{"id":16631,"date":"2019-04-29T14:21:03","date_gmt":"2019-04-29T12:21:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16631"},"modified":"2019-05-15T13:05:29","modified_gmt":"2019-05-15T11:05:29","slug":"duellando-con-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16631","title":{"rendered":"Duellando con un libro"},"content":{"rendered":"\n<p>Credo di avere letto <em>Il duello<\/em> di Conrad quattro volte, in vita mia, quindi mi sono confrontato con questo racconto quasi lo stesso numero di volte nelle quali D&#8217;Hubert e Feraud, i due protagonisti, si sono affrontati sul campo dell&#8217;onore per il loro scontro lungo vent&#8217;anni.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta ero pi\u00f9 o meno ventenne e non mi ricordo niente. <em>Penso<\/em> di averlo letto, perch\u00e9 a quell&#8217;epoca lessi tutti i racconti brevi di Conrad, e sono sicuro che mi piacque perch\u00e9 Conrad mi piaceva tutto, ma davvero non ne ho il minimo ricordo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YOVaEMs0HL8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>La seconda volta l&#8217;ho letto negli anni &#8217;90, dopo aver visto (in grandissimo ritardo) <em>I duellanti <\/em>di Ridley Scott, per vedere se il racconto era uguale o se c&#8217;erano differenze. Quella volta apprezzai la costruzione a orologeria della trama e il modo di introdurre nuovi duelli fra i due protagonisti o di congelare la loro contesa in accordo con l&#8217;andamento degli eventi storici.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza volta l&#8217;ho letto una decina d&#8217;anni fa, quando mi sono reso conto che sul palmare potevo portarmi dietro tutti i libri che volevo, per il piacere di recuperare un racconto al quale ero affezionato. Quella volta scoprii che dentro non c&#8217;era solo una trama appassionante, ma una riflessione sullo spirito che pervadeva l&#8217;epoca napoleonica &#8211; del resto secondo Conrad lui aveva scritto il racconto esattamente per questo motivo &#8211; e il ritratto dei reduci nell&#8217;ultima parte del libro, testardamente bonapartisti, mi ispir\u00f2 una serie di riflessioni sui meccanismi della vita politica dell&#8217;epoca e su come una generazione  &#8211; quella di Conrad &#8211; possa volgersi indietro all&#8217;epopea della generazione dei nonni per trovare un senso al proprio agire; da un punto di vista letterario c&#8217;\u00e8 un meccanismo simile, per esempio, nel <em>Conte di Montecristo<\/em> di Dumas, ma l&#8217;esempio pi\u00f9 proprio \u00e8 sul piano storico ed \u00e8 il succedersi, nella vita politica italiana, di diverse generazioni di <em>garibaldini<\/em>, i compagni del Sudamerica, quelli di Roma del &#8217;48, quelli del &#8217;59, i Mille, quelli di Aspromonte, quelli della III Guerra d&#8217;Indipendenza, quelli della Guerra Franco-Prussiana&#8230; con la differenza che Garibaldi opera per cinquant&#8217;anni buoni, e Napoleone nemmeno vent&#8217;anni e tuttavia, per l&#8217;avventuriero Conrad, la sua epoca \u00e8 ancora viva e presente..<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/l2KWTEhyVX8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>La quarta volta ho letto <em>Il duello<\/em> pochi giorni fa, durante il volo di ritorno da Londra. \u00c8 stata forse la lettura pi\u00f9 meditata e la pi\u00f9 sorprendente, nel senso che questa volta avevo del racconto un ricordo sufficientemente preciso e questo mi ha permesso di soffermarmi meglio sui particolari e anche per\u00f2 di rimanere stupito di quante cose in pi\u00f9, che non avevo notato, ci siano dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, una grande ironia. So che viene spesso elencata come caratteristica della scrittura di Conrad e l&#8217;affermazione mi aveva spesso lasciato perplesso, Le letture precedenti si erano sempre concentrate su altro, questa volta non ho fatto fatica a seguirne la traccia.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, la costruzione della trama per simmetrie. Non \u00e8 solo una trama perfettamente gestita dal punto di vista del succedersi degli eventi, ma \u00e8 anche accuratamente costruita per permettere la costruzione e l&#8217;evoluzione dei personaggi. In realt\u00e0, del <em>personaggio<\/em>: perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 nel racconto una qualit\u00e0 di duplicit\u00e0 alla Jekyll e Hyde: Feraud non \u00e8 semplicemente l&#8217;avversario di D&#8217;Hubert e nemmeno, in certo senso, la sua nemesi: il modo con cui gli si attacca addosso col suo rancore cos\u00ec assurdamente ingiustificato, con la sua persecuzione, la maniera nella quale ne condiziona la vita ad ogni passo ne fa una specie di doppio oscuro o di malattia dell&#8217;anima &#8211; \u00e8 evidente, per esempio, nella notte nella quale D&#8217;Hubert, prima dell&#8217;ennesimo duello, ha il presagio della morte nello scrivere le sue ultime volont\u00e0, e questa notte \u00e8 per\u00f2 ripetuta e rispecchiata nel suo tormento d&#8217;amore nella notte prima dell&#8217;ultimo confronto fra i due. I doppi si ripetono, le simmetrie si ripresentano (D&#8217;Hubert con Fouquet, Feraud con i bonapartisti): non \u00e8 solo un grandioso esercizio di stile da compositore sinfonico che elabora variazioni su variazioni del tema iniziale  (per fare un duello bisogna essere in due), \u00e8 anche lo strumento che permette a Conrad una introspezione psicologica che sarebbe altrimenti impossibile, anche perch\u00e9, diciamocelo, come nota D&#8217;Hubert all&#8217;inizio la situazione \u00e8 ridicola, e solo questo accumulo di simmetrie permette di farne notare la tragicit\u00e0 sottostante &#8211; stiamo pur sempre parlando del tentativo di passare qualcuno da parte a parte con un pezzo d&#8217;acciaio lungo pi\u00f9 di un metro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LOcxnQRUhMM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>E, seguendo le simmetrie e l&#8217;accurata costruzione della trama ho scoperto che, al fondo, <em>Il duello<\/em> \u00e8 un racconto d&#8217;amore, una parte che anche nell&#8217;ultima (penultima) lettura, preso com&#8217;ero da coccarde tricolori indossate di nascosto e da ufficiali napoleonici col naso tagliato o con una benda sull&#8217;occhio, avevo calcolato poco (cosa che, peraltro, mi capita da <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7279\">sempre<\/a><\/em>). E invece il tema sentimentale \u00e8 introdotto da Conrad prestissimo, una delle prima volte che D&#8217;Hubert scrive alla sorella appena sposata (e quel matrimonio \u00e8 un&#8217;altra simmetria, rispetto a quello di D&#8217;Hubert). Gi\u00e0 allora sappiamo che D&#8217;Hubert cercher\u00e0 di sposarsi ma, presi come siamo da un duello che sta per avvenire e da battaglie che si susseguiranno per anni e anni pensiamo che sia solo una nota di colore messa l\u00ec per caso. Invece il tema cresce e cresce e, alla fine, dopo il racconto del corteggiamento di D&#8217;Hubert, quando sembra che Conrad stia costruendo l&#8217;ennesima simmetria fra i due avversari &#8211; impegnati in quotidianit\u00e0 molto diverse &#8211;  o voglia preparare il duello finale mostrando come, ancora una volta, i tentativi di trovare quiete di D&#8217;Hubert sono rovinati dalla maniacale persecuzione di Feraud, improvvisamente capiamo che da met\u00e0 del racconto stava puntando a tutt&#8217;altro, allo scioglimento di un male oscuro in vista di serenit\u00e0, maturit\u00e0, una rinnovata felicit\u00e0. In questo Conrad non \u00e8 Stevenson, e Feraud, nonostante tutto, non \u00e8 Hyde e nemmeno un <em>revenant<\/em>. \u00c8 una malattia oscura dell&#8217;anima, ma se ne pu\u00f2 guarire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/t3ksvHXBHH0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Se questo sia, al fondo, un giudizio sull&#8217;epoca napoleonica, una ubriacatura violenta ed eroica alla quale la storia europea dovrebbe far seguire una fase pi\u00f9 sobria e matura, e quanto di <em>inglese<\/em> ci sia in questa possibile riflessione, rispetto all&#8217;emozionalit\u00e0 francese, e quanto Conrad voglia segnare un passaggio da una societ\u00e0 contadina e aristocratica a una borghese e industriale, e quanto di politico ci sia in queste possibili chiavi di lettura, non so. Ci ho pensato ma non so. Mi lascio da chiarire il dubbio al prossimo duell&#8230;, ehm, rilettura. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma per un racconto di meno di cento pagine, che profondit\u00e0, no? <\/p>\n\n\n\n<p>Un capolavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo di avere letto Il duello di Conrad quattro volte, in vita mia, quindi mi sono confrontato con questo racconto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16635,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[70,52,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Duellanti.jpg?fit=1280%2C720&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4kf","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3072,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3072","url_meta":{"origin":16631,"position":0},"title":"Vive l&#8217;Empereur!","author":"Rufus","date":"02\/05\/2013","format":"video","excerpt":"O forse un titolo pi\u00f9 adatto sarebbe stato Death to the evil Corsican per un articolo in cui si discute la puntata di Oggi parliamo di libri che ho dedicato ai romanzi storici avventurosi di ambientazione napoleonica, tutti libri in cui i francesi sono i \"cattivi\". 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