{"id":892,"date":"2012-09-20T18:53:07","date_gmt":"2012-09-20T16:53:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=892"},"modified":"2014-09-20T17:06:06","modified_gmt":"2014-09-20T15:06:06","slug":"kids-leave-teachers-alone","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=892","title":{"rendered":"Kids, leave teachers alone"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/gigaom.com\/2012\/09\/18\/state-tries-to-ban-online-teacher-torment\/?utm_medium=referral&amp;utm_source=pulsenews\">GigaOm<\/a><\/em> e il <em><a href=\"http:\/\/online.wsj.com\/article\/SB10000872396390443779404577644032386310506.html?mod=WSJ_hps_sections_news\">Wall Street Journal<\/a><\/em> riportano entrambi la notizia che la Carolina del Nord si appresta ad approvare nuove norme contro le molestie informatiche.<\/p>\n<p>Curiosamente le molestie in questione non sono quelle fra adolescenti, n\u00e9 quelle di cui sono oggetto le donne, ma quelle rivolte dagli studenti ai loro insegnanti (<em>ma che razza di studenti hanno, in America?<\/em>).<\/p>\n<p><em>GigaOM<\/em> ne fa anche un elenco: per esempio utilizzare l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;insegnante per iscriverlo a sua insaputa a un sito porno, far circolare sul <em>web<\/em> sue caricature, oppure costruire un suo falso profilo sui <em>social network<\/em>.<\/p>\n<p>Detto cos\u00ec la legge sembra una punizione draconiana\u00a0(con multe fino a mille dollari)\u00a0di semplici comportamenti goliardici &#8211; alcuni anche potenzialmente divertenti. \u00c8 vero che molte istituzioni accademiche americane hanno norme interne, analoghe a quelle del nostro Regolamento Universitario (il Regio Decreto fascista del 1932)\u00a0\u00a0che prevedono, in nome del decoro e della dignit\u00e0 dell&#8217;istituzione, il controllo sui comportamenti degli studenti anche all&#8217;esterno dell&#8217;universit\u00e0. Per\u00f2, insomma,\u00a0a prima vista\u00a0sembra tutto un po&#8217; eccessivo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 lo scarno articolo di <em>GigaOM<\/em> getta una luce pi\u00f9 seria sul problema quando menziona il fatto che questi gesti sarebbero puniti quando orientati a <em>intimidire o tormentare<\/em> i funzionari universitari e i docenti. Ci muoveremmo cio\u00e8 pi\u00f9 in un campo di rapporti di forza molto concreti che della satira, per quanto feroce.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo del <em>Wall Street Journal <\/em>aggiunge un po&#8217; pi\u00f9 di particolari<em>.<\/em> Intanto, si chiede se le norme violino il diritto della libert\u00e0 di espressione, su cui anche io mi ero fatto qualche domanda.\u00a0 A quanto pare fare un falso profilo <em>Facebook<\/em> del proprio preside, in cui si afferma che abitualmente \u00ab\u00e8 troppo ubriaco per ricordarsi la sua data di compleanno\u00bb \u00e8 costituzionalmente ammesso, come pure sbugiardare <em>on line<\/em> quell&#8217;altro preside\u00a0che\u00a0passa il\u00a0tempo a tentare di abbindolare giovani madri e studentesse (<em>ma che razza di presidi hanno, in America?<\/em>). Far circolare una petizione che invita a insultare i dirigenti dell&#8217;universit\u00e0 ogni volta che li si incontra invece<em> non<\/em> \u00e8 ammesso. La regola generale sarebbe che la libert\u00e0 di opinione vale finch\u00e9 non si ledono i diritti altrui o non si turba oltre misura il regolare funzionamento dell&#8217;istituzione. Sembra ragionevole: allora perch\u00e9 la necessit\u00e0 di norme ulteriori?<\/p>\n<p>Quello che a quanto pare prende di sorpresa scuole, universit\u00e0 e &#8220;mondo adulto&#8221; \u00e8 la <em>velocit\u00e0<\/em> e l<em>&#8216;intensit\u00e0<\/em> associate a\u00a0queste infrazioni quando effettuata via strumenti informatici. Un caso citato \u00e8 quello di un dodicenne che ha mandato una serie di <em>mail<\/em>\u00a0 &#8220;sessualmente esplicite&#8221; all&#8217;insegnante (<em>ma che razza di dodicenni hanno in America?<\/em>): quando l&#8217;ho letto mi sono chiesto se proprio proprio serve una legge, per questi casi\u00a0&#8211; forse una semplice nota ai genitori e il tradizionale sette in condotta basterebbero. Pu\u00f2 darsi. Ma una catena di <em>mail<\/em> rilanciata all&#8217;infinito da pi\u00f9 utenti ha una pervasivit\u00e0 del tutto superiore a una vignetta appesa nella bacheca della scuola (episodio che forse appartiene ai dodici anni di molti di noi).\u00a0 E la tizia che ha accusato sulla rete il suo istruttore della milizia scolastica (o qualcosa del genere &#8211; <em>ma che razza di attivit\u00e0 curriculari hanno, in America? Si preparano per la guerriglia quando gli alieni avranno conquistato il mondo?<\/em>) di averla palpata mentre le provava l&#8217;uniforme rappresenta un caso pi\u00f9 serio: una volta immessa in giro, l&#8217;informazione ci rimane in eterno, e l&#8217;istruttore rischia di essere, per sempre, un molestatore di studentesse.<\/p>\n<p>Non so se tutto questo giustifica l&#8217;introduzione di nuove normative che rischiano in un modo o nell&#8217;altro di essere liberticide, oppure di rafforzare l&#8217;idea che il <em>web<\/em> e gli strumenti digitali sono un <em>altro<\/em> mondo che richiede regole a parte (non \u00e8 vero, ovviamente). Certo \u00e8 che, come dimostra il caso di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Megan_Meier\">Megan Meier<\/a> che mi sono riletto per l&#8217;occasione, la giurisprudenza USA ha incontrato sinora difficolt\u00e0 ad affrontare appropriatamente casi anche eclatanti di maltrattamenti digitali. Ma se il caso della Meier comporta la persecuzione insistita di una ragazzina di quattordici anni da parte di una serie di vicini giovani e adulti, mi domando se la domanda da porsi \u00e8: <em>ma che razza di Internet hanno, in America?<\/em> oppure <em>ma che razza di vicini di casa hanno, in America<\/em>?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GigaOm e il Wall Street Journal riportano entrambi la notizia che la Carolina del Nord si appresta ad approvare nuove<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,82,19],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-eo","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":1561,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1561","url_meta":{"origin":892,"position":0},"title":"Nuove frontiere di formazione","author":"Rufus","date":"04\/12\/2012","format":false,"excerpt":"Ho segnalato da poco su Facebook due articoli che riporto anche qui e che saranno, penso, interessanti per i miei amici che si occupano di formazione o di attivit\u00e0 educative. 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