{"id":14514,"date":"2018-01-18T17:59:46","date_gmt":"2018-01-18T16:59:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14514"},"modified":"2024-01-16T18:56:09","modified_gmt":"2024-01-16T17:56:09","slug":"specchi-riflessi-2-esplorazioni-austeniane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14514","title":{"rendered":"Specchi riflessi 2: esplorazioni austeniane"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, parlando di <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14496\">Miss Phryne Fisher<\/a>, ho citato un approccio critico alla coppia di romanzi di Jane Austen <em>Orgoglio e pregiudizio<\/em> e<i>&nbsp;<\/i><em>Emma<\/em> fatto da una studiosa che si chiama&nbsp;<a href=\"http:\/\/oxford.academia.edu\/KarenleighOvermann\">Karenleigh <em>Leee<\/em> Overmann<\/a> (che in realt\u00e0 nella vita \u00e8 un ex ufficale della Marina militare statunitense, cos\u00ec rafforzando la <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6572\">connessione fra la Austen e i marinai<\/a>). L&#8217;articolo espone sostanzialmente la tesi che in&nbsp;<em>Emma<\/em> la Austen abbia provato a vedere che risultati dava il riproporre il personaggio di Darcy in veste femminile;&nbsp;il risultato dell&#8217;analisi \u00e8 molto interessante e quindi e ve lo traduco. Domani, tempo permettendo, prover\u00f2 ad applicare lo stesso meccanismo alla coppia di telefilm&nbsp;<em>Castle<\/em> e <em>Miss Fisher&#8217;s Murder Mysteries<\/em> (in trealrt\u00e0 questo \u00e8 quel che mi interessa di pi\u00f9: alcune conclusioni della Overmann le trovo condivisibili, altre meno, ma \u00e8 il metodo che mi sar\u00e0 utile domani).<\/p>\n<p>L&#8217;articolo originale l&#8217;ho trovato inizialmente su <a href=\"https:\/\/www.thefreelibrary.com\/Darcy+and+Emma%3A+Austen's+ironic+meditation+on+gender-a0227364160\"><em>The Free Library<\/em><\/a>&nbsp;(<i>la pubblicazione cartacea \u00e8 della rivista della Societ\u00e0 Austeniana del Nord America)&nbsp;<\/i>ma vedo che \u00e8 reperibile un po&#8217; dappertutto.&nbsp;Solo una nota sulla traduzione: vengono citati i numeri di pagina di alcuni passi, riferiti ovviamente all&#8217;edizione inglese dei romanzi e delle lettere della Austen e delle altre opere citate. Siccome in italiano non esiste una <em>edizione principale&nbsp;<\/em>comparabile con quelle <em>Oxford&nbsp;University Press<\/em> curate da Chapman o Le Faye (e se anche esistesse io non ce l&#8217;ho, ehm, cos\u00ec come non conosco le eventuali versioni italiane degli altri libri citati), ho mantenuto i numeri di pagina indicati. Per ritrovare le varie situazioni nei quali i termini sono utilizzati consiglio l&#8217;utilizzo delle&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.jausten.it\/\">traduzioni dell&#8217;ottimo Giuseppe Ierolli<\/a>, facilmente disponibili <em>on line<\/em>: se vi piacciono, date un&#8217;occhiata al sito per sapere quali libri in commercio recano le traduzioni di Giuseppe e quali sono gli altri testi sulla Austen scritti da lui.&nbsp;&nbsp;Ho mantenuto la bibliografia alla fine anche se provato a controllare l&#8217;esistenza di traduzioni italiane dei testi citati e non mi pare ce ne siano. Le immagini a commento sono di una illustratrice americana, Lisa Brown, che fra recensioni di libri&nbsp;<em>in tre vignette<\/em>. Il diagramma con le relazioni fra i personaggi nei due romanzi mi \u00e8 stato mandato dalla stessa Overmann dopo la mia prima pubblicazione di quest&#8217;articolo, con una rara signorilit\u00e0, e la ringrazio moltissimo della cortesia.<\/p>\n<h2 id=\"article_title\">Darcy and Emma: l&#8217;ironica meditazione della Austen sul genere<\/h2>\n<h3>di Leee Overmann<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg\"><img data-attachment-id=\"14561\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=14561\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?fit=1536%2C477&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1536,477\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Three panel Pride Prejudice\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?fit=300%2C93&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?fit=510%2C158&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-14561\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?resize=800%2C248\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?w=1536&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?resize=150%2C47&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?resize=300%2C93&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?resize=510%2C158&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Pride-Prejudice.jpg?resize=700%2C217&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Supponiamo che la Austen avesse scritto la storia del suo romanzo pi\u00f9 famoso dal punto di vista di Mr. Darcy invece che da quello di Elizabeth Bennet. In questa immaginaria versione di&nbsp;<em>Orgoglio e pregiudizio<\/em> invece di vedere Darcy attraverso gli occhi di Elizabeth o lettori avrebbero potuto avere pieno accesso a tutti i suoi auto-inganni, scuse e capricci. Darcy, naturalmente, sarebbe ancora&nbsp;\u00aborgoglioso, &#8230; [sentendosi] al di sopra dei presenti\u00bb (OP 10) e \u00abviziato\u00bb (OP 369)<em>;<\/em> si innamorerebbe ancora della sua pi\u00f9 accesa critica, le cui lucide osservazioni circa i suoi difetti migliorerebbero il suo comportamento. Tuttavia, perch\u00e9 non sembrasse che la Austen stesse riciclando personaggi e intreccio, avrebbe mascherato questa ipotetica riscrittura invertendo il genere di tutti i protagonisti: il ruolo di Darcy sarebbe stato assegnato a una donna, il ruolo di Elizabeth a un uomo, e cos\u00ec via. L&#8217;ereditiera appena creata sarebbe stata ugualmente \u00abdi bella presenza\u00bb (OP 10),&nbsp;\u00abmolto intelligente\u00bb (OP&nbsp;16)&nbsp; e \u00abricca\u00bb&nbsp;(<em>OP <\/em>378), con una casa \u00ab[dotata di ogni] agio\u00bb a Pemberley (OP 384) e ogni intenzione a essere \u00abfelice\u00bb una volta che ottiene ci\u00f2 che desidera (OP 312). A questo punto dobbiamo fermarci e osservare che il risultato assomiglia in maniera straordinaria a un altro romanzo austeniano,&nbsp;<em>Emma<\/em>.<\/p>\n<p>La corrispondenza fra i romanzi \u00e8 quella di un&#8217;immagine riflessa, in qualche modo invertita nel processo di riflessione cos\u00ec come un oggetto lo \u00e8 da uno specchio. Il riflesso \u00e8 una tecnica letteraria che si differenza dall&#8217;incorporazione di personaggi&nbsp;standardizzati come le madri inette (Mrs. Dashwood, Mrs. Bennet, Lady Bertram) o gli sconsiderati nullafacenti (Willoughby, Mr. Wickham, Henry Crawford), che indossano somiglianze sovraimposte di romanzo in romanzo. Invece il riflesso capovolge un elemento centrale &#8211; un perno centrale come il genere &#8211; per disturbare e esaminare i paradigmi. Invertito in questo modo, il genere dei personaggi diviene l&#8217;elemento chiave, posizionandosi come l&#8217;elemento centrale del romanzo. Poich\u00e9 la \u00abpreoccupazione\u00bb della Austen \u00abper le patetiche traversie delle donne nella societ\u00e0 del suo tempo e luogo\u00bb (Emmett 404) pu\u00f2 inserirla nella tradizione delle cronache femministe, vale la pena di esaminare l&#8217;esempio che ci offre mentre capovolge&nbsp;<em>Orgoglio e pregiudizio<\/em> lungo l&#8217;asse del genere. Attraverso il genere la Austen esamina i preconcetti riguardanti il modo con il quale uomini e donne si assomigliano (internamente o individualmente), su come differiscono (esternamente o socialmente) e su cosa succede quando qualcuno non corrisponde esattamente alle aspettative dello schema sociale di comportamento per genere. L&#8217;uso del genere in <em>Emma<\/em>&nbsp;e le possibili fonti di ispirazione per questo estroso capovolgimento &#8211; le opere di Samuel Richardson, Henry Fielding, William Shakespeare e del Reverendo James Fordyce &#8211; rivelano la profondit\u00e0 davvero notevole della penetrazione e della scrittura della Austen.<\/p>\n<p data-href=\"https:\/\/www.thefreelibrary.com\/Darcy+and+Emma%3A+Austen's+ironic+meditation+on+gender-a0227364160\" data-width=\"130\" data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-show-faces=\"true\" data-share=\"true\">Il processo di riflessione di <em>Orgoglio e pregiudizio<\/em>&nbsp;tramite l&#8217;inversione del genere in&nbsp;<em>Emma<\/em> \u00e8 ampia. Inizia con i due personaggi orgogliosi, Darcy e Emma, entrambi i quali sono \u00abbelli, intelligenti, e ricchi\u00bb (E 5). Entrambi ricevono fin troppo rispetto dal mondo, il che li porta a soffrire della possibilit\u00e0 di avere \u00abil potere di fare troppo come gli pare, e la tendenza ad avere una opinione un po&#8217; troppo alta\u00bb di se stessi (E 5). Sulla base di questo essi credono, almeno inizialmente, che chiunque essi amano debba di conseguenza amarli; in&nbsp;<em>Orgoglio e pregiudizio&nbsp;<\/em>colei che \u00e8 creduta innamorata \u00e8 Elizabeth Bennet e, in&nbsp;<em>Emma<\/em>, Frank Churchill. N\u00e9 Darcy n\u00e9 Emma hanno bisogno di sposarsi per migliorare la loro situazione economica o la loro posizione sociale. Entrambi risiedono in tenute di pregio (Pemberley e Hartfield) con un singolo familiare loro affidato; queste persone inermi sono Georgiana Darcy, la sorella pi\u00f9 giovane di Darcy, e Mr. Woodhouse, l&#8217;infantile padre di Emma. Sia Darcy che Emma interferiscono nella vita di amici prossimi e facilmente influenzabili, Mr. Bingley e Harriet Smith, per impedire matrimoni considerati imprudenti per le relazioni che vanno a costruire. Infine, ciascuno si innamora del proprio critico, una persona di buon senso la cui acuminata disapprovazione corregger\u00e0 materialmente i difetti di orgoglio e di autoreferenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Se il gioco di specchi attraverso l&#8217;inversione del genere dei due romanzi non \u00e8 ingombrante questo dipende da buoni motivi. Uno \u00e8 che&nbsp;<em>Emma<\/em> \u00e8 pienamente sviluppata in un romanzo a s\u00e9 stante, con personaggi inimitabili e ambientazioni uniche che realizzano quelle dimensioni di naturalezza e coerenza caratteristiche della Austen. L&#8217;eroina non \u00e8 un personaggio monodimensionale, n\u00e9 l&#8217;opera in s\u00e9 \u00e8 una parodia di&nbsp;<em>Orgoglio e pregiudizio<\/em>. Austen era certamente capace di realizzazioni parodistiche, come \u00e8 dimostrato dalle opere giovanili e da&nbsp;<em>Northanger Abbey<\/em>. Tuttavia la parodia tipicamente mantiene un tono elevato mentre deride il suo oggetto. Inoltre , \u00abl&#8217;obiettivo del parodista \u00e8 quello di fare una critica dell&#8217;originale e di esporre e enfatizzare i suoi difetti\u00bb; di modo che perch\u00e9 \u00abla parodia funzioni in maniera convincente deve alludere all&#8217;originale in ogni istante\u00bb (Williams 313). Se c&#8217;\u00e8 una tale derisione dell&#8217;oggetto o riferimento all&#8217;originale in&nbsp;<em>Emma<\/em>, questo \u00e8 troppo fine per potere essere riconosciuto come parodia. Un&#8217;altra ragione perch\u00e9 il meccanismo di riflessione non sia ingombrante \u00e8 il punto di vista, la prospettiva che la Austen usa per raccontare le due storie. Il punto di vista dal quale sono osservati due personaggi orgogliosi varia significativamente da un romanzo all&#8217;altro. Darcy \u00e8 visto principalmente attraverso gli occhi di Elizabeth Bennet, mentre Emma ammette il lettore nel proprio flusso di coscienza interno. La prospettiva, interna o esterna, fa differenza in maniera significativa nel modo col quale Darcy e Emma sono percepiti e giudicati: la critica esterna di Elizabeth nei confronti di Darcy \u00e8 di solito severa, mentre l&#8217;autocritica interna di Emma \u00e8 superficiale o assente. Austen rende cos\u00ec in maniera accurata la tendenza realmente esistente nelle persone di essere meno capaci di vedere e pi\u00f9 pronte a perdonare i propri errori che quelli degli altri.<\/p>\n<p>Il motivo principale per il quale il gioco di specchi non si fa notare, tuttavia, \u00e8 l&#8217;inversione del genere, che sottopone i personaggi alle aspettative estremamente differenti che la societ\u00e0 della Austen nutriva nei confronti di uomini e donne. Un&#8217;azione compiuta da una donna \u00e8 interpretata diversamente quando a compierla \u00e8 un uomo: la cortesia indice \u00abdi buon carattere\u00bb che permette a Darcy di dissuaderlo dall&#8217;instaurare una relazione con i Bennet&nbsp;(OP 82), diviene in Harriet credula stupidit\u00e0 quando rifiuta Robert Martin sulla base del consiglio di Emma. Anche il temperamento \u00e8 interpretato diversamente. Darcy, per esempio, \u00e8 \u00abaltezzoso\u00bb (OP 16) ma le sue responsabilit\u00e0 e per la posizione di \u00abgran signore\u00bb glielo consentono (OP 258). La societ\u00e0 pu\u00f2 disapprovare il suo comportamento ma lo sopporta, liquidandolo come semplice \u00abstravaganza nei suo modo di relazionarsi\u00bb (OP 258). Lo stesso difetto in Emma, invece, la rende simpaticamente ottusa un istante e inconsapevolmente egocentrica e manipolatoria l&#8217;attimo dopo. Il suo comportamento non \u00e8 perdonato \u00absenza alcuna rimostranza\u00bb (E 374); senza una riparazione la sua insolenza nei confronti di Miss Bates e i suoi consigli ostinatamente sbagliati a Harriet Smith danneggerebbero concretamente la posizione sociale ed economica delle persone con le quali \u00e8 in rapporto. La maggiore capacit\u00e0 di Emma di creare danni \u00e8 ironica, considerato che in quanto donna&nbsp;la sua sfera di influenza \u00e8 cos\u00ec tanto inferiore a quella dell&#8217;uomo Darcy.<\/p>\n<p data-href=\"https:\/\/www.thefreelibrary.com\/Darcy+and+Emma%3A+Austen's+ironic+meditation+on+gender-a0227364160\" data-width=\"130\" data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-show-faces=\"true\" data-share=\"true\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg\"><img data-attachment-id=\"14934\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=14934\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?fit=962%2C722&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"962,722\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1522844094&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Diagramma Emma Orgoglio\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?fit=510%2C383&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-14934\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?resize=800%2C600\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?w=962&amp;ssl=1 962w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?resize=150%2C113&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?resize=510%2C383&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?resize=268%2C200&amp;ssl=1 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?resize=700%2C525&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Il genere, l&#8217;elemento di rispecchiamento, definisce lo status in quanto costrutto sociale, la stessa categoria concettuale del rango, un altro tema austeniano comune. Ai tempi della Austen \u00ablo schema sesso-genere non era ancora stabilizzato nei termini moderni\u00bb, ma le differenze fra i generi venivano rilevate, come oggi, nel comportamento, nelle aspettative sociali e nei \u00abradicalmente differenti privilegi e opportunit\u00e0\u00bb che la \u00abcultura&#8230; permette di avere\u00bb&nbsp; (Rankin 121-22). Singoli uomini e donne si comportano pi\u00f9 o meno in accordo con ci\u00f2 che \u00e8 permesso o proibito&nbsp; socialmente a tutti gli uomini e le donne ed \u00e8 pi\u00f9 facile conformarsi per alcuni che per altri. Uomini e donne che non si inseriscono del tutto nello schema socialmente approvato riguardo al genere affrontano restrizioni e penalit\u00e0 in modi che sono talvolta umoristici e spesso dolorosi, e queste lezioni gli insegnano quali comportamenti sono accettabili e quali evitare. Questa osservazione sarebbe venuta facile alla Austen, una osservatrice acuta e critica del comportamento sociale, specialmente poich\u00e9 essa stessa non si inseriva nello schema essendo \u00abquella singolare anomalia, una signora romanziera\u00bb (Gilbert 253) &#8211; con l&#8217;accento su ogni possibile significato di <em>singolare<\/em>.<\/p>\n<p class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.thefreelibrary.com\/Darcy+and+Emma%3A+Austen's+ironic+meditation+on+gender-a0227364160\" data-width=\"130\" data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-show-faces=\"true\" data-share=\"true\">In termini di costrutto sociale del genere, Emma \u00e8 notevolmente simile a Darcy. Essi hanno, secondo la formula di Rankin, \u00abidentica natura, cultura e rango sociale\u00bb (122): entrambi sono orgogliosi ma degni, viziati dai genitori e componenti della nobilt\u00e0 di rilievo nei rispettivi ambienti. Come Darcy, Emma fa \u00abesattamente ci\u00f2 che le va\u00bb ed \u00e8 \u00abcondotta principalmente dal proprio [giudizio]\u00bb (E 5); essa \u00e8 \u00abstraordinariamente autodeterminata\u00bb per una donna (Moffat 46). Cos\u00ec come Darcy interferisce nel corteggiamento di Bingley, Emma ritiene di sapere ci\u00f2 che \u00e8 meglio per gli altri e fiduciosamente si immischia, come si vede nella sua sventata ingerenza nelle decisioni matrimoniali di Harriet. Emma \u00e8 relativamente libera dall&#8217;autorit\u00e0 maschile; ha un ruolo sociale di preminenza (sebbene, bisogna ammettere, in una cerchia ristretta), la responsabilit\u00e0 di aver cura di un altro adulto e, come spiega a Harriet, la libert\u00e0 dalla necessit\u00e0 di doversi sposare per conseguire un vantaggio economico o sociale (E 84). Si rivolge a Mr. Knightley come a un uguale (Moffat 40): \u00abCi diciamo sempre tutto l&#8217;un l&#8217;altro\u00bb (E 10). Sebbene possa avere le migliori intenzioni, essa &#8211; per dirla delicatamente &#8211; non \u00e8 cos\u00ec attenta ai sentimenti degli altri quanto potrebbe, come nel modo privo di tatto col quale rifiuta la proposta di matrimonio di Mr. Elton (E 129-32) o pi\u00f9 tardi spiritosamente prende in giro l&#8217;innocente autocritica di Miss Bates a Box Hill (E 370). Questa presunzione piena di <em>hybris<\/em> \u00e8 ci\u00f2 che rende Emma non convenzionale. Essa non si conforma pienamente alle aspettative sociali nei confronti delle donne, permettendo cos\u00ec alla Austen di esplorare la natura di Emma come una donna \u00abnon impastoiata dalle regole della femminilit\u00e0\u00bb (Dusinberre 271). La Austen conclude che, come individui, le donne sono simili agli uomini sotto molti punti di vista, una volta spogliate degli aspetti esteriori del genere.<\/p>\n<p>Esternamente o socialmente, tuttavia, le differenze fra i generi sono molte. La Austen ne aveva esplorato alcune pi\u00f9 ovvie nei suoi romanzi precedenti: in <em>Ragione e sentimento<\/em> aveva criticato il potere esercitato (o, perlomeno, non controllato) dal patriarcato di fare il male invece del bene scacciando le donne Dashwood, in <em>Orgoglio e pregiudizio<\/em> il bisogno economico delle donne &#8211; e non degli uomini &#8211; di sposarsi e in <em>MAnsfield Park<\/em> la doppia morale applicata agli amanti adulteri Maria Bertram e Henry Crawford. Austen scandaglia in <em>Emma<\/em> differenze sociali di genere pi\u00f9 sfumate, molte delle quali non vengono notate perch\u00e9 sono la manifestazione di norme di genere e vengono considerate (o accettate senza pensarci) appropriate. Per esempio, la societ\u00e0 tratta Darcy ed Emma in maniera differente a causa del loro diverso genere. \u00abNon si pu\u00f2 ridere\u00bb di Darcy (OP 57) ma di Emma chiaramente s\u00ec, una circostanza che non pu\u00f2 essere liquidata solo come conseguenze dalla sua inconsapevole goffaggine. Anche il fatto che Mr. Knightley corregga Emma sembra interamente naturale, il che rafforza la dimensione non convenzionale del fatto che a Mr. Darcy possa esser fatto notare in maniera robusta&nbsp;&#8211; da una donna, nientemeno &#8211; il suo comportamento indegno di un gentiluomo tanto da scuotere il suo autocompiacimento e aiutarlo a maturare come individuo.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 permette a Darcy e a Emma differenti opportunit\u00e0. Nonostante tutti i suoi privilegi fuori del comune (fuori del comune, cio\u00e8, per una donna) Emma rientra nello stereotipo della donna nullafacente della classe nobiliare; nel suo caso, \u00able abituali occupazioni di occhio e mano e mente femminili\u00bb sono \u00abdipingere\u00bb, \u00ableggere\u00bb, \u00abmusica e&#8230; ricamo\u00bb (E 85), ognuno dei quali \u00e8 radicalmente privo di utilit\u00e0, specialmente se confrontati con le attivit\u00e0 di Darcy in quanto \u00abpossidente terriero e&#8230; signore\u00bb (OP 249). La geografia di Emma \u00e8 similmente ristretta. \u00abNon \u00e8 mai stata a Box Hill\u00bb che si trova a meno di dieci miglia da Hartfield (E 352) e, prima del picnic delle fragole, era stata \u00aba lungo assente da Donwell Abbey\u00bb (E 357) solo a \u00abcirca un miglio da Highbury\u00bb, il \u00abvillaggio&#8230; al quale Hartfield&#8230; apparteneva\u00bb (E, 7,9). I suoi vincoli geografici appaiono tanto pi\u00f9 claustrofobici se confrontati con i viaggi di Darcy: Londra, l&#8217;Hertfordshire, il Derbyshire e il Kent. I talenti e l&#8217;energia di Emma, sottoposti alle restrizioni di genere di inattivit\u00e0 forzata e di un ambiente piccolo e sempre uguale a se stesso, la rendono annoiata; la sua noia la spinge ad agire e quando lo fa mette se stessa e gli altri nei guai. La soluzione, per quanto poco possa piacere al lettore moderno, \u00e8 che Emma si adatti maggiormente alle norme di genere previste per le donne del suo tempo: deve sforzarsi di fare pi\u00f9 attenzione a \u00abun&#8217;abitudine di autocontrollo&#8230; il suo dovere&#8230; la propriet\u00e0 di comportamento&#8230; per sforzarsi di evitare i sospetti degli altri, per preservare la sua salute e la sua reputazione, per essere tranquilla\u00bb (E 268). Ironicamente, Emma offre a Harriet lo stesso consiglio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg\"><img data-attachment-id=\"14562\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=14562\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?fit=971%2C309&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"971,309\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Three panel Emma\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?fit=300%2C95&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?fit=510%2C162&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-14562\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?resize=800%2C255\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?w=971&amp;ssl=1 971w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?resize=150%2C48&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?resize=300%2C95&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?resize=510%2C162&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Three-panel-Emma.jpg?resize=700%2C223&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Austen esplora e mette alla prova i limiti delle norme di genere in Emma causando piccoli turbamenti sociali. La dipendenza di Georgiana da Darcy in <em>Orgoglio e pregiudizio<\/em>, per quanto appropriata alla sua et\u00e0 e genere, differisce da quella di Mr. Woodhouse in <em>Emma<\/em>. La sua dipendenza passiva \u00e8 ugualmente inappropriata sulla base degli stessi motivi: il che sottolinea la patetica ridicolaggine della dipendenza in un adulto in generale. Ci\u00f2 che \u00e8 messo sotto la lente d&#8217;ingrandimento \u00e8 il sistema patriarcale che costringeva al tempo della Austen in questa condizione donne sane e capaci, cos\u00ec come il fatto che le donne sono, tuttora, pi\u00f9 frequentemente coloro che si prendono cura di genitori anziani. Mentre il fatto che Darcy rinvii il matrimonio fino a che \u00e8 \u00abin grado di svagarsi\u00bbnon \u00e8 degno di nota (OP 183), l&#8217;idea che Emma possa scegliere di non sposarsi &#8211; lo stato che si riteneva rendesse le donne \u00able pi\u00f9 felici&#8230; le pi\u00f9 rispettabili gli occhi del mondo, e i pi\u00f9 utili componenti della societ\u00e0\u00bb (Gregory 109) &#8211; \u00e8 un \u00abargomento&#8230; doloroso\u00bb, il sottrarsi a un dovere divinamente ordinato (Fordyce 1:25). Nonostante questo giocherella con l&#8217;idea, dichiarando: \u00abNon solo non ho intenzione di sposarmi per il momento, ma ho pochissima intenzione di sposarmi in ogni caso\u00bb (E 84). La nuova signora Darcy si trasferisce a Pemberley per vivere con suo marito (OP 385), ma quando Mr. Knightley capovolge lo schema di residenza degli sposi trasferendosi a Hartfieldcrea una dissonanza sociale che risuona ancora oggi, mettendo in evidenza il fatto che ci si aspetta che siano le mogli a seguire i mariti e stimolando a considerare tutto ci\u00f2 che le donne devono abbandonare una volta sposate, al contrario degli uomini. Col non cambiare materialmente la propria posizione ad Hartfield quando sposa Mr. Knightley (che si fa complice cedendo ai suoi desideri) Emma rovescia le aspettative sociali di genere in maniera che potrebbe essere considerata \u00abdistruttiva\u00bb (Dusinberre 244).<\/p>\n<p>Altre interpretazioni della cosa sono certamente possibili, e possono essere anche pi\u00f9 tipiche. IL trasferimento di Mr. Knightley a Hartfield, per esempio, \u00e8 spiegato nel romanzo. Emma semplicemente non riesce a decidersi a lasciare il padre e furti nel vicinato &#8211; \u00abil pollaio di Mrs. Weston \u00e8 svuotato in una notte di tutti i suoi tacchini\u00bb e \u00abaltri pollai nei dintorni ebbero danni anch&#8217;essi\u00bb &#8211; rendono necessario che Mr. Knightley fornisca \u00abprotezione\u00bb alla casa (E 483-84). Questa interpretazione rimane in qualche modo non soddisfacente a causa dell&#8217;artificialit\u00e0 del meccanismo narrativo, sebbene qualcosa sia evidentemente necessaria per permettere a Emma di sposarsi e&nbsp;contemporaneamente continuare a assistere il padre senza traumatizzarlo spostandolo dalla sua casa; inoltre il fatto che una spiegazione sia necessaria sottolinea la preoccupazione legata alla violazione delle norme di genere inerente alla situazione. Nell&#8217;infantile bisogno di assistenza e nei banali passatempi di Mr. Woodhouse &#8211; \u00ablibri di incisioni, cassettiere di medaglie, camei, coralli, conchiglie e ogni altra collezione di famiglia presente negli armadi [di Mr. Knightley]\u00bb gli vengono offerti come alternativa dentro casa al picnic (E 362) &#8211; ci pu\u00f2 essere solo ironia, il gentile prendere in giro l&#8217;ipocondriaco che la Austen avrebbe esplorato pi\u00f9 a fondo in&nbsp;<em>Sanditon<\/em>. \u00c8 anche evidente che Emma ha bisogno e pu\u00f2 solo trarre benefici dai consigli di Mr. Knightley: egli \u00e8 dopotutto, pi\u00f9 anziano e pi\u00f9 saggio, e lei \u00abfa errori&#8230; perch\u00e9, come ogni altro essere umano, \u00e8 fallibile. Fa anche pi\u00f9 [errori] di quanto siano necessari, [quando] &#8230; sottovaluta il bisongo di una autocritica obiettiva\u00bb (Butler 266). Alla fin fineil fatto che Emma accetti i consigli di Mr. Knightley e pii lo sposi \u00e8 la enfatica conferma delle norme sociali, anche se il trasferirsi a Hartfield di lui fa in modo di scuoterle un pochino.<\/p>\n<p>Ha l&#8217;esplorazione del genere da parte della Austen in&nbsp;<em>Emma<\/em> un messaggio complessivo per la societ\u00e0? L&#8217;indipendenza di Emma, per esempio, suggerisce qualcosa sulla capacit\u00e0 di tutte le donne, una tacita critica dei limiti del patriarcato; la ragionevole flessibilit\u00e0 di Mr. Knightley suggerisce che non c&#8217;\u00e8 bisogno che il sistema sia assoluto. Qualunque risposta va cercata nel contesto della morale della Austen. Le sue eroine, compresa Emma, trovano il loro \u00abprogresso morale [nel] discernere, e sottomettersi a, le pretese della societ\u00e0 su di loro\u00bb (Butler 1). La tresca di Emma con la disobbedienza sociale pu\u00f2 essere solo temporanea. Emma si sposa e in un qualche momento futuro non ci sar\u00e0 bisogno che Mr. Knightley continui a stare a Hartfield. Mrs. Knightley risieder\u00e0, senza dubbio, con suo marito a Donwell Abbey ed l&#8217;Emma eroina fuori dagli schemi svanir\u00e0 nella banalit\u00e0 della piena accettazione delle convenzioni sociali. La Austen non sta offrendo la stessa quantit\u00e0 di critica morale che si pu\u00f2 trovare in <em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Wind_Done_Gone\">Il vento ha smesso di essere<\/a><\/em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Wind_Done_Gone\"> via<\/a>, la cosiddetta risposta parodistica alla mitologia anteguerra di <em>Via col vento<\/em>; dopo aver letto Alice Randall e le orrende ingiustizie dello schiavismo uno potrebbe temere che il crinale razziale della nazione sia troppo alto per essere mai scalato. Al contrario, la critica del patriarcato da parte della Austen \u00e8 molto pi\u00f9 aperto alla speranza. La conversione di Emma riflette quella di Darcy; la saggezza piena di buon senso di Mr. Knightley \u00e8 anche quella di Elizabeth Bennet e questi lieti fini aiutano a ricordare il buono che c&#8217;\u00e8 in uomini e donne ugualmente. La soluzione della Austen alla eterna guerra dei sessi e l&#8217;unione di cuori e menti nel matrimonio. Se lo scioglimento, l&#8217;unione di Emma e Mr. Knightley, \u00e8 appena un filo imbarazzato o insoddisfacente \u00e8 pur sempre un accordo, uno del tipo pi\u00f9 convenzionale, e i problemi di dove i Knightley debbano inizialmente risiedere saranno presto superati e opportunamente dimenticati. Alla fine le norme sociali ne usciranno rafforzate e, sotto questo punto di vista, <em>Emma<\/em> non \u00e8 differente dagli altri romanzi della Austen.<\/p>\n<p>Austen &#8211; come la maggior parte se non tutti gli autori di pi\u00f9 di un singolo romanzo &#8211; ha imparato e ha reagito al proprio lavoro e a quello di altri nel sviluppare <em>Emma<\/em>. Da un punto di vista artistico il romanzo mette pienamente in mostra gli impressionanti risultati della sua abilit\u00e0, compresa la sua capacit\u00e0 di descrivere le cose con una complessit\u00e0 stratificata che ammette il lettore a diverse livelli di comprensione, riproducendo quel processo di scoperta che \u00e8 la vita. I personaggi interpretano ruoli multipli e mutevoli e comicamente si fraintendono l&#8217;un l&#8217;altro, mettendo in luce l&#8217;abile uso di Austen delle ambiguit\u00e0 nelle identit\u00e0 e nei punti di vista per distinguere sottilmente i generi. Le identit\u00e0 di molti dei personaggi sono ambigue: i \u00abi ruoli sociali e familiari [dei personaggi] &#8230; sono combinati o invertiti: Mr. Knightley \u00e8 per Emma &#8230; fratello, padre e marito; Mr. Woodhouse \u00e8 il padre e il figlio di Emma \u00bb; \u00abla signora Weston \u00e8 anche &#8230; Miss Taylor\u00bb (Berendsen 13); Frank Churchill \u00e8 sia l&#8217;amico che l&#8217;amante ma anche l&#8217;ingannatore di Emma; e cos\u00ec via. Se queste sono le ambiguit\u00e0 dei rapporti di Emma con altri, \u200b\u200bla sua identit\u00e0 rispetto al genere \u00e8 ambigua. Possiede sia i vantaggi di un uomo che i vincoli di una donna; il suo genere stesso muta forma col suo spostarsi, per esempio, dall&#8217;essere una donna che non ha n\u00e9 bisogno n\u00e9 desiderio di sposarsi (atipicamente femminile), all&#8217;essere un&#8217;amante che deve aspettare che l&#8217;uomo si dichiari per primo (stereotipicamente femminile) (E 429- 30).<\/p>\n<p>I punti di vista, qui nel senso delle prospettive dalle quali gli individui vedono o considerano le cose, sono anch&#8217;essi ambigui in quanto i personaggi dicono una cosa e sono fraintesi come se ne intendessero un&#8217;altra, incomprensioni che possono avviluppare anche il lettore e che servono a rivelare la psicologia dei personaggi. Un esempio si trova nella discussione tra Emma e Mr. Elton riguardo alla salute di Harriet: \u00abuna gola cos\u00ec tanto infiammata, con una buona quantit\u00e0 di febbre &#8230; [e] un battito accelerato difficile da sentire\u00bb le impediscono di partecipare ad una cena (E 109). Emma pensa che Mr. Elton intenda dire che \u00e8 preoccupato per Harriet. Lui, invece, \u00e8 preoccupato per Emma, \u200b\u200be le sue parole possono essere interpretate sia nel modo con cui lo fa Emma che con ci\u00f2 che intende Mr. Elton. Il lettore pu\u00f2 vedere solo il punto di vista di Emma &#8211; almeno quando legge il romanzo per la prima volta &#8211; ed \u00e8 quindi escluso dalla realt\u00e0 di ci\u00f2 che l&#8217;altro personaggio vuol dire, rimanendo invischiato nel processo di \u00abinterpretazione e scoperta\u00bb di Emma. Il lettore potrebbe anche notare nell&#8217;episodio la forza di volont\u00e0 di Emma, \u200b\u200bil suo deliberato tentativo di mantenere Mr. Elton focalizzato sull&#8217;obiettivo che lei gli ha posto (cio\u00e8 un fidanzamento con Harriet) e la sua non disponibilit\u00e0 a permettere che Mr. Elton raggiunga un obiettivo dal quale lei intende tagliarlo fuori (cio\u00e8 un fidanzamento con lei) tutte cose che confliggono con le caratteristiche ritenute desiderabili nelle donne: \u00abdocilit\u00e0, debolezza, timidezza e tenero affidamento all&#8217;uomo\u00bb (Fordyce 2:74). Attraverso le ambiguit\u00e0, Austen rappresenta contemporaneamente le cose come sono capite e le cose come sono intese, portando allo scoperto nel frattempo la psicologia sia dei suoi personaggi che dei lettori.<\/p>\n<p>L&#8217;abile esplorazione del genere da parte della Austen e il suo uso brillante delle ambiguit\u00e0 in <em>Emma<\/em> ci danno la possibilit\u00e0 di chiederci dove abbia trovato la sua ispirazione. Quattro autori hanno la funzione di possibili fonti: Samuel Richardson, il cui <em>Grandison<\/em>&nbsp;esplorava le conseguenze sociali del genere; Henry Fielding, il cui parodistico <em>Joseph Andrews<\/em>&nbsp;invertiva il genere dei personaggi di <em>Pamela<\/em> di Richardson; William Shakespeare, i cui personaggi travestiti fornivano intuizioni sul genere come capacit\u00e0 di prestazione; e il reverendo James Fordyce, i cui sermoni sul comportamento opportuno informavano di s\u00e9 le norme di genere del tempo della Austen. Le influenze di Richardson, Fielding, Shakespeare e Fordyce non compaiono in <em>Emma<\/em> attraverso come semplice \u00abimitazione o ripetizione\u00bb; la Austen fornisce invece ai lettori \u00abuna nuova opera d&#8217;arte di natura indipendente che si pu\u00f2 confrontare alla pari, che forse fa sorgere nei lettori una sensazione di simiglianza o affinit\u00e0 di fondo, ma che raramente assomiglia all&#8217;originale in modo evidente\u00bb (Wiltshire 70). Le quattro fonti di ispirazione potrebbero anche avere suggerito la forma di alcune delle caratteristiche pi\u00f9 insolite di Emma, \u200b\u200bpermettendo alla Austen di esplorare le dimensioni del genere attraverso la personalit\u00e0 e le azioni della sua eroina fuori del comune.<\/p>\n<p>Richardson, la cui opera piaceva enormemente alla Austen, pu\u00f2 senz&#8217;altro aver svolto la funzione di ispirare la Austen a esaminare le conseguenze sociali del genere. La Austen aveva gi\u00e0 risposto al romanzo conclusivo di Richardson, <em>La storia di Sir Charles Grandison<\/em> (pubblicato nel 1753-1754), con \u00abun&#8217;abile miscela di ammirazione e presa in giro\u00bb adattandolo nella forma di testo teatrale \u00abper l&#8217;uso domestico\u00bb fra i primi anni del 1790 e il 1800 (Southam 136-40). Essa fa anche riferimento a&nbsp;<em>Grandison<\/em>&nbsp;per due volte in lettere a sua sorella Cassandra meno di due anni prima della pubblicazione di Emma (15 settembre, 11 ottobre 1813). Sebbene i precedenti romanzi di Richardson avessero presentato protagoniste femminili, <em>Grandison<\/em> \u00abmetteva in scena un cambiamento cruciale di soggetto e prospettiva\u00bb essendo \u00abincentrato su un &#8220;brav&#8217;uomo&#8221; piuttosto che una donna onesta\u00bb (Batchelor 1). Sebbene <em>Grandison<\/em> sia ugualmente \u00abincentrato sui temi che riguardano il matrimonio e i doveri familiari e sociali, le difficolt\u00e0 che derivano da questi vincoli assumono una forma notevolmente differente quando affrontate da un &#8220;uomo d&#8217;onore&#8221; piuttosto che da una donna virtuosa\u00bb (Batchelor 1). Oltre a questo, la Austen ha forse trovato qualcosa della natura di Emma in quella di Sir Charles. Come Sir Charles, Emma \u00abassolve continuamente e davvero acriticamente il [proprio] comportamento\u00bb (Barker 503); anche lei ha buone intenzioni, ma condivide un briciolo del \u00ablato sinistro\u00bb di lui, il suo \u00abtalento di manipolare psicologicamente le persone intorno a lui\u00bb (Yates 546).<\/p>\n<p>Fielding, il critico di Richardson, avrebbe potuto spinto la Austen a invertire il genere di <em>Orgoglio e pregiudizio<\/em> per comporre la trama centrale di <em>Emma<\/em>. Il primo fra i molti autori che hanno reagito in forma stampata al primo romanzo di Richardson, <em>Pamela, o la virt\u00f9 premiata<\/em> (pubblicato nel 1740), Fielding ne fece una parodia capovolgendo il genere dei suoi personaggi in <em>Joseph Andrews<\/em>&nbsp;(pubblicato nel 1742). La Pamela Andrews di Richardson \u00e8 una cameriera virtuosa concupita dal suo predatorio padrone, Mr. B., e il romanzo indirizza il lettore verso l&#8217;accordo inconscio con \u00able forze del patriarcato\u00bb (Moffat 47), almeno fino al punto nel quale Pamela sposa il suo corteggiatore, dopo di che la storia perde la sua forza sia in senso letterale che figurativo. Nella parodia di Fielding Joseph Andrews \u00e8 un cameriere che protegge la sua castit\u00e0 dalle pretese su di essa di Lady Booby. L&#8217;inversione del genere in <em>Joseph Andrews<\/em> rende la storia assurda in un modo che nella pruriginosa fuga di Pamela da seduzione, ricatto, \u00abprigionia, ratto e tentato stupro\u00bb non emerge (Kreissman 15). Il capovolgimento dei paradigmi sociali e di genere costringe il lettore a \u00abfermarsi e esaminare l&#8217;intero tema della relazione tra i sessi\u00bb in termini di norme, relazioni di potere e ci\u00f2 che ci si aspetta come risultato delle interazioni (Kreissman 20).<\/p>\n<p>In Shakespeare, con il quale, come fece notare la Austen attraverso il suo personaggio Edmund Bertram, \u00abognuno ha familiarit\u00e0 &#8230; fin dai suoi primi anni&#8221; (MP 338), la Austen avrebbe tratto l&#8217;intuizione del genere come capacit\u00e0 di prestazione: il comportamento intrapreso per raccogliere approvazione sociale piuttosto che come indicazione di una realt\u00e0 interiori. Nel 1814, l&#8217;anno in cui fu pubblicato <em>Mansfield Park<\/em> (<em>Emma<\/em> sarebbe seguito l&#8217;anno successivo), la Austen non avrebbe avuto bisogno di andare lontano per trovare in Shakesperare l&#8217;ispirazione per rivoltare <em>Orgoglio e pregiudizio<\/em> lungo lasse del genere per vedere che risultato ne sarebbe emerso. La Austen cita Shakespeare almeno una volta per nome in quattro dei suoi sei romanzi. Tuttavia, <em>Mansfield Park<\/em> fa riferimento al Bardo sei volte e pone la l&#8217;atto di recitare e il comportamento pi\u00f9 adeguato di uomini e donne riguardo ad esso meccanismi centrali della trama. Un ulteriore legame interessante con il travestitismo scespiriano si trova nelle lettere della Austen a Cassandra: nel 1811 la Austen fa riferimento a Portia, la bella, intelligente e ricca eroina che si traveste come un giovane uomo ne <em>Il<\/em>&nbsp;<em>mercante di Venezia<\/em> (6 giugno) e nel 1814 cita la commedia stessa due volte (2 marzo, 5 marzo).<\/p>\n<p>Collegamenti fra <em>Emma<\/em> e altre opere di Shakespeare sono certamente possibili: Rand suggerisce <em>La dodicesima notte<\/em>&nbsp;e <em>Sogno di una notte di mezza estate<\/em>; in maniera interessante, confronta Emma con personaggi maschili di quelle particolari commedie (167-70). Wiltshire annota somiglianze con <em>Le allegre comari di Windsor<\/em> e <em>Sogno di una notte di mezza estate<\/em>, sottolineando per quest&#8217;ultimo il breve impossessarsi da parte di di Emma di un ruolo editoriale tipicamente maschile (59-65). Che <em>Il mercante di Venezia<\/em> sia stato una fonte di idee per <em>Emma<\/em> \u00e8 suggerito in primo luogo dalla notevole catena di infatuazioni sentimentali &#8211; un meccanismo che si trova in molte delle commedie di Shakespeare basate sul travestitismo &#8211; e la catena di Emma \u00e8 molto lunga: Harriet \u00e8 (scioccamente) innamorata di Mr. Elton, che (superbamente) aspira ad Emma, \u200b\u200bche (brevemente) si interesssa a Frank Churchill, che \u00e8 (segretamente) fidanzato con Jane Fairfax, che \u00e8 (erroneamente) sospettata di una relazione con Mr. Dixon, che \u00e8 (si presume fedelmente) sposato con la ex Miss Campbell. Comune sia a <em>Emma<\/em>&nbsp;che a&nbsp;<em>Il mercante di Venezia<\/em> sono il matrimonio (un familiare tema austeniano) e un enigma ad esso&nbsp;collegato (lo scrigno di Portia e la poesiola di Mr. Elton). In entrambe le opere compare un testamento paterno: quello del padre di Portia e la riluttanza \u00aba acconsentire\u00bb al matrimonio di Emma da parte di Mr. Woodhouse (E 483). Emma riecheggia il disprezzo di Portia per i suoi corteggiatori con il suo altezzoso rifiuto del suo, oltre che di quello di Harriet. Quando Portia si traveste da uomo, ottiene una \u00ablibert\u00e0 d&#8217;azione\u00bb inusuale per una donna (Maus 1087), una caratteristica di Emma, \u200b\u200bche esercita la sua libert\u00e0 pur rimanendo modestamente vestita del suo abito in stile Reggenza. Infine, entrambe le opere mescolano commedia ironica con fatti che ne derivano seri e talvolta dolorosi; i due testi hanno una debole ma riconoscibile armonia nonostante la \u00abbizzarra disconnessione\u00bb di \u00abstile, forma e contenuto\u00bb (Wiltshire 61-62).<\/p>\n<p>Il travestitismo, lo scambio di abbigliamento e ruoli tipici del genere, serve notoriamente come porta d&#8217;ingresso alle questioni di genere col suscitare \u00abdomande centrali &#8230; che hanno a che fare con le differenze fra uomini e donne\u00bb, differenze che rimangono \u00absfuggenti\u00bb dopo che il vestiario, il comportamento e&nbsp;le prerogative sono stati scambiati (Rankin 121-24). L&#8217;esperimento di Portia con il genere \u00e8 esplicito; essa indossa l&#8217;abito e il personaggio di un avvocato maschio (un termine che ha continuato a essere ridondante ben oltre il tempo della Austen) per vincere la controversia legale fra Shylock e Antonio. Sebbene Emma non si travesta allo stesso modo, essa assume effettivamente delle prerogative maschili, come nel suo breve rifiuto di sposarsi. Per quanto personalmente appropriato questo atteggiamento possa sembrare a Emma al momento, \u00e8 atipico per una donna del periodo della Reggenza e rischia di creare un turbamento sociale. D&#8217;altra parte, una volta che Emma decide di voler sposare Mr. Knightley, il suo aspettare passivamente che lui si dichiari in modo stereotipicamente femminile \u00e8 un atteggiamento che non suscita obiezioni ma che potrebbe costarle caro se lui non si pronunciasse. Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 significativo \u00e8 che la Austen offra al lettore una riflessione pi\u00f9 profonda sulle implicazioni del genere rispetto forse a quella che Shakespeare ottiene, mostrando la sua \u00abindipendenza psicologica (e, per cos\u00ec dire, autoriale)\u00bb dal Bardo (Wiltshire 71).<\/p>\n<p>La comicit\u00e0 di <em>Grandison<\/em>, <em>Joseph Andrews<\/em> e <em>Il mercante di Venezia<\/em> dipende dalla consapevolezza da parte del pubblico della mancata corrispondenza tra l&#8217;aspetto esteriore\/sociale del personaggio travestito e la realt\u00e0 interiore\/individuale del suo vero genere, una consapevolezza che fornisce un ironico doppio significato ai dialoghi e alle situazioni. Il pubblico sa che Portia \u00e8 in realt\u00e0 una donna che si prende gioco delle norme di genere per mostrare la sua astuzia; la risultante comicit\u00e0 ironico \u00e8 ci\u00f2 che porta a classificare l&#8217;opera come una commedia. L&#8217;umorismo in <em>Emma<\/em> \u00e8 collocato in posizione simile &#8211; la mancata corrispondenza tra le apparenze esterne\/sociali e la loro realt\u00e0 interna\/individuale, o la realt\u00e0 come filtrata attraverso l&#8217;interpretazione degli eventi da parte di Emma &#8211; ma la Austen esclude Emma dalla discrepanza mentre vi ammette i lettori e le aspettative socioali e di genere che essi portano con loro. Emma, \u200b\u200bper esempio, senza dubbio un giorno si sposer\u00e0, nonostante garantisca di no, e i lettori riconoscono la sua pretesa per quello che \u00e8, una divertente auto-illusione riguardo ai suoi interessi personali e alle realt\u00e0 sociali che la conducono. Per raggiungere questa comicit\u00e0 la Austen si affida alle aspettative sociali dei lettori riguardo al genere per creare il contrasto metadrammatico.<\/p>\n<p>Le dicotomie esterno \/interno, osservabili soprattutto a posteriori da Emma come dal lettore, facilitano le esplorazioni della Austen sull&#8217;identit\u00e0 di genere, le cui norme erano esemplificate dagli scritti del reverendo Fordyce. Egli compare in <em>Orgoglio e pregiudizio<\/em>: i suoi <em>Sermoni per le giovani<\/em>, dai quali Mr. Collins legge ad alta voce, sono maleducatamente interrotti da Lydia Bennet (OP 68), e il suo stile pedante \u00e8 satireggiato in modo devastante nel discorso di Mr. Collins. Nel primo dei <em>Sermoni<\/em>, che complessivamente occupano due volumi, Fordyce si dilunga sui pericoli del travestitismo e, peggio, su qualunque confusione di comportamento tra i sessi:<\/p>\n<blockquote><p>Confesso di rimanere sbalordito ogni volta che vedo i sessi mischiati fra loro. Un tale, effeminato, che, privo di ogni sentimento virile, copia con invertita ambizione dal vostro sesso, \u00e8 un oggetto di disprezzo e allontanamento allo stesso tempo. D&#8217;altra parte una giovane donna di qualsiasi rango, che si spoglia di tutta l&#8217;amabile tenerezza della sua natura, ed emula l&#8217;audace intrepido carattere di un uomo &#8211; quanto \u00e8 terribile! La trasformazione da una parte o dall&#8217;altra deve sempre essere mostruosa&#8230; Ma a che serve che&nbsp; l&#8217;abito sia tenuto sempre cos\u00ec distinguibile, se il comportamento non lo \u00e8; in quelle questioni, intendo dire, dove il comportamento peculiare di ogni sesso sembra richiedere una differenza? L\u00e0 una metamorfosi nell&#8217;uno o nell&#8217;altro offender\u00e0 sempre un occhio che non \u00e8 grandemente sviato. Lo far\u00e0 particolarmente nel sesso [femminile] (1: 86-87).<\/p><\/blockquote>\n<p>I I&nbsp;<em>Sermoni per le giovani<\/em> e il suo volume corrispondente, <em>Indirizzi ai giovani<\/em>, forniscono consigli severamente formulati su come gli uomini e le donne dovrebbero e non dovrebbero comportarsi. Ironicamente, Emma \u00e8 pi\u00f9 infelice ogni qual volta segue i consigli di Fordyce su ci\u00f2 che dovrebbero fare le giovani signore che si comportano correttamente, e mette se stessa e altri nei guai ogni qual volta che non si conforma agli stessi consigli. Se \u00abi calmi e razionali piaceri della casa sono preferibili ai divertimenti rumorosi e disorientanti che si trovano solitamente all&#8217;esterno\u00bb (Fordyce 1:73), si deve ammettere che negli stretti confini di Hartfield e Highbury Emma \u00e8 profondamente annoiata. Emma, \u200b\u200b\u00abnon debole di carattere\u00bb, ha \u00abintelletto, energia e spirito\u00bb (E 18); la noia e \u00abl&#8217;ozio possono persuadere una [persona] con potenziale&#8230; a scivolare in uno schema di atti e motivi egoistici\u00bb, e sotto questo punto di vista, Emma non assomiglia a Darcy ma a una delle figure maschili di fannulloni della Austen (Hall 189). Se una \u00abdolce timidezza [\u00e8] data [alle giovani] per custodire la loro innocenza, con l&#8217;indurle a ritrarsi da qualunque cosa possa minacciare di violarla\u00bb (Fordyce 1:76), Emma sta difficilmente mostrando alti sentimenti quando sospetta o favorisce una tresca sessuale tra Mr. Dixon e Jane Fairfax (E 217-19). Infine, se \u00abgli uomini di buon senso [sono]&#8230; contrari all&#8217;idea di sposare una donna di spirito\u00bb (Fordyce 1:162), questo spiega qualcosa del dispiacere mostrato da Mr. Knightley per lo spiritosaggine mostrata a Box Hill da Emma a spese della povera Miss Bates (E 370). In altre parole, quando Emma compiace gli altri, lei fa piacere a se stessa e nel compiacere se stessa, spiace agli altri. La Austen formula cos\u00ec in maniera critica la quasi impossibilit\u00e0 di conciliare gli aspetti individuali e sociali delle norme di genere.<\/p>\n<p>In the memories of her nieces, there is a tantalizing glimpse of Austen at work on Mansfield Park, which perhaps provided a Shakespearean spark of gender, and Emma, her exploration of socio-gender issues. Austen would &#8220;sit quietly working F-sewing] beside the fire in the library, saying nothing for a good while, and then &#8230; suddenly burst out laughing, jump up and run across the room to a table where pens and paper were lying, write something down, and then come back to the fire and go on quietly working as before&#8221; (Le Faye 206). While we can never know for sure what aspect of her writing she found so amusing, nor the reason she said of Emma that &#8220;no one but myself will much like [her]&#8221; (Le Faye 209), we can consider Austen&#8217;s deeply ironic analysis of gender in Emma. The heroine may be &#8220;independent, psychologically accessible, and &#8230; seem[ingly] modern,&#8221; but she is &#8220;anomalous&#8221; for her time and gender (Moffat 46-49). She may indeed be a &#8220;masculine woman,&#8221; the &#8220;creature&#8221; Reverend Fordyce called &#8220;naturally &#8230; unamiable&#8221; (1:86). When we always and only compare Emma to other Austenian heroines&#8211;Elizabeth Bennet, Fanny Price, Anne Elliot, and the rest&#8211;something essential to our understanding of her is lost. In expanding our comparison to include Darcy, a fuller brilliance in Austen&#8217;s multifaceted writing begins to shine forth.<\/p>\n<p>Nei ricordi delle sue nipoti c&#8217;\u00e8 un breve passaggio che fornisce uno sguardo&nbsp; breve ma molto accattivante della Austen al lavoro su <em>Mansfield Park<\/em>, che forse ha fornito una scintilla scespiriana sui temi del genere, e su <em>Emma<\/em>, \u200b\u200bla sua esplorazione delle problematiche sociali di genere. La Austen soleva \u00abstare seduta quietamente [a cucire] accanto al fuoco nella biblioteca, senza dire nulla per molto tempo, e poi&#8230; improvvisamente scoppiare a ridere, balzare in piedi e correre attraverso la stanza fino a una tavola dove erano poggiate penne e carta, annotare qualcosa, e poi tornare di nuovo presso il fuoco e continuare a lavorare tranquillamente come prima\u00bb (Le Faye 206). Mentre non potremo mai sapere con sicurezza quale dimensione del suo lavoro trovasse cos\u00ec divertente, n\u00e9 la ragione per cui disse di Emma che \u00aba nessuno tranne a me piacer\u00e0 molto\u00bb (Le Faye 209), possiamo considerare l&#8217;analisi profondamente ironica sul genere della Austen in <em>Emma<\/em>. L&#8217;eroina pu\u00f2 essere \u00abindipendente, psicologicamente accessibile e&#8230; apparentemente moderna\u00bb, ma \u00e8 \u00abanomala\u00bb per il suo tempo e il suo genere (Moffat 46-49). Potrebbe davvero essere una \u00abdonna mascolina\u00bb, la \u00abcreatura\u00bb che il reverendo Fordyce definiva \u00abper natura&#8230; sgradevole\u00bb (1:86). Se noi paragoniamo Emma sempre e solo ad altre eroine austeniane &#8211; Elizabeth Bennet, Fanny Price, Anne Elliot e le altre &#8211; qualcosa di essenziale per la nostra comprensione di lei \u00e8 perduto. Espandendo il nostro paragone per includere Darcy, un pi\u00f9 pieno splendore della scrittura sfaccettata della Austen comincia a brillare.<\/p>\n<h4>Opere citate<\/h4>\n<p>Austen, Jane<\/p>\n<ul>\n<li><em>Jane Austen&#8217;s Letters<\/em>. Ed. Deirdre Le Faye. 3rd ed. Oxford: OUP, 1997.<\/li>\n<li><em>The Novels of Jane Austen<\/em>. Ed. R. W. Chapman. 3rd ed. London: Oxford UP, 1932-34.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Barker, Gerald A. <em>The Complacent Paragon: Exemplary Characterization in Richardson<\/em>.&nbsp;Studies m English Literature 9 (1969): 503-19.<\/p>\n<p>Batchelor, Jennie. <em>Sir Charles Grandison<\/em>. Literary Encylopedia. 21 Mar. 2002. 31 Dec. 2008 <a href=\"http:\/\/www.litencyc.com\/php\/sworks.php?rec=true&amp;UID=2057\">http:\/\/www.litencyc.com\/php\/sworks.php?rec=true&amp;UID=2057<\/a>.<\/p>\n<p>Berendsen, Marjet. <em>Reading Character in Jane Austen&#8217;s Emma<\/em>. Assen: Van Gorcum, 1991.<\/p>\n<p>Butler, Marilyn. <em>Jane Austen and the War of Ideas<\/em>. Oxford: Clarendon, 1975.<\/p>\n<p>Dusinberre, Juliet. <em>Shakespeare and the Nature of Women<\/em>. 2nd ed. New York: St. Martin&#8217;s, 1996.<\/p>\n<p>Emmett, Victor J. <em>Jane Austen&#8217;s Plots<\/em>. Midwest Quarterly 11 (1970): 393-409.<\/p>\n<p>Fordyce, James. <em>Sermons to Young Women<\/em>. 2 vols. London, 1775 1778. Eighteenth Century Collections Online. Gale. 17 Sept. 2008.<\/p>\n<p>Hall, Lynda A. <em>Jane Austen&#8217;s Attractive Rogues: Willoughby, Wickham, and Frank Churchill<\/em>. Persuasions 18 (1996): 186-90.<\/p>\n<p>Gilbert, William S. <em>The Mikado<\/em>. The First Night Gilbert and Sullivan. New York: Heritage, 1958. 245-68.<\/p>\n<p>Gregory, John. <em>A Father&#8217;s Legacy to His Daughters<\/em>. London, 1774. 132 pp. U. of Saskatchewan. 17 Sept. 2008. <a href=\"http:\/\/www.usask.ca\/english\/barbauld\/related_texts\/gregory.html\">http:\/\/www.usask.ca\/english\/barbauld\/related_texts\/gregory.html<\/a><\/p>\n<p>Kreissman, Bernard. <em>Pamela-Shamela: A Study of the Criticisms, Burlesques, Parodies, and Adaptations of Richardson&#8217;s &#8220;Pamela<\/em>. Lincoln: U Nebraska P, 1960.<\/p>\n<p>Le Faye, Deirdre. <em>Jane Austen: A Family Record<\/em>. 2nd ed. Cambridge: CUP, 2004.<\/p>\n<p>Maus, Katharine E. <em>Preface to The Merchant of Venice<\/em>. The Norton Shakespeare. Ed. Stephen Greenblatt. New York: Norton, 1997. 1081-88.<\/p>\n<p>Moffat, Wendy. <em>Identifying with Emma: Some Problems for the Feminist Reader<\/em>. College English 53 (1991): 45-58.<\/p>\n<p>Rand, Thomas. <em>Emma and Twelfth Night<\/em>. Persuasions 30 (2009): 167-72.<\/p>\n<p>Rankin, Phyllis. <em>Shakespeare&#8217;s Crossdressing Comedies<\/em>. A Companion to Shakespeare&#8217;s Works, Volume III: The Comedies. Ed.&nbsp;Richard Dutton and Jean E. Howard. Malden: Blackwell, 2003. 114-36.<\/p>\n<p>Southam, Brian C.<em> Jane Austen&#8217;s Literary Manuscripts: A Study of the Novelist&#8217;s Development through the Surviving Papers<\/em>. New ed. London: Athlone, 2001.<\/p>\n<p>Williams, Bettye J. <em>Glimpsing Parody, Language, and Post-Reconstruction Themes in Alice Randall&#8217;s &#8220;The Wind Done Gone&#8221;<\/em>. College Language Association 47 (2004): 310-25.<\/p>\n<p>Wiltshire, John. <em>Recreating Jane Austen<\/em>. Cambridge: Cambridge UP, 2001.<\/p>\n<p>Yates, Mary V. <em>The Christian Rake in Sir Charles Grandison<\/em>. Studies in English Literature 24 (1984): 545-61.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, parlando di Miss Phryne Fisher, ho citato un approccio critico alla coppia di romanzi di Jane Austen<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14934,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,12,67],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Diagramma-Emma-Orgoglio.jpg?fit=962%2C722&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3M6","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":14496,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14496","url_meta":{"origin":14514,"position":0},"title":"Specchi riflessi da Jane Austen all&#8217;Australia","author":"Rufus","date":"09\/01\/2018","format":"video","excerpt":"Une delle scoperte di questo primo mese di sperimentazioni su Netflix sono i telefilm polizieschi Miss Fisher's Murder Mysteries, serie australiana basata (con notevoli ibert\u00e0, credo) sui romanzi con protagonista Phryne Fisher della scrittrice Kerry Greenwood. 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