{"id":1555,"date":"2012-12-12T14:16:16","date_gmt":"2012-12-12T13:16:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1555"},"modified":"2012-12-12T14:16:16","modified_gmt":"2012-12-12T13:16:16","slug":"quel-che-ho-detto-o-volevo-dire-a-eben-ezer-ovvero-il-cristiano-e-la-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1555","title":{"rendered":"Quel che ho detto (o volevo dire) a Eben Ezer &#8211; ovvero il cristiano e la crisi"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 29 novembre <a href=\"http:\/\/www.cecuprocagliari.com\/downloads\/Equomanuale-volantino.pdf\">ho partecipato a un dibattito\u00a0<\/a>dal titolo\u00a0<em>Vivere la crisi<\/em> organizzato dal <a href=\"http:\/\/www.cecuprocagliari.com\/\">centro culturale protestante<\/a>, a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.chiesabattistadicagliari.net\/presentazione%20progetto%20eben%20ezer.htm\"><em>Eben Ezer<\/em><\/a>. Ospite principale della serata era il pastore <a href=\"http:\/\/vimeo.com\/24392183\">Herbert Anders<\/a>, che avevo gi\u00e0\u00a0conosciuto e apprezzato quando era a Cagliari, e il fondo del dibattito era fornito dall&#8217;encomiabile sforzo che Herbert e altri vanno profondendo nell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.equomanuale.org\/new\/\"><em>Equomanuale<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Per chi non \u00e8 potuto venire (e come al solito per me, per ricordarmi quel che dico in giro), provo a riportare qui in maniera pi\u00f9 ordinata le cose che gioved\u00ec ho detto a braccio. Forse servir\u00e0 anche a chi c&#8217;era, nel caso volesse prolungare il dibattito.<\/p>\n<p>Prima per\u00f2 vorrei dire che rivedere Herbert mi ha fatto molto piacere, e che\u00a0vorrei anche ringraziare per la serata le pastore Cristina Arcidiacono (che ha ospitato) e Kirsten Thiele (che ha organizzato e moderato il dibattito) e il pastore Gianfranco Irrera (che\u00a0ha portato\u00a0a Maria Bonaria e me un regalo dalla Romania e che il giorno dopo ha mandato una <em>mail<\/em> molto affettuosa), in particolare per il clima cordiale che c&#8217;\u00e8 stato e il senso di\u00a0fraternit\u00e0 con cui sono stato accolto: siamo tutti vecchi amici e la cosa potrebbe apparire scontata ed essere sottovalutata, invece, considerando che in cinque facciamo quattro denominazioni cristiane diverse, \u00e8 sempre importante e, soprattutto,\u00a0molto piacevole.<\/p>\n<p>Adesso, per passare alla serata, bisogna dire che Herbert ha avviato il suo discorso in maniera certamente intensa: con le parole di Thomas M\u00fcntzer<\/p>\n<blockquote><p>&#8230; l\u2019usura e le tasse impediscono a molti di ricevere la fede [&#8230;]\u00a0gente che spende ogni minuto\u00a0 del suo tempo per procurarsi il pane non ha tempo d\u2019imparare a leggere la Parola di Dio [&#8230;]\u00a0I Principi dissanguano il popolo con l\u2019usura e considerano loro propriet\u00e0 i pesci degli stagni, gli uccelli del cielo e l\u2019erba dei prati e il dottor Bugiardo dice \u2018Amen\u2019.<\/p><\/blockquote>\n<p>e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Giap\/giapxgenova.html\">l&#8217;apppello di Wu Ming prima del G8 di Genova<\/a>, un argomento che <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Anders_PI_Riforma.pdf\">lo appassiona da tempo<\/a>\u00a0(vedi anche <a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/italiano\/Altai\/?tag=herbert-anders\">qui<\/a>). Poi Herbert \u00e8 passato a raccontare di esempi, positivi, di cambiamento, e la relazione ha preso un&#8217;altra direzione.<\/p>\n<p>Per\u00f2&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;\u00a0a entrambi era stato chiesto di cercare di raccontare in qualche modo buone prassi, esempi di realt\u00e0 che nella crisi costruiscono una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e sostenibile. Io invece, sar\u00e0 stato perch\u00e9 influenzato dall&#8217;esordio combattivo di Herbert, sar\u00e0 perch\u00e9 nei giorni precedenti avevo riflettuto su altro, sar\u00e0 perch\u00e9 mi sembrava che il luogo\u00a0e il pubblico meritassero un contributo di altro genere, sono andato un po&#8217; per conto mio.\u00a0 Sono abbastanza sicuro che, dopo essermi presentato, ho esordito in questo modo del tutto poco rassicurante:<\/p>\n<blockquote><p>Prima di iniziare il mio intervento, ci tengo a precisare una cosa. Io sono un personaggio piuttosto moderato, certamente non un oltranzista. Volevo specificarlo perch\u00e9 alcune delle cose che vi dir\u00f2 potranno sembravi alquanto&#8230; radicali, e non vorrei che le metteste automaticamente fra parentesi come esagerazioni: non sono delle cose che vi dico da estremista, ma cose pacate e ponderate a lungo, delle quali sono certo. Allo stesso modo sono un po&#8217; in imbarazzo, perch\u00e9 Kirsten mi ha chiesto di concentrarmi su buone prassi e le cose positive che si fanno in Sardegna, e io ho invece da dirvi cose\u00a0assai meno piacevoli: chiedo quindi scusa per le secchiate di acqua gelida che sto per gettarvi in faccia e con cui spegner\u00f2 spietatamente il vostro entusiasmo.<\/p><\/blockquote>\n<p>Inquietante, no? Sono quegli esordi che ti puoi permettere quando hai il microfono in mano: il fatto che il pubblico abbia abbozzato e perfino sorriso dimostra la cortesia di cui ero circondato.<\/p>\n<p>La mia intenzione era quella di saltare a pie&#8217; pari i <em>perch\u00e9<\/em> della crisi, il <em>come<\/em> \u00e8 successo che sia scoppiata,\u00a0e di raccontare invece cosa \u00e8 successo <em>dopo<\/em>, cio\u00e8 dal 2008 a oggi. Ma una rapida occhiata al pubblico mi ha convinto che forse era il caso di dilungarsi un attimo anche sui meccanismi che hanno portato alla crisi, e quindi ho raccontato, brevemente, di <a href=\"http:\/\/www.economia.rai.it\/articoli\/finanza-per-gli-indignati\/16845\/default.aspx\">finanziarizzazione dell&#8217;economia<\/a>, della enorme piramide rovesciata\u00a0per cui una straordinaria massa di titoli derivati\u00a0e simili\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fcre.it\/index.php\/attivita\/informazione\/capire-la-finanza-schede\/573-la-cartolarizzazione-e-lesplosione-della-crisi-finanziaria\">poggia in maniera instabile<\/a> sulla piccola base costituita dalla economia reale (<a href=\"http:\/\/www.bancaetica.it\/blog\/banche-too-big-to-fail-banche-sostenibili-confronto-chi-sostiene-leconomia-reale\">l&#8217;unica che dovrebbe realmente importare<\/a>). Fra parentesi <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oOpHHHllt30\">son cose che altri dicono assai meglio di me<\/a>.<\/p>\n<p>Con il racconto di come le principali banche del mondo avrebbero dovuto essere considerate fallite e siano state salvate solo grazie alla <a href=\"http:\/\/www.ilsussidiario.net\/News\/Economia-e-Finanza\/2008\/10\/28\/CRISI-LUe-rinuncia-al-fair-value-Quali-rischi-corre-il-sistema-produttivo-\/7739\/\">possibilit\u00e0 legale concessa loro di utilizzare criteri artificiali di formazione dei bilanci<\/a>\u00a0mi sono ricongiunto con le cose\u00a0avevo programmato\u00a0di dire. E qui arrivava anche uno dei punti che mi stavano pi\u00f9 a cuore. Rivedo dai miei appunti che il discorso era pi\u00f9 o meno quel che segue (e se non lo era certo era quel che <em>volevo<\/em> dire):<\/p>\n<blockquote><p>&#8230; questo meccanismo non avrebbe comunque potuto funzionare a lungo. Negli anni immediatamente successivi gli scambi fra le banche si sono praticamente inariditi perch\u00e9, ben sapendo quale fosse la\u00a0mole di titoli tossici che ciascuno aveva &#8220;in pancia&#8221;, di fatto banche e istituzioni finanziarie non erano pi\u00f9 capaci di fidarsi le une delle altre: troppo alto il rischio di fare affari con un soggetto apparentemente solido ma il cui patrimonio era in realt\u00e0 del tutto compromesso. Allo stesso modo le banche, conscie di essere fragili dal punto di vista patrimoniale, hanno di fatto cessato di fare credito, per ridurre il loro livello di esposizione e cercare di riportare il proprio capitale a livelli accettabili.<\/p>\n<p>Sotto il ricatto del temuto &#8220;credit crunch&#8221; i governi occidentali hanno reagito indebitandosi &#8211; a livelli importanti &#8211; per ottenere liquidit\u00e0 da\u00a0consegnare alle stesse banche, nella ingenua (ingenua?!) convinzione che i capitali cos\u00ec forniti sarebbero stati messi a disposizione delle aziende e dei privati per far ripartire l&#8217;economia. Nella pratica invece la grande finanza internazionale ha utilizzato le masse di denaro messe a disposizione dai governi per attaccare il debito pubblico degli stessi Stati, a quel punto indeboliti e molto meno capaci di reagire. La crisi, il ballare dello spread, non \u00e8 frutto solo del libero gioco dei mercati, ma anche di ben precisi rapporti di forza e di scelte precise di priorit\u00e0 da parte degli operatori della finanza.<\/p>\n<p>Va detto per\u00f2 che queste forze puntano oggi, con evidenza, non solo a un dividendo economico, ma a un dividendo politico: credo sia\u00a0 sotto gli occhi di tutti che con la scusa della crisi \u00e8 in atto il pi\u00f9 grande attacco mai visto contro il welfare state e contro le conquiste dei movimenti popolari degli ultimi ottant&#8217;anni. Sotto il paravento della crisi, con il pretesto\u00a0della riduzione del debito, vengono smantellati diritti consolidati e si lavora per la creazione di un esercito di disperati, disposti ad accettare condizioni di vita e di lavoro al puro livello di sussistenza. La societ\u00e0 occidentale che sembra essere immaginata dalla grande finanza, di questi tempi, \u00e8 una societ\u00e0 finalmente classista &#8211; come nel Sud del mondo &#8211; in cui pochi privilegiati governano sopra una plebe affamata.<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui ho fatto un esempio legato alla vita dell&#8217;abbazia di Cluny un tantino maldestro dal punto di vista storico e che forse ha lasciato perplessi: ne arrossisco. Ci\u00f2 non toglie che <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libri\/libro\/glauco-maria-cantarella\/i-monaci-di-cluny\/978880617379\"><em>I monaci di Cluny<\/em> di Glauco Cantarella (un tascabile Einaudi)<\/a> sia un libro meraviglioso e che il processo di spossessamento e di impoverimento dei contadini europei che i monaci fronteggiavano abbia parecchi punti in comune con la situazione odierna: allora come oggi si cerca di forzare le masse popolari a scambiare diritti con sicurezza: dall&#8217;ILVA a Marchionne non credo di avere bisogno di dilungarmi.<\/p>\n<p>Allo stesso modo ho cercato di dire che, secondo me, il problema ambientale \u00e8 irrisolvibile in una societ\u00e0 classista come quella che si prospetta, un&#8217;affermazione confusa che ho bisogno di chiarire prima di tutto a me stesso: ci penser\u00f2 e magari ci torner\u00f2 sopra pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Intanto il mio ragionamento era:<\/p>\n<blockquote><p>Come dovrebbe reagire il cristiano in questa situazione? Sia Herbert che Kirsten hanno gi\u00e0 citato una serie di esempi di buon comportamento che sono certamente auspicabili, e che si pongono in una linea di pensiero tipicamente cristiana: non \u00e8 moralmente accettabile compromettersi con l&#8217;ingiustizia, e il fedele \u00e8 chiamato a comportamenti diversi anche quando questo voglia dire essere in minoranza e pagare un prezzo di persona: mi viene in mente il Salmo 16: \u00ab<em>Si affrettino altri a costruire idoli<\/em>: io non spander\u00f2 le loro libazioni di sangue&#8230;\u00bb, e tanti giusti dell&#8217;Antico Testamento, come Tobi. \u00c8 lo stesso ragionamento che in Banca Etica abbiamo fatto con la campagna &#8220;<a href=\"http:\/\/www.nonconimieisoldi.org\/\">Non con i miei soldi&#8221;:<\/a> la finanza internazionale fa i suoi sconquassi, che sono contro i nostri interessi, anche con i nostri soldi &#8211; quindi quei soldi vanno depositati altrove.<\/p>\n<p>Lo dico con chiarezza: pur nella legittima differenza di valutazione ddelle varie\u00a0situazioni storiche, per cui ogni cristiano pu\u00f2 fare in coscienza scelte diverse, non\u00a0dovrebbe essere\u00a0accettabile per un cristiano, oggi, non avere un conto in Banca Etica, non fare la spesa al commercio equo e solidale, non privilegiare il consumo di alimenti biologici o a basso impatto ambientale, non scegliere le energie rinnovabili&#8230;<\/p>\n<p>Ma tutto ci\u00f2, seppure importante, non dovrebbe farci dimenticare che viviamo una situazione che pone anche un altro tipo di sfida,\u00a0peraltro abbastanza inedita nella vita della comunit\u00e0 cristiana: non conosco bene il pensiero politico protestante ma io, per esempio, mi sono formato in un contesto che ha sempre dato grande importanza al tema della sussidiariet\u00e0, all&#8217;idea che i corpi intermedi della comunit\u00e0 civile, compresa la comunit\u00e0 cristiana, poteva liberamente organizzarsi dentro un contesto istituzionale garantito da un governo, purch\u00e9 questo governo fosse legittimo e giusto: e infatti nelle nostre chiese si prega per i giovernanti, perch\u00e9 siano giusti e saggi, perch\u00e9 in questo modo le nostre comunit\u00e0 potevano vivere in pace e servire il Signore serenamente. \u00c8 quanto\u00a0scrive Paolo a Timoteo (1Tm 2,1-2): \u00abCarissimo, ti raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perch\u00e9 possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta piet\u00e0 e dignit\u00e0\u00bb.\u00a0\u00c8 questa pace garantita a tutti che giustifica l&#8217;affermazione di Rm 13,1-2a: \u00abCiascuno stia sottomesso alle autorit\u00e0 costituite; poich\u00e9 non c&#8217;\u00e8 autorit\u00e0 se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all&#8217;autorit\u00e0, si oppone all&#8217;ordine stabilito da Dio\u00bb.<\/p>\n<p>Tranne un momento cruciale durante l&#8217;alto medioevo (torna qui il riferimento a Cluny e al monachesimo), la comunit\u00e0 cristiana non ha mai dovuto affrontare un quadro di dissoluzione istituzionale, cio\u00e8 un momento in cui i governanti sono impotenti e le forze che governano sono impalpabili gruppi di potere che non si dichiarano e non devono rendere conto a nessuno. Ma questa \u00e8 esattamente la nostra situazione attuale, o almeno vorrei provocarvi a leggere la nostra storia in questo modo. Mi pare che, per dirla con una battuta, la situazione che fronteggiamo adesso non \u00e8 quella a cui pensava Paolo, ma piuttosto quella della dissoluzione del regno di Israele che suscitava la robusta reazione di Amos (Am 8,4-7): \u00abAscoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del<br \/>\npaese, voi che dite: \u00abQuando sar\u00e0 passato il novilunio e si potr\u00e0 vendere il grano? E il sabato, perch\u00e9 si possa smerciare il frumento, diminuendo le misure e aumentando il siclo e usando bilance\u00a0 false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche lo scarto del grano\u00bb. Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: certo non dimenticher\u00f2 mai le loro opere\u00bb.<\/p>\n<p>Come agire quando il regno sta per cadere? L&#8217;esito del grido verso Dio del popolo di Israele per la restaurazione del regno \u00e8 stata la venuta di Ges\u00f9, che ha mostrato un altro Regno, senz&#8217;altro molto diverso da quello che i pii israeliti si immaginavano. Ma l&#8217;aspirazione a un regno universale (direi in questo caso: mondiale) di giustizia e di pace rimane nel cuore degli uomini e interpella in questo momento, deve interpellare, la Chiesa in forme che non possono che essere nuove e che superano i comportamenti individuali sobri e consapevoli di cui ho parlato prima.<\/p><\/blockquote>\n<p>A questo punto avevo finito quel che volevo dire sul mondo, l&#8217;universo e tutto quanto, e mi rimaneva solo da dire alcune cose (per fortuna pi\u00f9 brevi), sulla Sardegna dal punto di vista di Banca Etica: ma per quanto brevi mi sono gi\u00e0 troppo dilungato, quindi ve le riferir\u00f2 domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 29 novembre ho partecipato a un dibattito\u00a0dal titolo\u00a0Vivere la crisi organizzato dal centro culturale protestante, a\u00a0Eben Ezer. 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