{"id":9271,"date":"2014-12-29T09:56:10","date_gmt":"2014-12-29T08:56:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9271"},"modified":"2015-01-09T14:29:35","modified_gmt":"2015-01-09T13:29:35","slug":"i-dipendenti-delle-province-e-il-carattere-degli-italiani-un-intervento-di-antonio-messina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9271","title":{"rendered":"I dipendenti delle Province e il carattere degli italiani (un intervento di Antonio Messina)"},"content":{"rendered":"<p>Rilancio un <a href=\"http:\/\/www.antoniomessina.it\/blog\/i-dipendenti-delle-province-e-il-carattere-degli-italiani\">articolo<\/a>, a mio parere davvero importante, del mio consocio di Banca Etica Antonio Messina &#8211; <a href=\"http:\/\/www.antoniomessina.it\/\">potete scoprire cose molto interessanti su di lui sul suo sito<\/a>\u00a0&#8211; sia per il contenuto in s\u00e9 sia perch\u00e9 trovo sempre pi\u00f9 necessario che tutti impariamo a misurare la distanza che corre fra il buon senso spicciolo della gente gretta e la realt\u00e0, fra i proclami della propaganda e la pratica attuazione.Buona lettura!<\/p>\n<h2>I dipendenti delle Province e il carattere degli italiani<\/h2>\n<h3>di Antonio Messina<\/h3>\n<p>Se chiedete ai primi dieci passanti che incontrate per strada che cosa pensino dei pubblici dipendenti, dieci su dieci vi risponderanno che si tratta di fannulloni (versione oggi in voga del vecchio \u201clavativo\u201d), raccomandati, inefficienti e incapaci e perci\u00f2, condensando, di parassiti sociali. Nel vasto mare dei pubblici dipendenti, poi, quelli che lavorano per le Province sono ritenuti i pi\u00f9 fannulloni, raccomandati, inefficienti e incapaci e perci\u00f2, condensando, i pi\u00f9 parassiti di tutti.<\/p>\n<p>Nei tempi presenti, l&#8217;opinione corrente sui dipendenti pubblici, compresi quelli delle Province, determina il modo col quale la \u201cconversazione sociale\u201d commenta la soppressione di vecchie tutele a loro favore o quell&#8217;evento doloroso, addirittura ritenuto impensabile fino a poco tempo fa, che \u00e8 la perdita del posto di lavoro. Riferendosi a tali circostanze, anche i commenti pi\u00f9 benevoli si riassumono con frasi del tipo \u201cben gli sta\u201d, o un&#8217;ancor pi\u00f9 chiara \u201cfinalmente tocca anche a loro passare gli stessi guai degli altri\u201d. In altre parole, si riceve una gratificazione dal pensiero che anche i dipendenti pubblici, finalmente, soffrono come meritano dopo che se la sono spassata per decenni.<\/p>\n<p>In queste settimane, dunque, non sorprende che opinioni del genere che abbiamo citato si riversino copiosamente sui dipendenti delle Province, il cui futuro \u00e8 reso quanto meno incerto dai cosiddetti \u201ctagli lineari\u201d praticati alle risorse finanziarie e alle dotazioni di personale dell&#8217;Ente per cui lavorano, tagli non accompagnati da certezze sull&#8217;esito positivo dei procedimenti di ricollocazione in altri enti.<\/p>\n<p>Io sono un dipendente pubblico da quasi 32 anni e da oltre 13 lavoro per una Provincia. Tale circostanza conosce un&#8217;aggravante nel fatto che, in settori diversi da quelli che ho frequentato, sono stati pubblici dipendenti entrambi i miei genitori, con la conseguenza che fin dalla fine degli anni Sessanta (che fa un po&#8217; effetto poter definire \u201cdel secolo scorso\u201d) ho ascoltato storie di scuole e direttori didattici, di ministeri e di ministeriali, di archivi bui pieni di faldoni accatastati, di corridoi interminabili sulle quali si affacciavano stanze pi\u00f9 o meno luminose, dove le persone pi\u00f9 diverse si dedicavano con diverso impegno a varie attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Confessata la colpa di essere un pubblico dipendente, potrei provare a ingraziarmi il lettore affermando (e giuro che lo farei con assoluta sincerit\u00e0 e convinzione) che la mia esperienza diretta e indiretta mi ha fatto trovare negli uffici pubblici uffici un numero impressionante di dipendenti fannulloni (gi\u00e0 detti \u201clavativi\u201d), raccomandati, inefficienti e incapaci e perci\u00f2, condensando, di parassiti sociali che si sono adoperati in vario modo per consolidare la propria fama praticando condotte vistosamente reprensibili: dall&#8217;assenza prolungata dalla propria postazione alla quieta permanenza oltre misura in bar interni e esterni; dalla lentezza irragionevole nel concludere un procedimento all&#8217;uso del tempo di lavoro per attivit\u00e0 altrimenti, ed altrove, lodevoli come quella di tenersi aggiornati sulle vicende del mondo in cui viviamo. Il tutto, naturalmente, al netto di episodi pi\u00f9 gravi di corruzione o concussione. Potrei provarci ma non lo far\u00f2, perch\u00e9 adesso vorrei partire dal caso dei dipendenti provinciali per affrontare un altro argomento anche pi\u00f9 doloroso.<\/p>\n<p>La Legge di Stabilit\u00e0 2015 riduce la spesa per il personale delle Province del 50%. La conseguenza \u00e8 che bisogner\u00e0 definire il destino professionale e retributivo di oltre ventimila persone (o, pi\u00f9 esattamente secondo il cittadino, di oltre ventimila fannulloni, raccomandati, inefficienti e incapaci e perci\u00f2, condensando, di oltre ventimila parassiti sociali). Tale destino, al netto di dichiarazioni pi\u00f9 o meno fuorvianti, prevede un percorso delle durata di due anni al termine del quale esistono due sbocchi: essere destinato a un&#8217;altra pubblica amministrazione oppure tornare a casa.<\/p>\n<p>Se chi gongola per i guai dei pubblici impiegati fosse un essere coerente e razionale, dunque, dovrebbe concludere che la citata riduzione del 50% delle risorse destinate al personale delle Province produrr\u00e0 i seguenti benefici:<\/p>\n<ol>\n<li>ipotizzando che nessuno lavori bene, con la riduzione si otterr\u00e0, almeno, il dimezzamento del numero di dipendenti provinciali fannulloni, raccomandati, inefficienti e incapaci e perci\u00f2, condensando, di parassiti sociali che gravano sulla collettivit\u00e0;<\/li>\n<li>ipotizzando che qualcuno lavori, il livello dei servizi forniti rimarr\u00e0 identico perch\u00e9 ad essere allontanati saranno i fannulloni ecc., mentre a rimanere saranno coloro che tiravano la carretta anche per gli altri (chiss\u00e0, magari ce n&#8217;era qualcuno) o che, gi\u00e0 fannulloni, saranno costretti a rimboccarsi le maniche per compensare le assenze definitive di chi sar\u00e0 stato trasferito, altrove o a casa sua;<\/li>\n<li>un incremento dell&#8217;efficienza complessiva della pubblica amministrazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 a questo punto che devo introdurre il resoconto della mia esperienza professionale di questi ultimi anni. Mi limito ai numeri. A fine febbraio 2010, la durata media dei procedimenti assegnati al mio ufficio era di 21 giorni. A fine dicembre 2012, la durata media era scesa a tre giorni. Questo risultato l&#8217;ho ottenuto a parit\u00e0 di norme legislative (anche affrontando due picchi anomali di lavoro determinati da norme settoriali che introducevano delle scadenze) e di unit\u00e0 di personale a disposizione del mio ufficio (quattro, me compreso). L&#8217;incremento di produttivit\u00e0 realizzato in meno di due anni, dunque, \u00e8 stato pari all&#8217;85%, ben maggiore del 50% assicurato dalla Legge di Stabilit\u00e0 2015.<\/p>\n<p>Dov&#8217;\u00e8 il trucco? Il trucco sta nel fatto che io e la maggioranza politica che oggi ci governa avevamo due obiettivi diversi. Il mio era quello di ridurre sia gli sprechi (per esempio, il consumo di carta nel mio ufficio si \u00e8 ridotto di quasi l&#8217;80%), sia il tempo necessario al cittadino per avere ci\u00f2 che chiedeva (per i procedimenti pi\u00f9 semplici sono riuscito a ottenere un tempo di attesa pari a zero, cosicch\u00e9 con una sola visita il cittadino risolve il suo problema). Questo risultato \u00e8 stato ottenuto grazie ad accorgimenti perfino banali: ridefinizione delle procedure eliminando i passaggi non necessari; definizione di liste di controllo puntuali che guidassero gli addetti nello svolgimento dei controlli obbligatori di routine; uso attento e spinto delle possibilit\u00e0 offerte dalla rete Internet, rendendo facilmente accessibili informazioni e modulistica (le pagine web del mio ufficio, cos\u00ec, sono sempre al secondo o terzo posto fra le pi\u00f9 viste dell&#8217;ente, dopo quelle degli uffici di formazione e ricerca di lavoro), cos\u00ec come risolvendo via email tutto ci\u00f2 che non richiede consegna di marche da bollo o altri documenti da acquisire fisicamente.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo della Legge di Stabilit\u00e0, invece, qual \u00e8? Ottimizzare la spesa? Far crescere l&#8217;efficienza? Mandare a casa fannulloni e raccomandati? Migliorare i servizi?<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che vorrei chiedere a chi gongola per le riduzioni retributive (ci sono gi\u00e0 state) o per la perdita del lavoro a carico dei dipendenti pubblici: in che modo un taglio lineare del 50% ottimizza la spesa, accresce l&#8217;efficienza, elimina i fannulloni, espelle i raccomandati, migliora i servizi? Chi pu\u00f2 garantire, attraverso un taglio lineare gestito dalle stesse persone che hanno costruito un sistema inefficiente, che a rimanere non saranno i pi\u00f9 raccomandati e non i pi\u00f9 capaci? \u00c8 troppo pretendere che risulti ovvio che un taglio lineare, cio\u00e8 l&#8217;eliminazione di costi indipendentemente dall&#8217;analisi di merito della spesa, non raggiunge alcuno degli obiettivi citati?<\/p>\n<p>La mia risposta \u00e8 che s\u00ec, \u00e8 troppo. \u00c8 troppo per almeno due motivi. Il primo \u00e8 che nessun cittadino o quasi, nella mia modesta esperienza, ha il desiderio e la pazienza di capire che un risultato necessario, cio\u00e8 servizi pubblici adeguati a costi appropriati, pu\u00f2 essere ottenuto soltanto attraverso un&#8217;azione lucida, paziente, determinata, fatta pi\u00f9 di piccoli interventi che della \u201cgrande soluzione\u201d, affidata a persone mediamente ragionevoli e competenti che, tuttavia, abbiano quale unico scopo la migliore efficienza del servizio.<\/p>\n<p>Il secondo motivo, per\u00f2, \u00e8 quello che forse \u00e8 decisivo. Nel mare di critiche, tanto facili quanto giustificate, che si rivolgono ai pubblici dipendenti, nessuno o quasi ha mai riconosciuto che il pubblico impiego non \u00e8 un bubbone esterno, bens\u00ec una delle manifestazioni del corpo sociale. Per dire, quando allo sportello dicevo che stavo lavorando per ridurre la durata media dei procedimenti, secondo voi mi dicevano \u201cbravo, vada avanti cos\u00ec\u201d, oppure \u201cfaccia come crede, ma IO ho urgenza\u201d? E quando replicavo: \u201cE gli altri che hanno urgenza come lei?\u201d la risposta, variamente formulata, ricordava sempre quella di tal Cetto La Qualunque.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CVQ7VElUdqE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rilancio un articolo, a mio parere davvero importante, del mio consocio di Banca Etica Antonio Messina &#8211; potete scoprire cose<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2px","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":7627,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7627","url_meta":{"origin":9271,"position":0},"title":"Non per soldi ma per lettura","author":"Rufus","date":"06\/06\/2014","format":false,"excerpt":"Il mio amico Antonio Messina, coordinatore del gruppo dei soci di Banca Etica delle Marche settentrionali, cela fra le tante sue multiformi capacit\u00e0 e interessi anche la voglia di costruire una bibliografia di narrativa in cui si affronti in\u00a0qualche modo il tema del denaro. 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