{"id":10156,"date":"2015-04-30T17:20:58","date_gmt":"2015-04-30T15:20:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10156"},"modified":"2025-05-07T09:35:06","modified_gmt":"2025-05-07T07:35:06","slug":"fatti-coraggio-moretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10156","title":{"rendered":"Fatti coraggio, Moretti!"},"content":{"rendered":"<h2><em>Mia madre<\/em> (Nanni Moretti, Italia\/Francia 2015)<\/h2>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/q4tQ6VvPPc4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Mentre guardavo\u00a0<em>Mia madre<\/em> di Moretti mi chiedevo quando mai fosse diventato, Nanni, il cantore del disfacimento del tutto, il regista che gira e rigira intorno al senso di morte opprimente come metafora di un momento storico e del tramonto di un&#8217;epoca, di una cultura.<\/p>\n<p>Non me n&#8217;ero in fondo mai accorto, ma dall&#8217;orgogliosa e fiduciosa rivendicazione: \u00abSono uno splendido quarantenne\u00bb a oggi (e, direi, dai girotondi in poi) qualcosa deve essersi rotto, perch\u00e9 Moretti si \u00e8 messo a raccontare qualcos&#8217;altro.<\/p>\n<p>Qui,\u00a0svanito\u00a0il senso finale di serena ricomposizione de\u00a0<em>La stanza del figlio<\/em>, sparita la rivincita vitalistica di <em>Caos calmo<\/em> e anche\u00a0i teneri cardinali di\u00a0<em>Habemus Papam<\/em> non sembra proprio restare la minima traccia di apertura al futuro: si continua a vivere perch\u00e9\u00a0vivere si deve, immagazzinando man mano dolori e gioie, ma nulla sembra attenderci alla fine della strada: ci saranno momenti in cui si star\u00e0 un po&#8217; meglio, altri in cui si star\u00e0 un po&#8217; peggio e alla fine tutto passer\u00e0. Quel che conta, al limite, \u00e8 fare la strada preservando quel tanto di dignit\u00e0 e di integrit\u00e0 personale che \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>E quindi la prima riflessione che mi porta via da\u00a0<em>Mia madre<\/em> \u00e8 che il Moretti combattivo degli schiaffoni non esiste pi\u00f9:<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qtP3FWRo6Ow?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Mi direte: ben arrivato, Roberto. Io comunque me ne sono accorto adesso, scusate. E adesso che ci penso, in mezzo agli altri film c&#8217;era anche\u00a0<em>Il caimano<\/em>, e pure quello finiva piuttosto male.<\/p>\n<p>In\u00a0<em>Mia madre<\/em> una sceneggiatura a prova di bomba accompagna lo spettatore attraverso la malattia di Ada, un&#8217;anziana insegnante di latino e greco in pensione. La accudiscono i figli Giovanni e Margherita (che fa la regista ed \u00e8 un\u00a0<em>alter ego<\/em>\u00a0appena mascherato di Moretti stesso) e la nipote Livia, ma tutto il film \u00e8 visto principalmente attraverso gli occhi di Margherita. Sotto questo punto di vista il film non \u00e8 tanto la storia della malattia di Ada quanto della crisi di Margherita, presa all&#8217;incrocio fra un film che non riesce a farsi, la malattia della madre, la recente separazione dal compagno\u00a0e il fatto che la figlia attraversa un momento di sbandamento a scuola e non solo.<\/p>\n<p><em>Mia madre<\/em> medita dolorosamente sulla dissoluzione del mondo di due generazioni successive: nulla rester\u00e0 probabilmente del latino &#8211; e con esso del tipo di sapere &#8211; che Ada ha coraggiosamente insegnato per anni e anni, se non forse nel ricordo degli ex alunni di un&#8217;insegnante attenta, comprensiva, e saggia; e molto poco sembra avere la possibilit\u00e0 di restare del cinema di impegno sociale di Margherita, attaccato dalla vuota retorica dei falsi amici e sempre pi\u00f9 lontano dalla realt\u00e0 che pretende invece di rappresentare con esattezza. Assente &#8211; o chiusa in un cinismo feroce &#8211; la generazione degli attori giovani con cui Margherita lavora\u00a0resterebbe\u00a0solo la generazione\u00a0di Livia, ancora pura, si, ma che non sembra ancora pronta a prendersi carico di nulla.<\/p>\n<p>Gira gira il film finisce quindi per ritornare, gioco forza, sulla malattia di Ada, che si fa metafora di ogni cosa e il cui racconto \u00e8 la cosa migliore del film, grazie anche alla finezza di interpretazione di Giulia Lazzarini e alla cura dei particolari della sceneggiatura, che continuamente parla a chi ha vissuto situazioni simili e fa ricordare con immediatezza\u00a0momenti, particolari e perfino odori e sapori. E tuttavia, per un film cos\u00ec carico di dolore inespresso, cos\u00ec fortemente metaforico\u00a0e\u00a0cos\u00ec problematico \u00e8 sorprendente che non ci si commuova <em>per\u00a0davvero<\/em> quasi mai. So di amici che si sono stancati, o si sono sentiti respinti: a me non \u00e8 capitato e il \u00a0film mi \u00e8 rimasto dentro anche nei giorni successivi, ma mi rendo conto che se ne\u00a0<em>La stanza del figlio<\/em>\u00a0c&#8217;era una tensione trattenuta che aveva parecchi meriti artistici e che esprimeva anche una apprezzabile sobriet\u00e0 nella trattazione del dolore, qui rimane invece l&#8217;impressione che manchi qualcosa, come una capacit\u00e0 di chiudere il cerchio e mettere in maniera appropriata la chiave di volta su tutta la costruzione: quasi che in fondo la decadenza non si possa nemmeno raccontare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mia madre (Nanni Moretti, Italia\/Francia 2015) Mentre guardavo\u00a0Mia madre di Moretti mi chiedevo quando mai fosse diventato, Nanni, il cantore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2DO","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":18939,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18939","url_meta":{"origin":10156,"position":0},"title":"Musica nella notte","author":"Rufus","date":"26\/08\/2021","format":false,"excerpt":"Marted\u00ec scorso con Maria Bonaria siamo andati all'Orto Botanico per ascoltare un concerto d'arpa del musicista Raoul Moretti (qui sotto vedete l'immagine dell'evento su Facebook, che si ripete per un altro paio di marted\u00ec). 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