{"id":9768,"date":"2015-03-11T18:30:50","date_gmt":"2015-03-11T17:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9768"},"modified":"2022-03-14T16:29:38","modified_gmt":"2022-03-14T15:29:38","slug":"dilaniato-fra-donne-terribili-sigfrido-e-la-fine-dei-burgundi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9768","title":{"rendered":"Dilaniato fra donne terribili: Sigfrido e la fine dei Burgundi"},"content":{"rendered":"<h2>Come fu che lo zio Rufus decise di parlare di Sigfrido e della saga dei Volsunghi<\/h2>\n<p>Nella <a title=\"Fiabe senza amore\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9758\">puntata di&nbsp;<em>Oggi parliamo di libri<\/em> sulle fiabe<\/a> avevo notato una scarsit\u00e0&nbsp;di temi sentimentali, intesi in senso romantico, e di storie d&#8217;amore come le intendiamo in senso moderno.<\/p>\n<p>C&#8217;era qui qualcosa che strideva.&nbsp;Anche ammettendo che: \u00abil passato \u00e8 una terra straniera, fanno le cose diversamente, l\u00e0\u00bb, come diceva Leslie Poles Hartley, a me sembrava un&#8217;omissione non da poco e non facilmente spiegabile.<\/p>\n<p>\u00c8 nato cos\u00ec uno strano ciclo di puntate, del quale ho pubblicato oggi su&nbsp;<em>YouTube<\/em> la prima, dedicata alla saga (o leggenda?) di Sigurd\/Sigfrido.<\/p>\n<p>Il punto di partenza, in realt\u00e0, \u00e8 stato Dante. La mia prima risposta al dubbio citato, infatti, \u00e8 stato quello di pensare che nei secoli passati l&#8217;amore sentimentale fosse sconosciuto.&nbsp;<em>Facevano le cose in maniera differente, l\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 stato allora che mi sono ricordato di Paolo e Francesca. Perch\u00e9 l\u00ec, evidentemente, c&#8217;\u00e8 una testimonianza di passione. E mi sono anche ricordato del libro che leggevano i due sfortunati amanti: <em>Galeotto fu &#8216;l libro e chi lo scrisse<\/em>. &#8220;Galeotto&#8221; \u00e8&nbsp;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Galeotto_(personaggio)\">Galehaut<\/a>, e perci\u00f2 le storie che Paolo e Francesca stanno leggendo sono le storie dei cavalieri della Tavola Rotonda.<\/p>\n<p>Ah-ah. Storie d&#8217;amore medievali. Ma, accidenti!, storie d&#8217;amore cortesi, scritte e raccontate per un ambiente altolocato. Rispetto alla tesi della puntata sulle fiabe (l&#8217;amore fuori dell&#8217;orizzonte delle classi subalterne) qui siamo in un altro campo. Non possiamo ancora smentire quella tesi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0&nbsp;la materia arturiana ha un&#8217;origine orale piuttosto complessa che non si pu\u00f2 immaginare riservata solo alle classi agiate, ma francamente io non sono in grado di discernere fra tutti i rami delle saghe per individuare i portati della cultura alta e di quella bassa: per\u00f2 il riferimento alle saghe arturiane mi ha rimandato alle saghe vichinghe che, per quanto raccolte e sistematizzate da eruditi e intellettuali, mantengono un riferimento alla loro origine orale e popolare pi\u00f9 forte delle storie di Art\u00f9 e dei suoi cavalieri. E nelle saghe nordiche, anche e soprattutto in quelle palesemente legate a tradizioni familiari (penso a <em>Nj\u00e1ll&nbsp;<\/em><em>il &#8220;bruciato&#8221;<\/em>, per esempio) e non costruite in ambiente cortese, un po&#8217; di indizi sulla forza dei sentimenti d&#8217;amore li ho trovati.<\/p>\n<p>Era da aspettarselo, dite? Non so. Ripeto:&nbsp;<em>il passato \u00e8 una terra straniera, fanno le cose diversamente, l\u00e0<\/em>. E quindi alla fine non sapevo bene cosa aspettarmi.<\/p>\n<p>\u00c8 partita cos\u00ec una serie di puntate&nbsp;&#8220;sulle saghe&#8221;: il tentativo di confrontare le fiabe con alcune altre tradizioni della narrativa europea che con le fiabe e fra loro&nbsp;condividono una parte dei materiali narrativi, per vedere dove, in tutto questo magma, si trovano storie d&#8217;amore e dove no.<\/p>\n<p>Non spetta a me dirlo, per\u00f2 credo sia una serie di puntate interessanti; sicuramente io ho trovato molto interessante tentare di impostare un discorso coerente e lavorare sul confronto di tutti questi materiali.<\/p>\n<p>Soprattutto, per\u00f2, pi\u00f9 che storie d&#8217;amore ho trovato <em>tensioni<\/em>. Indizi pi\u00f9 o meno forti di un disagio nei confronti di alcuni temi,&nbsp;in particolare in ambito familiare; correnti carsiche nel modo di pensare che mi hanno suggerito&nbsp;che gli uomini e le donne che si raccontavano queste storie desiderassero una vita diversa, riguardo al ruolo delle donne, al patriarcato e al possesso delle donne giovani da parte di uomini anziani, ai matrimoni combinati e a diverse altre cose: ne parler\u00f2 man mano.<\/p>\n<p>Nel frattempo, per\u00f2, \u00e8 giunto il momento di parlare specificamente della puntata.<\/p>\n<h2>Sigurd e le possibili alternative<\/h2>\n<p>Probabilmente per i miei scopi erano pi\u00f9 adatte due altre saghe: o quella alla quale ho gi\u00e0 accennato di Njall (<em>Brennu-Nj\u00e1ls saga<\/em>) o quella di Egill&nbsp;Skallagr\u00edmsson (<em>Egils saga Skallagr\u00edmssonar<\/em>); sono infatti due saghe che riprendono sicuramente archivi di tipo familiare e che non hanno certamente subito, anche nel momento in cui sono state raccolte e pubblicate da ecclesiastici colti islandesi, nessuna influenza di tipo cortese. In queste due saghe (entrambe bellissime, e che consiglio caldamente) la forza dei sentimenti d&#8217;amore compare pi\u00f9 volte (anche negativamente, come gelosia) e quindi sarebbero servite benissimo allo scopo. Tra l&#8217;altro gli eroi di queste due saghe si muovono talvolta in un ambito aristocratico &#8211; Egill \u00e8 in relazione coi re di Norvegia, come Eirik Asciadisangue, che peraltro doveva essere poco pi\u00f9 che un grassatore su larga scala &#8211; ma le loro origini sono saldamente nel ceto&nbsp;dei <em>karl<\/em>, i&nbsp;contadini liberi, e come tali ci\u00f2 che raccontano di se stessi dovrebbe essere libero da influenze cortesi.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 allora che ho parlato di Sigurd?<\/p>\n<p>Beh, perch\u00e9 le due saghe in questione sono piuttosto lunghette, soprattutto quella di Egill, e i riferimenti sentimentali sparsi in mezzo a mille altre vicende: nella storia di&nbsp;Sigurd raccontata nella <em>V\u00f6lsunga saga<\/em>, perlomeno, l&#8217;intreccio amoroso fra Sigurd, Brynhild,&nbsp;Gunnar e Gudrun&nbsp;(nella saga dei Nibelunghi diverranno Sigfrido, Brunilde, Gunther e Crimilde: durante la puntata ho un po&#8217; usato i nomi talvolta secondo un resoconto e talvolta secondo l&#8217;altro) ha un ruolo preminente, perlomeno nella seconda parte.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RgA36xlf-gU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>A quanto ho detto in trasmissione non ho molto da aggiungere, se non un paio di osservazioni.<\/p>\n<p>La prima riguarda l&#8217;origine della saga: a rigore non \u00e8 norrena, ma germanica. Anzi: forse neppure germanica come la potremmo intendere, perch\u00e9 i Burgundi erano parte di quel coacervo di popoli assemblato dagli Unni nella loro orda (e infatti Atli, Attila, compare nelle varie versioni della saga). Poi naturalmente potremmo dire che i Burgundi probabilmente erano originari della penisola scandinava &#8211; e quindi erano norreni &#8211; e poi erano migrati a sud, e che probabilmente la saga incorpora, oltre a elementi parastorici (la rovina di Gundicaro e il sacco di Worms da parte degli Unni) anche elementi magari pi\u00f9 antichi&#8230; o forse no: ne riparleremo quando racconter\u00f2 dell&#8217;inclusione di elementi mitologici nel&nbsp;<em>Mabinogion<\/em> irlandese; qui quel che mi interessa \u00e8 chiarire che non necessariamente la <em>V\u00f6lsunga saga<\/em> \u00e8 pi\u00f9 <em>antica<\/em> del <em>Nibelungenlied<\/em>: le cose sono un po&#8217; pi\u00f9 complicate, diciamo. In ogni caso il mio consiglio di leggere la&nbsp;prima piuttosto che la seconda \u00e8, in buona parte, questione di gusti.<\/p>\n<p>Altre osservazioni sparse, soprattutto sui temi amorosi: c&#8217;\u00e8 un filtro magico, nella storia, che comparir\u00e0 anche in&nbsp;<em>Tristano e Isotta<\/em> con funzioni simili. Sarebbe interessante interpretarlo come un goffo tentativo di fornire all&#8217;eroe una giustificazione &#8220;morale&#8221; per quella che sarebbe, altrimenti, una seduzione con abbandono. \u00c8 un&#8217;ipotesi accattivante, e comunque segnala, ancora una volta, una tensione: fra una fedelt\u00e0 presunta e il fatto che le saghe segnalano una grandissima mobilit\u00e0: uno \u00e8 sposato, parte e altrove si rif\u00e0 una famiglia; di quella precedente non sapremo pi\u00f9 niente. Faceva problema? Forse si, magari.<\/p>\n<p>Ancora.&nbsp;Ho provato a dirlo anche in trasmissione: il motore della storia d&#8217;amore \u00e8 tutto al femminile, anche se il protagonista apparente rimane Sigurd. Ed \u00e8 un motore estremamente competitivo, per alcuni aspetti direi&nbsp;<em>maschile<\/em>: il che segnala, pure in una societ\u00e0 di guerrieri, un ruolo interessante delle donne; eppure non c&#8217;\u00e8 tenerezza ma le donne appaiono, con l&#8217;eccezione del temibile Hagin, parecchio&nbsp;pi\u00f9 spietate degli uomini. Un&#8217;altra tensione, sulla quale credo che torner\u00f2 commentando le prossime puntate.<\/p>\n<p>Gustatevi la pausa musicale, nel frattempo, poi vorrei spendere due parole su come fare per leggere queste storie.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4tcXblWojdM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<h2>I libri da leggere<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg\"><img data-attachment-id=\"9774\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=9774\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?fit=280%2C480\" data-orig-size=\"280,480\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Antiche saghe nordiche\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?fit=175%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?fit=280%2C480\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-9774 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?resize=175%2C300\" alt=\"Antiche saghe nordiche\" width=\"175\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?resize=175%2C300 175w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?resize=88%2C150 88w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?resize=29%2C50 29w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Antiche-saghe-nordiche.jpg?w=280 280w\" sizes=\"(max-width: 175px) 100vw, 175px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Io ho a casa una bella edizione delle saghe nordiche (che comprende sia le storie di Njall che quelle di Egill e Sigurd), in un cofanetto degli <em>Oscar Mondadori<\/em>, una fantastica combinazione di qualit\u00e0 e prezzo. Purtroppo ho scoperto con dispiacere&nbsp;dopo aver preparato questa puntata che si tratta di una edizione ormai&nbsp;fuori commercio.&nbsp;La saga dei Volsunghi \u00e8 comunque compresa nell&#8217;<em>Edda poetica<\/em>, che dovrebbe essere pi\u00f9 facile da trovare. Fra le cose che so che esistono ma non ho mai letto per bene segnalo anche un testo di <em>Carocci<\/em>&nbsp;intitolato&nbsp;<em>Carmi di Sigurd. Testo feroese a fronte<\/em>, un saggio&nbsp;<em>La morte di Sigurdr<\/em>&nbsp;pubblicato dalle <em>Edizioni dell&#8217;Orso<\/em>&nbsp;e vedo anche che \u00e8 uscita una riscrittura della saga fatta da Tolkien (nientemeno!!),&nbsp;<em>La leggenda di Sigurd e Gudrun<\/em>, con perfino il testo inglese a fronte. La saga dei Nibelunghi \u00e8 pi\u00f9 facile da leggere: si trova in una bella edizione di Einaudi e, in una versione credo differente, \u00e8 pubblicata anche da&nbsp;<em>TEA<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come fu che lo zio Rufus decise di parlare di Sigfrido e della saga dei Volsunghi Nella puntata di&nbsp;Oggi parliamo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19265,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,63,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/907dc-valkiria201.jpg?fit=270%2C420","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2xy","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":2505,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2505","url_meta":{"origin":9768,"position":0},"title":"La fantasy religiosa&#8230; di cui non ho parlato","author":"Rufus","date":"09\/03\/2013","format":"video","excerpt":"Il leone, la strega e l'armadio (C.S. 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