{"id":8935,"date":"2014-11-28T10:33:07","date_gmt":"2014-11-28T09:33:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8935"},"modified":"2014-12-10T18:27:12","modified_gmt":"2014-12-10T17:27:12","slug":"sulla-costruzione-di-mondi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8935","title":{"rendered":"Sulla costruzione di mondi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png\"><img data-attachment-id=\"8981\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=8981\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?fit=300%2C168\" data-orig-size=\"300,168\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Worldbuildig\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?fit=300%2C168\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?fit=300%2C168\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8981\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?resize=300%2C168\" alt=\"Worldbuildig\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?w=300 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?resize=50%2C28 50w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ultimamente con i <em>Fabbricastorie <\/em> stiamo lavorando molto sulla creazione di mondi, un tema che accomuna tanti che lavorano sulle narrazioni, che siano giocatori, scrittori o semplici lettori. Girovagando per la rete mi sono imbattuto in questo articolo sul tema, che mi \u00e8 sembrato interessante e che perci\u00f2 ho tradotto. L&#8217;articolo, originariamente intitolato <em>The building of words<\/em>, <a href=\"http:\/\/litreactor.com\/columns\/the-building-of-worlds\">\u00e8 stato pubblicato originariamente sul sito di formazione <em>online<\/em> per scrittori <\/a><em><a href=\"http:\/\/litreactor.com\/columns\/the-building-of-worlds\">Lit reactor<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;articolo \u00e8 stato pubblicato oggi sul <a href=\"http:\/\/www.fabbricastorie.it\">sito dei <em>Fabbricastorie<\/em><\/a>, e ne inaugura il <em>blog<\/em>. Il sito \u00e8 ancora un po&#8217; per aria, ma piano piano lo stiamo facendo crescere e l&#8217;apertura del <em>blog<\/em> \u00e8 un cosa molto positiva. A proposito dei <em>Fabbricastorie<\/em>, dopo la traduzione, se avete pazienza trovate anche l&#8217;invito per la nostra <a href=\"http:\/\/www.fabbricastorie.it\/fabbricar-storie-mondi-che-funzionano-hands-on\/\">prossima iniziativa<\/a>.<\/p>\n<h2>La costruzione dei mondi<\/h2>\n<h3>di Rajan Khanna<\/h3>\n<p>La narrativa <em>fantasy<\/em>, cos\u00ec come la fantascienza sua parente, per avere successo dipende spesso dalla costruzione d un mondo. Un racconto contemporaneo che si svolge nel nostro mondo per costruire le sue fondamenta dipende dalla nostra percezione di essere vivi in questo presente. Ma i mondi secondari spesso richiedono una spiegazione &#8211; che sia come si \u00e8 sviluppata\u00a0una particolare vicenda \u00a0storica, che tipo di creature esistono nel mondo, quali sono le regole della fsica, se esiste la magia e come funziona, e cos\u00ec via e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Le opinioni sulla costruzione dei mondi differiscono fra gli scrittori e i gusti in materia variano fra i lettori. Alcuni in entrambi i campi chiedono mondi dettagliati e pensati in prfondit\u00e0, con storie e mappe e magari anche le lingue. Altri la vedono come una cosa ingombrante e macchinosa e come una debolezza della storia complessiva. Ma in generale una qualche forma di costruzione del mondo \u00e8 necessaria. Che sia il mondo magico di <em>Harry Potter <\/em>o il Westeros di George R.R. Martin, la maggior parte dei lettori di <em>fantasy<\/em> chiederanno che i loro mondi fantastici abbiano un qualche senso compiuto. I lettori, specialmente i lettori di <em>fantasy<\/em>, si asettano che i mondi secondari siano stati ben progettati e avranno delle domande per voi se avete trascurato inavvertitamente qualcosa.<\/p>\n<h3>Nel primo angolo: l&#8217;Architetto<\/h3>\n<p>Uno dei migliori esempi di costruzione onnicomprensiva del mondo non pu\u00f2 che essere J.R.R. Tolkien. Non solo Tolkien ha sviluppato per la Terra di Mezzo un&#8217;ampia storia che attraversa i secoli, ma ha creato una vera e propria ligua (l&#8217;Elfico) per il suo mondo. In realt\u00e0 fu la lingua che giune per prima, facendo intravedere un mondo nel quale potesse essere collocata.<\/p>\n<p>Il successo di Tolkien pu\u00f2 essere considerato una conseguenza della sua dettagliata costruzione del mondo. Le sue storie evocano un altro mondo con cos\u00ec tanti dettagli che le persone vi si immergono completamente. Farne\u00a0un film deve essere stato un procedimento facile, dato che ogni volta che volevano deviare dall trama del\u00a0romanzo c&#8217;era cos\u00ec tanto materiale di contorno che si poteva usare per inserire scene aggiuntive.<\/p>\n<p>Sonos tati scritti libri rigardo al livello di dettaglio nei mondi di Tolkien, guide per dissezionare tutte le informazioni da lui radunate. Il suo lavoro\u00a0sulla Terra di Mezzo \u00e8 come un grattacielo. Puoi\u00a0eliminare via via i pezzi\u00a0e vedere al di sotto la struttura di supporto che regge la storia, travi e rivetti che\u00a0tengono in posizione il tutto. E a giudicare dal successo dell&#8217;opera di Tolkien e dal suo effetto sul genere, certo sembra una buona cosa.<\/p>\n<p>Ma lo \u00e8?<\/p>\n<h3>Nell&#8217;angolo opposto: il Pistolero<\/h3>\n<p>Alcuni anni fa John Harrison, l&#8217;autore delle storie di <em>Viriconium<\/em>, caus\u00f2 un brivido nell&#8217;ambito della fantascienza e <em>fantasy<\/em> col criticare questo stile di creazione di mondi. Questo \u00e8 ci\u00f2 che disse (<a href=\"http:\/\/wayback.archive.org\/web\/jsp\/Interstitial.jsp?seconds=5&amp;date=1207851520000&amp;url=http%3A%2F%2Fuzwi.wordpress.com%2F2007%2F01%2F27%2Fvery-afraid%2F&amp;target=http%3A%2F%2Fweb.archive.org%2Fweb%2F20080410181840%2Fhttp%3A%2F%2Fuzwi.wordpress.com%2F2007%2F01%2F27%2Fvery-afraid%2F\">archiviato qui<\/a>)<\/p>\n<blockquote><p>Ogni momento di un racconto di fantascienza deve rappresentare il trionfo della scrittura sull&#8217;ambientazione.<\/p>\n<p>La definizione del mondo \u00e8 ottusa. La definizione del mondo prende alla lettera l&#8217;ansia interiore di inventare. La definizione del mondo\u00a0rilascia\u00a0un permesso non necessario agli atti di scrittura (addirittura, agli atti di lettura). La definizione del mondo ottunde la capacit\u00e0 del lettore di soddisfare la sua parte del baratto, perch\u00e9 sostiene che deve fare tutto da quese parti perch\u00e9 una qualsiasi cosa possa essere fatta.<\/p>\n<p>Soprattutto, la deifnizione del mondo non \u00e8 gtacncamente necessaria. \u00c8 il grande piede oppressivo del nerdismo. \u00c8 il tentativo di\u00a0censire fino in fondo un luogo che non c&#8217;\u00e8. Un bravo scrittore non lo farebbe mai, neanche con un\u00a0posto che c&#8217;\u00e8. Non\u00a0\u00e8 possibile, e anche se lo fosse il risultato non sarebbe leggibile: il risultato non sarebbe un libro ma la pi\u00f9 grande enciclopedia mai costruita, un luogo consacrato di dedizione e di studio lungo una vita. Questo ci d\u00e0 un indizio sulla tipologia psicologica del costruttore di mondi e della sua vittima, e ci spaventa non poco\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tutto ci\u00f2 offese un sacco di gente e io stesso devo ammettere che la mia prima reazione fu di mettermi sulla difensiva. Come scrittore, creo mondi. Posso non vergare pagine e pagine di dettagli su di loro come quando ero pi\u00f9 giovane e decisi di creare il mio propio mondo per <em>Dungeons &amp; Dragons<\/em>, ma io sono un costruttore.<\/p>\n<p>Ma dopo averlo riletto penso di capire quale sia il punto di Harrison. Si sta battendo contro il voler definire ogni cosa, contro l&#8217;inserire\u00a0tutti i dettagli. E sis ta battendo contro il fatto che lo scrittore abbia il controllo completo. La scrittura diviene piatta quando\u00a0non coinvolge il lettore. Io sosterrei che che la migliore scrittura lascia spazio al lettore perch\u00e9 usi la sua intelligenza. Pi\u00f9 \u00e8 eccessiva la definizione del mondo, meno spazi ci sono perch\u00e9 il lettore svolga il suo compito.<\/p>\n<p>Per fare un esempio semplice: supponiamo che uno scrittore stia descrivendo un tavolo. Non un tavolo magico. Non l&#8217;Unico Tavolo\u00a0del Potere. Solo una tavola in casa di un personaggio. Lo scrittore potrebbe scendere molto nel dettaglio, fornendo l&#8217;altezza del tavolo, la sua composizione, la superficie, il colore, l&#8217;odore, il peso. Ma \u00e8 necessario? Tutti questi particolari si intromettono fra il lettore e e il suo immaginare il tavolo. Talvolta il compito dello scrittore \u00e8 evitare di intromettersi.<\/p>\n<p>Naturalmente chiamarlo semplicemente &#8220;tavolo&#8221; \u00e8 debole. Ma indicarlo come un tavolo logoro o tavolo di legno o un tavolo di vetro splendente o qualcosa del genere fornisce giusto il tanto per coinvolgere i lettori. A loro di riempire gli spazi vuoti.<\/p>\n<p>La costruzione di mondi \u00e8 qualcosa del genere. O almeno questo \u00e8 ci\u00f2 che Harrison sembra suggerire.<\/p>\n<p>Harrison in seguito\u00a0insiste, nei commenti al suo articolo originale, per dire:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuando uso l&#8217;espressione &#8220;narrativa di definizione di mondi&#8221; (&#8220;worldbuilding fiction&#8221; nell&#8217;originale, NdRufus) faccio riferimento a una narrativa di tipo immersivo, in cui ci si sforza di razionalizzare il racconto fornendogli ampie\u00a0fondamenta o rendendolo &#8220;logico secondo le proprie regole&#8221;, cos\u00ec che esso diviene meno un atto di immaginazione quanto la sua resa in termini letterali. Si usano tecniche di rappresentazione per validare l&#8217;invenzione, con l&#8217;idea di fornire una creazione secondaria che il lettore possa &#8220;abitare&#8221;; ma anche, in un certo senso, come una scusa o un alibi per il fatto di inventare le cose, come se si dovesse legittimare un&#8217;attivit\u00e0 per altri versi discutibile. Questo genere di costruzione di mondi in realt\u00e0 mina il migliore e pi\u00f9 eccitante aspetto della narrativa\u00a0<em>fantasy<\/em>, subordinando l&#8217;incontrollato, l&#8217;intuitivo e l&#8217;autenticamente immaginativo a ci\u00f2 che deve essere spiegato; e rimpiazzando la logica psicologica, poetica o emozionale con la razionalit\u00e0 del fasullo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Trovo questa parte anche pi\u00f9 affascinante della citazione precedente, specialmente il riferimento all&#8217;immaginazione come a una &#8220;attivit\u00e0 discutibile&#8221;. Non so dire onestamente come mi senta al riguardo, ma sicuramente mi fa pensare.<\/p>\n<p>Questo saggio fu pi\u00f9 tardi commentato da China Mieville in <a href=\"http:\/\/www.sfsignal.com\/archives\/2011\/05\/mind_meld_make-up_with_china_miville_on_world-building\/\">un articolo su <em>SF Signal<\/em><\/a>. Come ho avuto modo di far notare in precedenza, Mieville si \u00e8 impegnato in alcune operazioni veramente interessanti di costruzione di mondi, in particolare nei suoi libri su\u00a0Bas-Lag, e apparentemente ha mappato una larga parte del mondo in note. Ma \u00e8 pi\u00f9 un allievo di Harrson (lo menziona come fonte di ispirazione) che di Tolkien. Mieville dice:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIn effetti, gi\u00e0 che stiamo parlando di suggerimenti di Harrison, io penso che una delle cose pi\u00f9 fruttuose che chiunque sia interessato alla costruzione di modi pu\u00f2 fare \u00e8 quella di andare direttamente alla sua ora famosa, e magnifica, polemica sull&#8217;intero progetto, qui, e leggerla e rileggerla e farsi mettere in crisi da quella. Non che dobbiate essere d&#8217;accordo, ovviamente (sebbene possiate). Ma io penso che piuttosto che iniziare con quel tipo di accusa petulante con cui quel brano fu accolto quando venne fuori, ci farebbe un gran bene &#8211; specialmente a quelli di noi sufficientemente fortunati da guardare in basso e vedere il bersaglio sui nostri petti e guardare in alto e vedere uno dei pi\u00f9 importanti, selvaggi e intelligenti (anti)fantasisti del tempo recente puntare su di noi la canna del suo fucile di disprezzo &#8211; iniziare dalla presunzione non che\u00a0sia in errore ma provare a immaginare come e perch\u00e9 potrebbe avere ragione. Perch\u00e9 la &#8220;coerenza interiore&#8221; di un mondo dovrebbe avere importanza per noi? Che significato avrebbe, addirittura? Come possiamo mappare ogni angolo di un luogo che non esiste? Perch\u00e9 lo vogliamo fare? Perch\u00e9 diventiamo cos\u00ec ansiosi quando gli scrittori contraddicono le prescrizioni del proprio canone? Che succede? Che tipo di pulsioni sono, queste? Di nuovo, niente di tutto ci\u00f2 presume che la sola via onorevole sia necessariamente quella di buttare all&#8217;aria il progetto &#8211; ma pu\u00f2 essere solo il prepararsi all&#8217;impatto di costringerci a pensarci su, qualunque sia la nostra direzione finale, perch\u00e9 questo ci costringer\u00e0 a pensare a quel che stiamo facendo, o dovremmo fare. Che \u00e8 narrativa di finzione, che \u00e8, dovremmo sperare, letteratura\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ancora una volta, dopo un attimo di riflessione trovai il brano di Mieville stimolante, cos\u00ec come lo era il suo obiettivo. Io penso che gli scrittori <em>fantasy<\/em> spesso si trovino a essere abituati a creare questi mondi e a disegnarne la mappa e che\u00a0il tutto\u00a0divenga\u00a0questa parte prevista del creare il mondo. Ma \u00e8 necessario? Si fermano\u00a0a pensare cosa questo significhi?\u00a0Se li sta aiutando a servire la storia? O si sta solo presumendo che\u00a0gli serva.<\/p>\n<p>La parte sulle \u00abprescrizioni del canone\u00bb \u00e8 quella per me pi\u00f9 interessante. Io sono qualcuno che si irrita quando si viola la <em>continuity<\/em>. Ma importa? O piuttosto: importa per tutte le storie? Io penso, specialmente come scrittore, che queste domande siano importanti, e che possano potenzialmente condurci a scrivere meglio.<\/p>\n<p>Harrison in seguito ebbe a dire (<a href=\"http:\/\/ambientehotel.wordpress.com\/2012\/04\/19\/im-not-against-worldbuilding\/\">da\u00a0<em>April<\/em> di quest&#8217;anno<\/a>):<\/p>\n<blockquote><p>\u00abIo non sono contro la costruzione di mondi&#8230;<\/p>\n<p>&#8230; sulla base del fatto che intralci la narrazione. Niente di ci\u00f2 che ho detto ha qualcosa a che fare con costruzione di mondi contro narrativa. Il <em>fantasy<\/em> basato sulla costruzione di mondi\u00a0\u00e8 ultra-ingegnerizzato e sotto-progettato. Qualunque cosa il termine worldbuilding implichi in quel contesto non \u00e8 agilit\u00e0 o sintesi di espressione. Un mondo pu\u00f2 essere costruito in una frase, ma la fantasy epica non vuole questo. Contemporaneamente, non \u00e8 davvero ampia o capiente, come Pynchon o Gunter Grass. Non ha V. Non ha Anni di cani. Non ha David Foster Wallace. Non \u00e8 un genere generoso. Le stesse poche culture e brani di storia rubati, gli stessi pochi ecosistemi, le stesse poche idee sulle cose. \u00c8 un grande sacco ma dentro non c&#8217;\u00e8\u00a0molto. Con snellezza, scrittura sintetica, una buona progettazione, compressione e uso di materiali moderni, lo potresti riempire di roba. Potresti davvero costruire un mondo.Ma nonostante tutte le chiacchiere, questo non \u00e8 ci\u00f2 che la fantasy vuole. Vuole scappare da un mondo. Questo\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ancora una volta Harrison \u00e8 provocatorio, all&#8217;attacco del genere e dei suoi scopi. E qui \u00e8 chiaro che sta parlando principalmente della <em>fantasy<\/em> epica. Ma quanto dice \u00e8 fondato? Io dico di si. Un sacco di <em>fantasy<\/em> epica riguarda l&#8217;evasione. Un sacco di <em>fantasy<\/em> epica potrebbe essere pi\u00f9 snella, pi\u00f9 economica. Ma \u00e8 la narrativa di evasione una cosa negativa? Qui io non sono d&#8217;accordo con lui. Io oenso che abbia il suo spazio. E non mi va di giudicare le persone per ci\u00f2 che leggono. Tuttavia dir\u00f2 che dopo ulteriore riflessione io sono contento che Harrison stia \u00abpuntando il suo fucile del disprezzo\u00bb al genere. Fare domande, pensare alle risposte, quello non \u00e8 mai una cosa cattiva secondo il mio manuale. E se conduce a una narrativa migliore, bene allora ne valeva la pena.<\/p>\n<h2>La Via di Mezzo: il Giardiniere<\/h2>\n<p>There is an in-between, of course, a whole stretch of territory between the absolutes. It contains writers like George R. R. Martin. <a href=\"http:\/\/www.newyorker.com\/reporting\/2011\/04\/11\/110411fa_fact_miller?currentPage=all\">His profile in The New Yorker<\/a> contains the following passage:<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un compromesso, naturalmente, un intera distesa di territorio fra gli assoluti. Contiene scrittori come George R.R. Martin. <a href=\"http:\/\/www.newyorker.com\/reporting\/2011\/04\/11\/110411fa_fact_miller?currentPage=all\">Il suo profilo sul <em>New Yorker<\/em><\/a> contiene il passo seguente:<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab[Martin] pensa a se stesso come a un &#8220;giardiniere&#8221; &#8211; ha un&#8217;idea generale di dove si sta dirigendo ma improvvisa lungo la strada. Talvolta modella quel tanto del suo mondo immaginario che gli serve per avere un&#8217;ambientazione funzionante per la storia. Tolkien era ci\u00f2 che Martin chiama un &#8220;architetto&#8221;. Tolkien cre\u00f2 intere lingue, mitologie e storie per la Terra di Mezzo molto prima di scrivere i romanzi che vi ambient\u00f2. Martin mi ha detto che molti dei suoi fan credono che lui sia un creatore di mondi meticoloso quanto Tolkien. \u00abMi scrivono per dirmi: &#8220;Sono affascinato dalle lingue. Vorrei intraprendere uno studio sull&#8217;Alto Valyriano&#8221;\u00bb &#8211; un antico linguaggio. \u00ab&#8221;Mi porebbe mandare un glossario e il dizionario e la sintassi?&#8221;. E io gli devo rispondere: &#8220;Ho inventato sette parole di Alto Valyriano&#8221;\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>E questa \u00e8 la posizione mediana. Crei quel tanto che \u00e8 necessario per la storia. Nel caso di Martin \u00e8 giusto sette parole invece che l&#8217;intera lingua. Ma questo rende il mondo di Martin meno reale di quello di Tolkien?<\/p>\n<p>In un certo senso questo \u00e8 barare perch\u00e9 \u00e8 fantascienza, ma recentemente sono stato a una lettura pubblica nella quale Paolo Bacigalupi leggeva brani dal uo recente romanzo, <em>The drowned cities<\/em>, e qualcuno nel pubblico gli ha chiesto del mondo &#8211; quanta parte ne aveva creato, quanto ne sapeva di ci\u00f2 che stava avvenendo altrove. La su risposta \u00e8 stata che ci\u00f2 che non \u00e8 sulla pagina, lui non lo conosce. Non esiste. Sono i suoi mondi in qualche modo meno reali, meno immersivi?<\/p>\n<p>The bottom line in writing is always, whatever works, as long as it works. For some, that involves extensive notes and figuring out the names of every person that lives in a town. For some that involves only knowing the one road in the kingdom that their characters are traveling. The question remains, where are the boundaries? They no doubt move from story to story, writer to writer. Reader to reader. I\u2019d love to hear from you what you like best in worldbuilding. Who do you think are the best examples? And why do you think that is?<\/p>\n<p>Il punto di base nella scrittura \u00e8 sempre, qulunque cosa che funzioni, finch\u00e9 funziona. Per alcuni, questo richiede ampie annotazioni e definire il nome di ciascuna\u00a0persona che\u00a0 vive in un citt\u00e0. Per alcuni questo comporta solo il conoscere qell&#8217;unica strada nel regno sulla quale i loro persoaggi viaggiano. Il problema rimane: dove stanno mi confini? Senza dubbio si spostano da storia a storia, da scrittore a scrittore. Da lettore a lettore. Mi piacerebbe sentire da voi ci\u00f2 che ritenete sa meglio nella costruzione di mondi. Quali ritenete che siano gli esempi migliori? E perch\u00e9 pensate che lo siano?<\/p>\n<p>Lascer\u00f2 le parole di chiusura a J.R.R. Tolkien da una delle sue lettere, e poi a China Mieville dallo <a href=\"http:\/\/www.sfsignal.com\/archives\/2011\/05\/mind_meld_make-up_with_china_miville_on_world-building\/\">stesso articolo che ho citato in precedenza<\/a>. Spero che vi daranno tanto da pensare quanto ne hanno dato a me:<\/p>\n<blockquote><p>\u00abParte dell&#8217;attrattiva del Signore degli Anelli \u00e8, credo, dovuta agli indizi di una pi\u00f9 ampia storia sullo sfondo: un&#8217;attrattiva come quella di vedere da lontano un&#8217;isola sconosciuta, o vedere le torri di una citt\u00e0 lontana splendere in una nebbia illuminata dal sole. Recarvicisi \u00e8 distruggere la magia, a meo che nuvi panorami irraggiungibili non vengano di nuovo rivelati\u00bb. &#8211; J. R. R. Tolkien<\/p>\n<p>I mondi sono troppo grandi da costruire, o da conoscere, o anche, quasi, da viverci. Un mondo sar\u00e0 sempre altrettanto condizionante per ci\u00f2 che non fa che per quanto fa. Niente \u00e8 pi\u00f9 tediosamente rovinoso del senso di meraviglia che vivere in un mondo dovrebbe provocare che il doveroso spuntare localit\u00e0 su una mappa. &#8220;Worldbuilding&#8221;, nella sua peggiore e pi\u00f9 compulsiva accezione inesorabilmente comporta la banalizzazione di una totalit\u00e0 immaignaria. E quanto fottutamente deprimente pu\u00f2 essere? Sicuramente noi vogliamo uno shock culturale, il che riguarda pi\u00f9 il non capire che il capire. E possiamo ricevere shock culturali anche in casa. Da qui il momento migliore di sempre nella creazione di mondi, l&#8217;apertura di La citt\u00e0 del lontanissimo futuro di M. John Harrison. \u00abPi\u00f9 o meno diciassette imperio degni di nota sorsero nel Periodo di Mezzo della Terra. Queste erano le Culture del Meriggio. Tutte tranne una sono insignificanti per questo racconto, e c&#8217;\u00e8 scarso bisongo di parlare di loro\u00bb.\u00a0 Questo rifiuto di parlare \u00e8 uno dei pi\u00f9 terrificanti e fiduciosi momenti di terrore &#8211; aperte virgolette terrore-nella-costruzione-di-mondi chiuse virgolette di sempre\u00bb. &#8211; China Mieville<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg\"><img data-attachment-id=\"8982\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=8982\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?fit=800%2C1128\" data-orig-size=\"800,1128\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"mondi_che-funzionano_800x1128\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?fit=212%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?fit=510%2C719\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8982\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?resize=800%2C1128\" alt=\"mondi_che-funzionano_800x1128\" width=\"800\" height=\"1128\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?w=800 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?resize=106%2C150 106w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?resize=212%2C300 212w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?resize=510%2C719 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?resize=700%2C987 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mondi_che-funzionano_800x1128.jpg?resize=35%2C50 35w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultimamente con i Fabbricastorie stiamo lavorando molto sulla creazione di mondi, un tema che accomuna tanti che lavorano sulle narrazioni,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8981,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[63,9,56],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/Worldbuildig.png?fit=300%2C168","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2k7","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8655,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8655","url_meta":{"origin":8935,"position":0},"title":"Di nuovo online il sito dei Fabbricastorie","author":"Rufus","date":"17\/10\/2014","format":false,"excerpt":"Dopo un po' di tempo di inattivit\u00e0 abbiamo rimesso su il sito.\u00a0Lo\u00a0trovo\u00a0bellissimo, devo dire, ma il merito non \u00e8 mio, che l'ho caricato, ma di Andrea Salidu che ha scovato il tema grafico. La parte sui giochi di comitato \u00e8 pressoch\u00e9 completa, quindi \u00e8 di nuovo disponibile il libro\u00a0e anche\u00a0Negoziato\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/mondi_che-funzionano.jpg?fit=850%2C1199&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/mondi_che-funzionano.jpg?fit=850%2C1199&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/mondi_che-funzionano.jpg?fit=850%2C1199&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":9698,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9698","url_meta":{"origin":8935,"position":1},"title":"Mondi che funzionano. Le slide!","author":"Rufus","date":"02\/03\/2015","format":false,"excerpt":"I Fabbricastorie hanno aperto ieri la nuova sezione del loro sito dedicata alle varie attivit\u00e0 formative e, in generale, pi\u00f9 volte all'insegnare a giocare che non a giocare e basta. Ne fanno parte anche tutte quelle attivit\u00e0 in cui ci occupiamo di gioco a fini educativi o di formazione. \u00c8\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Mondi-che-funzionano.jpg?fit=960%2C720&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Mondi-che-funzionano.jpg?fit=960%2C720&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Mondi-che-funzionano.jpg?fit=960%2C720&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":15918,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15918","url_meta":{"origin":8935,"position":2},"title":"Alessio","author":"Rufus","date":"04\/12\/2018","format":false,"excerpt":"Domenica mattina io e i\u00a0Fabbricastorie siamo andati all'Auditorium Comunale per fare Mondi che funzionano al festival\u00a0LEI. C'era poca gente, una condizione che sempre ti procura un sacco di pensieri: dovevamo fare pi\u00f9 pubblicit\u00e0? Se abbiamo coinvolto poca gente cosa penser\u00e0 di noi il festival che ci ospita? O magari sono\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Mondi-che-funzionano.jpg?fit=960%2C720&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Mondi-che-funzionano.jpg?fit=960%2C720&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Mondi-che-funzionano.jpg?fit=960%2C720&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":15908,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15908","url_meta":{"origin":8935,"position":3},"title":"Fine settimana all&#8217;insegna delle bilocazioni","author":"Rufus","date":"29\/11\/2018","format":false,"excerpt":"Questo fine settimana sono coinvolto in un po' di impegni pubblici: volevo limitarmi a condividerli sui\u00a0social, poi per\u00f2 mi sono accorto che avrei dovuto fare parecchi\u00a0post e quindi preferisco invitarvi a venirmi a trovare scrivendo qui sul\u00a0blog, che mi sembra pi\u00f9 appropriato. Sabato e un po' domenica a\u00a0Scirarindi Il gruppo\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roberto-Scirarindi.jpg?fit=1200%2C800&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roberto-Scirarindi.jpg?fit=1200%2C800&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roberto-Scirarindi.jpg?fit=1200%2C800&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Roberto-Scirarindi.jpg?fit=1200%2C800&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":10920,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10920","url_meta":{"origin":8935,"position":4},"title":"Perch\u00e9 ultimamente parlo tanto di Villasor?","author":"Rufus","date":"25\/09\/2015","format":false,"excerpt":"Perch\u00e9 i\u00a0Fabbricastorie collaborano alle attivit\u00e0 per i festeggiamenti del seicentesimo annoversario della costruzione del castello Seviller (detto fra parentesi, un edificio\u00a0bello, anche pi\u00f9 bello di altre strutture militari sarde pi\u00f9 note). Il programma intero delle attivit\u00e0 lo potete trovare qui: ci sono un sacco di cose interessanti e molte occasioni\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cappe e spade&quot;","block_context":{"text":"Cappe e spade","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=70"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/villasor-600-anni-marchesato-di-sorres-720x400.jpg?fit=720%2C400&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/villasor-600-anni-marchesato-di-sorres-720x400.jpg?fit=720%2C400&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/villasor-600-anni-marchesato-di-sorres-720x400.jpg?fit=720%2C400&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":17806,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17806","url_meta":{"origin":8935,"position":5},"title":"Qui non si fa letteratura","author":"Rufus","date":"13\/02\/2020","format":false,"excerpt":"Sabato sono stato invitato dal compare e compagno socio Fabbricastorie Andrea Assorgia a fare un seminario sulle narrazioni per gli alunni del primo anno della sua Game Maker Academy. Era anche l'ultima attivit\u00e0 ufficiale di PlayRooms, ma per fortuna il Centro proseguir\u00e0 l'attivit\u00e0, quindi niente tristezza. Devo dire che ho\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cappe e spade&quot;","block_context":{"text":"Cappe e spade","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=70"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Da-Propp-a-Vonnegut-GMA.jpg?fit=960%2C720&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Da-Propp-a-Vonnegut-GMA.jpg?fit=960%2C720&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Da-Propp-a-Vonnegut-GMA.jpg?fit=960%2C720&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8935"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8935"}],"version-history":[{"count":9,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8984,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8935\/revisions\/8984"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8981"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}