{"id":7575,"date":"2014-06-03T18:14:38","date_gmt":"2014-06-03T16:14:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7575"},"modified":"2021-06-04T09:45:22","modified_gmt":"2021-06-04T07:45:22","slug":"molto-divertente-divertente","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7575","title":{"rendered":"Molto divertente. Divertente?!"},"content":{"rendered":"<p>Come gli amici sanno, Maria Bonaria ha un livello di sopportazione della violenza cinematografica piuttosto basso, cosa che esclude una serie di film dalla visione familiare comune.<\/p>\n<p>Io, invece, sono in attesa dell&#8217;esito di un po&#8217; di esami (quasi tutti di <em>routine<\/em>, peraltro), quindi come al solito in totale paranoia sanitaria, e perci\u00f2&nbsp;non \u00e8 periodo in cui ho voglia di vedere film troppo impegnati, o drammatici.<\/p>\n<p>La combinazione di queste due cose rende un po&#8217; difficile andare al cinema insieme in questo periodo, vista l&#8217;attuale offerta cagliaritana. Ma sabato&nbsp;ci siamo detti: \u00abFacciamoci una passeggiata fino al <em>Greenwich<\/em> e vediamo che c&#8217;\u00e8. Se si pu\u00f2 vedere bene, altrimenti ci siamo presi un po&#8217; d&#8217;aria&nbsp;e ce ne andiamo a prenderci un gelato\u00bb.<\/p>\n<p>All&#8217;ingresso del cinema una locandina annuncia il norvegese <em>In ordine di sparizione<\/em>. Ci sono gli estratti di alcune recensioni dei quotidiani: in una ci catturano lo sguardo le parole <em>divertente<\/em>, <em>ritmo <\/em>e <em>piglio<\/em>. Perfetto. Perfettissimo, entriamo. Con la coda dell&#8217;occhio colgo anche le parole <em>Tarantino<\/em> e <em>fratelli Coen<\/em>, che dovrebbero indurmi a un attimo di riflessione in pi\u00f9, ma ormai siamo lanciati.<\/p>\n<p>Vi avviso: se proseguite magari sveler\u00f2 delle cose, credo non fondamentali, sulla trama.<\/p>\n<h2><em>In ordine di sparizione<\/em> (<em>Kraftidioten<\/em>, Hans Petter Moland, Norvegia\/Svezia 2014)<\/h2>\n<p>Il film&nbsp;parte con il&nbsp;tono meditativo che siamo abituati ad associare alla cinematografia nordica: tempi lunghi e rilassati, panorami innevati, un uomo anziano e riflessivo che guida lo spazzaneve.<\/p>\n<p>Non sembra molto divertente, onestamente.<\/p>\n<p>Poi al quinto minuto, pi\u00f9 o meno, c&#8217;\u00e8 uno picchiato a sangue. Maria Bonaria si copre gli occhi. Il film ancora non \u00e8 divertente, ma certo ha ritmo: entro i primi quindici minuti ci sono almeno tre morti.<\/p>\n<p>E una quantit\u00e0 di sangue che risolverebbe i problemi del centro trasfusionale di Cagliari per alcuni anni. Maria Bonaria mi guarda &#8211; cos\u00ec non vede le frattaglie sparse per lo schermo, che pure sulla neve fanno la loro porca figura &#8211; e insieme, un po&#8217; istericamente, ci diciamo: \u00abEra divertente! <em>Sob<\/em>!!\u00bb.<\/p>\n<p><em>In ordine di sparizione<\/em> \u00e8 tutto insieme la storia di una vendetta sanguinosa, di una guerra fra bande, di un equivoco dai risvolti imprevedibili, di un minuscolo granello di sabbia che inceppa l&#8217;ingranaggio fino a farlo deragliare e travolgere decine di esistenze.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 divertente. Perch\u00e9 Moland e il suo sceneggiatore (<a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/trovacinema.repubblica.it\/attori-registi\/kim-fupz-aakeson\/448873\">Kim Fupz Aakeson<\/a>, bravissimo) riescono nell&#8217;impresa per niente facile di fare un film praticamente perfetto dal punto di vista del meccanismo narrativo, un gomitolo che si srotola naturalmente senza nessuna pausa di troppo e senza aggrovigliarsi in spiegazioni, coincidenze poco probabili o soluzioni telefonate (e c&#8217;\u00e8 il ritmo, eccome se c&#8217;\u00e8) e contemporaneamente a tenere in equilibrio il grottesco, che \u00e8 la cifra stilistica che evidentemente gli interessa, con il rigore della vicenda nera, anzi nerissima, che non \u00e8 mai addolcita o resa meno drammatica. Questo strano&nbsp;<em>mix<\/em> alla fine da come risultato qualcosa che pu\u00f2 essere descritto con una sola parola: <em>divertente<\/em>, appunto.<\/p>\n<p>Il resto lo fa il <em>cast<\/em>: sono tutti bravissimi,&nbsp;soprattutto&nbsp;<a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/trovacinema.repubblica.it\/attori-registi\/stellan-skarsgard\/159571\">Stellan Skarsg\u00e5rd<\/a><span style=\"color: #222222;\">&nbsp;che riempie il suo personaggio di silenzi e esitazioni. Attorno a lui un mucchio di comprimari assai notevoli, fra i quali spicca il capo di una delle bande rivali (credo&nbsp;<a style=\"color: #333333;\" href=\"http:\/\/www.comingsoon.it\/film\/cast\/?key=240152\">P\u00e5l Sverre Valheim Hagen<\/a><\/span>, se non ho letto male i titoli di coda).<\/p>\n<p>Capisco bene il riferimento ai Coen, visto l&#8217;intreccio da commedia nera fra grottesco e dramma, anche se <em>In ordine di scomparsa<\/em> mi sembra meno sbrindellato o volutamente farsesco di certe loro cose &#8211; non vorrei che certi abbiano visto la neve e questo gli sia bastato per pensare a&nbsp;<em>Fargo<\/em> &#8211; mentre i dialoghi&nbsp;<em>nonsense<\/em> dei&nbsp;<em>gangster<\/em> nell&#8217;attesa di entrare in azione sono certamente tarantiniani (anche se cinematograficamente mi pare che siamo abbastanza lontani). Il riferimento pi\u00f9 preciso, per\u00f2, mi pare uno che ho intravisto in rete&nbsp;nel quale&nbsp;si citava Kitano (i&nbsp;<em>gangster<\/em> serbi in certi momenti fanno davvero tenerezza): in ogni caso non credo che fra questi quattro mostri sacri Moland abbia di che lamentarsi, qualunque sia quello al quale si avvicina di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Film consigliatissimo.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zuYw9vGqyr8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come gli amici sanno, Maria Bonaria ha un livello di sopportazione della violenza cinematografica piuttosto basso, cosa che esclude una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7586,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,68,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/kraftidioten-in-ordine-di-sparizione.jpg?fit=480%2C360","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1Yb","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9929,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9929","url_meta":{"origin":7575,"position":0},"title":"Chi fermer\u00e0 la musica?","author":"Rufus","date":"09\/04\/2015","format":"video","excerpt":"La famiglia Belier (\u00c9ric Lartigau, Francia 2014) Ho visto subito dopo\u00a0Pasqua questa divertente commedia francese, piena di invenzioni e di buoni sentimenti. 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