. Ogni possibile  permutazione \u00e8 probabilmente stata provata e ritenuta peggiore. Una  cosa che NON da fastidio, ma che risulta sempre molto difficile da trattare, \u00e8 che i personaggi di un gioco, una volta rilasciato, non  sono pi\u00f9 tuoi, ma diventano propriet\u00e0 dei giocatori. Molti giocatori impersonano i personaggi con tale intensit\u00e0 da criticare la scelte  fatte. Ricordi il film <em>Misery non deve morire<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pawel  Miechowski di <em>This War of Mine<\/em> sostiene, in un&#8217;altra intervista in questo stesso numero, che i videogame sono ormai un mezzo di  comunicazione maturo in grado di affrontare temi di qualunque genere,  anche <em>adulti<\/em>, e di avere un impatto sociale importante. Sei d&#8217;accordo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Completamente d&#8217;accordo. Dalle  mie esperienze di <em>game designer<\/em> e di insegnante, sostengo da sempre che  i giochi (non solo i videogiochi) sono uno dei migliori strumenti educativi e anche uno dei migliori canali di discussione di temi difficili. D&#8217;accordo al 100%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dal  tuo punto d&#8217;osservazione quali sono i progetti recenti o le linee di  evoluzione pi\u00f9 interessanti in questo senso? Sono temi sui quali ti sei  misurato o sui quali ti piacerebbe misurarti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Io  vedo (e la cosa mi fa felice) un lento abbandonare del modo tipicamente <em>americano<\/em> di fare videogiochi. Si dovrebbe parlare di questo argomento a lungo. Il successo di alcuni giochi recenti, pensa a <em>Portal<\/em> o a <em>Dark Soul<\/em>, hanno aperto la possibilit\u00e0 di uscire da certi schemi narrativi statunitensi che erano ormai fuori dall&#8217;immaginario europeo e giapponese\/coreano. Ora POSSIAMO raccontare storie diverse e proporre  giochi diversi. Apprezzo moltissimo questo e speravo che accadesse  prima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se ti chiedessi un gioco che ha avuto un vero impatto culturale o sociale, quale mi indicheresti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel passato <em>Dungeons&amp;Dragons<\/em>. Pi\u00f9 recentemente <em>Magic the Gathering<\/em>. Non c&#8217;\u00e8 niente di nemmeno paragonabile. Hanno avuto il merito di cambiare la percezione del mondo del gioco. I  giocatori non sono pi\u00f9 <em>nerd<\/em> o <em>geek<\/em> pseudo-asociali o eterni  bambini. I giochi e i giocatori sono molto pi\u00f9 accettati oggi. Come  impatto culturale o sociale non ci sono molti esempi calzanti. Ricordo il fallimento di <em>Fable<\/em> con la sua totale libert\u00e0 di azione che generava  invariabilmente comportamenti malvagi dei giocatori. Come <em>game designer<\/em> sono disgustato dal vecchio <em>Monopoly<\/em>. Un gioco estremamente  diseducativo. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>E il gioco che ti sarebbe piaciuto fare tu?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ah! Bella domanda!Mi sarebbe piaciuto lavorare ancora su <em>Might&amp;Magic<\/em>. Mi sarebbe piaciuto fare <em>EVE online<\/em>. Mi sarebbe piaciuto avere la direzione creativa del prossimo <em>World of Warcraft<\/em>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che  sia sull&#8217;impegno sociale o meno, qual \u00e8 un risultato davvero fantastico ottenuto da un <em>videogame<\/em> (o dai <em>videogame<\/em> in generale) negli ultimi  tempi? E una cosa fantastica che succeder\u00e0 nei prossimi tempi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Io  credo che uno dei successi dei videogiochi risieda nell&#8217;essere una  sorta di film interattivi. Quando vai al cinema spesso di stupisci della  stupidit\u00e0 dei protagonisti e pensi che nella stessa situazione tu avresti preso una decisione diversa. Nei videogiochi \u00e8 proprio quello che accade. Il risultato \u00e8 che negli ultimi 20-30 anni il pubblico \u00e8 molto, molto pi\u00f9 maturo (e difficile da accontentare&#8230;). In passato  non c&#8217;era il livello di critica personale che c&#8217;\u00e8 oggi. Questo \u00e8 impegnativo per noi del settore, ma \u00e8 un importantissimo passo avanti.  Vedo per esempio che i videogiochi aiutano nell&#8217;evitare i  condizionamenti psicologici o la propaganda. La gente \u00e8 pi\u00f9 abituata a pensare con la propria testa. Nel futuro penso che i  videogiochi diverranno sempre di pi\u00f9 dei film interattivi. I progressi  tecnologici nelle <em>performance<\/em> dei PC, ci permetteranno di offrire  esperienze sempre pi\u00f9 realistiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per finire, come ti immagini il tuo lavoro fra dieci anni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fra dieci anni sar\u00f2 in pensione! Probabilmente creer\u00f2 giochi da tavolo e scriver\u00f2 libri. Altrettanto probabilmente far\u00f2 musica elettronica per <em>soundtrack<\/em>. Cose creative ma rilassate e rilassanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi ha molto colpito, ieri, la notizia della morte di Piero Cioni, game designer e figura storica del movimento ludico<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16861,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[9,53,195],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?fit=1003%2C419&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4nV","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8914,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8914","url_meta":{"origin":16859,"position":0},"title":"Quali intellettuali in Sardegna? 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E la Sardegna come l\u2019Alabama (di Piero Marcialis)","author":"Rufus","date":"10\/02\/2015","format":false,"excerpt":"Questo articolo viene\u00a0pubblicato anche dai siti\u00a0di\u00a0Fondazione Sardinia, Tramasdeamistade,\u00a0 SardegnaSoprattutto,\u00a0Sportello Formaparis,\u00a0Tottusinpari e sui blog\u00a0di\u00a0Enrico Lobina,\u00a0Vito Biolchini\u00a0e\u00a0Francesca Madrigali. Bainzu Piliu, Pertini e Mattarella. 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