{"id":7997,"date":"2014-07-23T17:20:16","date_gmt":"2014-07-23T15:20:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7997"},"modified":"2014-09-18T12:23:54","modified_gmt":"2014-09-18T10:23:54","slug":"appello-per-un-cambiamento-coraggioso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7997","title":{"rendered":"Appello per un cambiamento coraggioso"},"content":{"rendered":"<p>Come <a title=\"Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7965\">avevo accennato alcuni giorni fa<\/a> la commissione <em>Iustitia et pax<\/em> della Conferenza episcopale dei Vescovi della Terra Santa ha pubblicato un documento sulla situazione bellica di Gaza, che si intitola <em>Appello per un cambiamento coraggioso.<\/em> L&#8217;ho tradotto, nella speranza che possa essere utile: <a href=\"http:\/\/it.lpj.org\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/JP.Appel-%C3%A0-un-changement.pdf\">l&#8217;originale, in francese, \u00e8 pubblicato sul sito della Commissione<\/a>.<\/p>\n<h4><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg\"><img data-attachment-id=\"8029\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=8029\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?fit=960%2C720\" data-orig-size=\"960,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"iustitia et pax holy land\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?fit=510%2C382\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8029\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?resize=510%2C382\" alt=\"iustitia et pax holy land\" width=\"510\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?resize=510%2C382 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?resize=150%2C112 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?resize=700%2C525 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?w=960 960w\" sizes=\"(max-width: 510px) 100vw, 510px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Commissione <em>Giustizia e pace<\/em> dell&#8217;Assemblea degli Ordinari cattolici in Terra Santa<\/h4>\n<h2>Appello a un cambiamento coraggioso<\/h2>\n<blockquote><p>Una voce si ode da Rama,<br \/>\nlamento e pianto amaro:<br \/>\nRachele piange i suoi figli,<br \/>\nrifiuta d&#8217;essere consolata perch\u00e9 non sono pi\u00f9<br \/>\n(Ger 31,15)<\/p><\/blockquote>\n<h3>Una realt\u00e0 di violenza e di lutto<\/h3>\n<p>Israele e la Palestina risuonano delle grida dei padri e delle madri, dei fratelli e delle sorelle e dei congiunti dei giovani che sono caduti vittime dell&#8217;ultima ondata del ciclo di violenza che tormenta questo paese. Alcuni dei loro visi sono ben conosciuti, perch\u00e9 i mezzi di comunicazione hanno raccontato in dettaglio le loro vite, intervistando i loro genitori e donandogli una seconda vita nella nostra immaginazione. Nel frattempo altri &#8211; di gran lunga ben pi\u00f9 numerosi &#8211; sono ridotti a statistiche, senza nome e senza volto. La copertura mediatica, la memoria e il lutto selettivo fanno ugualmente parte del ciclo della violenza.<\/p>\n<p>Offriamo le nostre sincere condoglianze a tutti coloro che sono nel lutto, Israeliani e Palestinesi. Dobbiamo continuare a pregare perch\u00e9 i giovani che sono caduti recentemente siano gli ultimi a subire una morte violenta in questa <em>escalation <\/em> di odio e di violenza.<\/p>\n<h3>Un linguaggio che genera la violenza<\/h3>\n<blockquote><p>Cos\u00ec anche la lingua: \u00e8 un piccolo membro e pu\u00f2 vantarsi di grandi cose. Vedete un piccolo\u00a0 fuoco quale grande foresta pu\u00f2 incendiare! Anche la lingua \u00e8 un fuoco, \u00e8 il mondo dell&#8217;iniquit\u00e0, vive inserita nelle nostre membra e contamina tutto il corpo e incendia il corso della vita, traendo la sua fiamma dalla Geenna. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio (Gc 3,5-6.9).<\/p><\/blockquote>\n<p>La nostra speranza di mettere fine al ciclo della violenza \u00e8 spezzata dal linguaggio irresponsabile della punizione collettiva e della vendetta che genera violenza e soffoca l&#8217;emergere di qualunque alternativa. Molti di coloro che sono in posizioni di potere che fanno parte delle l<em>eadership<\/em> politiche restano trincerati sulle proprie posizioni. Non solo non vogliono impegnarsi in un dialogo reale e significativo, ma versano maggior olio sul fuoco con parole e atti che fomentano il conflitto.<\/p>\n<p>Il linguaggio violento che nelle strade di Israele chiama alla vendetta \u00e8 alimentato dagli atteggiamenti e dalle parole di una dirigenza che continua a perpetuare un discorso discriminatorio che promuove i diritti esclusivi di un gruppo specifico cos\u00ec come l&#8217;occupazione con le sue disastrose conseguenze. Vengono costruiti insediamenti, vengono confiscati terreni, si separano le famiglie, i propri cari sono arrestati e perfino assassinati. La dirigenza dell&#8217;occupazione sembra credere che questa pu\u00f2 essere vittoriosa con lo schiacciare la desiderio del popolo per la libert\u00e0 e la dignit\u00e0. Sembrano credere che la loro determinazione ridurr\u00e0 finalmente al silenzio l&#8217;opposizione e trasformer\u00e0 il male in bene.<\/p>\n<p>Il linguaggio violento che nelle strade palestinesi chiama alla vendetta e alimentato dagli atteggiamenti e dalle parole di coloro che hanno abbandonato tutte le speranze di giungere a una soluzione giusta del conflitto tramite negoziati. Coloro che cercano di costruire una societ\u00e0 totalitaria, monolitica, dove non vi sia spazio per qualunque differenza o diversit\u00e0, guadagnano il supporto popolare con lo sfruttare questa situazione di disperazione. Anche ad essi diciamo: la violenza in risposta alla violenza non fa che generare ulteriore violenza.<\/p>\n<h3>Rompere il ciclo della violenza<\/h3>\n<p>Durante la preghiera per la pace in Israele e in Palestina, svoltasi in Vaticano l&#8217;8 giugno 2014, Papa Francesco ha detto: \u00abPer fare la pace ci vuole coraggio, molto pi\u00f9 coraggio che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire s\u00ec all&#8217;incontro e non allo scontro; s\u00ec al dialogo e non alla violenza; s\u00ec ai negoziati e non alle ostilit\u00e0; s\u00ec al rispetto degli accordi e non alle provocazioni; s\u00ec alla sincerit\u00e0 e non alla falsit\u00e0. Per tutto questo ci vuole coraggio, una grande forza d&#8217;animo\u00bb.<\/p>\n<p>Dobbiamo riconoscere che il rapimento e l&#8217;assassinio a sangue freddo di tre giovani israeliani e il brutale omicidio di un giovane palestinese sono il prodotto dell&#8217;ingiustizia e dell&#8217;odio che l&#8217;occupazione semina nei cuori di coloro che sono inclini ad atti simili. Queste morti non possono affatto essere giustificate e noi ne portiamo il lutto assieme a coloro che piangono lo spreco di queste giovani vite. Utilizzare la morte dei tre israeliani per infliggere una punizione collettiva al popolo palestinese tutto intero e al suo legittimo desiderio di essere libero \u00e8 una tragica strumentalizzazione di una tragedia e ha come conseguenza ulteriore violenza e odio.<\/p>\n<p>Contemporaneamente dobbiamo riconoscere che la resistenza all&#8217;occupazione non pu\u00f2 porsi sullo stesso piano del terrorismo. La resistenza all&#8217;occupazione \u00e8 un diritto legittimo, il terrorismo fa parte del problema. Una volta di pi\u00f9 diciamo a tutti e a ciascuno: la violenza in risposta alla violenza non fa che generare altra violenza.<\/p>\n<p>La situazione attuale di Gaza \u00e8 un esempio del ciclo senza fine della violenza in assenza di una visione di un avvenire alternativo. Rompere il ciclo della violenza \u00e8 dovere di tutti, oppressori ed oppressi, vittime e carnefici. Per impegnarsi verso questo risultato tutti devono riconoscere nell&#8217;altro un fratello o una sorella da amare e accarezzare invece che un nemico da odiare o da eliminare.<\/p>\n<h3>Il bisogno di un cambiamento radicale<\/h3>\n<p>Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale. Israeliani e Palestinesi insieme devono liberarsi degli atteggiamenti negativi di sfiducia e di odio reciproci. Siamo chiamati a educare le giovani generazioni all&#8217;interno di uno spirito nuovo che meta in discussione la mentalit\u00e0 attuale di oppressione e discriminazione. Dobbiamo trovare e sostenere delle guide che siano determinate a lavorare per la giustizia e la pace, riconoscendo che Dio ha radicato qui tre religioni: ebraismo, cristianesimo ed islam, e due popoli: Palestinesi ed Israeliani. Dobbiamo trovare delle guide che siano sufficientemente chiaroveggenti e coraggiosi da guardare in faccia la situazione attuale e prendere le decisioni difficili che sono necessarie; delle guide che siano pronti a sacrificare, se necessario, le loro carriere politiche in vista del bene di una pace giusta e duratura. Simili guide hanno la vocazione di essere dei guaritori, degli artigiani della pace, degli assetati di giustizia e dei visionari operatori di alternative al ciclo della violenza.<\/p>\n<p>Ricordiamo la recente visita di Papa Francesco nella nostra regione e i suoi appelli incessanti per la giustizia e la pace. Durante il suo incontro con la dirigenza palestinese ha detto: \u00abNel manifestare la mia vicinanza a tutti coloro che soffrono di pi\u00f9 a causa di questo conflitto, vorrei dire dal pi\u00f9 profondo del cuore che \u00e8 tempo di mettere fine a questa situazione, che diviene sempre pi\u00f9 inaccettabile, per il bene di tutti. Si raddoppino dunque gli sforzi e le iniziative destinate a creare le condizioni di una pace stabile, basata sulla giustizia, sul riconoscimento dei diritti di ciascuno e sula sicurezza reciproca. \u00c8 arrivato il momento per tutti di avere il coraggio della generosit\u00e0 e della creativit\u00e0 al servizio al bene comune\u00bb (25 maggio 2014). Allo stesso modo durante il suo incontro con la dirigenza israeliana ha detto: \u00abA questo proposito rinnovo il desiderio che siano evitate da parte di tutti iniziative ed atti che contraddicano la volont\u00e0 dichiarata di pervenire a un accordo reale e che non sic essi di perseguire la pace con determinazione e tenacia. Vanno respinti con fermezza tutti coloro che si oppongono alla ricerca della pace e di una coabitazione rispettosa fra ebrei, cristiani e mussulmani\u00bb (26 maggio 2014).<\/p>\n<h3>Ruolo dei capi religiosi<\/h3>\n<p>Il nostro ruolo, in quanto guide religiose, \u00e8 quello di parlare un linguaggio profetico che riveli alternative aldil\u00e0 del ciclo dell&#8217;odio e della violenza. Un simile linguaggio rifiuta di attribuire la condizione di nemico a tutti i figli di Dio; \u00e8 un linguaggio che apre alla possibilit\u00e0 guadarsi gli uni gli altri come fratelli e sorelle. Alla preghiera per la pace, Papa Francesco ha esclamato: \u00abAbbiamo sentito una chiamata, e dobbiamo rispondere: la chiamata a rompere la spirale dell&#8217;odio e della violenza, a romperlo con una sola parola: &#8220;fratello&#8221;. Ma per essere capaci di pronunciare questa parola dobbiamo tutti levare lo sguardo verso il Cielo, e riconoscerci figli di un solo Padre\u00bb.<\/p>\n<p>I capi delle religioni sono chiamati a tenere un atteggiamento (lett. linguaggio, NdRufus) responsabile, in modo che questo diventi strumento per trasformare il mondo da un deserto di tenebre e di morte in un giardino fiorente di vita.<\/p>\n<blockquote><p>Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,<br \/>\nperch\u00e9 saranno saziati.<br \/>\nBeati i misericordiosi,<br \/>\nperch\u00e9 troveranno misericordia.<br \/>\nBeati i puri di cuore,<br \/>\nperch\u00e9 vedranno Dio.<br \/>\nBeati gli operatori di pace,<br \/>\nperch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio.<br \/>\n(Matteo 5,6-9)<\/p><\/blockquote>\n<p>Gerusalemme, 8 luglio 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come avevo accennato alcuni giorni fa la commissione Iustitia et pax della Conferenza episcopale dei Vescovi della Terra Santa ha<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8029,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"Appello per un cambiamento coraggioso: la voce dei vescovi cattolici in Terrasanta su #Gaza http:\/\/wp.me\/p4jV2T-24Z","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,17,62,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/iustitia-et-pax-holy-land.jpeg?fit=960%2C720","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-24Z","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":7965,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7965","url_meta":{"origin":7997,"position":0},"title":"Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido","author":"Rufus","date":"17\/07\/2014","format":false,"excerpt":"Mi sono accuratamente guardato, sinora, dal parlare di guerra in Palestina. 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