{"id":1127,"date":"2012-10-24T18:48:19","date_gmt":"2012-10-24T16:48:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1127"},"modified":"2014-10-24T11:15:46","modified_gmt":"2014-10-24T09:15:46","slug":"la-coerenza-di-samarkanda-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1127","title":{"rendered":"La coerenza di Samarkanda &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg\"><img data-attachment-id=\"1128\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=1128\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg?fit=277%2C440&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"277,440\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"amulet\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg?fit=188%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg?fit=277%2C440&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1128\" title=\"amulet\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg?resize=277%2C440\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg?w=277&amp;ssl=1 277w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg?resize=188%2C300&amp;ssl=1 188w\" sizes=\"(max-width: 277px) 100vw, 277px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Con <em>The amulet of Samarkand<\/em> di Jonathan Stroud siamo dalle parti di Harry Potter: una Londra pi\u00f9 <em>british<\/em> del vero, una societ\u00e0 in cui la magia \u00e8 reale, un maghetto preadolescente di cui seguiamo il cammino di formazione.<\/p>\n<p>Ci sono anche delle differenze: mentre nei libri della Rowlings i maghi vivono in una societ\u00e0 separata e segreta qui l&#8217;uso della magia \u00e8 pubblico e anzi i maghi hanno una posizione di rilievo: in pratica i maghi sono la casta dominante e i babbani la plebe. C&#8217;\u00e8 spesso un tono vagamente sinistro e perfino dickensiano in questa struttura sociale, a partire dalle masse di plebei dallo sguardo spento che si spostano dalle zone industriali ai loro <em>slums<\/em> di periferia per arrivare alle bande di ragazzini che vendono giornali per strada e si <em>arrangiano<\/em> in modi pi\u00f9 o meno legali. Su questo fondale semi-ottocentesco (ma ci viene detto che Gladstone \u00e8 vissuto cento anni fa) Stroud monta una situazione internazionale che sembra reminiscente di un altro classico dell&#8217;ucronia, cio\u00e8 il ciclo di <em>Lord Darcy<\/em> di Randall Garrett: all&#8217;Impero inglese che\u00a0domina buona parte dell&#8217;Europa si oppone un impero orientale, con capitale Praga (in Garrett era la Polonia), mentre l&#8217;Italia \u00e8 decaduta in seguito a degli errori fatali commessi dai suoi maghi ed \u00e8 ora ridotta a un campo di battaglia.<\/p>\n<p>Per finire di spiegare l&#8217;ambientazione occorre dire che i maghi non hanno potere in s\u00e9 (cio\u00e8 non dovrebbero essere in grado di fare <em>incantesimi<\/em> veri e propri): l&#8217;unica loro abilit\u00e0 sovrannaturale \u00e8 quella di evocare e controllare una variegata genia (il gioco di parole \u00e8 volontario) di geni, demoni e folletti. \u00c8 qui che entra in scena Bartimaeus, il personaggio migliore del romanzo, un <em>djinn<\/em>, cio\u00e8, nella complessa gerarchia di esseri sovrannaturali che possono essere evocati, un demone di livello medio-alto. Bartimaeus \u00e8 sfacciato, enormente pieno di s\u00e9, astuto, privo di scrupoli, simpatico, esasperante e dotato di un codice morale del tutto personale: immaginatevi un capitan Jack Sparrow che esca da una lampada e avrete un&#8217;idea precisa del personaggio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2.jpg\"><img data-attachment-id=\"1129\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=1129\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2.jpg?fit=314%2C500&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"314,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2.jpg?fit=188%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2.jpg?fit=314%2C500&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1129 alignright\" title=\"edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2.jpg?resize=314%2C500\" alt=\"\" width=\"314\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2.jpg?w=314&amp;ssl=1 314w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/edd6f9647ae6307892f3fff611205fd2.jpg?resize=188%2C300&amp;ssl=1 188w\" sizes=\"(max-width: 314px) 100vw, 314px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Mi spingo oltre: Bartimaeus \u00e8 un&#8217;aggiunta al genere <em>fantasy<\/em> del tutto meritoria, anche se non inaudita\u00a0considerato che\u00a0Jack Vance e il suo Cugel l&#8217;Astuto precedono di trent&#8217;anni, per\u00f2 qui c&#8217;\u00e8 una innovazione interessante: di solito questo tipo di personaggio nel <em>fantasy<\/em> \u00e8 inerme e se la deve cavare solo con l&#8217;astuzia, mentre\u00a0Bartimaeus \u00e8 <em>molto<\/em> potente, tranne il fatto che ci sono demoni <em>ancora<\/em> pi\u00f9 potenti di lui.<\/p>\n<p>Anche Nathaniel, il personaggio che divide la scena con Bartimaeus (formalmente il suo padrone, avendolo evocato) non \u00e8 male, un giovanissimo mago sconosciuto ma molto dotato, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>. Come Harry Potter Nathan tende all&#8217;autocommiserazione (ha i suoi motivi) ma l&#8217;elemento pi\u00f9 rinfrescante\u00a0\u00e8 che \u00e8 sgradevole, un ragazzino capriccioso, egoista, autocentrato&#8230; cio\u00e8 <em>vero<\/em>, in una parola. Il che rende credibile che, evocando Bartimaeus sostanzialmente per ripicca, metta in moto una serie di avvenimenti imprevisti che fanno da motore alla trama.<\/p>\n<p>Sfortunatamente qui si fermano gli elementi positivi del romanzo, che <em>regge<\/em> quando \u00e8 in scena Bartimaeus, molto meno negli altri momenti. C&#8217;\u00e8 naturalmente un Grande Complotto che ricade sull&#8217;inconsapevole Nathan e sul riluttante Bartimaeus, ci sono alcuni antagonisti interessanti e in generale il passo della narrazione non annoia.<\/p>\n<p>Ma progressivamente ci si accorge che la storia <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1114\">non regge la prova dei pesci<\/a>: \u00e8 l&#8217;ambientazione che non ha coerenza, anzi si sfalda fra le mani di Stroud, e\u00a0per certi aspetti <em>The Amulet of Samarkand<\/em> dovrebbe essere una lettura obbligatoria per i narratori <em>fantasy<\/em> in erba per capire come <em>non<\/em> si imposta una trama.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio l&#8217;autore ha molta cura nel chiarire\u00a0qual \u00e8 il sistema di reclutamento dei futuri\u00a0maghi: c&#8217;\u00e8 una sorta di esame nazionale che serve a individuare i potenziali candidati, i quali vengono sottratti alla famiglia e affidati in tutela a un mago che si assume l&#8217;onere della loro formazione: in cambio il pupillo fornir\u00e0 assistenza al tutore negli anni a venire. Ci viene anche detto, con <em>molta<\/em> enfasi, che i maghi non possono sposarsi n\u00e9 procreare, in modo da evitare pericolose tentazioni dinastiche, e con <em>moltissima<\/em> enfasi veniamo informati che un passaggio essenziale in questa formazione del tutto spersonalizzata e anaffettiva \u00e8 che\u00a0il nome originale del\u00a0mago viene secretato (se qualcuno lo conoscesse avrebbe potere su di lui) e sostituito da un nome convenzionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Nathaniel.png\"><img data-attachment-id=\"1130\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=1130\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Nathaniel.png?fit=299%2C463&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"299,463\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Nathaniel\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Nathaniel.png?fit=193%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Nathaniel.png?fit=299%2C463&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1130\" title=\"Nathaniel\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Nathaniel.png?resize=299%2C463\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"463\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Nathaniel.png?w=299&amp;ssl=1 299w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/Nathaniel.png?resize=193%2C300&amp;ssl=1 193w\" sizes=\"(max-width: 299px) 100vw, 299px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Questi tre elementi sono quelli che <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=977\">Langford<\/a> chiamerebbe <em>plot devices<\/em>, meccanismi per far progredire la trama: servono a dare profondit\u00e0 al personaggio di Nathan (povero ragazzo senza famiglia), e a costruire il pretesto per una serie di sviluppi narrativi che non vi racconto per non rovinarvi il gusto della lettura. Il problema \u00e8 che l&#8217;impressione molto forte \u00e8 che Stroud li abbia creati <em>ad hoc<\/em>, nel momento in cui nella stesura del romanzo si \u00e8 reso conto di avere un problema di motivazione, si \u00e8 lambiccato il cervello e ha trovato una soluzione. Ma queste soluzioni cos\u00ec specifiche (come i miei rovelli di cui vi ho raccontato ieri) se non sono ben pensate rischiano di rivelarsi pi\u00f9 avanti degli ulteriori intralci, che richiedono altre soluzioni, e la cosa alla fine sfugge di mano.<\/p>\n<p>Anche la Rowlings ha avuto lo stesso problema: man mano che il mondo di Harry Potter cresceva alcune delle premesse (quelle pi\u00f9 favolistiche) si rivelavano troppo riduttive e hanno dovuto essere eliminate: il lettore che rilegge tutta la saga progressivamente se ne accorge e ha una certa sensazione di perplessit\u00e0: ma Stroud riesce a esasperare il lettore nell&#8217;arco di un solo romanzo, e questo \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 grave.<\/p>\n<p>Il campanello d&#8217;allarme scatta durante una scena decisiva, quando viene fatto a pezzi un tavolo che viene definito &#8220;cimelio di famiglia&#8221;. Come,<em> cimelio di famiglia<\/em>? Di quale famiglia, se i maghi non ne hanno? <em>Forse ho capito male<\/em>, pensi. Due pagine oltre si apre un portale dimensionale al posto del ritratto della bisnonna di un mago, e arriva la conferma che Stroud si \u00e8 dimenticato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/stroud.jpg\"><img data-attachment-id=\"1132\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=1132\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/stroud.jpg?fit=270%2C301&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"270,301\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"stroud\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/stroud.jpg?fit=269%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/stroud.jpg?fit=270%2C301&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-1132\" title=\"stroud\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/stroud.jpg?resize=270%2C301\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/stroud.jpg?w=270&amp;ssl=1 270w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/stroud.jpg?resize=269%2C300&amp;ssl=1 269w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Va bene: come direbbe Andrea Salidu, scettico residente dei <em><a href=\"http:\/\/www.fabbricastorie.it\">Fabbricastorie<\/a>, <\/em>sono particolari. Sgradevoli, ma particolari. Per\u00f2 nel caso specifico denunciano la difficolt\u00e0 di descrivere efficacemente un mondo arido da un punto di vista sentimentale, un mondo <em>alieno<\/em> che alla fine lo scrittore non regge e che finisce per particolareggiare come se fosse il <em>nostro <\/em>mondo. Sono particolari che spingono il lettore a ricordarsi che nelle prime battute del libro, curiosamente, dopo tanta insistenza sulla questione del nome tutti i personaggi attorno a Nathan\u00a0continuano a\u00a0chiamarlo col suo <em>vero<\/em> nome, una imprudenza incomprensibile che infatti&#8230; non vi dico cosa succede, ma qui non \u00e8 dimenticanza, \u00e8, appunto, gestione spudorata di un meccanismo della trama: <em>deve<\/em>\u00a0essere cos\u00ec perch\u00e9 in questo modo <em>pu\u00f2<\/em> succedere qualcosa.<\/p>\n<p>Individuati questi due difetti, di descrizione e di costruzione della trama, il lettore non ha pi\u00f9 pace perch\u00e9 mille altri casi simili gli si presentano, sia sul versante della descrizione sociale sia sul funzionamento, essenziale per la trama, del sistema magico: e il sistema magico <em>veramente<\/em> non regge, n\u00e9 dal punto di vista descrittivo n\u00e9 da quello della coerenza narrativa.<\/p>\n<p>Insomma: i difetti saltano sempre pi\u00f9 spesso agli occhi, rendendo\u00a0la lettura pi\u00f9 faticosa e alla fine minando la necessaria fiducia nel narratore,\u00a0il quale peraltro, dopo qualche esitazione, aumenta il ritmo e si lancia verso un finale opportunamente convulso, evitando &#8211; a malapena &#8211; che il lettore si stufi e abbandoni il romanzo. Questa accelerazione comporta l&#8217;abbandono di alcune sottotrame, che torneranno probabilmente nel seguito, per\u00f2 la storia principale si salva (le sottotrame sono proprio <em>abbandonate<\/em>, non lasciate sullo sfondo, e il lettore avrebbe ben diritto di sentirsi un po&#8217; truffato).<\/p>\n<p>Sono stato severo, mi rendo conto: con tutti i suoi difetti <em>The amulet of Samarkand<\/em> \u00e8 una lettura piacevole e poco impegnativa e Bartimaeus un personaggio che si desidera rileggere (magari non scritto da Stroud..), ma il fatto \u00e8 che nel giudizio finale questi non sono gli elementi che vengono per primi alla mente: piuttosto i difetti, che consegnano alla\u00a0sufficienza risicata\u00a0un romanzo che aveva le potenzialit\u00e0 per essere un punto di riferimento, e lo rendono pi\u00f9 interessante come caso di studio sulla costruzione della trama e dell&#8217;ambientazione che come romanzo in s\u00e9.<\/p>\n<p>Due note editoriali finali: <em>The amulet of Samarkand<\/em> \u00e8 il primo libro di una trilogia, e leggo in giro che andando avanti il livello migliora; probabilmente io stesso dar\u00f2 alla serie una seconda possibilit\u00e0, anche se non credo molto presto. Per i non anglofoni in Italia i romanzi di Bartimaeus sono pubblicati da Salani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con The amulet of Samarkand di Jonathan Stroud siamo dalle parti di Harry Potter: una Londra pi\u00f9 british del vero,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1128,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,63,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/amulet.jpg?fit=277%2C440&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-ib","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":173,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=173","url_meta":{"origin":1127,"position":0},"title":"The Magicians&#8217; Guild","author":"Rufus","date":"21\/08\/2012","format":false,"excerpt":"The Magicians' Guild inizia una trilogia fantasy abbastanza standard, con molti elementi visti in saghe maggiori: \u00e8 sostanzialmente un romanzo di formazione in cui l'ingresso del lettore in un mondo fantastico va di pari passo col percorso di scoperta che un giovane fa delle proprie capacit\u00e0 magiche e delle possibilit\u00e0\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/guild.jpg?fit=325%2C500&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":277,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=277","url_meta":{"origin":1127,"position":1},"title":"Magi&#8217;i of Cyador","author":"Rufus","date":"21\/08\/2012","format":false,"excerpt":"Non mi risulta che L.E. 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