{"id":13348,"date":"2017-03-07T11:22:14","date_gmt":"2017-03-07T10:22:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13348"},"modified":"2023-03-08T12:25:33","modified_gmt":"2023-03-08T11:25:33","slug":"mollato-sulla-soglia-della-sintesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13348","title":{"rendered":"Mollato sulla soglia della sintesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg\"><img data-attachment-id=\"13350\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13350\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?fit=829%2C1272&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"829,1272\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Pattuglia dell&#8217;alba\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?fit=196%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?fit=510%2C783&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-13350\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?resize=196%2C300\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?resize=98%2C150&amp;ssl=1 98w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?resize=510%2C783&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?resize=700%2C1074&amp;ssl=1 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?w=829&amp;ssl=1 829w\" sizes=\"(max-width: 196px) 100vw, 196px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ho finito da poco di leggere i due romanzi dedicati da Don Winslow alle avventure del detective privato Boone Daniels. Come in parte era ne l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1318\"><em>Inverno di Frankie Machine<\/em><\/a> il vero protagonista dei romanzi non \u00e8 tanto Boone &#8211; che comunque \u00e8 un bel personaggio &#8211; quanto il mondo del <em>surf<\/em>, i suoi riti, la sua cultura, la sua&#8230; etica, perfino, e tutto un vasto <em>milieu<\/em> di personaggi che ruotano attorno ad esso.<\/p>\n<p>Questo\u00a0richiamo fascinoso del <em>surf<\/em> che proviene dai romanzi \u00e8 molto forte. Leggevo <em>La pattuglia dell&#8217;alba<\/em> all&#8217;epoca della <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13149\"><em>Global Game Jam<\/em><\/a> e quando ho scoperto che il tema della competizione era <em>Waves<\/em> &#8211; cio\u00e8 &#8220;onde&#8221; &#8211; ho seriamente pensato di fare un gioco dedicato alla filosofia del <em>surf<\/em>. Non pensavate che esistesse una filosofia del <em>surf<\/em>? Beh, <a href=\"http:\/\/aleteia.org\/2013\/12\/13\/the-sea-within-a-philosophy-of-surfing\/\">vi sbagliate<\/a>. E se leggerete i romanzi non potr\u00e0 pi\u00f9 rimanervi alcun dubbio. Mai pi\u00f9. Ma non \u00e8 questo il punto: il fatto notevole \u00e8 che i romanzi sono capaci di rendere <em>credibile<\/em>\u00a0l&#8217;idea che si possa fare un gioco sulla filosofia del <em>surf<\/em> e che questo possa conquistare le masse. I romanzi sono capaci di farti credere, almeno per un po&#8217; di tempo, che tutto quello che ti serve \u00e8 il <em>surf<\/em>.<\/p>\n<p>Passa la canna, fratello.<\/p>\n<p>A parte il tema del <em>surf<\/em>, per\u00f2, ci sono un paio di osservazioni su questi gialli che riguardano pi\u00f9 il modo di lavorare di Winslow, la sua poetica, la tecnica giallistica e un curioso senso di incompletezza che rimane dopo la lettura, e mi sembrava utile condividerle con voi.<\/p>\n<h2><em>La pattuglia dell&#8217;alba<\/em> (Don Winslow, <em>Einaudi<\/em>\u00a02010, \u20ac 18,50); <em>L&#8217;ora dei gentiluomini<\/em> (Don Winslow, <em>Einaudi<\/em> 2016, \u20ac 19)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg\"><img data-attachment-id=\"13354\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13354\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg?fit=325%2C499&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"325,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Dawn patrol\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg?fit=195%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg?fit=325%2C499&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-13354\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg?resize=195%2C300\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg?resize=195%2C300&amp;ssl=1 195w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg?resize=98%2C150&amp;ssl=1 98w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Dawn-patrol.jpg?w=325&amp;ssl=1 325w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Partiamo dalle cose di base. Il protagonista dei due romanzi \u00e8 Boone Daniels, ex poliziotto, investigatore privato a met\u00e0 e animale anfibio per l&#8217;intero, della cui <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13050\">curiosa educazione<\/a> ho gi\u00e0 raccontato qualche tempo fa.<\/p>\n<p>Nel primo romanzo Boone \u00e8 impegnato a cercare di ritrovare una testimone scomparsa. Lo studio legale che lo assume gli mette alle costole una avvocatessa inglese che \u00e8 tutto il contrario di lui &#8211; lui rilassato californiano senza un pensiero al mondo tranne il <em>surf, <\/em>lei rigida come se avesse ingoiato un manico di scopa. D&#8217;altra parte il luogo comune \u00e8 che le belle avvocatesse inglesi molto rigide a un certo punto si sciolgono i capelli e si rivelano per delle tigri del sesso, quindi c&#8217;\u00e8 una certa tensione sessuale trattenuta fra i due e i lettori si chiedono come andr\u00e0 a finire, tanto pi\u00f9 che Boone ha una non-fidanzata-adesso-usciamo-anche-con-altri che \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13311\">la cameriera Sunny di cui ho parlato indirettamente l&#8217;altro giorno<\/a>: alta, bionda, bellissima, una tipica bellezza californiana da spiaggia e per giunta fortissima sulla tavola da <em>surf<\/em>. E a complicare tutto c&#8217;\u00e8 il fatto che sta per arrivare la mareggiata del secolo, l&#8217;occasione di cavalcare onde come ti capitano una sola volta nella vita, e Boone deve sbrigarsi a finire l&#8217;indagine se non vuole perdere l&#8217;occasione.<\/p>\n<p>In s\u00e9 il meccanismo giallistico de\u00a0<em>La pattuglia dell&#8217;alba<\/em> non \u00e8 particolarmente interessante. Quella che \u00e8 interessante, oltre alla chimica fra i personaggi, \u00e8 ovviamente l&#8217;ambientazione, ma anche qui bisogna intendersi: perch\u00e9 per farti\u00a0<em>sentire<\/em>\u00a0che cosa \u00e8 il mondo del\u00a0<em>surf<\/em> Winslow ricorre spesso e volentieri a vere e proprie\u00a0secchiate di quasi-<em>infodumping<\/em>\u00a0 e a un meccanismo stilistico che richiede che tutti i personaggi, tutte le situazioni siano pi\u00f9 grandi della vita normale: passi che nella Pattuglia dell&#8217;alba (cio\u00e8 gli amici coi quali Boone esce in mare al mattino presto, prima di andare al lavoro) ciascuno sia un elemento caratteristico con tratti da leggenda, il samoano di centosettanta chili, il bagnino amato dalle donne, il poliziotto giapponese&#8230; perfino il ragazzino che Boone ha preso sotto la sua protezione, il cucciolotto della compagnia, ha dodici dita dei piedi (e infatti lo hanno soprannominato <em>Hang Twelve<\/em>, &#8220;Vada per dodici&#8221;). Passi. Ma sembra che la California meridionale sia\u00a0<em>tutta<\/em> cos\u00ec: chiunque incontri, da qualunque parte, \u00e8 una specie di essere mitologico, come quando scrivevamo le nostre prime avventure di\u00a0<em>D&amp;D<\/em> e tutti i comprimari, anche il tizio che puliva i bagni, erano come minimo maghi del quinto livello. Qui \u00e8 lo stesso e a un certo punto &#8211; un momento molto breve, per la verit\u00e0 &#8211; ti viene voglia di tirare il libro al muro, tanto Winslow esagera.<\/p>\n<p>Se\u00a0<em>La pattuglia dell&#8217;alba<\/em> si salva \u00e8 per il tono <em>patetico<\/em>, il registro stilistico che Winslow ha imparato a padroneggiare da maestro. Il quale patetico, nel senso di creare commozione, assume di volta in volta sfumature differenti, dal sentimentale al confidenziale all&#8217;<em>understatement<\/em>, ed \u00e8 in fondo la traduzione al contemporaneo del cinismo romantico dei Chandler e degli Hammett: l\u00e0 i detective erano cani solitari in un mondo di lupi, capaci di fare la cosa giusta e difficile al momento giusto, per quanto potesse essere costosa;\u00a0per non cadere nella retorica, facevano sarcasmo su se stessi. Da allora sono passati il &#8217;68 e i figli dei fiori &#8211; Boone potrebbe essere figlio di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Zonker_Harris\">Zonker Harris<\/a>, pi\u00f9 o meno &#8211; e un certo tono\u00a0<em>maschile<\/em> non \u00e8 pi\u00f9 adatto: quindi Winslow sostituisce il patetico al cinismo e quando i suoi personaggi, come deve accadere per forza, fanno la cosa giusta e difficile al momento giusto pigia sul tasto della complicit\u00e0 emotiva e della commozione: per non cadere nella retorica, fa sarcasmo su noi che ci commuoviamo e su se stesso che racconta la storia.<\/p>\n<p>Funziona moltissimo.<\/p>\n<p>Anche cos\u00ec,\u00a0<em>La pattuglia dell&#8217;alba<\/em> ha una fase\u00a0centrale un po&#8217; difficile, finch\u00e9 l&#8217;indagine non riprende quota, l&#8217;onda &#8211; sia quella reale che quella metaforica &#8211; non arriva, le vicende vengono rullate e poi risputate fuori e la conclusione si rivela soddisfacente. Quiete, crisi, nuova quiete. Tesi, antitesi, sintesi: perch\u00e9 ovviamente i personaggi <em>dopo<\/em> non sono pi\u00f9 gli stessi di quel che erano\u00a0<em>prima<\/em>.<\/p>\n<p>Ma il mondo del <em>surf, <\/em>quello rimane lo stesso dall&#8217;inizio alla fine del romanzo: un mito affascinante. Dato che Winslow si \u00e8 assunto il ruolo di Ellroy di cantore della parte oscura della storia americana &#8211; e californiana in particolare &#8211;\u00a0<em>La pattuglia dell&#8217;alba<\/em> sembra un po&#8217;\u00a0<em>leggero<\/em> rispetto ad altri libri di Winslow: perch\u00e9 la storia c&#8217;\u00e8 ma \u00e8 quasi tutta al positivo, la fascinazione continua, in una lunga serie di speculazioni immobiliari sfortunate ma sempre ripetute e salvate alla fine dalle basi militari, per un pezzo di terra magnifico donato da Dio agli uomini.<\/p>\n<p>Tesi. Il mito della California.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg\"><img data-attachment-id=\"13351\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13351\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg?fit=319%2C499&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"319,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Ora dei gentiluomini\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg?fit=192%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg?fit=319%2C499&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-13351 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg?resize=192%2C300\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg?resize=192%2C300&amp;ssl=1 192w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg?resize=96%2C150&amp;ssl=1 96w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Ora-dei-gentiluomini.jpg?w=319&amp;ssl=1 319w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Solo che quando prosegue le avventure di Boone con\u00a0<em>L&#8217;ora dei gentiluomini<\/em> Winslow sembra pronto a rimangiarsi tutto. Se nel primo libro la metafora era quella dell&#8217;onda, qui il tema \u00e8 quello dei sepolcri imbiancati, dei giganti dai piedi d&#8217;argilla, del mito &#8211; appunto &#8211; della California poggiato precariamente su uno dei terreni pi\u00f9 instabili del pianeta.<\/p>\n<p>Fondamenta instabili. Crepe nascoste nelle facciate. Castelli di carte pronti a crollare. Antitesi.<\/p>\n<p>Boone dovrebbe indagare &#8211; sempre per conto di Petra e del suo studio legale &#8211; sulla morte di un\u00a0esponente della comunit\u00e0 locale: un campione di <em>surf, <\/em>un maestro di vita, una vera leggenda. Solo che non deve scoprire l&#8217;assassino, che \u00e8 gi\u00e0 in galera, deve collaborare alle indagini difensive.<\/p>\n<p>Tradimento della comunit\u00e0. Rottura degli equilibri, dei miti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un momento in cui Winslow gioca a carte scoperte. Boone deve decidere se accettare l&#8217;incarico e va a chiedere consiglio al suo <em>prete<\/em>, un bagnino esperto di donne e filosofia, altro componente della Pattuglia. E gli chiede, pi\u00f9 o meno, se non pensi che loro siano dei tizi che se la tirano tanto ma che in realt\u00e0 non sono altro che dei buzzurri incapaci di vedere oltre i loro nasi coperti di crema solare. E Dave, senza nemmeno girarsi a guardarlo &#8211; mai voltare le spalle all&#8217;oceano &#8211; gli dice: \u00abMa certo che \u00e8 cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>Appunto. Il mito \u00e8 infranto.<\/p>\n<p>Il che crea una curiosa dimensione di negazione delle premesse del libro precedente e rende\u00a0<em>L&#8217;ora dei gentiluomini<\/em>, preso come continuazione, molto pi\u00f9 compiuto, sebbene meno affascinante. La riflessione sulla California e la storia americana sembrano meno ingenue e i tormenti di Boone pi\u00f9 interessanti:\u00a0le crepe del mondo del\u00a0<em>surf<\/em>\u00a0&#8211; \u00e8 diventato sport di massa e commerciale e la sua <em>diversit\u00e0<\/em>, la sua cultura, possono essere considerata pura illusione\u00a0&#8211; vanno di pari passo con quelle della sua integrit\u00e0 personale. Si chiama &#8220;diventare adulti&#8221;, prendere atto che quelle della giovinezza erano, appunto, illusioni. Forse, addirittura, si pu\u00f2 smettere di uscire con la Pattuglia e andare alla pi\u00f9 pacata\u00a0<em>ora dei gentiluomini<\/em>, quando tranquilli professionisti ex divi di spiaggia portano la tavola fino alla battigia ma poi stanno l\u00ec, pi\u00f9 che altro, a chiacchierare e rivangare le imprese del passato. Potrebbe perfino, Boone, iscriversi a Giurisprudenza e accettare un lavoro nello studio di Petra. Andare al lavoro dalle nove alle cinque. Brrrr.<\/p>\n<p>Se\u00a0<em>La pattuglia dell&#8217;alba\u00a0<\/em>poneva una tesi,\u00a0<em>L&#8217;ora dei gentiluomini\u00a0<\/em> ne \u00e8 l&#8217;esatta antitesi. L\u00e0 il mito solare, l&#8217;impresa &#8211; entrare nella\u00a0<em>green room<\/em> dell&#8217;onda e uscirne in piedi &#8211; qui il mito oscuro, il viaggio &#8211; penetrare nella caverna maleodorante e piena di trasudo fetido e uscirne integri.<\/p>\n<p>Tesi e antitesi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg\"><img data-attachment-id=\"13356\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13356\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg?fit=322%2C499&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"322,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Gentlemen hour\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg?fit=194%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg?fit=322%2C499&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-13356\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg?resize=194%2C300\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg?resize=194%2C300&amp;ssl=1 194w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg?resize=97%2C150&amp;ssl=1 97w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gentlemen-hour.jpg?w=322&amp;ssl=1 322w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Sto accuratamente evitando di raccontare particolari sulle due trame, ma credo che nessuno si stupir\u00e0 se dico che al termine de <em>L&#8217;ora dei gentiluomini<\/em> l&#8217;equilibrio \u00e8, ancora una volta, ricostituito. Fra l&#8217;altro con un sottofinale con tanto di rissa di\u00a0spiaggia destinata a diventare leggenda in tutte le cale e calette della California meridionale, un gran pezzo, ancora una volta, di patetismo.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che, per avere posto in maniera cos\u00ec forte l&#8217;antitesi, la narrazione sembra mozza. Manca la sintesi, che non pu\u00f2 essere quella interna alla vicenda del singolo libro. Manca il terzo libro che completi la trilogia, un libro che temo ormai Winslow non scriver\u00e0 mai (<em>The gentlemen&#8217;s hour<\/em> \u00e8 del 2009), e che chiuda il cerchio sia sul giudizio della storia della California (un abbozzo di risposta, naturalmente, \u00e8 in\u00a0<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1337\"><em>Savages<\/em><\/a>) che sulla vicenda personale di Boone e degli altri personaggi: perch\u00e9 possono averla schivata questa volta, ma diventare adulti \u00e8 una cosa che non si pu\u00f2 evitare.<\/p>\n<p>Alla fine di\u00a0<em>L&#8217;ora dei gentiluomini<\/em> tutti i temi sono sul tavolo, tutte le domande sono state poste. Tesi e antitesi.<\/p>\n<p>Mancano le risposte. Temo purtroppo che la sintesi se la dovr\u00e0 fare ogni lettore per conto suo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho finito da poco di leggere i due romanzi dedicati da Don Winslow alle avventure del detective privato Boone Daniels.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13350,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,68,12],"tags":[163,161,162],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Pattuglia-dellalba.jpg?fit=829%2C1272&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3ti","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13050,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13050","url_meta":{"origin":13348,"position":0},"title":"Genitori efficaci","author":"Rufus","date":"03\/01\/2017","format":false,"excerpt":"Sto leggendo\u00a0La pattuglia dell'alba di Don Winslow (Einaudi 2010, \u20ac 13) e lo trovo molto divertente - anzi divertentissimo - ma un po' acerbo e non all'altezza dei precedenti\u00a0Il potere del cane e L'inverno di Frankie Machine\u00a0e del successivo\u00a0Le belve. 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