{"id":7834,"date":"2014-06-25T20:07:32","date_gmt":"2014-06-25T18:07:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7834"},"modified":"2021-06-28T16:18:18","modified_gmt":"2021-06-28T14:18:18","slug":"perche-in-fondo-ci-porti-su-scotty-e-di-unaltra-epoca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7834","title":{"rendered":"Perch\u00e9 in fondo \u00abCi porti su, Scotty\u00bb \u00e8 di un&#8217;altra epoca"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg\"><img data-attachment-id=\"7839\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7839\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?fit=328%2C500\" data-orig-size=\"328,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Alien\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?fit=196%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?fit=328%2C500\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7839\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?resize=196%2C300\" alt=\"Alien\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?resize=196%2C300 196w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?resize=98%2C150 98w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?w=328 328w\" sizes=\"(max-width: 196px) 100vw, 196px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ho letto ieri <a href=\"http:\/\/io9.com\/31-essential-science-fiction-terms-and-where-they-came-1594794250\">un interessante articolo<\/a>\u00a0di Lauren Davis sul <a href=\"http:\/\/io9.com\">sito <\/a><em><a href=\"http:\/\/io9.com\">io9<\/a>\u00a0<\/em>che spiega l&#8217;origine di trentuno tipiche espressioni della fantascienza, per esempio\u00a0<em>alieno<\/em> o\u00a0<em>astronave<\/em> o\u00a0<em>telepatia<\/em>. L&#8217;articolo \u00e8 interessante perch\u00e9 in realt\u00e0 non si concentra tanto (solo) sull&#8217;aspetto linguistico, ma sul come alcuni concetti sono divenuti via via patrimonio comune del genere fino a costituire un tessuto narrativo condiviso (ai tempi della <em>Locanda delle Arti.Fantastiche<\/em> parlavamo in maniera analoga di &#8220;mattoni del <em>fantasy<\/em>&#8220;).<\/p>\n<p>\u00c8 un articolo molto bello e avevo pensato di tradurlo, poi mi sono reso conto che la cosa non era semplice, perch\u00e9 semplicemente la significativit\u00e0 di certe espressioni in italiano e in inglese \u00e8 completamente diversa.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio: c&#8217;\u00e8 a spiegazione di <em>jack<\/em>, che in inglese in origine vuol dire &#8220;spinotto&#8221;. A un certo punto un autore inglese (nel caso specifico il grande Robert Silverberg) trasforma il sostantivo in verbo: <em>to jack<\/em> <em>in<\/em> o <em>into<\/em>, che potremmo tradurre, volendo, pi\u00f9 o meno come &#8220;spinottarsi&#8221;, nel senso di collegarsi a un sistema informatico o elettrico o qualunque cosa simile, divenendone anche in un certo senso parte. Anche se il processo di creazione di un verbo a partire da un sostantivo in inglese \u00e8 un procedimento abbastanza comune, questo non toglie niente all&#8217;invenzione linguistica, cos\u00ec fortemente materiale, n\u00e9 al fatto che il verbo ottenuto \u00e8 molto preciso, cos\u00ec preciso da divenire, appunto, non solo un&#8217;espressione felice ma un concetto narrativo (cio\u00e8, diciamo: senza l&#8217;evocazione contenuta in quel <em>to jack in\/into<\/em> magari a Gibson veniva in mente qualcos&#8217;altro, sul modo con cui si entrava <em>dentro<\/em> il<em> cyberspazio<\/em>).<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che in italiano il traduttore dell&#8217;epoca non si \u00e8 posto il problema: aveva a disposizione ottime espressioni italiane, come &#8220;collegarsi&#8221; o &#8220;connettersi&#8221;, e avr\u00e0 usato quelle. In ogni caso <em>to jack in\/into<\/em> in italiano non \u00e8 mai divenuto un concetto narrativo specifico, e quindi tradurre quel pezzo richiedeva non solo delle acrobazie linguistiche, ma anche di portare il lettore italiano dentro un campo semantico (cazzo! sono riuscito a usare <em>campo semantico<\/em> dentro il <em>blog<\/em>: sono un genio) di cui sostanzialmente non doveva mai essergli importato di meno.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per altre espressioni trattate. Per esempio ho scoperto che <em>beam<\/em>, che io avevo sempre pensato volesse dire pi\u00f9 o meno raggio o fascio \u00e8 un&#8217;altra invenzione. In origine in inglese voleva dire colonna o cilindro di legno o palo, e dal latino religioso \u00e8 arrivato a indicare un fascio o raggio di luce. Da l\u00ec diversi scrittori di fantascienza hanno cominciato a variare il significato, aggiungendo raggi di forza, raggi traenti eccetera, fino a <em>Star Trek<\/em> con la periodica richiesta del capitano Kirk: \u00ab<em>Beam us up<\/em>, Scotty\u00bb, cio\u00e8 usare un <em>beam<\/em> &#8211; Dio solo sa cos&#8217;\u00e8 &#8211; per teletrasportarci sulla <em>Enterprise<\/em>. Solo che in italiano la traduzione nei telefilm \u00e8 stata il pi\u00f9 diretto: \u00abCi porti su, Scotty\u00bb. Il che vuol dire non solo che lo spettatore italiano ha perso una sfumatura interessante, cio\u00e8 la sensazione che i protagonisti di <em>Star Trek<\/em> parlassero un linguaggio colorito, fantascientifico, ma anche che per il lettore italiano sapere da dove viene <em>beam<\/em> non rappresenta di fatto un elemento di interesse significativo.<\/p>\n<p>E cos\u00ec ho deciso di non tradurre l&#8217;articolo, sebbene ne consigli comunque caldamente la lettura a chi mastica un po&#8217; di inglese.<\/p>\n<p>Ma le difficolt\u00e0 di traduzione mi hanno suggerito due riflessioni, che mi fa piacere condividere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg\"><img data-attachment-id=\"7840\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7840\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg?fit=331%2C550\" data-orig-size=\"331,550\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Silverberg Tower of Glass\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg?fit=180%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg?fit=331%2C550\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-7840\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg?resize=180%2C300\" alt=\"Silverberg Tower of Glass\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg?resize=180%2C300 180w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg?resize=90%2C150 90w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silverberg-Tower-of-Glass.jpg?w=331 331w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La prima \u00e8 che l&#8217;italiano \u00e8 una lingua con un vocabolario pi\u00f9 ricco e complesso dell&#8217;inglese. Sotto questo punto di vista i traduttori dell&#8217;epoca classica non devono essersi sentiti particolarmente in imbarazzo a inseguire le invenzioni linguistiche degli autori anglosassoni: per esempio <em>spaceship<\/em> in italiano \u00e8 resa normalmente con &#8220;astronave&#8221; invece che con &#8220;nave spaziale&#8221;, ed \u00e8 un termine che per evocativit\u00e0 non ha da invidiare al corrispettivo. Se devo dirlo, non sono neanche sicuro che non <em>preceda<\/em> linguisticamente il termine innovativo coniato in inglese. Certo, qualche volta qualcosa si perde, come nel caso di <em>beam<\/em> (dove comunque ci sono anche problemi di doppiaggio), ma in generale nell&#8217;epoca classica l&#8217;italiano ha offerto facilmente a traduttori, editori e lettori gli strumenti per costruire un universo narrativo corrispondente alla letteratura che arrivava dall&#8217;estero. Immagino che questo valesse sistematicamente anche per altri linguaggi: il <em>computer<\/em> \u00e8 diventato &#8220;calcolatore&#8221; senza troppi problemi. Talvolta con curiosi ricorsi, perch\u00e9 gli scrittori inglesi per creare parole evocative si rivolgevano ai termini, pi\u00f9 desueti e altisonanti, di origine neolatina: per esempio <em>cryogenic<\/em> e i suoi derivati contengono il termine greco &#8220;cryo-&#8221; per &#8220;freddo&#8221;; in italiano c&#8217;era un derivato latino bell&#8217;e pronto, &#8220;ibernare&#8221;.<\/p>\n<p>Si tocca con mano la debolezza dell&#8217;italiano, ed \u00e8 questa la seconda considerazione, se si pensa che questo non \u00e8 pi\u00f9 vero. <em>Cyberspace<\/em> \u00e8 &#8220;cyberspazio&#8221;, &#8220;<em>terraforming<\/em>&#8221; \u00e8 &#8220;terraformazione&#8221;, esattamente come <em>scan<\/em> ha dato origine a &#8220;scannerizzare&#8221;. Il lettore medio (e il traduttore medio) hanno un bagaglio linguistico ridotto e tempi di reazione culturali ancora pi\u00f9 brevi: la soluzione pi\u00f9 semplice \u00e8 costruire un calco, spesso molto poco interessante, sull&#8217;inglese.<\/p>\n<p>Lo so che non sto dicendo niente di nuovo, eh, nel senso che sono cose che tutti sappiamo (si potrebbe discutere all&#8217;infinito, sul fatto che la lingua tende a economizzare, o sul livello della scuola, sul dominio culturale dell&#8217;inglese, e cos\u00ec via&#8230;), ma talvolta \u00e8 interessante come un articolo che vorrebbe parlare di tutt&#8217;altro finisce per portarti su territori inaspettati, e mi piaceva condividerlo con voi.<\/p>\n<p>Le foto sono tratte dall&#8217;articolo originale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto ieri un interessante articolo\u00a0di Lauren Davis sul sito io9\u00a0che spiega l&#8217;origine di trentuno tipiche espressioni della fantascienza, per<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7839,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,63,56,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Alien.jpg?fit=328%2C500","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-22m","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8935,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8935","url_meta":{"origin":7834,"position":0},"title":"Sulla costruzione di mondi","author":"Rufus","date":"28\/11\/2014","format":false,"excerpt":"Ultimamente con i Fabbricastorie stiamo lavorando molto sulla creazione di mondi, un tema che accomuna tanti che lavorano sulle narrazioni, che siano giocatori, scrittori o semplici lettori. 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