{"id":16619,"date":"2019-04-26T19:13:57","date_gmt":"2019-04-26T17:13:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16619"},"modified":"2022-05-03T16:49:02","modified_gmt":"2022-05-03T14:49:02","slug":"entrare-nel-sepolcro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16619","title":{"rendered":"Entrare nel sepolcro"},"content":{"rendered":"\n<p>La settimana scorsa il gruppo <em>La Pira<\/em> si \u00e8 preparato alla Pasqua con una <em>lectio divina<\/em> sul brano del Vangelo di Giovanni che viene letto nella Messa del giorno di Pasqua (la notte, invece, si legge il brano della Resurrezione tratto da quello dei sinottici che corrisponde al ciclo liturgico triennale, quest&#8217;anno Luca).<\/p>\n\n\n\n<p>Siccome l&#8217;ho preparata io (eravamo un po&#8217; di fretta e non abbiamo usato il nostro metodo condiviso, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia e sar\u00e0 raccontata un&#8217;alta volta) mi sembra utile condividere gli appunti, finch\u00e9 ce li ho freschi: magari a qualcuno sono utili e mi \u00e8 sembrato un modo appropriato per il <em>blog<\/em> per fare a tutti i suoi auguri di Pasqua, considerato che in quei giorni ero in vacanza fra Londra e Edinburgo e non ho aggiornato il sito (ero partito con l&#8217;idea di recuperare un attimo di tempo sabato per pubblicarlo poi domenica, ma invece sono andato a vedere i tulipani a Holland Park, abbiate pazienza).<\/p>\n\n\n\n<p>E insomma, anche se in ritardo: buona Pasqua!!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img data-attachment-id=\"16627\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=16627\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?fit=2105%2C1131&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2105,1131\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"sepolcro-vuoto 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?fit=300%2C161&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?fit=510%2C274&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"430\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?resize=800%2C430\" alt=\"\" class=\"wp-image-16627\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?w=2105&amp;ssl=1 2105w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?resize=150%2C81&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?resize=300%2C161&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?resize=510%2C274&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?w=1600 1600w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Come prima cosa conviene leggere direttamente il testo evangelico:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><sup>1<\/sup>Il primo giorno della settimana, Maria di M\u00e0gdala si rec\u00f2 al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. <sup>2<\/sup>Corse allora e and\u00f2 da Simon Pietro e dall&#8217;altro discepolo, quello che Ges\u00f9 amava, e disse loro: \u00abHanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l&#8217;hanno posto!\u00bb.<sup>3<\/sup>Pietro allora usc\u00ec insieme all&#8217;altro discepolo e si recarono al sepolcro.<sup>4<\/sup>Correvano insieme tutti e due, ma l&#8217;altro discepolo corse pi\u00f9 veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.&nbsp;<sup>5<\/sup>Si chin\u00f2, vide i teli posati l\u00e0, ma non entr\u00f2.<sup>6<\/sup>Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entr\u00f2 nel sepolcro e osserv\u00f2 i teli posati l\u00e0,&nbsp;<sup>7<\/sup>e il sudario &#8211; che era stato sul suo capo &#8211; non posato l\u00e0 con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.&nbsp;<sup>8<\/sup>Allora entr\u00f2 anche l&#8217;altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.&nbsp;<sup>9<\/sup>Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cio\u00e8 egli doveva risorgere dai morti.  <\/p><cite>(Gv 20,1-9)<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Devo dire che nel prepararmi mi sono sentito molto colpito, come raramente mi succede studiando il Vangelo, dall&#8217;aspetto puramente letterario della costruzione del brano, che \u00e8 estremamente ricercata e, contemporaneamente, facilmente comprensibile come raramente accade in Giovanni.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima per\u00f2 di discutere il testo direttamente servono alcuni cenni al contesto. Anzitutto sia il brano che il resto del capitolo \u00e8 molto&#8230; <em>domenicale<\/em>, segnato da continui riferimenti a a questo giorno particolare: il brano si apre infatti con quella precisa indicazione temporale (\u00abil primo giorno della settimana\u00bb), pi\u00f9 tardi la collocazione temporale sar\u00e0 di nuovo ricordata (al versetto 19: \u00abla sera di quel giorno, il primo della settimana\u00bb)<em> <\/em>e pi\u00f9 tardi ancora, nell&#8217;episodio di Tommaso, torner\u00e0 nuovamente un riferimento al &#8220;giorno dopo il sabato&#8221;, \u00abotto<strong> <\/strong>giorni dopo\u00bb (al versetto 26), cio\u00e8 di nuovo domenica. Per noi appare <em>ovvio<\/em>, abituati come siamo a considerare la domenica come il giorno festivo per eccellenza, ma il riferimento insistito aiuta a ricordare <em>perch\u00e9<\/em> la domenica ha questo ruolo centrale e a ricordare che la Pasqua non \u00e8 celebrata in un giorno particolare a caso &#8211; leggendolo ora il riferimento \u00e8 meno evidente, sentendo proclamare il Vangelo in quel giorno l&#8217;impressione \u00e8 ovviamente pi\u00f9 forte. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi va detto che il brano differisce abbastanza da quelli corrispondenti dei sinottici, i quali sono tutti centrati sull&#8217;annuncio della Resurrezione fatto alle donne  (da un angelo e da Ges\u00f9 stesso in Matteo, da un uomo in vesti sfolgoranti in Marco, da due uomini in bianche vesti e da Ges\u00f9 in Luca). In Giovanni, invece, l&#8217;apparizione degli angeli e di Ges\u00f9 a Maria di M\u00e0gdala, che pure c&#8217;\u00e8 (nei versetti immediatamente successivi al nostro brano)<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><sup>11<\/sup>Maria invece stava all&#8217;esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chin\u00f2 verso il sepolcro&nbsp;<sup>12<\/sup>e vide due angeli in bianche vesti, seduti l&#8217;uno dalla parte del capo e l&#8217;altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Ges\u00f9.&nbsp;<sup>13<\/sup>Ed essi le dissero: \u00abDonna, perch\u00e9 piangi?\u00bb. Rispose loro: \u00abHanno portato via il mio Signore e non so dove l&#8217;hanno posto\u00bb.&nbsp;<sup>14<\/sup>Detto questo, si volt\u00f2 indietro e vide Ges\u00f9, in piedi; ma non sapeva che fosse Ges\u00f9.&nbsp;<sup>15<\/sup>Le disse Ges\u00f9: \u00abDonna, perch\u00e9 piangi? Chi cerchi?\u00bb. Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: \u00abSignore, se l&#8217;hai portato via tu, dimmi dove l&#8217;hai posto e io andr\u00f2 a prenderlo\u00bb.&nbsp;<sup>16<\/sup>Ges\u00f9 le disse: \u00abMaria!\u00bb. Ella si volt\u00f2 e gli disse in ebraico: \u00abRabbun\u00ec!\u00bb &#8211; che significa: \u00abMaestro!\u00bb.&nbsp;<sup>17<\/sup>Ges\u00f9 le disse: \u00abNon mi trattenere, perch\u00e9 non sono ancora salito al Padre; ma va&#8217; dai miei fratelli e di&#8217; loro: \u00abSalgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro\u00bb\u00bb.&nbsp;<sup>18<\/sup>Maria di M\u00e0gdala and\u00f2 ad annunciare ai discepoli: \u00abHo visto il Signore!\u00bb e ci\u00f2 che le aveva detto. <\/p><cite>(Gv 20,10-18)<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>avviene quando il <em>fatto<\/em> della resurrezione \u00e8 stato gi\u00e0 annunziato (al versetto 8 del nostro brano), e ha casomai una funzione esplicativa analoga a quella che in Luca ha l&#8217;episodio dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35). Insomma, nei sinottici il punto di vista \u00e8 quello di chi <em>attivamente<\/em> d\u00e0 l&#8217;annuncio della Resurrezione, mentre Giovanni invece costruisce il brano attraverso i punti di vista (l&#8217;uso del termine, come capiremo pi\u00f9 avanti, \u00e8 appropriato) di diversi personaggi presentati in successione: Maria, Pietro, Giovanni, poi nel seguito di nuovo Maria e infine Tommaso, con una certa simmetria che prevede due movimenti ascendenti paralleli che entrambe le volte prendono le mosse da Maria e giungono poi a una affermazione della Resurrezione che \u00e8 anche enunciazione di un insegnamento.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><sup>18<\/sup>Maria di M\u00e0gdala and\u00f2 ad annunciare ai discepoli: \u00abHo visto il Signore!\u00bb e ci\u00f2 che le aveva detto.<\/p><p><sup>19<\/sup>La  sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le  porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei,  venne Ges\u00f9, stette in mezzo e disse loro: \u00abPace a voi!\u00bb.  <sup>20<\/sup>Detto questo, mostr\u00f2 loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  <sup>21<\/sup>Ges\u00f9 disse loro di nuovo: \u00abPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi\u00bb.  <sup>22<\/sup>Detto questo, soffi\u00f2 e disse loro: \u00abRicevete lo Spirito Santo.  <sup>23<\/sup>A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati\u00bb.<br \/> <sup>24<\/sup>Tommaso, uno dei Dodici, chiamato D\u00ecdimo, non era con loro quando venne Ges\u00f9.  <sup>25<\/sup>Gli dicevano gli altri discepoli: \u00abAbbiamo visto il  Signore!\u00bb. Ma egli disse loro: \u00abSe non vedo nelle sue mani il segno dei  chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia  mano nel suo fianco, io non credo\u00bb.<\/p><p><sup>26<\/sup>Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c&#8217;era  con loro anche Tommaso. Venne Ges\u00f9, a porte chiuse, stette in mezzo e  disse: \u00abPace a voi!\u00bb.  <sup>27<\/sup>Poi disse a Tommaso: \u00abMetti qui il tuo dito e guarda le mie  mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere  incredulo, ma credente!\u00bb.  <sup>28<\/sup>Gli rispose Tommaso: \u00abMio Signore e mio Dio!\u00bb.  <sup>29<\/sup>Ges\u00f9 gli disse: \u00abPerch\u00e9 mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u00bb.<\/p><cite>Gv 20,18-29<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Torniamo per\u00f2 al nostro brano specifico e ai suoi tre personaggi. Il primo punto di vista, dunque, \u00e8 quello di Maria, la quale \u00e8 anche quella che, nel nostro brano, ha la comprensione pi\u00f9 imperfetta di quanto accade (non solo ora ma anche dopo, quando non riconosce gli angeli e prende Ges\u00f9 per il giardiniere): giunge al sepolcro ma non entra e piuttosto si ferma al dato periferico della pietra rotolata; leggo  che la particolare forma verbale del testo greco che in italiano \u00e8 reso con \u00abera stata tolta\u00bb dovrebbe alludere all&#8217;azione di una forza impersonale e quindi miracolosa, ma la vaghezza della comprensione di Maria \u00e8 data anche dal modo generico con il quale riferisce la mancanza del corpo: \u00abHanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l&#8217;hanno posto!\u00bb. <em>Hanno<\/em> presuppone un plurale: chi sono i soggetti? <\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo plurale (\u00abnon sappiamo\u00bb) pu\u00f2 essere anche il segno della rimanenza, nella memoria, della presenza delle altre donne che secondo i sinottici accompagnavano Maria, ma in qualche modo rende anche il senso di smarrimento di una comunit\u00e0 gi\u00e0 provata dalla morte del suo maestro e ora scossa da quest&#8217;altra notizia gravissima: \u00e8 una sensazione di agitazione, di gente che se ne va di qua e di l\u00e0 senza sapere che fare, che \u00e8 resa anche dall&#8217;incalzare di verbi di movimento che si susseguono e danno ritmo al racconto: usc\u00ec, si recarono, correvano insieme, corse pi\u00f9 veloce, giunse, non entr\u00f2, giunse, lo seguiva, entr\u00f2&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla posizione indeterminata di Maria il punto di vista si sposta su Pietro (prima brevemente su Giovanni) e poi su Pietro. Ci sono adesso due differenze: una \u00e8 che Pietro <em>entra<\/em> nel sepolcro: non sono particolarmente esperto di antropologia ebraica, ma scommetterei che le tombe dei morti non erano precisamente un luogo nel quale si entrasse volentieri e vedo che <em>Numeri<\/em> dice:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Chiunque sulla superficie di un campo avr\u00e0 toccato un uomo ucciso di spada o morto di morte naturale o un osso d&#8217;uomo o un sepolcro, sar\u00e0 impuro per sette giorni.<\/p><cite>Nm 19,16<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Entrare nel sepolcro non \u00e8 ancora accettare che il Figlio di Dio trionfi quando elevato sulla croce come un malfattore, per\u00f2, insomma, \u00e8 un buon inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;altro scarto fra Pietro e Maria \u00e8 che Giovanni dissemina il brano di termini che indicano l&#8217;azione del vedere, ma ha cura di differenziarli (il testo che sto usando &#8211; la versione ufficiale cattolica del 2008 &#8211; differenzia anche nella traduzione italiana, quello precedente, del 1974, usava sempre <em>vedere<\/em>): Maria <em>guarda <\/em>in senso puramente fisico (\u03b2\u03bb\u03ad\u03c0\u03c9), invece Pietro <em>osserva <\/em>(\u03b8\u03b5\u03c9\u03c1\u03ad\u03c9); questo riferimento allo sguardo rimane in tutto il capitolo ed \u00e8 centrale nell&#8217;episodio di Tommaso e soprattutto nel versetto che chiude il capitolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro vede e medita, ma non ha ancora la perfetta identit\u00e0 di vedere e sentire col cuore che \u00e8 di Giovanni, a cui spetta ora il proscenio: il brano \u00e8 costruito per dare al suo <em>vedere<\/em> (per il quale il Vangelo usa un terzo verbo greco ancora diverso, \u1f41\u03c1\u03ac\u03c9) il senso di un punto di arrivo: guardare, osservare, credere &#8211; peraltro temperato da una totale mancanza di volont\u00e0 di primato: si pu\u00f2 anche essere stati discepoli prediletti di Ges\u00f9, ma essere arrivati lo stesso al sepolcro senza avere \u00abcompreso la Scrittura, che cio\u00e8 egli doveva risorgere dai morti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Segnalo che su questa progressione di sguardi mi \u00e8 venuta la curiosit\u00e0 di scoprire quali sono i verbi greci che vengono usati nel prosieguo del capitolo, soprattutto nell&#8217;episodio di Tommaso: se non ho visto male l&#8217;azione puramente fisica del guardare scompare, <em>osservare<\/em> (\u03b8\u03b5\u03c9\u03c1\u03ad\u03c9) rimane finch\u00e9 Ges\u00f9 non si palesa e da quel momento in poi invece \u00e8 sempre usato \u1f41\u03c1\u03ac\u03c9: il rimprovero a Giovanni non \u00e8 perch\u00e9 ha voluto vedere i segni (le mani, il costato) ma perch\u00e9 ha voluto vedere Ges\u00f9, mentre a Giovanni sono bastate le bende.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, le bende.  La presentazione del brano non sarebbe completa senza notare due preoccupazioni della prima comunit\u00e0 cristiana che corrono sottotraccia al brano. La prima riguarda proprio le bende e il sudario ed \u00e8 quella di controbattere (o prevenire) l&#8217;accusa di avere sottratto il corpo di Ges\u00f9. \u00c8 la stessa preoccupazione che emerge nel puntiglioso racconto di Marco: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><sup>57<\/sup>Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Ges\u00f9.  <sup>58<\/sup>Questi si present\u00f2 a Pilato e chiese il corpo di Ges\u00f9. Pilato allora ordin\u00f2 che gli fosse consegnato.  <sup>59<\/sup>Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito  <sup>60<\/sup>e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto  scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all&#8217;entrata del  sepolcro, se ne and\u00f2.  <sup>61<\/sup>L\u00ec, sedute di fronte alla tomba, c&#8217;erano Maria di M\u00e0gdala e l&#8217;altra Maria.<br \/><sup>62<\/sup>Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei,  <sup>63<\/sup>dicendo: \u00abSignore, ci siamo ricordati che quell&#8217;impostore, mentre era vivo, disse: \u00abDopo tre giorni risorger\u00f2\u00bb.  <sup>64<\/sup>Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo  giorno, perch\u00e9 non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al  popolo: \u00ab\u00c8 risorto dai morti\u00bb. Cos\u00ec quest&#8217;ultima impostura sarebbe  peggiore della prima!\u00bb.  <sup>65<\/sup>Pilato disse loro: \u00abAvete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete\u00bb.  <sup>66<\/sup>Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.<\/p><cite>Mc 27,57-64<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Qui c&#8217;\u00e8, all&#8217;inizio del nostro brano, la precisazione che Maria (le donne) la pietra l&#8217;hanno trovata gi\u00e0 rotolata, ma soprattutto che le bende (la traduzione in italiano non rende bene) erano l\u00e0 dove era stato posto il corpo di Ges\u00f9, ma come <em>sgonfiate<\/em> senza essere state svolte, come appunto nel caso che un involucro si svuoti e la sua parte esterna si afflosci su se stessa. Allo stesso modo il sudario, che stava attorno al capo, era ancora arrotolato  su se stesso e annodato, nel punto del capo (esattamente come <em>non<\/em> \u00e8 nell&#8217;iconografia classica, come quella della foto che ho trovato da mettere qui sopra).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;altra preoccupazione emerge dall&#8217;ambivalenza del mantenere il dato, affermato unanimemente dai sinottici, che Ges\u00f9 per primo \u00e8 apparso alle donne, e contemporaneamente introdurre due discepoli in posizione centrale. In parte serve a Giovanni per costruire un ventaglio di reazioni diverse all&#8217;evento della Resurrezione che arriva fino a Tommaso mediante le quali propone il suo insegnamento, ma in parte secondo alcuni commentatori cela anche la volont\u00e0 di affermare un conformit\u00e0 della testimonianza ai dettami della legge ebraica, che nei processi richiedeva almeno due testimoni<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Un solo testimonio non avr\u00e0 valore contro alcuno, per qualsiasi colpa e per qualsiasi peccato; qualunque peccato questi abbia commesso, il fatto dovr\u00e0 essere stabilito sulla parola di due o di tre testimoni.<\/p><cite>Dt 19,15<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>e non permetteva alle donne di ricoprire il ruolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro, senza voler negare la mentalit\u00e0 maschilista del tempo, sono andato a cercarmi il riferimento biblico e non l&#8217;ho trovato &#8211; la citazione che si trova in giro secondo la quale ci vuole la testimonianza di due donne per fare quella di un uomo \u00e8 del Corano  &#8211; e secondo me nella Bibbia <em>non<\/em> c&#8217;\u00e8, almeno direttamente. C&#8217;\u00e8 probabilmente nel <em>Talmud<\/em>, ma a quel punto bisogna capire, per esempio, quanto questo rappresenti il sentire delle varie correnti dell&#8217;ebraismo prima dell&#8217;esilio (le donne sono testimoni credibili secondo la <em>Mishna<\/em>, per esempio, e lo stesso Giovanni non ha problemi a riportare come credibile la testimonianza della Samaritana, per dire), e ci sono molti indizi che questa storia che ci volevano Pietro e Giovanni per corroborare la testimonianza delle donne non sia particolarmente convincente e sia nata dentro uno strano calderone di apologeti cristiani, ebrei ultraosservanti e interpreti della Bibbia in senso letterale di area anglosassone, e ho deciso di non crederci.<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana scorsa il gruppo La Pira si \u00e8 preparato alla Pasqua con una lectio divina sul brano del Vangelo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16627,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,17,62,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/sepolcro-vuoto-2.jpg?fit=2105%2C1131&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-4k3","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13567,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13567","url_meta":{"origin":16619,"position":0},"title":"Ditelo con la musica: buona Pasqua!","author":"Rufus","date":"16\/04\/2017","format":"video","excerpt":"Grazie al meraviglioso Lezioni di musica mi sono ricordato l'altro giorno la sinfonia n. 2 di Mahler e ho subito deciso che l'avrei utilizzata\u00a0 per gli auguri di Pasqua. 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