{"id":8776,"date":"2014-10-28T17:32:56","date_gmt":"2014-10-28T16:32:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8776"},"modified":"2016-10-27T17:16:57","modified_gmt":"2016-10-27T15:16:57","slug":"quel-che-ho-detto-al-convegno-pastorale-regionale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8776","title":{"rendered":"Quel che ho detto al Convegno pastorale regionale"},"content":{"rendered":"<p>Non ho molti commenti da fare sul <a href=\"http:\/\/www.camminodisperanza.it\/\">Convegno pastorale regionale<\/a> al quale ho partecipato sabato insieme col gruppo &#8220;La Pira&#8221; praticamente al completo e a un paio di centinaia di altri giunti da (quasi) tutte le diocesi della Sardegna (a <a href=\"http:\/\/www.camminodisperanza.it\/il-programma\/\">questo indirizzo<\/a> trovate le registrazioni di buona parte delle relazioni e altro materiale per farvi un&#8217;idea di come si \u00e8 svolta la giornata).<\/p>\n<p>Due cose soprattutto mi hanno colpito: da una parte la sproporzione, onestamente, fra l&#8217;intervento di Vittorio Pelligra, che formalmente doveva limitarsi a una lettura socio-economica, e tutte le altre relazioni. Mi \u00e8 sembrato\u00a0sia mancata, complessivamente, quella lettura teologico-sapienziale che serve a creare\u00a0una cornice entro cui mettere le discussioni dei problemi concreti e le possibili soluzioni individuate.\u00a0Di fronte a questa carenza\u00a0Vittorio si \u00e8 caricato sulle spalle tutto il Convegno: il che un po&#8217; segnala un deficit di discernimento comunitario al quale i gruppi di lavoro hanno posto rimedio solo parzialmente.<\/p>\n<p>L&#8217;altro fatto \u00e8 stato che le cose imprenditorialmente pi\u00f9 interessanti e innovative, secondo me, non sono venute dal <a href=\"http:\/\/www.camminodisperanza.it\/wordpress\/gruppo-1-lavoro-e-impresa\/\">gruppo dedicato all&#8217;impresa<\/a>, come era lecito aspettarsi, ma da <a href=\"http:\/\/www.camminodisperanza.it\/wordpress\/gruppo-4-lavoro-e-politiche-familiari\/\">quello dedicato alla famiglia<\/a>. I &#8220;professionisti&#8221; del primo gruppo, sindacalisti, presidenti di cooperative, imprenditori, erano forse pi\u00f9 preoccupati di segnare il punto e indirizzare la riflessione verso il proprio campo (che si chiamasse economia sociale, economia civile, Terzo Settore, cooperazione, <em>no profit<\/em> o al contrario\u00a0<em>profit<\/em> responsabile: ciascuna sigla include certi ed esclude altri); nel gruppo sulla famiglia sono comparsi invece settori sui quali la comunit\u00e0 cristiana si \u00e8 sinora misurata poco e che invece sono molto interessanti: gruppi di acquisto, servizi condivisi fra le famiglie e cose del genere.<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg\"><img data-attachment-id=\"8777\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=8777\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?fit=980%2C320\" data-orig-size=\"980,320\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"cropped-testata-sito\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?fit=300%2C97\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?fit=510%2C166\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8777\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?resize=800%2C261\" alt=\"cropped-testata-sito\" width=\"800\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?w=980 980w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?resize=150%2C48 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?resize=300%2C97 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?resize=510%2C166 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?resize=700%2C228 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?resize=50%2C16 50w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<h2>\u00a0Quel che ha detto lo zio Rufus<\/h2>\n<p>Io ero nel gruppo su\u00a0<em>Lavoro e impresa<\/em> e a un certo punto ho preso la parola, con effetti peraltro inaspettati. Riporto qui il mio intervento, magari espandendolo un poco visto che qui ho lo spazio per citare le fonti, sia perch\u00e9 magari interessa chi mi conosce e non c&#8217;era, sia perch\u00e9 cos\u00ec magari preciso rispetto agli&#8230; effetti inaspettati.<\/p>\n<p>Sono partito dal ricordare che la lettera dei Vescovi sardi, a un certo punto, invoca un nuovo pensiero economico, cosa che mi ha interessato e colpito molto. Purtroppo per\u00f2 subito dopo sembra che il nuovo pensiero economico al quale si pensa sia un semplice aggiustamento delle\u00a0<em>politiche<\/em> economiche (dall&#8217;industria al turismo, poniamo) dentro un quadro di riferimento che rimane lo stesso.<\/p>\n<blockquote><p>Una risposta pu\u00f2 venire solo da <strong><em>una nuova cultura economica<\/em><\/strong> che guardi meglio il nostro territorio, le sue capacit\u00e0 e le sue proposte e promuova lo sviluppo delle risorse locali \u2013 agricoltura,\u00a0 allevamento, artigianato, pesca, turismo \u2013 e la sostenibilit\u00e0 delle piccole e medie imprese. Per riuscirci occorre anzitutto che l\u2019intera comunit\u00e0, a partire dagli amministratori, sappia impegnarsi a suscitare corresponsabilit\u00e0. Responsabilizzare le persone, coinvolgere quelle capaci e disposte a lavorare per se stesse e per gli altri \u00e8 un lavoro fondamentale che sta alla base di un reale cambiamento. Costruire un\u2019agenda condivisa di speranza sul versante di una nuova cultura economica, promuovendo un continuo confronto nei diversi ambiti della socialit\u00e0 (comuni, parrocchie, scuole, associazioni, istituzioni imprenditoriali e sindacali) \u00e8 il compito arduo ma irrinunciabile che attende tutti noi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Nella misura n cui delinea il metodo della corresponsabilit\u00e0 \u00e8 senz&#8217;altro condivisibile, come traccia per un nuovo pensiero economico mi pare piuttosto debole.\u00a0A me pare invece che, cos\u00ec come per anni la Chiesa non ha avuto paura di dire che il comunismo non era compatibile con la fede cristiana, cos\u00ec ora il modello capitalistico non \u00e8, allo stesso modo, accettabile. Durante il convegno ho genericamente detto: \u00abdel resto lo dicono anche i Papi, quindi credo di essere nell&#8217;ortodossia\u00bb, qui indico <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_01051991_centesimus-annus_it.html\">la riflessione della\u00a0<em>Centesimus Annus<\/em><\/a>\u00a0(guardatevi i numeri 33, 35, 40 e 42) e dico che pensavo soprattutto a un brano della\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html\">Caritas in Veritate<\/a>\u00a0<\/em>(al numero 41, il grassetto \u00e8 mio) e al nuovo ordine mondiale che ipotizza<\/p>\n<blockquote><p><strong>Al fine di realizzare un&#8217;economia che nel prossimo futuro sappia porsi al servizio del bene comune nazionale e mondiale<\/strong>, \u00e8 opportuno tenere conto di questo significato esteso di imprenditorialit\u00e0. Questa concezione pi\u00f9 ampia favorisce lo scambio e la formazione reciproca tra le diverse tipologie di imprenditorialit\u00e0, con travaso di competenze dal mondo<i> non profit <\/i>a quello <i>profit<\/i> e viceversa, da quello pubblico a quello proprio della societ\u00e0 civile, da quello delle economie avanzate a quello dei Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;autorit\u00e0 politica ha un significato plurivalente, che non pu\u00f2 essere dimenticato, mentre si procede alla realizzazione di un nuovo ordine economico-produttivo, socialmente responsabile e a misura d&#8217;uomo.<\/p><\/blockquote>\n<p>E quindi con questa idea ho provato a indicare tre piste di lavoro in vista di un nuovo modello economico.<\/p>\n<p>La prima riguardava il dibattito, che serpeggiava, sulla forma &#8220;giuridica&#8221; delle imprese che in qualche modo la comunit\u00e0 cristiana deve privilegiare o sentire maggiormente come proprie (mi pare che, complessivamente, la cooperazione e la cooperazione sociale fossero in posizione preminente). Piuttosto che entrare direttamente nel dibattito promuovendo l&#8217;una o l&#8217;altra io credo, anche per le cose che vedo in ogni momento in <em>Banca Etica<\/em>, che il tema sia di privilegiare quelle imprese che hanno una forte dimensione comunitaria, cio\u00e8 che sono espressione di una comunit\u00e0 e producono ricchezza (economica, sociale, ambientale, relazionale, culturale)\u00a0principalmente per la loro comunit\u00e0 e che a favore di queste imprese si dovrebbe soprattutto lavorare, anche nella comunit\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p>La seconda osservazione era la richiesta di una attenzione, nella catechesi ordinaria, nella esposizione che si fa della dottrina sociale della Chiesa e nei momenti in cui si ragiona sulla mobilitazione politica della comunit\u00e0 cristiana, ai temi della globalizzazione e del governo mondiale. Un argomento attuale e importante come il <em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trattato_transatlantico_sul_commercio_e_gli_investimenti\">TTIP<\/a>,<\/em> per esempio, \u00e8 passato del tutto al di sopra della vita ordinaria della comunit\u00e0 cristiana, cos\u00ec come scarsa attenzione \u00e8 data ai trattati sugli\u00a0<em>OGM<\/em> o ad altre forme di regolamentazione globale: l&#8217;attenzione per la salvaguardia del creato, che anche la lettera della Conferenza Episcopale Sarda invoca, la giusta remunerazione dei lavoratori, la possibilit\u00e0 di fare impresa con i prodotti tipici o con le ricchezze locali, per esempio, dipende sempre pi\u00f9 da decisioni prese fuori del nostro territorio (penso anche alle dismissioni di imprese sarde, anche recenti) e da giochi di potere che ignoriamo del tutto &#8211; mentre non dovremmo.<\/p>\n<p>La terza pista che ho indicato \u00e8 quella per la quale ho avuto effetti indesiderati. Volevo dire, in sostanza, che un po&#8217; di questo nuovo pensiero economico dovremmo anche produrcelo in casa, o meglio: che si dovrebbero fare delle scelte di campo evidenti, con dei gesti simbolici espressivi di un pensiero economico &#8220;altro&#8221;. Non solo fare catechesi e sensibilizzazione, cio\u00e8, non solo promuovere forme di economia innovativa e comunitaria, ma anche dei gesti di compromissione.<\/p>\n<p>E l\u00ec mi sono probabilmente espresso male. Da una parte mi veniva spontaneo, per me che faccio finanza etica, chiedere provocatoriamente\u00a0dove i fondi della Chiesa, per esempio quelli dell&#8217;otto per mille, venissero <em>depositati<\/em>. Per\u00f2\u00a0non mi sembrava elegante parlare sempre di finanza etica quasi\u00a0<em>pro domo mea<\/em>, in quel contesto non mi sembrava necessario e quindi ho citato la cosa <em>en passant<\/em>\u00a0e ho preferito\u00a0fare invece\u00a0l&#8217;esempio dei beni immobiliari delle diocesi, da mettere al servizio della comunit\u00e0 come anche gli stessi Vescovi propongono<\/p>\n<blockquote><p>vogliamo impegnarci ad una maggiore sobriet\u00e0 e trasparenza nell\u2019uso dei beni delle nostre Diocesi, ad esempio con una pi\u00f9 attenta valorizzazione del patrimonio immobiliare a servizio della comunione ecclesiale e del bene comune.<\/p><\/blockquote>\n<p>Temo invece, nella velocit\u00e0 dell&#8217;intervento e passando subito all&#8217;esempio dei beni immobiliari, che il pubblico abbia capito che chiedevo che l&#8217;otto per mille venisse\u00a0<em>impiegato\u00a0<\/em>diversamente, che \u00e8 davvero un altro concetto. Detto in altro modo: secondo me che i fondi della Chiesa vadano sui conti di banche armate, o di banche che finanziano il nucleare, o l&#8217;inquinamento, o altre cose altrettanto inaccettabili, \u00e8 motivo di sofferenza; che i fondi dell&#8217;8 per mille vengano utilizzati per fini di culto o altri fini &#8220;non sociali&#8221; (che poi, oltretutto, sulla\u00a0<em>socialit\u00e0<\/em> ci sarebbe da discutere) o, per dire, per l&#8217;edilizia religiosa, \u00e8 del tutto accettabile.<\/p>\n<p>La cosa, per\u00f2, ha colpito, e questo tema del &#8220;come usare l&#8217;otto per mille&#8221; \u00e8 poi tornato pi\u00f9 volte, discussa in vario modo e ben oltre le mie intenzioni, devo dire, anche lasciandomi perplesso: avevo ascoltato tutti gli interventi, non mi ricordavo che nessuno avesse sollevato il problema e mi dicevo: ma chi sar\u00e0\u00a0che ha fatto tutto &#8216;sto scarnazzo sull&#8217;otto per mille.<\/p>\n<p><em>Ooops<\/em>: ero io, guarda un po&#8217;.<\/p>\n<p>E pensare che io non volevo sapere come viene usato; ma\u00a0in quali conti correnti \u00e8 depositato, di quali banche, questo s\u00ec che secondo me sarebbe da discutere. Anche se l&#8217;ho detto\u00a0<em>en passant<\/em>, mannaggia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho molti commenti da fare sul Convegno pastorale regionale al quale ho partecipato sabato insieme col gruppo &#8220;La Pira&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8777,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,73,49,54,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cropped-testata-sito.jpg?fit=980%2C320","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2hy","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8456,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8456","url_meta":{"origin":8776,"position":0},"title":"Un pensiero volante sul Convegno pastorale della diocesi di Cagliari","author":"Rufus","date":"18\/09\/2014","format":false,"excerpt":"Sono andato ieri alla prima sessione di lavori del Convegno pastorale annuale della diocesi di Cagliari. 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