{"id":12077,"date":"2016-06-08T18:40:34","date_gmt":"2016-06-08T16:40:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12077"},"modified":"2016-06-16T10:33:50","modified_gmt":"2016-06-16T08:33:50","slug":"due-mostre-da-consigliare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12077","title":{"rendered":"Due mostre da consigliare"},"content":{"rendered":"<p>Durante la nostra recente permanenza romana io, Bonaria e l&#8217;Inossidabile abbiamo visto un paio di mostre (siamo anche andati ai <em>Concerti del Quirinale<\/em> nella bellissima Cappella Paolina, divertendoci molto con il cerimoniale e la statura dei corazzieri, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia e sar\u00e0 raccontata un&#8217;altra volta).<\/p>\n<p>Tornando alle mostre, entrambe mi sono sembrate molto belle e vorrei spendere due righe per consigliarle, sia agli amici romani sia a chi dovesse trovarsi a passare a Roma in questo paio di mesi.<\/p>\n<h2><em>I libri che hanno fatto l&#8217;Europa<\/em><\/h2>\n<h4>Biblioteca dell&#8217;Accademia dei Lincei e Corsiniana<br \/>\nVia della Lungara 10, Roma<\/h4>\n<p><img data-attachment-id=\"12078\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=12078\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/I-libri-Europa.jpg?fit=400%2C800&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"400,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;35_70.indd&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"35_70.indd\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/I-libri-Europa.jpg?fit=150%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/I-libri-Europa.jpg?fit=400%2C800&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12078\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/I-libri-Europa.jpg?resize=400%2C800\" alt=\"35_70.indd\" width=\"400\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/I-libri-Europa.jpg?w=400&amp;ssl=1 400w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/I-libri-Europa.jpg?resize=75%2C150&amp;ssl=1 75w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/I-libri-Europa.jpg?resize=150%2C300&amp;ssl=1 150w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Collocata nel bel palazzo che ospita l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.lincei.it\/modules.php?name=Convegni&amp;file=lista&amp;func=Convegni_scheda&amp;Id=1318\">Accademia dei Lincei<\/a>, a Trastevere, nella bellissima Biblioteca Corsiniana, la mostra esplora l&#8217;identit\u00e0 culturale dell&#8217;Europa lungo i secoli\u00a0cruciali nei quali questa identit\u00e0 si \u00e8 formata attraverso i libri che, tutti insieme, la rappresentano e l&#8217;hanno plasmata.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 quindi interessante sotto due punti di vista: da una parte ci sono gli oggetti-libro, diversissimi fra loro e tutti interessanti; centottanta esemplari, tutti preziosi, forniscono al visitatore mille stimoli diversi: c&#8217;\u00e8 la preziosit\u00e0 delle miniature, ovviamente, ma anche notare la precisione e la cura della mano che vergava la scrittura di testi che erano pensati per un utilizzo professionale (studio, lavoro, documentazione), c&#8217;\u00e8 l&#8217;emozione di trovare un manoscritto di Boccaccio e uno di Petrarca, i libri di geometria, di musica, di matematica, i testi in arabo e ebraico, le aldine&#8230;<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 il contenuto dei vari libri, l&#8217;idea di rappresentare e riunire quali idee e conoscenze potessero trovare posto, poniamo, nella ben fornita biblioteca di un ricco umanista o di una istituzione culturale all&#8217;alba dell&#8217;et\u00e0 moderna: cosa si leggeva, su cosa si ragionava, quali idee\u00a0circolavano. La mostra, che parte con una sezione sul trivio e il quadrivio, si allarga a cerchi concentrici, aggiungendo man mano saperi diversi (teologia, storia, buon governo, enciclopedie, diritto, filosofie, romanzi, lirica e cos\u00ec via, e sicuramente sto dimenticando varie cose) e inquadrando il tutto in cinque sezioni tematiche sostenute da un buon numero di tabelloni esplicativi e di mappe che integrano la visione del libro e lo inquadrano in un contesto storico e sociale \u00a0(io sono rimasto un po&#8217; freddo rispetto alla discussione del romanzo cavalleresco, ma boh, chi ha scritto \u00e8 uno specialista, quindi <em>stacce, Robe&#8217;<\/em>).<\/p>\n<p>In realt\u00e0 i due punti di vista si incrociano continuamente: l&#8217;oggetto\u00a0(come \u00e8 fatto materialmente il libro) spiega e completa il contenuto (cosa dice il libro) &#8211; vale a prima vista per i libri di geometria e matematica, ma non solo &#8211; e viceversa: i contenuti richiedono un modo ben determinato per essere esposti nel modo migliore al lettore, e quindi si torna all&#8217;oggetto.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 molto bella e, come spero si sia capito, consigliata. L&#8217;accesso \u00e8 gratuito. Per chi vuole approfondire sulla rete si trova una <a href=\"http:\/\/www.lincei.it\/files\/convegni\/1318_comunicatostampa.pdf\">presentazione ufficiale della mostra<\/a>\u00a0e ne ha parlato in maniera interessante anche\u00a0<a href=\"http:\/\/www.artemagazine.it\/mostre\/item\/800-a-roma-in-mostra-i-libri-che-hanno-fatto-l-europa-e-gli-europei\"><em>Artemagazine<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>A due passi, per chi volesse, l&#8217;Orto Botanico. Appena pi\u00f9 oltre, al numero 19 di via della Lungara, la <em>Casa Internazionale delle Donne<\/em>, che vale la pena di visitare e che ha un\u00a0<em>buffet<\/em> sempre pronto e un piacevole giardino interno. Per chi ha gusti pi\u00f9 tradizionali noi abbiamo mangiato bene in una trattoria che si chiama\u00a0<em>Il miraggio<\/em>: l&#8217;Inossidabile ha preso un piattone di\u00a0baccal\u00e0 e la zia che era con noi, per tenersi leggera, un bel piatto di trippa al sugo (anche Bonaria, per la verit\u00e0).<\/p>\n<p>Io sono stato sobrio, mi sono limitato all&#8217;abbacchio co&#8217; eeee patate al forno.<\/p>\n<h2><em>Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia<\/em><\/h2>\n<h4>Palazzo delle Esposizioni<br \/>\nVia Nazionale 194, Roma<\/h4>\n<p>Avevo sentito nominare\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianni_Berengo_Gardin\">Gianni Berengo Gardin<\/a>\u00a0per la <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/plus\/articoli\/2015\/08\/25\/news\/gianni-berengo-gardin-perche-le-mie-foto-delle-navi-fanno-paura-1.226268\">polemica nata per la mancata esposizione a Venezia del suo <em>reportage<\/em> sulle grandi navi in laguna<\/a>.<\/p>\n<p>La <a href=\"http:\/\/www.palazzoesposizioni.it\/categorie\/mostra-gianni-berengo-gardin-vera-fotografia\">mostra<\/a> mi ha consentito di scoprire che Berengo Gardin \u00e8 molto di pi\u00f9: un grande fotografo (cos\u00ec le scoperte dei tempi recenti sono due, dopo Salgado e\u00a0<em>Il sale della terra<\/em>) e un grandissimo investigatore e narratore di sessant&#8217;anni di societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>Io naturalmente di fotografia non capisco nulla, ma anche per me \u00e8 evidente la capacit\u00e0 di scavare nei personaggi incontrati\u00a0&#8211;\u00a0una straordinaria capacit\u00e0 di ritrattista &#8211; e di presentare un&#8217;Italia mai convenzionale e ricca di personaggi umili e interessanti (anche ideologicamente mi sento vicino alla scelta di raccontare l&#8217;Italia attraverso gli umili, i semplici, i lavoratori, i luoghi periferici, i manicomi, i campi nomadi). Ma la cosa che mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 stato il notare come ogni foto fosse <em>iconica<\/em>: molte sono ovviamente notissime e si riconoscono anche se magari non avevo mai saputo\u00a0chi fosse l&#8217;autore, ma molte di pi\u00f9\u00a0<em>sembrano<\/em>\u00a0notissime perch\u00e9 sono\u00a0<em>classiche<\/em>, nella composizione\u00a0e\u00a0nella storia che raccontano, cos\u00ec che sembra di averle gi\u00e0\u00a0viste perch\u00e9 corrispondono a qualcosa che si \u00e8 sempre creduto di sapere, come una poesia sentita per la prima volta che dice cose gi\u00e0 note al cuore e che ancora non avevano trovato parole.<\/p>\n<p>Per esempio questa qui sotto, che \u00e8 quella che \u00e8 piaciuta di pi\u00f9 a Bonaria:<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"12081\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=12081\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?fit=900%2C675&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"900,675\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Gianni Barengo Gardin 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?fit=510%2C383&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12081\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?resize=800%2C600\" alt=\"Gianni Barengo Gardin 2\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?resize=150%2C113&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?resize=510%2C383&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?resize=268%2C200&amp;ssl=1 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?resize=700%2C525&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Naturalmente uno pu\u00f2 pensare che nell&#8217;arco di una produzione durata decine d&#8217;anni le foto riuscite bene non possano mancare, e che una mostra antologica come questa\u00a0evidentemente raduni le migliori. Ma al Palazzo delle Esposizioni queste presunte foto &#8220;migliori&#8221; erano gi\u00e0 <em>centinaia<\/em>\u00a0e, avendo dato un&#8217;occhiata anche ai libri pubblicati, che sono esposti anch&#8217;essi, direi che la produzione sia <em>tutta<\/em> di grandissima qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli accostamenti della mostra permettono anche di capire la quantit\u00e0 di lavoro e di immaginazione che \u00e8 richiesta per giungere alla formulazione ingannevolmente semplice di un&#8217;immagine. La mostra enfatizza le somiglianze fra due foto, molto simili ma distanti fra loro vent&#8217;anni, che presentano una coppia su un&#8217;auto di fronte al mare: il segno di come Berengo Gardin per tutto quel tempo abbia continuato a lavorare su una stessa <em>idea<\/em> cercando di esprimerla al meglio. A me ha colpito il lavoro simile sulla foto di cui sopra e le sue parenti, per esempio:<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"12082\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=12082\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Barengo-Gardin-3.jpg?fit=591%2C395&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"591,395\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Barengo Gardin 3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" 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href=\"http:\/\/www.artemagazine.it\/attualita\/item\/1307-a-roma-gianni-berengo-gardin-la-fotografia-tra-arte-e-documentazione#gallery-7827\"><em>Artemagazine<\/em><\/a> che <a href=\"http:\/\/www.artribune.com\/2016\/06\/mostra-fotografia-gianni-berengo-gardin-palazzo-delle-esposizioni-roma\/\"><em>Artribune<\/em><\/a>. L&#8217;ingresso costa 12 euro e mezzo e d\u00e0 diritto anche alle altre mostre del Palazzo delle Esposizioni (non ho capito se dia accesso anche alle Scuderie del Quirinale e alle mostre di l\u00e0).<\/p>\n<p>Ristoranti intorno da consigliare non ne ho, soprattutto considerato che sarebbe necessario aprire un mutuo per sfamarsi: ma per fortuna\u00a0mangiato l&#8217;abbacchio non sentivo bisogno d&#8217;altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la nostra recente permanenza romana io, Bonaria e l&#8217;Inossidabile abbiamo visto un paio di mostre (siamo anche andati ai<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12081,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,49,55,77,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Gianni-Barengo-Gardin-2.jpg?fit=900%2C675&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-38N","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":18506,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18506","url_meta":{"origin":12077,"position":0},"title":"Occhi di lince in casa Sedda-Loi","author":"Rufus","date":"27\/04\/2021","format":false,"excerpt":"L'altro giorno stavamo guardando una puntata di Via dei Matti n. 0 (per l'esattezza quella del 12 aprile) quando Maria Bonaria ha detto: \u00abBollani ha perso un bottone\u00bb. 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