{"id":9433,"date":"2015-01-22T19:32:05","date_gmt":"2015-01-22T18:32:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9433"},"modified":"2026-01-28T13:06:14","modified_gmt":"2026-01-28T12:06:14","slug":"il-debole-gioco-dellimitazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9433","title":{"rendered":"Il debole gioco dell&#8217;imitazione"},"content":{"rendered":"<p>Durante uno degli incontri recenti che i <em>Fabbricastorie <\/em> hanno dedicato alla <a title=\"Sulla costruzione di mondi\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8935\">costruzione di mondi narrativi e ambientazioni credibili<\/a> ho raccontato che ci sono due onorati trucchi che consentono di spazzare sotto al tappeto i <a title=\"La coerenza di Samarkanda \u2013 1\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1114\">difetti di coerenza<\/a> delle proprie creazioni: aumentare il ritmo e la tensione della narrazione, per non lasciare allo spettatore o lettore troppo tempo per pensare, e ridurre l&#8217;ampiezza dell&#8217;obiettivo con una <em>zoomata<\/em>, per portare le crepe fuori del campo visuale dello spettatore. Avevo in mente <em>Hunger Games<\/em>, per la verit\u00e0, e non mi aspettavo certo di trovare questi due machiavelli messi in pratica (magistralmente) in un film come <em>The imitation game<\/em>, la biografia di Alan Turing.<\/p>\n<h2><em>The imitation game<\/em> (Tyldum, USA\/UK 2014)<\/h2>\n<p>La sceneggiatura del film, scritta benissimo da Graham Moore, mischia abilmente due (o forse tre) piani temporali. C&#8217;\u00e8 il periodo eroico del lavoro di decrittazione dei codici di comunicazione nazisti durante la II Guerra Mondiale, il momento drammatico dell&#8217;accusa di omosessualit\u00e0 e, in mezzo, il periodo appena accennato di studio da parte di Turing dei <em>computer<\/em> veri e propri e il suo notissimo interesse per l&#8217;intelligenza artificiale. E c&#8217;\u00e8 pure un lunghissimo <em>flashback<\/em> sul Turing adolescente al collegio.<\/p>\n<p>La figura di Turing \u00e8 interessante, i comprimari ben delineati, la sfida che il gruppo dei crittografi deve affrontare straordinaria, il rischio e le conseguenze legate all&#8217;accusa di omosessualit\u00e0 pesantissime, quindi lo spettatore \u00e8 ben presto <em>preso<\/em> senza scampo. Se a tutto questo si aggiunge una buona regia e una ottima recitazione, con un Cumberbatch bravissimo, non ci si stupisce che il film di primo acchito piaccia. Anche perch\u00e9 ben presto la storia \u00e8 racchiusa in microcosmi, l&#8217;ambiente claustrofobico del laboratorio di decrittazione, la cospirazione del piccolo gruppo di statistici e agenti segreti intento a prevedere cosa si possa lasciare che il nemico intraveda e cosa si deve mascherare, il faccia a faccia drammatico fra Turing e il poliziotto che lo interroga.<\/p>\n<p>Tutto questo fa s\u00ec che lo spettatore, avvinto, segua il film con piacere ed esca soddisfatto.<\/p>\n<p>Quasi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 all&#8217;angolo della coscienza un po&#8217; di dubbi ti rodono il cervello. Perch\u00e9 Cumberbatch deve caratterizzare Turing come un sociopatico ad alta efficienza, cio\u00e8 sostanzialmente come Sherlock? Perch\u00e9 sacrificare Keira &#8211; l&#8217;unica crittografa in un gruppo unicamente maschile! &#8211; in un&#8217;irritante sottotrama sentimentale? Perch\u00e9 descrivere lo sforzo globale di due sistema-paese che si affrontano con tutti i mezzi in una guerra disperata in rozze sintesi di taglio romanzesco? Perch\u00e9 infilare ogni tanto delle descrizioni tecniche che a occhio hanno la stessa credibilit\u00e0 della velocit\u00e0 a curvatura e comportano l&#8217;uso dello stesso tipo di gergo scientifico farlocco? Perch\u00e9 mi devono infliggere questa storia che Turing calcola giusto quante perdite ci si pu\u00f2 lasciar infliggere dai tedeschi per continuare a ingannarli &#8211; <em>ceeerto<\/em> &#8211; e manda un rapporto con scritto &#8220;46%&#8221; e all&#8217;Alto Comando Alan Brooke, si suppone, allora telefona a Monty e gli dice: \u00ab<em>Well<\/em>, mio caro, oggi fatti decimare una divisione in pi\u00f9, perch\u00e9 sai, dobbiamo prendere il 46% di perdite. Spiacevole, <em>old boy<\/em>, ma sai com&#8217;\u00e8&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il film va avanti e ha giusto &#8211; giusto! &#8211; quel tanto di credibilit\u00e0 che ti dici: \u00abBoh! Sar\u00f2 io che sono ipercritico&#8230;\u00bb e lasci passare. E poi Keira sorride come un angelo, Benedict recita direttamente da Dio, il cattivo colonnello vorrebbe spegnere il computer primigenio proprio quando i crittografi stanno per decifrare il codice segreto nazista e non ci pensi troppo.<\/p>\n<p>Poi per\u00f2, siccome sei un cane vecchio, torni a casa e provi a controllare, e scopri che il film non \u00e8 un po&#8217; romanzato. No, \u00e8 inventato direttamente di sana pianta. E pi\u00f9 leggi e pi\u00f9 ti chiedi come sia possibile che ancora oggi, nel 2015, ci si prenda licenze con la storia che neanche John Ford con la battaglia di Little Big Horn e il Generale Custer sulla collina con i capelli al vento.<\/p>\n<p>E pi\u00f9 ti allontani dal film e dalle sue spire ipnotiche e pi\u00f9 le crepe si allargano.<\/p>\n<p>Ai tempi devo avere raccontato del <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2236\">criterio del mio amico Andrea Veneruzzo per giudicare un film<\/a>. Ammetteva un&#8217;eccezione: ci sono film che sul momento non sembrano dirti niente ma nei giorni successivi ci torni sopra e ti crescono sempre pi\u00f9 nel ricordo.<\/p>\n<p><em>The imitation game<\/em> invece <em>cala<\/em> nel ricordo. Una volta che infili lo scalpello della consapevolezza della falsificazione storica nelle fessure viene gi\u00f9 tutto. Metti tra parentesi la recitazione di Cumberbatch, per esempio, perch\u00e9 pensi che in fondo si \u00e8 persa un&#8217;occasione per caratterizzare un matematico &#8211; che era ricco di <em>tic<\/em>, senza dubbio &#8211; in una maniera originale. Oppure non puoi pi\u00f9 dare credito a tutta la linea narrativa del film che riguarda l&#8217;omosessualit\u00e0, perch\u00e9 dopotutto un omosessuale che si innamora di Keira Knightley e in tutto il film non se la fa mai con un uomo, tranne un&#8217;infatuazione platonica da adolescente, \u00e8 un omosessuale un po&#8217; troppo comodo.<\/p>\n<p>Vedo che soprattutto a proposito di quest&#8217;ultimo tema <a href=\"http:\/\/www.nybooks.com\/blogs\/nyrblog\/2014\/dec\/19\/poor-imitation-alan-turing\/\">in America la cosa \u00e8 stata notata<\/a>, ma in realt\u00e0 il punto \u00e8 che il film, sebbene sia sostanzialmente un pastrocchio, rimane un pastrocchio ben confezionato e, in un&#8217;epoca in cui pagano i messaggi demagogici e ipersemplificati, lo schema del genio incompreso, sensibile e tormentato, straziato da un Sistema spersonalizzato e oppressivo (non che gli omosessuali non fossero perseguitati, in Gran Bretagna) ma capace di vincere quasi la guerra da solo per effetto del proprio straordinario potere \u00e8 uno schema narrativo troppo efficace per poter pensare di opporgli il ragionamento, i distinguo, in una parola: la verit\u00e0.<\/p>\n<p>E cos\u00ec capisci in fondo anche il titolo: il gioco della dissimulazione non \u00e8 quello fra crittografo e decodificatore, non \u00e8 quello fra intelligenza artificiale e investigatore, o fra lo scienziato col segreto inconfessabile e il poliziotto, no, il gioco della finzione \u00e8 quello fra regista e sceneggiatore da una parte e il pubblico dall&#8217;altra: e i narratori, questa volta, vincono a mani basse.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PuWcZpWcGHU?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante uno degli incontri recenti che i Fabbricastorie hanno dedicato alla costruzione di mondi narrativi e ambientazioni credibili ho raccontato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19093,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[83,52,14,56,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Imitation-game.jpg?fit=1200%2C675","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2s9","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":4840,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4840","url_meta":{"origin":9433,"position":0},"title":"Ender&#8217;s game, che film!! 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