{"id":8468,"date":"2014-09-22T17:43:08","date_gmt":"2014-09-22T15:43:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8468"},"modified":"2014-10-03T13:49:56","modified_gmt":"2014-10-03T11:49:56","slug":"lo-spaventoso-regno-dellaffascinante-rossa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8468","title":{"rendered":"Lo spaventoso regno dell&#8217;affascinante rossa"},"content":{"rendered":"<p>La settimana scorsa mi sono imbattuto nell&#8217;articolo che segue, su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/health\/archive\/2014\/09\/the-evil-reign-of-the-red-delicious\/379892\/?single_page=true\"><em>The Atlantic<\/em><\/a>. \u00c8 una storia di mele &#8211; avvelenate? &#8211; rosse e affascinanti, di biodiversit\u00e0 e di logiche commerciali globali: la <em>Red Delicious<\/em> \u00e8 infatti la singola variet\u00e0 di mela pi\u00f9 venduta al mondo. L&#8217;articolo mi \u00e8 sembrato interessante e l&#8217;ho tradotto.<\/p>\n<p>Solo una nota:\u00a0su\u00a0<em>The Atlantic<\/em> l&#8217;articolo ha raccolto pi\u00f9 di quattrocento commenti, moltissimi dei quali piuttosto esacerbati in un senso o nell&#8217;altro, compreso un gruppo di agguerritissimi difensori della <em>Red Delicious<\/em>. Lo dico per invitare chi \u00e8 anglofono a controllare anche quella discussione, piuttosto interessante, e per far notare a tutti che la discussione \u00e8 feroce perch\u00e9 la questione riguarda il benessere di una gran quantit\u00e0 di comunit\u00e0 rurali, di lavoratori sparsi per il mondo, la salute globale, l&#8217;assetto ambientale di vaste zone del mondo: cose da nulla cos\u00ec, insomma.<\/p>\n<h2>Lo spaventoso regno della\u00a0<em>Red Delicious<\/em><\/h2>\n<h4>Come la mela peggiore ha conquistato gli Stati Uniti e continua a espandersi<\/h4>\n<h3>di\u00a0<a class=\"author\" href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/sarah-yager\/\" rel=\"author\">Sarah Yager<\/a><\/h3>\n<p>Nel supermarket vicino a casa sua, nella Virginia centrale, a Tom Burford piace orbitare intorno all&#8217;espositore delle <em>Red Delicious<\/em>. Aspetta finch\u00e9 non adocchia un\u00a0commesso. Poi prende una delle lucide mele e, con un ampio gesto, sgraffia con l&#8217;unghia la cera: T-O-M.<\/p>\n<p>\u00abAdesso non possiamo pi\u00f9 venderla\u00bb, protesta il commesso.<\/p>\n<p>Al che Burford risponde, nel suo soffice Piedmont\u00a0strascicato: \u00ab\u00c8 esattamente quello che voglio dire\u00bb.<\/p>\n<p>Burford, che ha settantanove anni, non \u00e8 portato alla distruzione delle mele. I suoi antenati hanno sparso semi di mela sulle pendici delle Blue Ridge fin dal 1713 almeno ed \u00e8 cresciuto con pi\u00f9 di cento tipi di alberi nell&#8217;orto di casa. \u00c8 l&#8217;autore di\u00a0<em>Mele del Nord America<\/em>, una enciclopedia delle variet\u00e0 tradizionali, e tiene conferenze in giro\u00a0per l&#8217;America sull&#8217;orticultura e la progettazione di vivai. Ma la sua inclinazione al preservare\u00a0si fermano davanti alla <em>Red Delicous\u00a0<\/em>e a ci\u00f2 che definisce\u00a0\u00abficcare a fiorza gi\u00f9 per la gola dei consumatori americani questo frutto disgustoso, rosso e bellissimo\u00bb.<\/p>\n<p>Le sue parole contengono il paradosso della\u00a0<em>Red Delicious<\/em>: affascinante ma indesiderabile, la mela pi\u00f9 prodotta e probabilmente la meno desiderabile degli Stati Uniti. Essa giace in agguato nella desolazione. Fatta rotolare nel fondo delle sacche della merenda mentre i ragazzini frugano alla ricerca di patatine o dell&#8217;incarto dei dolcetti fatti con i <em>Rice Krispies<\/em>. In attesa a fianco dell&#8217;ultima banana non pestata in una stazione di servizio, l&#8217;unico vegetale per miglia e miglia.\u00a0Lasciata stare sui vassoi dell&#8217;ospedale, abbandonata\u00a0nel vassoio della frutta al\u00a0<em>buffet<\/em> della colazione negli alberghi, allo sbando in nidi di rafia\u00a0nei\u00a0cestini da regalo.<\/p>\n<p>Per almeno settant&#8217;anni la\u00a0<em>Red Delicious<\/em> ha dominato la produzione di mele negli Stati Uniti. Ma fin dall&#8217;inizio del XXI secolo, man mano che il mercato si \u00e8 riempito di concorrenti &#8211; le\u00a0<em>Gala<\/em>, le\u00a0<em>Fuji<\/em>, le\u00a0<em>Honeycrisp<\/em> &#8211; il suo vantaggio si \u00e8 andato riducendo. La produzione annuale \u00e8 crollata. E nonostante questo cresce uno scarto fra la produzione e la domanda da parte dei consumatori americani. Pochi giorni fa Todd Fryhover, il presidente della Commissione per\u00a0le Mele di Washington &#8211; i cui produttori coltivano la maggioranza delle mele degli Stati Uniti &#8211; ha raccomandato che per questo raccolto due terzi della produzione di\u00a0<em>Red Delicious<\/em> sia destinato all&#8217;esportazione.<\/p>\n<p>How did such an unlikeable apple become the most ubiquitous in the country? And as its dominion here ends, where will it invade next?<\/p>\n<p>Come \u00e8 accaduto che una mela sgradevole sia divenuta la pi\u00f9 onnipresente del paese? E se il suo regno qui da noi finisce, chi invader\u00e0 adesso?<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Se si volesse pensare\u00a0alla\u00a0<em>Red Delicious<\/em>\u00a0come a una allegoria, la si potrebbe individuare nella storia dell&#8217;America: fiduciosa intrusione su terre disabitate <em>[escludendo alcuni milioni di nativi americani, ovviamente, NdRufus]<\/em>, opportunit\u00e0 conquistate in una competizione\u00a0di merito, successo ottenuto tramite il duro lavoro, integrit\u00e0 polverizzata negli ingranaggi del capitalismo industriale. Negli anni &#8217;70 del 1800 Jesse Hiatt, un agricoltore dello Iowa, scoperse un pollone mutante nel suo frutteto di alberi di\u00a0<em>Yellow Bellflower<\/em>. Lo tagli\u00f2 ma la stagione successiva spunt\u00f2\u00a0nuovamente fuori dal terreno. Lo tagli\u00f2 di nuovo. Quello salt\u00f2 fuori di nuovo. \u00abSe proprio devi crescere\u00bb, disse all&#8217;intrepido virgulto, \u00abtu puoi\u00bb.<\/p>\n<p>Dieci anni dopo l&#8217;albero di Hiatt diede il suo primo frutto. Le mele era globi allungati con la buccia a strisce rosse e oro, polpa croccante e calice a cinque punte. Nel 1893 quando il vivaio\u00a0<em>Stark Brothers&#8217;\u00a0<\/em>di Louisiana nel Missouri band\u00ec un concorso per trovare un rimpiazzo per la\u00a0<em>Ben Davis<\/em> &#8211; allora la mela pi\u00f9 ampiamente coltivata nel paese, grossa e di bell&#8217;aspetto ma insipida &#8211; Hiatt propose la sua nuova variet\u00e0, che chiam\u00f2\u00a0<em>Occhiodifalco<\/em>. \u00abEhi, \u00e8 deliziosa\u00bb, disse a quanto pare Clarence Stark, il presidente della societ\u00e0, dopo il primo morso.<\/p>\n<p>Ma non per la prima volta nella saga\u00a0delle mele un solo dolce assaggio caus\u00f2 una caduta.\u00a0<em>Stark Brothers&#8217;<\/em> ben presto si assicur\u00f2 i diritti sulla <em>Occhiodifalco<\/em>, ne cambi\u00f2 il nome in\u00a0<em>Stark Delicious<\/em> (solo dopo la registrazione della\u00a0<em>Golden Delicious<\/em>, nel 1914, divenne la\u00a0<em>Red Delicious<\/em>) e inizi\u00f2 una ambiziosa campagna commerciale. Nei due decenni successivi il vivaio spese 750 000 dollari per promuovere la nuova mela, inviando piazzisti nelle fattorie di tutto il paese ed esponendo la\u00a0<em>Delicious<\/em>\u00a0alla Fiera\u00a0Mondiale del 1904. Dopo il completamento della\u00a0<em>Great Northern Railway<\/em> Clarence Stark invi\u00f2 vagonate di piantine nei nuovi orti impiantati nella valle del fiume Columbia, con le foglie agitate dal rombo dei motori verso Ovest.<\/p>\n<p>Con le sue robuste radici e il suo frutto succoso e rotondo la\u00a0<em>Red Delicious<\/em> divenne rapidamente una beniamina di coltivatori e consumatori da costa a costa &#8211; e man mano che \u00a0il suo sucesso commerciale cresceva, cos\u00ec aumentava la sua distanza dalla\u00a0<em>Occhiodifalco<\/em> di Hiatt. Nel 1923 un orticultore del New Jersey scrisse agli\u00a0Stark per informarli che un ramo di un albero che aveva acquistato dal vivaio stava producendo mele color cremisi mentre quelle degli altri rami restavano verdi. Una mutazione genetica casuale che faceva s\u00ec che le mele acquisissero colore pi\u00f9 presto dava anche loor un colore pi\u00f9 rosso e pi\u00f9 uniforme, e i consumatori si stavano mettendo in fila per un assaggio. Paul Stark, uno dei figli di Clarence, si fece un viaggio fin dal Missouri e mise sul tavolo 6000 dollari per il ramo. La notizia dell&#8217;accordo si diffuse e ben presto il\u00a0<em>Gettysburg Times<\/em> riferiva che pi\u00f9 di cinquecento orticulturi da pi\u00f9 di trenta stati si erano riuniti per discutere il \u00abbizzarro germoglio\u00bb che produceva \u00abla mela meraviglia della nostra epoca\u00bb. La riunione segn\u00f2 l&#8217;inizio di un&#8217;era di miglioramento del frutto, man mano che i coltivatori cominciarono a selezionare e coltivare simili mutazioni.<\/p>\n<p>Per gli anni &#8217;40 la\u00a0<em>Red Delicious<\/em> era divenuta la mela pi\u00f9 popolare del paese, con le ampie spalle e lo splendore da rossetto di una stella della Hollywod dell&#8217;Epoca d&#8217;Oro. I cambiamenti cosmetici si rivelarono una fortuna per i coltivatori agroindustriali: le mele che si arossavano prima di essere pienamente mature potevano essere raccolte prima e conservate pi\u00f9 a lungo, e le bucce con pi\u00f9 pigmento rosso tendevano a essere pi\u00f9 spesse, cosa che aumentava il tempo di vita sugli scaffali e nascondeva le ammaccature. Ma poich\u00e9 i geni della bellezza venivano preferiti a scapito di quelli del gusto le bucce divennero dure e amare attorno a una polpa spugnosa e intrisa di zuccheri. In ogni caso ancora negli a\u001bnni &#8217;80 la\u00a0<em>Red Delicous\u00a0<\/em>costituiva il 75% del raccolto prodotto nello stato di\u00a0Washington. A quel punto la selezione delle variet\u00e0 aveva gi\u00e0 fatto i suoi danni, secondo Burford, pochi grandi vivai controllavano il mercato, le decisioni su cosa piantare venivano prese in isolate sale di riunione e i consumatori nona vevano molte variet\u00e0 fra le quali scegliere. La\u00a0<em>Red Delicious\u00a0<\/em>divenne \u00abil mag\u001bgiore ingrediente del\u00a0<em>compost<\/em>\u00a0del paese\u00bb, disse, visto che i consumatori compravano ordinariamente le mele per gettarle via.<\/p>\n<p>Poi negli anni &#8217;90 nuove variet\u00e0 che i coltivatori americani avevano inizalmente sviluppato per i mercati d&#8217;oltreoceano &#8211; comprese le\u00a0<em>Gala\u00a0<\/em>e le\u00a0<em>Fuji<\/em> &#8211; iniziarono a infiltrarsi nel mercato domestico. I consumatori avevano \u00abmangiato con gli occhi e non con la bocca\u00bb, dice Burford. E adesso le loro papille gustative si erano risvegliate. Un improvviso spostamento nelle preferenze dei consumatori, accoppiato con la crescente competizione dei frutteti cinesi, prese l&#8217;industria di sorpresa. Fra il 1997 e il 2000 i coltivatori di mele persero quasi 800 milioni di dollari in raccolto in eccesso. Avevano reso \u00able mele rosse e ancora pi\u00f9 rosse, e belle e ancora pi\u00f9 belle, e semplicemente si selezionarono fuori dell&#8217;esistenza\u00bb, disse un direttore commerciale di una compagnia produttrice di frutta nel Nordovest disse al\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2000\/11\/04\/us\/perfect-apple-pushed-growers-into-debt.html\">The New York Times<\/a><\/em>, poco dopo che il Presidente Bill Clinton<i>\u00a0aveva approvato il pi\u00f9 grande salvataggio pubblico nella storia dell&#8217;industria della mela.<\/i><\/p>\n<p>Da allora la produzione della\u00a0<em>Red Delicious<\/em> \u00e8 diminuita del 40%. Mentre la mela \u00e8 ancora di gran lunga la pi\u00f9 comune negli Stati Uniti &#8211; i produttori hanno raccolto 54 milioni di\u00a0<em>bushel [un\u00a0<\/em>bushel<em> \u00e8 una misura di capacit\u00e0 equivalente pi\u00f9 o meno a 35 litri, NdRufus]<\/em>\u00a0rispetto agli appena 33 milioni della sua pi\u00f9 prossima concorrente, la\u00a0<em>Gala\u00a0<\/em>&#8211; l&#8217;industria si sta adattando a un mercato in cambiamento. Todd Fryhover mi ha detto che nuovi controlli di qualit\u00e0 come gli inibitori di etilene hanno contribuito a far s\u00ec che le mele arrivino fresche e croccanti nei supermarket, ma ha anche riconosciuto che i gusti sono cambiati. Le esportazioni delle\u00a0<em>Red Delicious<\/em>\u00a0del raccolto del Washington si sono aggirate intorno al 48% negli ultimi anni. Quest&#8217;anno Fryhover raccomanda che fra il 60 e il 65% delle mele sia inviato all&#8217;estero. \u00abNon puoi continuare a produrre la stessa codsa per sempre e ignorare ci\u00f2 che le persone ti chiedono\u00bb, mi ha detto. I consumatri americani \u00abvogliono\u00a0<em>Gala<\/em>, vogliono\u00a0<em>Fuji<\/em>, vogliono\u00a0<em>Golden<\/em>,\u00a0<em>Grannies<\/em>\u00bb. Gli acquirenti internazionali fornisocno la domanda per la\u00a0<em>Red Delicious\u00a0<\/em>che \u00abattualmente non esiste negli USA\u00bb.<\/p>\n<p>Oltre l&#8217;America settentrionale i maggiori mercati per l&#8217;esportazione della\u00a0<em>Red Delicious<\/em> sono nel Sud-Est asiatico. La Cina, che ora produce pi\u00f9 mele di qualunque altro paese al mondo, \u00e8 stata\u00a0\u001b<a href=\"http:\/\/www.thepacker.com\/fruit-vegetable-news\/Chinese-expected-to-remove-ban-on-certain-US-apples-237540901.html\">recentemente<\/a>\u00a0un importante acquirente delle\u00a0<em>Red Delicious<\/em> dei frutteti del Washington. L\u00e0, fa notare Fryhover, il colore rosso simboleggia la buona fortuna. Ma secondo Tom Burford, il successo internazionale della\u00a0<em>Red Delicious\u00a0<\/em> si basa largamente sul puntare su acquirenti in lughi in cui il frutto non \u00e8 familiare. Come gli Americani di un decennio fa, dice, \u00abnon sono coscienti di ci\u00f2 che una mela dovrebbe esprimere\u00bb.<\/p>\n<p>Nella patria della\u00a0<em>Red Delicious<\/em>, nel frattempo, i consumatori stanno lentamente ritornando a mele nelle quali possono credere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana scorsa mi sono imbattuto nell&#8217;articolo che segue, su\u00a0The Atlantic. \u00c8 una storia di mele &#8211; avvelenate? &#8211; rosse<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8469,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,18,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Red-Delicious.jpg?fit=570%2C367","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2cA","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":11178,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11178","url_meta":{"origin":8468,"position":0},"title":"Ma come mai&#8230;","author":"Rufus","date":"16\/11\/2015","format":false,"excerpt":"Mi dice l'altra sera a cena mia sorella: \u00abMa come mai sul\u00a0blog di queste esercitazioni NATO e di tutto il resto non hai parlato? 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