{"id":962,"date":"2012-10-04T19:08:15","date_gmt":"2012-10-04T17:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=962"},"modified":"2014-01-07T09:43:05","modified_gmt":"2014-01-07T08:43:05","slug":"da-voltaire-a-belen","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=962","title":{"rendered":"Da Voltaire a Bel\u00e9n"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg\"><img data-attachment-id=\"963\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=963\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg?fit=224%2C313\" data-orig-size=\"224,313\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"2696-3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg?fit=214%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg?fit=224%2C313\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-963\" title=\"2696-3\" alt=\"\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg?resize=214%2C300\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg?resize=214%2C300 214w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg?w=224 224w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Mia moglie, che, <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=657\">come i lettori pi\u00f9 attenti ricorderanno<\/a>, la sa molto pi\u00f9 lunga di me, sostiene che <em>Scritti galeotti<\/em> di Daria Galateria \u00e8 il corrispondente colto, adatto a bibliotecari e intellettuali, di <em>Pettegolezzo 2000<\/em> o <em>Foto di principesse scattate di soppiatto<\/em>. Probabilmente ha ragione. Non\u00a0vuol essere un giudizio <em>tranchant<\/em>: si tratta piuttosto di togliere un pochino di patina e di ragionare sul perch\u00e9 questo libro piaccia: io l&#8217;ho letto, questa estate, praticamente di un fiato e ne sono stato contento. Per\u00f2 non sono rimasto convinto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sellerio.it\/it\/catalogo\/Scritti-Galeotti-Narratori-Catene-Dal-Settecento-Oggi\/Galateria\/5219\"><em>Scritti galeotti<\/em><\/a> (sottotitolo: <em>Narratori in catene dal Settecento ad oggi<\/em>) raccoglie un gran numero di brevi biografie di scrittori, tutti accomunati dal fatto di essere stati in prigione per i motivi pi\u00f9 disparati. In\u00a0realt\u00e0 di nessuno viene narrata <em>tutta<\/em> la vita, ma solo quel momento che li ha portati in\u00a0galera,\u00a0il periodo della detenzione\u00a0e le immediate conseguenze dell&#8217;avventura (talvolta conseguenze finali e definitive, come la pena capitale). In questo senso\u00a0non bisogna pensare che leggere <em>Scritti galeotti<\/em> sia come sfogliare un dizionario biografico, ma piuttosto \u00e8 come stare seduti a teatro e vedere succedersi sul palco\u00a0una serie di personaggi che vengono per un momento illuminati dall&#8217;occhio di bue, dicono la loro battuta\u00a0e poi scompaiono, lasciado spazio a qualcun altro.<\/p>\n<p>Questo tipo di raccolte si presta sempre al gioco di cercare le omissioni: diciamo che mancano, inaspettatamente, Edward Bunker e Dashiell Hammett, che la selezione riguarda principalmente gli europei e qualche nordamericano e che del sud del mondo non c&#8217;\u00e8 praticamente nessuno. In compenso ci sono moltissimi altri, fra i quali abbastanza figure inaspettate da solleticare la curiosit\u00e0 di chiunque.<\/p>\n<p>Oltre l&#8217;elemento in comune della prigione (e dell&#8217;essere scrittori), non c&#8217;\u00e8 (quasi) niente che accomuni le biografie: la scelta di raccontare il trentesimo compleanno di tutti gli scrittori coi capelli rossi &#8211; o un altro criterio di scelta del tutto casuale &#8211; avrebbe dato come risultato un assortimento di situazioni altrettanto variegato, e probabilmente altrettanto interessante,\u00a0di quello presentato in <em>Scritti galeotti.<\/em> I &#8220;protagonisti&#8221; non sono nemmeno accomunati dall&#8217;essere tutti personaggi positivi, n\u00e9 la scelta \u00e8 quella di presentare scrittori che siano stati <em>ingiustamente<\/em> messi in prigione: in molti casi la condanna \u00e8 del tutto corretta giuridicamente, spesso meritata e in alcuni casi retribuzione di crimini abietti. E non c&#8217;\u00e8 neanche la scelta, che era possibile, di presentare scrittori incarcerati a motivo dei loro libri: per alcuni \u00e8 cos\u00ec, per moltissimi altri no. Insomma, oltre il puro fatto oggettivo della prigione non c&#8217;\u00e8 <em>nessun<\/em> filo conduttore.<\/p>\n<p>Basta questo unico elemento ricorrente per rendere <em>Scritti galeotti<\/em> un &#8220;oggetto&#8221; riuscito? Si e no. Alcuni episodi sono divertenti in s\u00e9 (Scott arrestato per vagabondaggio, per esempio, o la perquisizione delle latrine di Voltaire), in altri casi la personalit\u00e0 dello scrittore emerge con forza straordinaria dalle pagine, come Louise Michel, o beneficia dell&#8217;empatia della Galateria (per esempio nel caso di Jean Giono).\u00a0Le storie\u00a0di Wilde e di Campana sono, per motivi diversi, struggenti, altre cose hanno un interesse\u00a0legato al particolare\u00a0periodo o luogo in cui sono ambientate e in certi casi la pura stupidit\u00e0 o malvagit\u00e0 dimostrata lascia a bocca aperta. Inoltre man mano che ci si avvicina ai nostri giorni la &#8220;densit\u00e0 cronologica&#8221; dei casi presentati aumenta creando una sinergia molto efficace:\u00a0per esempio non \u00e8 possibile non interrogarsi sulle corrispondenze e differenze fra i deportati nei campi di concentramento nazisti, i prigionieri di guerra delle due parti e gli inquisiti delle epurazioni di collaborazionisti dopo la guerra, forse il momento in cui la pura successione di storie non direttamente correlate ma collocate nello stesso contesto e che quindi si richiamano a vicenda rende pi\u00f9 emozionante, davvero emozionante,\u00a0la lettura.<\/p>\n<p>Contemporaneamente per\u00f2, diciamocelo, c&#8217;\u00e8 anche un po&#8217; di fuffa, alcune figure sono meno interessanti, o la Galateria non riesce a renderle come vorrebbe, e ogni tanto si ha la sensazione di un brodo un po&#8217; allungato. E soprattutto appena la tensione scema emergono i limiti strutturali dell&#8217;operazione, soprattutto la mancanza di un approfondimento storico, compreso il vezzo, un po&#8217; da letterati, di dare per scontato che il &#8220;lettore ideale&#8221; sappia per forza chi sono i personaggi presentati: io\u00a0sono un appassionato di letteratura di genere e so cos&#8217;\u00e8 la <em>blaxploitation<\/em>, ma mia madre, che mi ha passato il libro e che peraltro, essendo ex direttrice di biblioteca, \u00e8 molto pi\u00f9 lettore ideale di me, si \u00e8 chiesta parecchio perplessa chi diamine fosse Chester Hymes e forse non sapendolo si\u00a0\u00e8 persa qualcosa.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 insomma\u00a0un rifiuto precostituito di allargare lo sguardo al contesto, se non per notazioni di colore. Proprio la forza e la maggiore profondit\u00e0 che le figure coinvolte negli eventi\u00a0degli anni\u00a0dal 1935 al 1950 si forniscono reciprocamente per l&#8217;essere parte degli stessi fatti,\u00a0suggerisce che limitarsi magari a un solo periodo, far <em>cozzare<\/em> volontariamente gli scrittori gli uni contro gli altri, aggiungere ogni tanto una lettura di contesto, avrebbe reso questo un libro migliore e pi\u00f9 interessante. Certo, sarebbe stato un libro <em>diverso<\/em>, forse pi\u00f9 difficile da scrivere, ma secondo me migliore.<\/p>\n<p>Mi pare di capire che la radice di tutta l&#8217;operazione sia stata una serie di trasmissioni radiofoniche. Ma quello che in radio poteva essere un punto di forza, un episodio interessante e poco conosciuto offerto in un breve ed efficace appuntamento quotidiano, passando alla pagina scritta perde di forza. Le domande che il lettore esigente mette da parte ascoltando la radio in macchina mentre torna a casa, nella lettura tornano con forza maggiore e, se non trovano risposta, lasciano un certo senso di delusione.\u00a0Viene alla mente Lucarelli e la trasposizione su carta dei suoi vari misteri italiani, una operazione di una forza e una efficacia infinitamente maggiori.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0: ma questo \u00e8 un gioco, un <em>divertissement<\/em> letterario. D&#8217;accordo. Infatti il paragone con Lucarelli non \u00e8 del tutto convincente. Ma il punto che alla fine d\u00e0 ragione a mia moglie \u00e8 proprio quello del <em>divertissement<\/em>: con <em>Scritti galeotti<\/em> giochiamo tutti al simpatico passatempo dello sbirciare dietro le quinte della vita dei grandi uomini. A casa mia si chiama pettegolezzo, al pi\u00f9, se vogliamo essere un po&#8217; pi\u00f9 buoni, anedottica. <em>Scritti galeotti<\/em> \u00e8 un (divertente) libro di aneddoti su scrittori famosi,\u00a0al quale\u00a0una serie di elementi cosmetici\u00a0(la letteratura, la grande storia, la tragicit\u00e0 del carcere, il genio degli scrittori) presta una rispettabilit\u00e0 ma non una sostanza maggiore. Una lettura piacevole, poco impegnativa, un libro da spiaggia o da viaggio che pu\u00f2 essere letto anche (non solo, ma anche) da chi non ammetterebbe mai di avere bisogno di letture che facciano un po&#8217; riposare il cervello. Questo <em>tono<\/em>\u00a0di un certo tipo di\u00a0lettore implica retroattivamente un giudizio negativo sul libro? Ma no, ovviamente. Purch\u00e9 sia chiaro quello che ci si pu\u00f2 aspettare e non aspettare da una lettura che sar\u00e0 sul momento soddisfacente ma lascer\u00e0 alla lunga un senso di vuoto.<\/p>\n<p>Adesso, perch\u00e9 non pensiate che io sono troppo esigente e voglio a tutti i costi solo libri con Profondi Significati, lasciatemi andare che si \u00e8 fatto tardi: mi ha detto la portiera che sono state pubblicate sulla rete le foto del compleanno di Bel\u00e9n e non le ho ancora viste. Buona serata a tutti!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mia moglie, che, come i lettori pi\u00f9 attenti ricorderanno, la sa molto pi\u00f9 lunga di me, sostiene che Scritti galeotti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":963,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[83,52,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/2696-3.jpg?fit=224%2C313","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-fw","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":19837,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19837","url_meta":{"origin":962,"position":0},"title":"I rei non fanno il miracolo","author":"Rufus","date":"19\/07\/2022","format":false,"excerpt":"Sono andato l'altra sera, nella cornice del Cagliari FIlm Festival ospitato dalla Fondazione Siotto a vedere Il miracolo dei rei, documentario di Alessandra Usai sulla fondazione della colonia penale di Castiadas. 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