{"id":15654,"date":"2018-09-12T16:27:47","date_gmt":"2018-09-12T14:27:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15654"},"modified":"2018-09-27T18:14:59","modified_gmt":"2018-09-27T16:14:59","slug":"era-davvero-una-cosa-difficile-ma-entusiasmante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15654","title":{"rendered":"Era davvero una cosa difficile. Ma entusiasmante"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato quando mi sono reso conto che tutto il mio mondo e la mia capacit\u00e0 di attenzione ruotavano attorno alla pistola che tenevo in mano che mi sono reso conto che avevamo avuto ragione.<\/p>\n<p>Anche se la pistola era falsa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/bullypulpitgames.com\/games\/out-of-dodge\/\"><em><img data-attachment-id=\"15658\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=15658\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?fit=768%2C274&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"768,274\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Out od Dodge\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?fit=300%2C107&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?fit=510%2C182&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15658\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?resize=768%2C274\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?w=768&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?resize=150%2C54&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?resize=300%2C107&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?resize=510%2C182&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Out-od-Dodge.jpg?resize=700%2C250&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/em><\/a><\/p>\n<h3>Quattro banditi<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/bullypulpitgames.com\/games\/out-of-dodge\/\"><em>Out of Dodge<\/em><\/a> \u00e8 un gioco di Jason Morningstar costruito per evocare le atmosfere dei film alla Tarantino &#8211; o se vogliamo, di Peckinpah e Steve McQueen. Quattro giocatori interpretano quattro banditi in fuga dopo una rapina andata male: uno \u00e8 ferito, il bottino \u00e8 molto meno di quel che doveva essere e non \u00e8 divisibile per quattro e tutti hanno delle pistole.<\/p>\n<p>Di solito si gioca seduti su quattro sedie messe in fila due a due, come i sedili di una macchina e per usare la pistola si punta il dito e si dice: \u00abBang!\u00bb, ma pochi giorni prima di <em>PlayRooms<\/em> ci \u00e8 venuto in mente che potevamo includerlo nella manifestazione: abbiamo parcheggiato nel cortile una macchina vera, abbiamo comprato quattro pistole da <em>soft air<\/em>, procurato uno zainetto per il bottino e un asciugamano artisticamente macchiato di sangue (Morningstar suggerisce che si dovrebbe provare a giocare su una macchina davvero in moto, ma quello ci \u00e8 sembrato un po&#8217; troppo).<\/p>\n<p>E il gioco \u00e8 cambiato. In particolare il fatto che la pistola te la devi tenere in mano &#8211; chi se la infilerebbe nei pantaloni, in una situazione come quella? &#8211; te la rende sempre presente, finisce per essere, per te e per gli altri, una presenza del tutto pervasiva: e infatti le partite che abbiamo fatto sono finite con un gran numero di ammazzatine, pi\u00f9 che in altre occasioni.<\/p>\n<p>Il che era esattamente quel che volevamo ottenere.<\/p>\n<h3>Come volevasi dimostrare<\/h3>\n<p><img data-attachment-id=\"15618\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=15618\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?fit=4502%2C1488&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"4502,1488\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"polayrooms Facebook Page Cover\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?fit=300%2C99&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?fit=510%2C169&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15618\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?resize=800%2C264\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?w=4502&amp;ssl=1 4502w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?resize=150%2C50&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?resize=300%2C99&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?resize=510%2C169&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?resize=700%2C231&amp;ssl=1 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?w=1600 1600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/polayrooms-Facebook-Page-Cover.png?w=2400 2400w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/> Tempo fa avevo scritto che\u00a0<em>PlayRooms<\/em> (in realt\u00e0 l&#8217;intero progetto\u00a0<em>Strumenti ludici al servizio del teatro interattivo<\/em>) <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15510\">era la cosa pi\u00f9 difficile e complicata<\/a> nella quale i\u00a0<em>Fabbricastorie<\/em> si fossero mai imbarcati.<\/p>\n<p>Adesso le\u00a0<em>stanze<\/em> la cui ideazione ci ha accompagnato per anni sono state montate, ammirate, usate, smontate e accuratamente riposte (il che vuol dire, udite udite, che <em>PlayRooms <\/em>in un modo o nell&#8217;altro torner\u00e0, visto che le scenografie sono state salvate). E adesso posso confermarlo: era la cosa pi\u00f9 difficile e complicata che abbiamo mai intrapreso.<\/p>\n<p>Faremo un\u00a0<em>post mortem<\/em> interno, ovviamente, quindi non voglio qui anticipare cose che discuter\u00f2 coi miei socie e compagni, per\u00f2 vorrei comunque appuntare delle cose . mentre le impressioni sono ancora calde &#8211; che penso siano interessanti per tutti.<\/p>\n<h3>Beh, prima di tutto: avevamo ragione<\/h3>\n<p>Si, avevamo ragione: alla base dell&#8217;idea progettuale c&#8217;era la domanda se ci fossero rapporti dimostrabili fra un certo modo di allestire i giochi e il teatro, inteso come esperienza collettiva &#8211; quindi aldil\u00e0 della semplice recitazione, che nei giochi di ruolo in qualche misura c&#8217;\u00e8 sempre stata. La risposta \u00e8 s\u00ec: se fai un certo tipo di azioni (allestimenti, strumenti di\u00a0<em>game design<\/em>, coinvolgimenti del pubblico) i nessi diventano evidenti e mi pare che a certi livelli i confini fra le due dimensioni si facciano davvero labili, pur mantenendo le due realt\u00e0 una propria autonoma identit\u00e0. Sotto questo punto di vista sono anche contentissimo che tutti i giochi che abbiamo proposto, anche quelli che hanno sofferto di problemi logistici, si siano rivelati azzeccati: la plancia di comando dell&#8217;incrociatore spaziale supportata dal <em>software<\/em> di\u00a0<em>Artemis,<\/em> che era il fiore all&#8217;occhiello della manifestazione, e il gioco della bomba (il nome commerciale, vi ricordo, \u00e8\u00a0<em>Keep talking and nobody explodes<\/em>) li abbiamo testati pi\u00f9 e pi\u00f9 volte durante tutta la durata del progetto ed erano abbastanza una sicurezza, ma\u00a0<em>On stage<\/em> nonostante un&#8217;et\u00e0 ormai veneranda ha dimostrato una sorprendente vitalit\u00e0 con giocatori totalmente neofiti,\u00a0<em>Out of Dodge<\/em> \u00e8 piaciuto moltissimo\u00a0e l&#8217;allestimento da studio televisivo di\u00a0<em>La macchina del fango\u00a0<\/em>ha dimostrato che salto qualitativo faccia un gioco da tavolo quando venga proposto con un minimo di scenografia. A parte l&#8217;astronave, comunque, il successo maggiore e la scommessa vinta meglio \u00e8 stata quella del <em>Nordic LARP<\/em> presentato da Francesco Sedda &#8211; un\u00a0<em>game designer\u00a0<\/em>e conduttore di gioco bravissimo, entusiasta e generosissimo che abbiamo invitato praticamente al buio, totalmente sulla base dell&#8217;intuizione: le sue proposte non solo sono piaciute moltissimo, come dimostra anche il fatto che un seminario teorico con lui messo in piedi in quattro e quattr&#8217;otto dopo la fine della manifestazione ha avuto un gran successo di partecipanti, ma erano\u00a0<em>esattamente<\/em> l&#8217;anello di congiunzione che ci serviva fra tutte le altre attivit\u00e0.<\/p>\n<h3>Quel che c&#8217;era e che non c&#8217;era<\/h3>\n<p>Il che non vuol dire che <em>PlayRooms<\/em> no avesse problemi progettuali: il maggiore secondo me riguarda la forma della fruizione, perch\u00e9 si mescolavano due esigenze diverse; da una parte far provare i giochi a ospiti specifici, per contaminare i loro mondi e modi espressivi, dall&#8217;altro coinvolgere il pubblico generico. Sono due esigenze contraddittorie: se occupi le stanze allestite per persone specifiche e predeterminate le stai negando a pubblico casuale, se dai spazio al pubblico casuale viene l&#8217;ospite atteso e non lo puoi far giocare perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 spazio per lui.<\/p>\n<p>Il problema nel caso concreto si \u00e8 risolto da solo ma a livello teorico rimane la consapevolezza di non averlo risolto del tutto: qual \u00e8 il modo migliore di far fruire una serie di allestimenti del genere, che non possono essere solo guardati ma vanno giocati? Forse avremmo dovuto scegliere, come ci \u00e8 venuto in mente dopo &#8211; ovviamente dopo! &#8211; una forma pi\u00f9 simile al festival di strada, mettendo le varie installazioni nelle piazze. Oppure invece che una sorta di festival intensivo, come \u00e8 stato, avremmo potuto optare per una forma pi\u00f9 simile a una esposizione museale di lunga durata, in cui la gente viene e ti visita quando capita. Entrambe queste soluzioni, in realt\u00e0 non erano praticabili, sia perch\u00e9 non avremmo avuto n\u00e9 un <em>budget<\/em> sufficiente n\u00e9 il tempo, essendo noi stessi dopotutto dei volontari, per stare dietro a imprese del genere. Alla fine quello che abbiamo realizzato non \u00e8 stato un cattivo compromesso, ma il problema a livello teorico mi pare che rimanga.<\/p>\n<p>A proposito di problemi i parte irrisolti: la cosa pi\u00f9 sorprendente di <em>PlayRooms<\/em> \u00e8 stata che il pubblico era di un tipo per noi inaspettato. Per esempio sono venuti un sacco di trentenni che non erano amici dell&#8217;associazione e non appartenevano ai soliti giri degli appassionati di giochi. Si sono divertiti tutti e, secondo me, rappresentano una delle domande pi\u00f9 interessanti per il futuro: cosa offrire a persone cos\u00ec per divulgare contenuti ludici? Si pu\u00f2 allargare la platea senza per forza che uno debba convertirsi a caricature <em>nerd<\/em>? \u00c8 una cosa che era gi\u00e0 abbastanza evidente se si guardavano i partecipanti alle <em>Jam<\/em>, questa manifestazione mi sembra che lo confermi definitivamente e contemporaneamente, considerato il successo dei giochi che abbiamo proposto, indica anche cosa si dovrebbe fare: l&#8217;immedesimazione teatralizzata aiuta a superare il &#8220;costo d&#8217;ingresso&#8221; del giocare, tutte quelle cose tipo imparare le regole, vincere la vergogna, decidere di dedicare tutto quel tempo e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>L&#8217;altra categoria di pubblico molto interessante su cui riflettere \u00e8 stato quello dei genitori con figli. In realt\u00e0, ammettiamolo, non volevamo bambini: banalmente, una buna parte dei giochi non era adatta a loro e in altri inserire dei bambini avrebbe comportato a presenza di registri di fruizione diversi che rovinavano l&#8217;effetto di immedesimazione che volevamo ottenere. Per\u00f2 tu non puoi pubblicizzare un evento che sia legato alla parola <em>gioco<\/em> e pensare che non ci siano genitori che portino i figli &#8211; per trascorrere una serata diversa rispetto alla passeggiata in piazzetta, per dire &#8211; e quindi i bambini sono venuti. Quel che ne \u00e8 seguito sono state spesso delle belle occasioni nelle quali genitori e figli hanno giocato insieme, magari in qualche caso stravolgendo l&#8217;impostazione delle attivit\u00e0 che avevamo impostato, per\u00f2 hanno giocato insieme. Ecco, abbiamo deciso che adesso i <em>Fabbricastorie<\/em> si riposeranno, per\u00f2 se dovessi mettere in cantiere una nuova attivit\u00e0 penserei a un festival del gioco per le famiglie, una occasione diversa dalla banale caccia al tesoro con nonni e nipoti o alle cose struggevoli dei giochi di una volta da fare tutti attorno al caminetto: una proposta di giochi importanti, moderni, nello stile dei <em>Fabbricastorie<\/em>, ma pensati per una fruizione mista di adulti e ragazzini &#8211; secondo me sarebbe una pista di lavoro fantastica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stato quando mi sono reso conto che tutto il mio mondo e la mia capacit\u00e0 di attenzione ruotavano attorno<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15655,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,9,55,77],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/playroom_rect.png?fit=5969%2C1376&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-44u","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":11659,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11659","url_meta":{"origin":15654,"position":0},"title":"Bambini e pistole","author":"Rufus","date":"15\/03\/2016","format":false,"excerpt":"Non so se la settimana scorsa avete visto passare da qualche parte la notizia che riguarda Jamie Gilt. 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