{"id":13278,"date":"2017-02-20T12:00:57","date_gmt":"2017-02-20T11:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13278"},"modified":"2018-04-17T12:23:35","modified_gmt":"2018-04-17T10:23:35","slug":"bambini-pericolosi-ma-benigni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13278","title":{"rendered":"Bambini pericolosi ma benigni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg\"><img data-attachment-id=\"13279\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13279\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?fit=480%2C800&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"480,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Figli della ferrovia\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?fit=180%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?fit=480%2C800&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-13279\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?resize=180%2C300\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?resize=180%2C300&amp;ssl=1 180w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?resize=90%2C150&amp;ssl=1 90w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?w=480&amp;ssl=1 480w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ho letto nei giorni scorsi <em>The railway children<\/em> (in italiano <em>I figli della ferrovia<\/em>), un classico della letteratura per ragazzi di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/E._Nesbit\">Edith Nesbit<\/a> che avevo letto almeno trent&#8217;anni fa se non di pi\u00f9 e che l&#8217;Inossidabile considera uno dei Cinque Libri Letti Da Ragazza Che La Discendenza Deve Leggere Prima Dei Quindici Anni.<\/p>\n<p>Ne avevo un buon ricordo e alla rilettura mi \u00e8 piaciuto molto (talvolta ci scappa la lacrimuccia), sebbene sia un libro pieno di limiti, in parte legati all&#8217;et\u00e0 ormai veneranda (\u00e8 del 1905) e in parte legati alla struttura stessa del libro, e anzi in realt\u00e0 \u00e8 interessante investigare esattamente perch\u00e9, <em>nonostante<\/em> questi limiti, il libro possa piacere.<\/p>\n<p>Intanto, la trama: Roberta detta <em>Bobbie<\/em> e i suoi fratellini Peter e Phyllis vivono nell&#8217;agiatezza con due genitori meravigliosi in una bella casa nei sobborghi di Londra. Un rovescio delle fortune familiari li obbliga a trasferirsi in campagna con la sola madre, in condizioni economiche difficili. Qui faranno amicizia con diversi esponenti delle classi popolari (la Nesbit era socialista), in particolare i ferrovieri della vicina stazione, scoprendone le doti di umanit\u00e0 e accoglienza finch\u00e9, ovviamente, la situazione familiare si chiarisce e si giunge al necessario lieto fine.<\/p>\n<p>Il libro, come dicevo, \u00e8 datato: a un lettore dell&#8217;epoca (ma, diciamo, fino ai nostri anni &#8217;70) doveva essere ben evidente il passaggio dei ragazzi dalla &#8220;modernit\u00e0&#8221; a una condizione rurale molto pi\u00f9 primitiva e la perdita di una serie di privilegi economici e di modi di vita che caratterizzavano la borghesia. Anche la lunga, lunghissima estate senza scuola nella quale i ragazzi esplorano a proprio piacimento la campagna vivendo avventure di ogni genere doveva far risuonare nei lettori giovani e adulti echi di scorribande personali che non sono probabilmente comprensibili ai bambini cittadini di oggi. E incomprensibile deve anche essere il postulato educativo del libro, presentato continuamente ma sempre tenuto sottotraccia (in maniera antiretorica, e proprio per questo retoricissima): che i ragazzi non vanno oppressi ma piuttosto lasciati liberi di svilupparsi, purch\u00e9 siano cresciuti all&#8217;interno di alcuni valori generali: l&#8217;onore, l&#8217;intraprendenza personale, il coraggio, la bont\u00e0 verso gli inferiori e l&#8217;amore per la letteratura e la bellezza. Sono gli stessi principi, per dire, che Kipling espone in <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2972\"><em>Stalky<\/em><\/a><em>, <\/em>che non a caso \u00e8 l&#8217;unica lettura dei ragazzi citata esplicitamente: con questo tipo di educazione i ragazzi potranno divenire, nel tempo, adulti in grado di mantenere il ruolo guida dell&#8217;Inghilterra nel mondo anche quando lasciati soli in mezzo agli indigeni a rappresentare l&#8217;<em>Union Jack <\/em>nelle terre selvagge, ma certo \u00e8 un tipo di visione educativa che i ragazzini di oggi possono non capire (in <em>Stalky<\/em>, almeno, la dimensione antiautoritaria nel conflitto con gli insegnanti ottusi \u00e8 esplicita).<\/p>\n<p>E, infine, <em>I figli della ferrovia<\/em> \u00e8 un libro spiritoso che non si prende tanto sul serio ma \u00e8 un po&#8217; caramelloso. Di questa caramellosit\u00e0 fa parte, anche, il fatto che i bambini siano un po&#8217; la versione benigna di quelle vere pesti ambulanti che sono <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13219\">la signora Fletcher o Angelica<\/a>, che dove vanno muore sempre qualcuno. Qui dove passano i ragazzi succedono disastri, acciocch\u00e9 i ragazzi stessi possano far risplendere le loro virt\u00f9 di bont\u00e0, intraprendenza e onore, risolvere la situazione, essere lodati dagli adulti e procedere di un altro gradino nella scala verso la santificazione (e la soluzione, guarda che coincidenza, dei problemi che affliggono il loro padre).<\/p>\n<p>Sono <em>tanti<\/em> difetti, ne converrete. Infatti l&#8217;Inossidabile \u00e8 molto dispiaciuta perch\u00e9 alle nipoti, anche a causa dell&#8217;ostilit\u00e0 del Subcomandante Marcos, che quando glielo legge la notte fa opera di sabotaggio, <em>I figli della ferrovia<\/em> non piace.<\/p>\n<p>Eppure nonostante questi difetti \u00e8 un libro molto raccomandabile. Per gli stessi difetti. Per gli adulti che erano ragazzi fino agli anni &#8217;70, che ci ritrovano scorribande di lunghissime estati passate, magari. O che magari apprezzano la caramellosit\u00e0 in una lettura poco impegnativa che risveglia un po&#8217; di sentimentalit\u00e0 e di commozione.<\/p>\n<p>Oppure per chi apprezza il tono della scrittura, che \u00e8 quello inimitabile, ricco di <em>understatement<\/em> e di complicit\u00e0, di un certo tipo di letteratura per ragazzi (e non solo) della letteratura inglese a cavallo dei due secoli. Una capacit\u00e0 fortissima di essere retorici e confidenziali a un tempo, di strizzare l&#8217;occhiolino all&#8217;infanzia rivolgendosi in realt\u00e0 agli adulti, di usare uno stile piano ma contemporaneamente inventivo. Avete presente il famoso <em>incipit<\/em> de <em>Lo Hobbit<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>In una caverna sotto terra viveva uno Hobbit. Non era una caverna brutta, sporca, umida, pieni di resti di vermi e di trasudo fetido, e neanche una caverna arida, spoglia, sabbiosa, con dentro niente per sedersi o da mangiare: era una caverna hobbit, cio\u00e8 comodissima.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il favolistico applicato al quotidiano, il quotidiano che si trasforma in favolistico: accomuna Kipling, la Nesbit, Lewis, Tolkien, Hugh Lofting, Pamela Lyndon Travers, J.M. Barrie e chiss\u00e0 quanti altri. \u00c8 uno stile ingannevolmente semplice e in realt\u00e0 difficilissimo da padroneggiare, e qui la Nesbit dimostra di controllarlo pienamente (\u00e8 la capacit\u00e0 di intreccio, casomai, che zoppica).<\/p>\n<p>\u00c8 uno stile di scrittura, fra l&#8217;altro, che \u00e8 l&#8217;ABC della scrittura avventurosa. \u00c8 questo che raccomanda il libro, in realt\u00e0, a quelli &#8211; lettori e autori &#8211; che hanno l&#8217;occhio all&#8217;Avventura con la A maiuscola. Bobbie, Peter e Phyllis, per quanto ragazzini, sono palesemente fatti della pasta degli Eroi e destinati &#8211; anche prescindendo dall&#8217;esigenza di mantenere vitale l&#8217;Impero Britannico &#8211; a diventare da adulti gente della pasta di<\/p>\n<blockquote><p>Gunga Din e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Forte Apache<\/p><\/blockquote>\n<p>come direbbe Guccini, ecco.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo motivo di interesse \u00e8, come accennavo, <em>pedagogico<\/em>. Misurato con l&#8217;occhio dell&#8217;oggi la preoccupazione continua e insistente per l&#8217;<em>onore<\/em>, l&#8217;esigenza ossessiva di essere coraggiosi e saper badare a se stessi, possono apparire piuttosto pesanti. Ma quello che \u00e8 interessante &#8211; e il riferimento a <em>Stalky<\/em> lo conferma &#8211; \u00e8 che per l&#8217;epoca si tratta di una visione pedagogica <em>liberale<\/em>, per la quale oggi useremmo l&#8217;espressione di <em>empowerment<\/em>, e che questi ragazzini, per quanto un pochino caramellosi, sono comunque ragazzini <em>veri<\/em>, con veri difetti &#8211; che naturalmente supereranno per dimostrare di essere dei bambini bravissimi, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>. Certo che \u00e8 retorico e intenzionalmente educativo: ma quello che conta \u00e8 il tipo di\u00a0<em>occhio<\/em> <em>dell&#8217;adulto<\/em> che l&#8217;autore posa sui ragazzi, che non \u00e8 uno sguardo autoritario ma al contrario accogliente e, in un certo senso, liberante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto nei giorni scorsi The railway children (in italiano I figli della ferrovia), un classico della letteratura per ragazzi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Figli-della-ferrovia.jpg?fit=480%2C800&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3sa","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3241,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3241","url_meta":{"origin":13278,"position":0},"title":"Quel primitivo di Jack London","author":"Rufus","date":"21\/05\/2013","format":"video","excerpt":"Ho messo in linea oggi la puntata di Oggi parliamo di libri dedicata a Jack London e al Il richiamo della foresta. 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