{"id":9399,"date":"2015-01-15T18:15:04","date_gmt":"2015-01-15T17:15:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9399"},"modified":"2026-01-22T18:15:20","modified_gmt":"2026-01-22T17:15:20","slug":"storie-fatte-di-silenzi-touch-di-mitsuru-adachi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9399","title":{"rendered":"Storie fatte di silenzi: &#8220;Touch&#8221; di Mitsuru Adachi"},"content":{"rendered":"\n<p>Cominciamo prima di tutto a ringraziare Marcello Cadeddu, mio antico collega universitario e contatto di <em>Facebook<\/em>, che mi ha suggerito come pausa musicale un brano da <em>Hadestown<\/em> di&nbsp;Ana\u00efs Mitchell: forse lui in realt\u00e0 proponeva un altro brano, troppo lungo, e non sono ormai nemmeno sicuro che fra le puntate che ho registrato nello stesso giorno fosse proprio&nbsp;<em>Touch<\/em> quella interessata. Non \u00e8 questo il problema, perch\u00e9 quel che importa \u00e8 essere indirizzati in direzioni nuove e inaspettate e essere costretti a mettere in moto le <em>cellulette grigie<\/em>, come avrebbe detto Poirot, e quindi grazie, Marcello!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/al8D7oqVBQ8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Della puntata sono, tutto sommato, abbastanza soddisfatto. <i>A me Adachi piace molto &#8211; ho apprezzato assai anche\u00a0<\/i><em>Rough <\/em>(chiss\u00e0 se Adachi si sente obbligato da un voto a scrivere solo fumetti con titoli in inglese di cinque lettere e che finiscono per &#8220;h&#8221;?) &#8211; e soprattutto mi sembrava in piena continuit\u00e0 con la puntata precedente: non solo perch\u00e9 potevo allargare il discorso alle caratteristiche generali dei\u00a0<em>manga<\/em>, cosa che nella puntata precedente non ero riuscito a fare, ma anche perch\u00e9 le due storie di\u00a0<em>Maison Ikkoku<\/em> e di\u00a0<em>Touch<\/em>\u00a0hanno diversi elementi di contatto, sia pure in una diversit\u00e0 di fondo: soprattutto la capacit\u00e0 di narrare per sottrazione, come ho provato a dire in trasmissione, una caratteristica che nelle narrazioni sentimentali occidentali viene spesso a mancare completamente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5a0LEfMRkEI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>E quindi sono contento di avere perlomeno seminato qualche dubbio fra il pubblico di&nbsp;<em>Radio Kalaritana<\/em>&nbsp;riguardo ai&nbsp;<em>manga<\/em>, genere che sospetto non goda in quella sede di eccessivi favori. Non mi sono addentrato nelle distinzioni fra&nbsp;<em>sh\u014dnen<\/em>, <em>seinen<\/em> o&nbsp;<em>sh\u014djo <\/em>&#8211; ci sarebbero pure altre categorie &#8211; un po&#8217; perch\u00e9 era un terreno minato sui quali gli appassionati versano sangue in dispute feroci, un po&#8217; perch\u00e9 tutto sommato sarebbe stato&nbsp;interessante ma non assolutamente necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho dovuto tagliare un po&#8217; sul tema dello sport come metafora della vita, che \u00e8 una delle tematiche importanti del fumetto e anche della poetica di Adachi e oltretutto un sottogenere ben attestato del mondo dei&nbsp;<em>manga<\/em>, ma davvero non avevo tempo. E avrei dovuto sottolineare che&nbsp;<em>Touch<\/em> si avvale della presenza di un <em>cast<\/em>&nbsp;di comprimari davvero interessante ed efficace, che d\u00e0 al fumetto molta pi\u00f9 sostanza rispetto alla struttura di base costotuita dal triangolo implicto Katsuya-Minami-Tatsuya e dall&#8217;eterna esitazione di Tatsuya nel venire allo scoperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho invece, credo correttamente, sottolineato la dimensione dei &#8220;non detti&#8221; e dei silenzi che sono abbondanti nel fumetto (ho gi\u00e0 detto che mi sembrava un elemento di continuit\u00e0 con <em>Maison Ikkoku<\/em>): certo avrei potuto aggiungere che questo non implica una narrazione&nbsp;<em>sobria<\/em> da un punto di vista del&nbsp;<em>pathos<\/em>. I momenti di commozione, infatti, abbondano, e tutto il fumetto \u00e8 immerso in una sorta di aura patetica, sebbene trattenuta per pudore &#8211; lo stesso pudore, in fondo, che caratterizza Tatsuya &#8211; ma comunque ben definita. Ma il discorso in radio si faceva complesso, il tempo era tiranno e ho rinunciato: lo segnalo, per riparare, qui sul&nbsp;<em>blog<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cominciamo prima di tutto a ringraziare Marcello Cadeddu, mio antico collega universitario e contatto di Facebook, che mi ha suggerito<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":20852,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Touch.jpg?fit=1011%2C760","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2rB","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":2493,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2493","url_meta":{"origin":9399,"position":0},"title":"Nessundove a &#8220;Oggi parliamo di libri&#8221;","author":"Rufus","date":"08\/03\/2013","format":"video","excerpt":"Nessundove di Neil Gaiman \u00e8 stato oggetto della decima puntata di Oggi parliamo di libri (ai primi di febbraio, ma l'ho\u00a0messa in linea oggi). 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