{"id":9056,"date":"2014-12-14T18:54:40","date_gmt":"2014-12-14T17:54:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9056"},"modified":"2024-01-16T18:52:24","modified_gmt":"2024-01-16T17:52:24","slug":"cose-che-penso-su-mafia-capitale-e-il-terzo-settore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9056","title":{"rendered":"Cose che penso su &#8220;Mafia Capitale&#8221; e il terzo settore"},"content":{"rendered":"<p>Come avr\u00e0 visto chi frequenta il sito di Banca Etica <a href=\"http:\/\/www.bancaetica.it\/blog\/terzo-settore-mafia-capitale-riflessione-banca-etica\">\u00e8 stata pubblicata una riflessione sulle notissime vicende romane<\/a>, a firma congiunta di Ugo Biggeri, Presidente della Banca, e di Marina Galati, Presidente del Comitato Etico. \u00c8 interessante e invito volentieri alla lettura.<\/p>\n<p>Siccome le cose sono ovviamente molto dibattute in questo momento, all&#8217;interno della Banca e in generale del terzo settore e del mondo dell&#8217;economia civile &#8211; per non parlare dell&#8217;opinione pubblica in generale &#8211; mi permetto di riportare un paio di cose che penso in materia, come ultimo fra gli ultimi che hanno competenza nell&#8217;argomento, cose che ho anche gi\u00e0 detto in altri contesti, per esempio il Forum dell&#8217;Area Centro di Banca Etica. Sono riflessioni che ho maturato a partire dalle cose che faccio in Banca Etica ma in realt\u00e0 non riguardano la Banca e le sue operazioni se non in termini di scenari strategici e di analisi di contesto e in questo senso potrebbero pensarle allo stesso modo tutti i consumatori che si propongono di acquistare responsabilmente beni e servizi, per esempio, cos\u00ec come chi ragiona in termini politici, gli amministratori pubblici e, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>, tutti coloro che nel terzo settore ci lavorano onestamente. Che non sono pochi, sia chiaro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_9066\" aria-describedby=\"caption-attachment-9066\" style=\"width: 680px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg\"><img data-attachment-id=\"9066\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=9066\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?fit=680%2C380\" data-orig-size=\"680,380\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Mafia Capitale ROS\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?fit=300%2C167\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?fit=510%2C285\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-9066 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?resize=680%2C380\" alt=\"Mafia Capitale ROS\" width=\"680\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?w=680 680w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?resize=150%2C83 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?resize=300%2C167 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?resize=510%2C285 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?resize=50%2C27 50w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9066\" class=\"wp-caption-text\">www.quotidiano.net<\/figcaption><\/figure>\n<p>Che poi, naturalmente, occorre essere coscienti che quello del terzo settore e della <em>Cooperativa 29 giugno<\/em> \u00e8 solo parte del problema, anche se forse giornalisticamente ha avuto un risalto maggiore: perch\u00e9 la nuova mafia romana controllava ben altro, anche solo in rapporto alla pubblica amministrazione e agli appalti, che non alcuni pezzi dei servizi sociali; per noi &#8220;addetti ai lavori&#8221; le frasi riportate sugli emigrati, il coinvolgimento di cooperative sociali, la storia personale di Buzzi come ex carcerato sono elementi volta a volta di interesse, di coinvolgimento, di sbalordimento e di sofferenza (esattamente come se un giorno scoppiasse uno scandalo di queste dimensioni in una universit\u00e0 statale: io, lavorando in un&#8217;altra, mi sentirei senz&#8217;altro piuttosto coinvolto), ma l&#8217;opinione pubblica in generale forse dovrebbe concentrasi piuttosto sul quadro d&#8217;assieme.<\/p>\n<p>Oh, e naturalmente le riflessioni che faccio in questo periodo sulle notizie che arrivano da Roma le inserisco in un quadro di pensieri che mi accompagnano da un po&#8217;:<\/p>\n<blockquote><p>vediamo che ci sono cooperative sociali e cooperative sociali, ONG e ONG: ci sono cooperative sociali che continuano a sputare sangue sui confini dell&#8217;emarginazione sociale e cooperative sociali che gestiscono i CIE, ONG che continuano a sputare sangue nelle situazioni pi\u00f9 impervie del Sud del mondo e ONG che si fanno ruota di scorta di politiche di sfruttamento globale.<\/p><\/blockquote>\n<p>Chi l&#8217;ha detto? Il <em>blog<\/em> mi aiuta a ricordare che <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5935\">l&#8217;ho detto io a un&#8217;assemblea a Sassari<\/a>, nella quale ho anche detto:<\/p>\n<blockquote><p>andando avanti\u00a0la storia il fulcro dell\u2019innovazione sociale si sposta inevitabilmente altrove: ce ne rendiamo conto anche quando vediamo che termini che un tempo erano chiaramente \u201crivoluzionari\u201d o controcorrente, come \u201cambiente\u201d o \u201csolidariet\u00e0\u201d o \u201cvolontariato\u201d o \u201csostenibilit\u00e0\u201d sono spesso oggi impiegati senza troppa difficolt\u00e0 proprio da quelle realt\u00e0 \u2013\u00a0grandi aziende, governi, gruppi di potere \u2013\u00a0che certamente non sono a favore dell\u2019innovazione sociale, dei diritti umani, della giustizia.<\/p><\/blockquote>\n<p>Magari con &#8220;gruppi di potere&#8221; non intendevo proprio la mafia &#8211; o <em>questa <\/em>mafia &#8211; ma direi che comunque ci sono andato vicino. Non mi autocito per dire che avevo ragione, ma per scusarmi se le cose che dico a proposito di Roma sono ripetizioni di cose che ho gi\u00e0 detto o scritto e sembro noioso. A me peraltro non sembrano esattamente le <em>stesse<\/em> cose, perch\u00e9 sento in questo periodo una urgenza e una gravit\u00e0 che mi fa sentire quelle parole fin troppo di maniera, fin troppo morbide.<\/p>\n<p>E alla fine, insomma, che penso?<\/p>\n<p>Credo che i fatti di Roma richiedano tre cambi di paradigmi culturali.<\/p>\n<h2>Nuovi primati morali<\/h2>\n<p>Il primo riguarda in generale il modo con cui si guarda la societ\u00e0 civile, che \u00e8 di solito pregiudizialmente benevolo: il male sta altrove &#8211; nella politica, nei grandi affari &#8211; ma invece chi produce e lavora, soprattutto se in campo sociale, gli intellettuali, chi fa vivere l&#8217;associazionismo e le reti sociali \u00e8 tendenzialmente <em>buono<\/em>. Se \u00e8 <em>no profit<\/em> e si occupa di emarginazione \u00e8 <em>decisamente<\/em> buonissimo. La scoperta di sacche di corruttela come quelle di Roma dimostra definitivamente, se ce n&#8217;era ancora bisogno, che in un paese come l&#8217;Italia le cui strutture morali sono al collasso non si pu\u00f2 pensare che ci siano interi settori che possano rimanere integri per diritto divino. E d&#8217;altra parte il fatto che\u00a0scopriamo che nei campi tradizionali dei buoni si annidino i cattivi non vuol dire automaticamente che <em>tutti<\/em> siano cattivi o che non ci sia pi\u00f9 modo di distinguere gli uni dagli altri. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che non possiamo neppure dire, come qualcuno anche a Roma sta facendo in questo momento, che sono semplici mele marce, eccezioni che confermano la regola, perch\u00e9 obiettivamente la situazione appare piuttosto pi\u00f9 grave (di quelli che dicono, <em>adesso<\/em>, che l&#8217;hanno sempre saputo non voglio neppure parlare).<\/p>\n<p>E quindi abbiamo bisogno &#8211; urgentemente abbiamo bisogno &#8211; di nuovi strumenti che distinguano il grano dalla zizzania: e nuovi strumenti del genere vogliono dire un nuovo modo di guardare alla realt\u00e0, un cambio di paradigma culturale, appunto. Il che naturalmente non vuol dire che bisogna tutti convertirsi al <em>profit<\/em> o all&#8217;economia di mercato, perch\u00e9 vivaddio non sto dicendo che tanto sono tutti uguali; e non credo neppure che quelli che oggi stanno gi\u00e0 lavorando a concetti di &#8220;nuova economia&#8221; siano effettivamente la risposta. Non lo so cosa sar\u00e0: se potremo ancora usare delle categorie generali (qui, la legalit\u00e0, di l\u00e0 l&#8217;illegalit\u00e0; oppure: qui le comunit\u00e0, di l\u00e0 le speculazioni spersonalizzate) o se occorrer\u00e0 imparare a ragionare caso per caso. Quello che so \u00e8 che \u00e8 necessario cominciare a tracciare nuove delimitazioni di campo. \u00c8 un compito che, ognuno a suo modo, spetta a quei consumatori che votano col portafoglio, a chi offre servizi al terzo settore, come noi della Banca, agli amministratori. E spetta ovviamente a chi fa parte del <em>no profit<\/em>, dell&#8217;economia sociale e civile, dell&#8217;economia sostenibile; sar\u00e0 il caso di usare altre categorie: noi di qui, voi di l\u00e0. E non vi vogliamo.<\/p>\n<h2>Non il prodotto finale ma il processo<\/h2>\n<p>Una parte di quel giudizio pregiudizialmente positivo che citavo prima &#8211; e che credo che sia da abbandonare &#8211; deriva da una visione, forse perfino un po&#8217; cattolica, che ritiene che ci siano merci <em>buone<\/em> per eccellenza. Gli immigrati sono una merce &#8211; scusate la parola &#8211; buona, quindi lavorare con gli immigrati \u00e8 <em>bene<\/em>. Fare il <em>biologico<\/em> \u00e8 bene. Lavorare con i tossicodipendenti \u00e8 bene. E cos\u00ec via: e quindi la cosa non pu\u00f2 essere discussa.<\/p>\n<p>Nella percezione diretta tutti quanti sappiamo che non \u00e8 proprio cos\u00ec, perch\u00e9 abbiamo conosciuto case di accoglienza che erano ghetti, centri di solidariet\u00e0 che erano <em>lager<\/em> o negozi del biologico che erano ladri. Come facevamo ad accorgercene? Perch\u00e9 capitava di vedere come lavoravano nel concreto e di farci un giudizio individuale. Ma c&#8217;\u00e8 un qualche meccanismo per il quale quando questo giudizio ci \u00e8 chiesto a livello collettivo agisce una sorta di sospensione dell&#8217;incredulit\u00e0 che ci fa reagire in maniera condizionata: nell&#8217;ultima storia d&#8217;Italia ne abbiamo avuto casi ricorrenti, dall&#8217;operazione <em>Arcobaleno<\/em> a certe vicende recenti di protezione civile. A momenti ci cascavamo perfino tutti quanti per la ricostruzione dell&#8217;Aquila.<\/p>\n<p>Talvolta, lo ammetto, \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 difficile credere altrimenti. Leggo per esempio che Buzzi guadagnava venticinquemila euro al mese. Sono sicuro che nessuno di quelli che avevano a che fare con la cooperativa ha mai pensato di chiedergli com&#8217;era il suo stipendio: perch\u00e9 tutti &#8211; ok: <em>quasi<\/em> tutti &#8211; i presidenti di cooperativa sociale che conosco guadagnano due lire e fanno una vita sobria e onesta (anche per necessit\u00e0, non avendo di che scialare) e non ti viene da pensare che quello possa guadagnare quanto un <em>manager<\/em> d&#8217;industria. Dopo Roma mi ricorder\u00f2 di controllare, quando capita.<\/p>\n<p>E comunque il punto non \u00e8 secondo me neanche questo: il punto \u00e8 che, come la ragione sociale, l&#8217;identit\u00e0 <em>no profit<\/em> non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerata una garanzia a prescindere, neppure pu\u00f2 esserlo il campo d&#8217;intervento, perch\u00e9 \u00e8 passata l&#8217;epoca dei grandi pionieri che si sono sporcati le mani di persona dentro l&#8217;emarginazione e oggi insieme ai pionieri e alla gente perbene lavora negli stessi settori anche gente molto meno perbene. E quindi, anche qui, occorre imparare a guardare la cosa con occhi diversi.<\/p>\n<h2>La politica<\/h2>\n<p>Tutti quelli che lavorano con o dentro il terzo settore sanno che, fin dalla nascita, la politica ha giocato un ruolo importante. In s\u00e9 non \u00e8 uno scandalo (anche se oggi qualunque espressione che comprenda il termine &#8220;politica&#8221; suona davvero male): vuol dire che lavorare nel <em>no profit<\/em> \u00e8 stata per tanti una scelta anche politica, che c&#8217;erano parti politiche pi\u00f9 attente a questo modo di lavorare e suoi ai settori tipici di intervento di altri e cos\u00ec via. E, tutto sommato, si \u00e8 sempre dato per scontato che la relazione con la politica, dato che buona parte del lavoro sociale era svolto per conto di amministrazioni pubbliche, fosse un fatto piuttosto naturale, di regia territoriale, e in s\u00e9 non necessariamente collusivo, tanto meno corruttivo.<\/p>\n<p>Dopo Roma mi domando se si pu\u00f2 continuare a pensarla cos\u00ec, o se il livello di degrado morale del Paese e la pervasivit\u00e0 dell&#8217;intreccio fra politica e affari permetta di pensare che si possano avere rapporti privilegiati con parti politiche e amministrazioni pubbliche per il solo fatto di avere consonanze ideali, o per il condividere una certa visione di servizi sociali o di sviluppo territoriale o simile: d&#8217;ora in poi credo che la presenza di questo tipo di rapporti vada considerato un campanello d&#8217;allarme assoluto.<\/p>\n<p>Vale anche per la Sardegna, quest&#8217;ultima cosa. La settimana scorsa il presidente di una cooperativa locale mi raccontava che c&#8217;\u00e8 una grossa cooperativa continentale che \u00e8 &#8220;sbarcata&#8221; in Sardegna. Dice che hanno stretto un patto con una piccola cooperativa locale il cui presidente gli procura i contatti con i Comuni e poi loro arrivano l\u00e0, con la loro forza organizzativa e prezzi ribassati, e fanno piazza pulita di tutti gli appalti. Un paio di settimane fa avrei ragionato, su una chiacchiera come questa, sul fatto che non si dovrebbero fare appalti al massimo ribasso, o su come proteggere le cooperative locali perch\u00e9 garantiscono maggiormente il tessuto sociale della zona, o su mille altri fatti operativi del genere.<\/p>\n<p>Oggi mi chiedo cosa esattamente voglia dire &#8220;procurare i contatti&#8221;. E non \u00e8 un bel pensiero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come avr\u00e0 visto chi frequenta il sito di Banca Etica \u00e8 stata pubblicata una riflessione sulle notissime vicende romane, a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9066,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Mafia-Capitale-ROS.jpg?fit=680%2C380","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2m4","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6151,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6151","url_meta":{"origin":9056,"position":0},"title":"Ricchezza, imprenditorialit\u00e0 sociale, politiche di sviluppo","author":"Rufus","date":"05\/02\/2014","format":false,"excerpt":"Fra il 2006 e il 2008 Banca Etica condusse in Sardegna un progetto chiamato Nuove Officine (per i tecnici: era un PIC Equal finanziato dal Fondo Sociale Europeo e codificato come IT-G2-SAR-026 - a distanza di tanto tempo ricordo ancora l'identificativo, perch\u00e9 per anni \u00e8 stato il mio pane e\u2026","rel":"","context":"In &quot;Banche e finanza&quot;","block_context":{"text":"Banche e finanza","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=72"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/A.jpg?fit=425%2C423&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":6352,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6352","url_meta":{"origin":9056,"position":1},"title":"Una modesta proposta per le reti sociali della Sardegna","author":"Rufus","date":"11\/02\/2014","format":false,"excerpt":"Sabato 8 febbraio sono andato con Gaetano ed Elena a portare il saluto dei soci di Banca Etica all'Assemblea regionale dell'ARCI: oltre a noi si sono alternati, nel corso della mattinata, un gran numero di altri ospiti in rappresentanza di associazioni e organizzazioni di vario genere che collaborano o comunque\u2026","rel":"","context":"In &quot;Banche e finanza&quot;","block_context":{"text":"Banche e finanza","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=72"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARCI-discussione.jpg?fit=1200%2C900&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARCI-discussione.jpg?fit=1200%2C900&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARCI-discussione.jpg?fit=1200%2C900&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ARCI-discussione.jpg?fit=1200%2C900&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":10205,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10205","url_meta":{"origin":9056,"position":2},"title":"Articoli dimenticati","author":"Rufus","date":"08\/05\/2015","format":false,"excerpt":"Mi sono accorto oggi che non avevo riportato sul\u00a0blog l'articolo che ho pubblicato sul supplemento diocesano di\u00a0Avvenire\u00a0del 19 aprile 2015, dedicato a Banca Etica. 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