{"id":800,"date":"2012-08-31T16:14:50","date_gmt":"2012-08-31T14:14:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=800"},"modified":"2012-08-31T16:14:50","modified_gmt":"2012-08-31T14:14:50","slug":"il-grande-lebowski","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=800","title":{"rendered":"Il Grande Lebowski"},"content":{"rendered":"<p>A Cagliari i film arrivano con settimane di ritardo rispetto a voi, cos\u00ec di solito mi astengo da scrivere perch\u00e9 mi sembra che le cose da dire siano gi\u00e0 tutte dette. Faccio un&#8217;eccezione per questo film perch\u00e9 mi\u00a0\u00e8 piaciuto molto e ne voglio parlare comunque. Pi\u00f9 esattamente, mentre lo vedevo in me prendeva corpo una <em>teoria&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Tolta la teoria, il film mi\u00a0\u00e8 sembrato una commedia grottesca girata molto bene e con bravi attori, divertente in certi tratti e spiazzante in altri perch\u00e9\u00a0<em>non<\/em> sembra una commedia e finch\u00e9 non lo capisci non fai altro che notare nella trama dei buchi logici che chiedono veramente troppo alla tua sospensione di incredulit\u00e0.\u00a0\u00c8 stata questa insoddisfazione latente, credo, che mi ha spinto a murigare e murigare finch\u00e9 non mi\u00a0\u00e8 improvvisamente tornato alla mente tutto quello che so sul &#8220;mito di Los Angeles&#8221;, che poi non\u00a0\u00e8 altro che\u00a0<em>il<\/em> mito americano (mica il <em>West:<\/em> i pionieri andavano a Ovest perch\u00e9 dovevano andare in California, no?). Los Angeles ha rappresentato per un periodo una specie di mitica citt\u00e0 dell&#8217;oro dove tutti potevano farsi (o ricchi o attori o tutt&#8217;e due &#8211; il giardino incantato in terra, popolato di star e in realt\u00e0 una colossale speculazione edilizia) e\u00a0successivamente l&#8217;antimito americano per eccellenza, la giungla d&#8217;asfalto, la polizia corrotta di Baycity di Chandler, eroi solitari, biscazzieri, donne perdute\u00a0 (e parallelamente Hollywood\u00a0\u00e8 stata ritrasformata in menzognera fabbrica dei sogni e delle illusioni, perverititrice di brave ragazze americane trasformate in oggetti del desiderio).<\/p>\n<p>Visto in questa luce, il film dei fratelli Cohen \u00e8 bellissimo e centrato. <em>Gone are the myths<\/em> e pure gli antimiti, i personaggi ci sono uguali (il riccone con la bella moglie, l&#8217;inappuntabile maggiordomo, il <em>detective<\/em> privato, il malloppo, l&#8217;imprenditore del piacere &#8211; un tempo biscazziere e qui sostituito da un pornografo, il capo della polizia corrotto) ma una storia che in altri tempi avrebbe visto Bogart adesso ha Drugo, ed\u00a0\u00e8 tutta l&#8217;America che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9,\u00a0\u00a0\u00e8 persa ancora a cercare di capire cosa sono stati gli anni &#8217;60, tra rimpianti dei pacifisti ormai falliti, come Drugo, e rimbecillimento generale dei veterani come Sobchak: manco Rambo esiste pi\u00f9&#8230; l&#8217;America ha perso l&#8217;occasione di rigenerare i suoi miti e boh, quel che rimane\u00a0\u00e8\u00a0 grottesco, eppure in fondo&#8230; positivo non mi sembra la parola adatta, direi ottimista, con una passionaccia di fondo nel futuro, nonostante tutto (come sottolineato, in contrappunto, da una splendida colonna sonora): anche questo, in fondo,\u00a0\u00e8 molto <em>&#8216;mmerigano<\/em>.<\/p>\n<p>Il che\u00a0\u00e8 il limite, se ci pensate, di tutte le volte che l&#8217;America riflette su se stessa: alla fine non pu\u00f2 che assolversi, come il buon Drugo si assolve e chiude il capitolo: un altro <em>White Russian<\/em> e via.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Cagliari i film arrivano con settimane di ritardo rispetto a voi, cos\u00ec di solito mi astengo da scrivere perch\u00e9<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-cU","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":4981,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4981","url_meta":{"origin":800,"position":0},"title":"Una piccola impresa meridionale","author":"Rufus","date":"11\/11\/2013","format":"video","excerpt":"A me Basilicata coast to coast, il film che ha lanciato Papaleo, era piaciuto abbastanza. 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