{"id":8877,"date":"2014-12-04T13:42:20","date_gmt":"2014-12-04T12:42:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8877"},"modified":"2016-12-16T12:08:22","modified_gmt":"2016-12-16T11:08:22","slug":"un-paio-di-cose-che-probabilmente-non-sapete-sul-gioco-dazzardo-e-sullo-zio-rufus-1","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8877","title":{"rendered":"Un paio di cose che probabilmente non sapete sul gioco d&#8217;azzardo (e sullo zio Rufus) &#8211; 1"},"content":{"rendered":"<h2><img data-attachment-id=\"12961\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=12961\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?fit=669%2C720\" data-orig-size=\"669,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Carte e whisky\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?fit=279%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?fit=510%2C549\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-12961 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?resize=279%2C300\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?resize=279%2C300 279w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?resize=139%2C150 139w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?resize=510%2C549 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Carte-e-whisky.png?w=669 669w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Borghesi al tavolo da gioco<\/h2>\n<p>Intorno ai vent&#8217;anni giocavo molto a <em>bridge<\/em>.<\/p>\n<p>Insieme con una pattuglia di amici (che sostanzialmente erano i miei giocatori di ruolo del tempo) partecipavamo almeno una volta alla settimana a un torneo di <em>bridge<\/em>. Fare un torneo &#8211; durava una serata, pi\u00f9 o meno &#8211; \u00e8 la forma sportiva del gioco, abbastanza evoluta e sofisticata da renderla lontana dalla versione\u00a0familiare e amichevole tanto quanto una partita a pallone in cortile \u00e8 diversa da una in un campo regolare, undici contro undici. All&#8217;epoca a Cagliari si poteva partecipare, volendo, a un torneo\u00a0tutti i giorni: c&#8217;era tutto un <em>milieu <\/em>di circoli, del tennis, culturali, di quartiere e, ovviamente, del <em>bridge<\/em> che permettevano a chi voleva di esercitarsi anche sette giorni su sette, nel fine settimana di pomeriggio e negli altri giorni dopo cena e fin verso mezzanotte.<\/p>\n<p>Non so se avete presente quella battuta che dice che il <em>football<\/em> americano \u00e8 un gioco da bestie giocato da bestie, il calcio un gioco da gentiluomini giocato da bestie e il <em>rugby<\/em> un gioco da bestie giocato da gentiluomini. Sul <em>bridge<\/em> di quell&#8217;epoca a Cagliari si potrebbe fare una qualche battuta simile: un gioco da scienziati assennati giocato da, come dire?,\u00a0<em>borghesi\u00a0<\/em>\u00e8 un&#8217;espressione forse un po&#8217; antiquata ma perfettamente\u00a0adatta.<\/p>\n<p>A parte noi ragazzotti e un po&#8217;\u00a0di amanti del gioco per il gioco, molti\u00a0degli\u00a0<em>aficionados<\/em> erano commercianti e professionisti, gente spesso altera, facoltosa, che nelle varie serate esibiva\u00a0una serie di giri e\u00a0rigiri\u00a0che se non li avessi visti di persona li avrei considerati letterari.\u00a0Il tizio col bicchiere di\u00a0<em>whisky<\/em> perennemente in mano. La moglie giovane e bella di un marito noioso alla ricerca di un amante pi\u00f9 emozionante. L&#8217;amante giovane e bella di un uomo emozionante che scopre che c&#8217;\u00e8\u00a0sempre un&#8217;altra donna pi\u00f9 giovane e pi\u00f9 bella. Bicchieri di liquore scagliati in piena faccia. La coppia isterica che risolve al tavolo da gioco conflitti matrimoniali irrisolti. Giovanotti di belle speranze intenti a dimostrare che chi \u00e8 bravo a gestire l&#8217;organizzazione di un torneo merita magari di essere cooptato nei giri che contano, fra sigari e medaglioni.<\/p>\n<p>Cose che la corazza dei vent&#8217;anni ti fa guardare con un po&#8217; di curiosit\u00e0 mista a scetticismo:\u00a0non avevo mai conosciuto uno che mantenesse un&#8217;amante in un\u00a0<em>pied\u00a0a\u00a0terre<\/em> in Castello (letteralmente <em>a terre<\/em>, nel senso che in effetti era un sottano); anzi: non avevo mai conosciuto una ragazza poco pi\u00f9 grande di me che considerasse <em>normale<\/em> vivere in un\u00a0sottano di Castello nell&#8217;attesa improbabile che il quarantenne che le pagava l&#8217;affitto\u00a0le offrisse qualcosa di pi\u00f9. Oggi su ciascuno di loro ci farei sopra tutta una serie di pensieri e di riflessioni di umana piet\u00e0, all&#8217;epoca io e gli altri ci sentivamo molto gente di buon senso paracadutata in un ambiente di marziani e ci additavamo l&#8217;un l&#8217;altro il personaggio in cerca d&#8217;autore che in ciascuna serata saliva sul palcoscenico.<\/p>\n<h2>Giocare a soldi<\/h2>\n<p>Uno che spesso additavamo era quello che si era giocato anche la camicia.<\/p>\n<p>Cio\u00e8: quando l&#8217;ho conosciuto giocava forte &#8211; e perdeva &#8211; ma non si era ancora rovinato.<\/p>\n<p>Non era nemmeno il solo che giocasse d&#8217;azzardo\u00a0&#8211;\u00a0gli amici pi\u00f9 grandi mi spiegavano che in alcuni dei circoli all&#8217;una di notte, finito il torneo, non tutti andavano via: qualcuno rimaneva e si iniziava a giocare a soldi.<\/p>\n<p>C&#8217;era insomma un giro ulteriore di persone che al <em>whisky<\/em>, alle corna e alle mattane aggiungeva il gioco d&#8217;azzardo, e poi molti giocavano, a soldi, anche nelle abitazioni private &#8211; \u00a0ma lui era quello di cui si sapeva comunemente che perdeva, e perdeva forte. All&#8217;epoca la sua parabola\u00a0era ancora come sospesa e quel che retrospettivamente mi turba \u00e8 che nessuno di noi percepisse l&#8217;inevitabilit\u00e0 dell&#8217;urto catastrofico che alla fine doveva per forza\u00a0arrivare: il grande negozio di famiglia aveva l&#8217;aria un po&#8217; pi\u00f9 dimessa, per dire, ma tutto proseguiva come prima. Apparentemente. Un paio d&#8217;anni dopo era gi\u00e0 chiuso: all&#8217;epoca gi\u00e0 avevo smesso di giocare e di frequentare l&#8217;ambiente, ma\u00a0notai\u00a0il succedersi anomalo di saldi, svendite ripetute per rinnovo locali, vendite promozionali, e infine la liquidazione. Seppi poi da conoscenze comuni che i beni di famiglia, compresa la casa, erano andati via tutti.<\/p>\n<p>Quel che mi turba un pochino, dicevo, \u00e8 che nessuno di noi fece niente. Non c&#8217;era confidenza &#8211; e c&#8217;era invece una notevole differenza d&#8217;et\u00e0, che all&#8217;epoca contava forse anche pi\u00f9 di adesso &#8211; e quindi non \u00e8 che qualcuno potesse assumere il ruolo di amico e consigliere, tanto pi\u00f9 che il carattere dell&#8217;uomo non lo rendeva particolarmente facile. Ma comunque nessuno di noi spese una parola, per dire, nemmeno coi dirigenti degli ambienti interessati, che pure permettendo il gioco nei loro locali qualche responsabilit\u00e0, anche legale, ce l&#8217;avevano: come se tra il nostro mondo e quello ci fosse una barriera insormontabile, diciamo, e gli altri\u00a0appartenessero a quella letterariet\u00e0 che dicevo. Qualcosa di cui si parla, come le abitudini degli indigeni in Papuasia, ma senza pensarci davvero. Oggi, da adulto, ragionerei diversamente e sentirei altre urgenze: all&#8217;epoca and\u00f2 cos\u00ec. Poi altri interessi mi portarono a dedicarmi di pi\u00f9 ad altre cose, i miei amici\u00a0si ritagliarono\u00a0spazi di gioco diversi e, in un certo senso, &#8220;garantiti&#8221; (per cominciare: garantiti dal <em>whisky<\/em> in faccia) e io persi del tutto i contatti con l&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Naturalmente io ho conosciuto questa dimensione particolare ma non \u00e8 che la questione riguardi specificamente il\u00a0<em>bridge<\/em>, che rimane un gran gioco e in Olanda \u00e8 addirittura materia di insegnamento nelle scuole (e infatti a\u00a0<em>GioCagliari<\/em>, all&#8217;epoca, la sezione di\u00a0<em>bridge<\/em> la volemmo, fortissimamente la volemmo). Non \u00e8 che nelle pieghe di quelli che si ritrovano per il\u00a0<em>pokerino<\/em>\u00a0settimanale non si celino, probabilmente con maggiore frequenza, altri che si sono giocati la camicia, per dire.<\/p>\n<p>Qualche volta su gente\u00a0che mi raccontava di questi appuntamenti settimanali qualche dubbio mi \u00e8 venuto, compresa una certa tendenza in alcuni a cercare il pollo settimanale da spennare: del resto bisogna sempre ricordare che dove c&#8217;\u00e8 gente che perde forte c&#8217;\u00e8 per definizione qualcuno che lo sta pelando, probabilmente sistematicamente. E confrontando i montepremi di <a href=\"http:\/\/bridgeditalia.it\/2014\/09\/torneo-internazionale-a-squadre-citta-di-roma-2014\/\">un tipico torneo di <em>bridge<\/em><\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.amanteascacchi.it\/amantea\/?q=node\/4\">un torneo di scacchi<\/a> e di <a href=\"http:\/\/www.italiapokerclub.com\/programma\/tilt-poker-cup-venezia-dicembre-2014\/205\/\">uno di\u00a0<em>poker<\/em><\/a>\u00a0si intuisce che \u00e8 in quest&#8217;ultimo ambiente che l&#8217;aspirazione a premi economici significativi \u00e8 pi\u00f9 radicata.\u00a0 \u00c8 solo che essendo scarsissimo a\u00a0<em>poker<\/em> non l&#8217;ho mai frequentato in modo approfondito, e quindi gli aneddoti sul gioco d&#8217;azzardo li ho accumulati in altri ambienti.<\/p>\n<p>E poi, naturalmente, c&#8217;\u00e8 tutta la parte del gioco d&#8217;azzardo in qualche modo sanzionato dallo Stato, i giochi a premi, le scommesse, le <em>slot machine\u00a0<\/em>eccetera eccetera. E per ciascuna di queste categorie c&#8217;\u00e8 la controparte sistematica dell&#8217;illegalit\u00e0.<\/p>\n<p>Infatti \u00e8 di tutto questo che volevo raccontare, in realt\u00e0, a partire dalle notizie di cronaca recenti che riguardano persone anche molto note, ma l&#8217;ondata dei ricordi mi a un po&#8217; travolto e mi sono perso: vuol dire che lo rimander\u00f2 alla prossima puntata!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borghesi al tavolo da gioco Intorno ai vent&#8217;anni giocavo molto a bridge. 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