{"id":13632,"date":"2017-05-04T18:09:16","date_gmt":"2017-05-04T16:09:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13632"},"modified":"2023-05-10T11:43:37","modified_gmt":"2023-05-10T09:43:37","slug":"letteralmente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13632","title":{"rendered":"Letteralmente"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche parte su\u00a0<em>Facebook<\/em> ho visto citare un <a href=\"http:\/\/blog.oxforddictionaries.com\/2013\/08\/literally\/\">articolo<\/a>, tratto dal\u00a0<a href=\"http:\/\/blog.oxforddictionaries.com\"><em>blog\u00a0<\/em>dei curatori dei dizionari pubblicati &#8211; anche <em>on line<\/em> &#8211; dalla casa editrice dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford<\/a>. \u00c8 un articolo dall&#8217;umorismo impagabilmente\u00a0<em>british<\/em>, e in sottofondo fa intravedere una serie di tematiche\u00a0sull&#8217;<em>uso\u00a0<\/em>della lingua &#8211; su cosa sia la lingua &#8211;\u00a0piuttosto interessanti.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo, se lo leggete, si spiega da solo, quindi non mi dilungo. Segnalo solo che il modo <em>descrittivo<\/em> e affabile con il quale si affronta il dibattito linguistico mi ha colpito e mi sembra molto\u00a0diverso &#8211; e direi migliore &#8211; del tipo di interventi di istituzioni consimili italiane come l&#8217;Accademia della Crusca che mi capita di leggere in giro. L&#8217;articolo \u00e8 del 2013 ma ho visto che il dibattito su <em>literally<\/em><em>, <\/em>&#8220;letteralmente&#8221;, \u00e8 ancora piuttosto acceso, un po&#8217; come quando in italiano si critica il <em>piuttosto che<\/em>\u00a0usato in senso disgiuntivo.<\/p>\n<h2>Pu\u00f2 &#8220;letteralmente&#8221; voler dire &#8220;figurativamente&#8221;?<\/h2>\n<p><em><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg\"><img data-attachment-id=\"13647\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13647\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?fit=1222%2C330&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1222,330\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Literally\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?fit=300%2C81&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?fit=510%2C138&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13647\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?resize=800%2C216\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?w=1222&amp;ssl=1 1222w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?resize=150%2C41&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?resize=300%2C81&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?resize=510%2C138&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?resize=700%2C189&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Fermate le rotative!<\/em>, letteralmente. Oppure no. Questa settimana c&#8217;\u00e8 stato un\u00a0dibattito molto forte riguardo alla scoperta che l&#8217;<em>Oxford English Dictionary<\/em> (OED) ha riportato un significato della parola <em>letteralmente <\/em>che sembra causare particolare irritazione. Parlo dell&#8217;uso della parola in una frase come: \u00abSono letteralmente morto dal ridere e sono dovuto uscire dalla stanza prima di rovinare la riunione\u00bb. Naturalmente, se chi parla fosse davvero morto, allora la riunione sarebbe stata gi\u00e0 rovinata, se non altro per la visione di un cadavere che si precipitava fuori della stanza. Scherzo, ma questo \u00e8 precisamente il tipo di utilizzo controverso che fa indispettire le persone, e quando si scopre che \u00e8 incluso nei Dizionari di Oxford, possono reagire come se il mondo stesse letteralmente per finire. Quel che potrebbe\u00a0sorprendere \u00e8 che questo utilizzo della parola \u00e8 molto pi\u00f9 remoto di quanto si pensi. Sebbene sia vero che \u00e8\u00a0diventato via via pi\u00f9 comune nell&#8217;uso moderno, \u00e8 stato incluso per la prima volta nell&#8217;OED nel 1903. Quando la voce \u00e8 stata aggiornata e pubblicata sul sito nel settembre 2011, abbiamo scoperto casi anche precedenti di questo utilizzo &#8211; il nostro esempio pi\u00f9 antico \u00e8 attualmente del 1769.<\/p>\n<p>Questo utilizzo pi\u00f9 recente e controverso (descrivere qualcosa in modo non letterale, come una forma di esagerazione) \u00e8 divenuto pi\u00f9 frequente nel tempo ed \u00e8 ora talvolta usato in maniera deliberata in contesti non letterali. Ma <em>letteralmente<\/em> \u00e8 sempre stato utilizzato per aggiungere peso o enfasi. Se voi scrivete: \u00abil libro \u00e8 letteralmente di 500 pagine\u00bb a frase pu\u00f2 essere precisa, ma la sua precisione non dipende dalla presenza della parola\u00a0<em>letteralmente<\/em>; addirittura l&#8217;enfasi che essa aggiunge pu\u00f2 introdurre un dubbio circa la sua precisione.<\/p>\n<h3>Logico? No davvero<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 questo sembra costituire cos\u00ec tanto un problema? Ha a che fare con la logica?\u00a0\u00abSono letteralmente morto dal ridere e sono dovuto uscire dalla stanza prima di rovinare la riunione\u00bb non pu\u00f2 in alcun modo essere vero da un punto di vista logico, e per alcuni la lingua dovrebbe essere logica. Prendete le\u00a0doppie negazioni. Frasi come: \u00abNon ho fatto nulla\u00bb spesso si scontrano con l&#8217;obiezione: \u00abBene, se <em>non<\/em> hai fatto <em>nulla<\/em>, allora hai fatto <em>qualcosa<\/em>\u00bb. Ma mentre in matematica moltiplicare due numeri negativi senza dubbio d\u00e0 come risultato un numero positivo, la lingua funziona in modi pi\u00f9 misteriosi. Se prendete in mano una copia dei\u00a0<em>Racconti di Canterbury<\/em> di Chaucer vi troverete numerosi esempi di doppie, triple, e anche quadruple negazioni. Nell&#8217;Inglese\u00a0Medio l&#8217;uso di pi\u00f9 di una negazione serviva a intensificare la forza della negazione espressa. Nel prologo dei <em>Racconti di Canterbury<\/em>,\u00a0Chaucer descrisse il vero gentile e cortese Cavaliere: \u00abNon mai nella sua vita non aveva\u00a0detto a\u00a0nessuno nessuna parola non gentile\u00bb [ho fatto del mio meglio, NdRufus]. Se qualcuno di questi tempi dice: \u00abNon ho fatto niente\u00bb, sta normalmente sottolineando che niente\u00a0\u00e8\u00a0successo\u00a0o niente si \u00e8 verificato. Attualmente questo uso non \u00e8 uno che ci si aspetterebbe di trovare in contesti formali, soprattutto in testi scritti, ma \u00e8 del tutto comune nel dialetto e raramente (o mai) causa vere incomprensioni, mentre pu\u00f2 spesso aggiungere una lieve\u00a0sfumatura di significato. Le doppie negazioni possono anche costituire un modo pi\u00f9 variegato\u00a0di esprimere un&#8217;affermazione, ma il significato dipende dal contesto o dal modo di pronunciare la frase. \u00abNon ho fatto <em>niente<\/em>\u00bb pu\u00f2 voler dire: \u00abHo fatto il minimo necessario\u00bb, e:\u00a0\u00ab<em>Non<\/em> ho fatto niente\u00bb pu\u00f2 voler dire: \u00abHo fatto assai\u00bb.<\/p>\n<h3>Confusi? Non dovreste<\/h3>\n<p>It is also unlikely that someone would genuinely be confused by the sentence \u201cRooney was literally on fire\u201d. How about \u201cI was literally coughing my guts up\u201d? Perhaps part of the problem lies with what literally is qualifying in these examples, i.e. phrases that themselves are figurative, or dare I say it, not meant to be taken literally (in one of its senses). So, by adding literally to such expressions, you are reversing the figurative nature of them. Consider the sentence \u201cHe has literally put blood, sweat, and tears into earning a living for his family, but it goes with the turf\u201d. If you removed literally from this sentence, how does the meaning change? It doesn\u2019t in essence. The exaggeration is lost, certainly, but \u201cput blood, sweat, and tears\u201d is still figurative. What if you put \u201ctruly\u201d or \u201creally\u201d? Would that cause as much consternation? It still wouldn\u2019t make the sentence literal, but I suspect it wouldn\u2019t cause quite so much opprobrium.<\/p>\n<p>\u00c8 anche improbabile che qualcuno possa davvero essere perplesso dalla frase: \u00abValentino Rossi ha letteralmente messo le ali\u00bb. E che dire di: \u00abSta letteralmente per sputare i polmoni per la tosse?\u00bb. FOrse parte del problema risiede nel fatto che <em>letteralmente<\/em> \u00e8 qualificativo in questi esempi, cio\u00e8 in frasi che in se stesse sono figurative, cio\u00e8 non concepite per essere prese letteralmente (in uno dei suoi sensi). In questo modo, aggiungendo\u00a0<em>letteralmente<\/em> a una frase simile si capovolge la sa natura figurativa. Prendete ad esempio la frase: \u00abHa letteralmente versato sangue, sudore e lacrime nel procurare il pane per la sua famiglia, ma questo \u00e8 da aspettarsi\u00bb. Se si togliesse\u00a0<em>letteralmente<\/em> dalla frase, come cambierebbe il significato? La sua essenza non cambia. Si perde l&#8217;enfasi, certamente, ma\u00a0<em>versare sangue, sudore e<\/em> lacrime \u00e8 ancora figurativo. Cosa cambierebbe se metteste\u00a0<em>davvero\u00a0<\/em>o\u00a0<em>veramente<\/em>? Questo causerebbe tanti problemi? Anche questo non trasformerebbe la frase in senso letterale, ma sospetto che non causerebbe tanta agitazione.<\/p>\n<h3>Qualcuna perversa viene verso di noi? Graziosa<\/h3>\n<p>Ovviamente l&#8217;uso di\u00a0<em>letteralmente<\/em> in questi esempi \u00e8 considerato un capovolgimento del significato originale, e questo potrebbe essere il punto centrale del problema. Tuttavia il fatto che una parola abbia nello stesso momento storico significati opposti o anche multipli (e alcuni per i quali potrebbe essere onestamente essere necessario il contesto per\u00a0dare un senso alle cose). <em>Wicked<\/em> pu\u00f2 voler dire &#8220;malvagio&#8221; ma pu\u00f2 anche voler dire &#8220;impressionante&#8221; (almeno a partire dal 1920);\u00a0<em>sick<\/em> pu\u00f2 voler dire &#8220;profondamente sgradevole&#8221; ma pu\u00f2 anche voler dire &#8220;eccellente&#8221;;\u00a0<em>nonplussed<\/em> vuol dire &#8220;sorpreso, confuso&#8221;, e in anni recenti ha sviluppato il significato di &#8220;imperturbato&#8221;. Occorre ammettere che questi significati non sono quelli che si utilizzerebbero in contesti formali (nei nostri dizionari <em>on line<\/em> sono tutti evidenziati come informali). E che dire della parola\u00a0<em>nice<\/em>? Il senso pi\u00f9 antico di\u00a0<em>nice<\/em>\u00a0come riportato dall&#8217;OED \u00e8\u00a0&#8220;sciocco&#8221; o &#8220;ignorante&#8221;. Contemporaneamente voleva dire &#8220;di facili costumi&#8221; e anche &#8220;raffinato&#8221;. Cos\u00ec l&#8217;aggettivo applicato al termine <em>ragazza<\/em>\u00a0preso fuori contesto potrebbe causare qualche confusione. Quando Shakespeare in <em>Pene d&#8217;amor perdute<\/em> scrive di\u00a0<em>nice wenches<\/em>, egli intendeva &#8220;fantesche di facili costumi&#8221;, ma entrambi gli altri sensi erano disponibili (insieme ad altri).<\/p>\n<p>Le parole possono avere pi\u00f9 di un significato, qualche volta allo stesso tempo. Questa non \u00e8 un&#8217;idea nuova. Forse il problema con una parola come\u00a0<em>letteralmente<\/em> \u00e8 che la consideriamo in uno spazio vuoto, come la parola esiste ora. Con\u00a0<em>nice<\/em>, noi non abbiamo difficolt\u00e0 col fatto che ha significati opposti perch\u00e9 un significato primario si \u00e8 affermato e molti degli altri sono da tmepo obsoleti (dei 42 significati dell&#8217;aggettivo\u00a0<em>nice<\/em> inclusi nell&#8217;OED, 22 sono ora obsoleti). Non li incontriamo spesso. Ma questo non \u00e8 sempre stato il caso.<\/p>\n<p>Qualunque sia la ragione, \u00e8 chiaro che le persone hanno opinioni molto sentite circa il &#8220;nuovo&#8221; senso delle parole. Forse la domanda da porsi non \u00e8 tanto perch\u00e9 le persone abbiano un problema con\u00a0<em>letteralmente <\/em>ma piuttosto perch\u00e9 i lessicografi non hanno un problema? Dipende da quel\u00a0<em>mantra<\/em> spesso ripetuto &#8211; la lingua cambia. Il nostro lavoro \u00e8 di documentarlo, per il bene e per il male. Tranne che per noi non c&#8217;\u00e8 alcun male. Dobbiamo esaminare la lingua oggettivamente e spassionatamente. Naturalmente, parte del nostro lavoro \u00e8 dare indicazioni su cosa pu\u00f2 essere accettabile e quando. \u00c8 per questo che etichettiamo alcune parole come gergali e perch\u00e9 abbiamo inserito una nota esplicativa sul significato controverso di\u00a0<em>letteralmente<\/em>, evidenziando che sebbene molto comune \u00e8 considerato irregolare nell&#8217;Inglese corretto.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questo che letteralmente non capiamo perch\u00e9 di tutto questo trambusto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche parte su\u00a0Facebook ho visto citare un articolo, tratto dal\u00a0blog\u00a0dei curatori dei dizionari pubblicati &#8211; anche on line &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13647,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,60,57,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Literally.jpg?fit=1222%2C330&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3xS","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9709,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9709","url_meta":{"origin":13632,"position":0},"title":"Blu come il mare viola di Omero (o come un certo abito&#8230;)","author":"Rufus","date":"03\/03\/2015","format":false,"excerpt":"Va bene, credo che chiunque la settimana scorsa avesse un accesso alla rete sia stato coinvolto nella querelle sul colore del famoso abito. 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