{"id":7549,"date":"2014-05-29T16:22:19","date_gmt":"2014-05-29T14:22:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7549"},"modified":"2014-11-19T13:03:04","modified_gmt":"2014-11-19T12:03:04","slug":"empaticamente-rimosso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7549","title":{"rendered":"Empaticamente rimosso"},"content":{"rendered":"<p>Pubblico oggi il terzo articolo che mi ero ripromesso di tradurre, quello che entra pi\u00f9 specificamente nelle tematiche del <em>politicamente corretto<\/em>. Ho gi\u00e0 detto che c&#8217;\u00e8 un filo rosso che secondo me unisce la <a title=\"La filantropia razzista\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7522\">benintenzionata ingegneria sociale vagamente razzista dei tempi di Myrdal<\/a>, la <a title=\"Figo, figo, figo in maniera imbarazzante\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7540\">violazione delle regole socialmente accettabile<\/a>\u00a0che\u00a0segnala tendenze <em>pop<\/em> attuali e il tema di cui parlo oggi: \u00e8, al fondo, la rimozione del conflitto, emozionale prima ancora che sociale (o forse: anestetizzazione emozionale per rimuovere il conflitto sociale), un tema che mi interessa molto e che &#8220;taglia&#8221; oggi trasversalmente i campi politici sia a destra che a sinistra (basti pensare che sul modo corretto di educare i bambini si trovano d&#8217;accordo persone diverse come\u00a0<a title=\"Lasciate in pace i bambini\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6973\">Hanna Rosin<\/a>\u00a0&#8211; il cui articolo \u00e8 citato anche qui &#8211; e <a title=\"Compiti adatti ai bambini\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6975\">Jennifer Flanders<\/a>). Naturalmente questa non \u00e8 tutta la storia: la mancanza di quegli spazi di sicurezza che qui sono discussi <a title=\"Come bruciare quattrocentomila dollari in un giorno solo\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6872\">\u00e8 la stessa che ha condotto i famosi autori di giochi a far fallire il\u00a0<em>game jam<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Il titolo originale dell&#8217;articolo \u00e8 <em>&#8220;Empathetically correct&#8221; is the new politically correct<\/em> ed <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/education\/archive\/2014\/05\/empathetically-correct-is-the-new-politically-correct\/371442\/\">\u00e8 stato pubblicato su\u00a0<em>The Atlantic<\/em><\/a>, per chi volesse leggerlo in inglese. L&#8217;autrice \u00e8 Karen Swallow Prior, editorialista sia di\u00a0<em>The Atlantic<\/em> che di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.christianitytoday.com\/\"><em>Christianity Today<\/em><\/a>. Ho mantenuto nel testo i\u00a0<em>link<\/em> orginali, anche perch\u00e9 sono piuttosto interessanti. Le immagini sono state usate in passato su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/robadagiochidiruolo\"><em>Roba da giocatori di ruolo<\/em><\/a>: ho scelto apposta quelle meno politicamente corrette, sesso, droga e <em>rock&amp;roll<\/em>.<\/p>\n<h2>&#8220;Emozionalmente corretto&#8221; \u00e8 il nuovo politicamente corretto<\/h2>\n<h3>di Karen Swallow Prior<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg\"><img data-attachment-id=\"7558\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7558\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?fit=495%2C700\" data-orig-size=\"495,700\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Cappuccetto rosso\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?fit=212%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?fit=495%2C700\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7558\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?resize=495%2C700\" alt=\"Cappuccetto rosso\" width=\"495\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?w=495 495w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?resize=106%2C150 106w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?resize=212%2C300 212w\" sizes=\"(max-width: 495px) 100vw, 495px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Quando frequentavo\u00a0il mio corso di laurea nei tardi anni &#8217;80 e nei primi anni &#8217;90, il politicamente corretto regnava supremo. Imbrigliando le forze di\u00a0linguaggio, letteratura e legge il movimento chiamato &#8220;PC&#8221; lavor\u00f2 inizialmente per il positivo obiettivo di una maggiore inclusivit\u00e0 per le comunit\u00e0 marginalizzate. Alla fine, tuttavia, gonfiato a dismisura dai tesori della torre d&#8217;avorio dell&#8217;accademia e provocato dagli eccessi e dall&#8217;esclusivismo della cultura da\u00a0circolo\u00a0riservato\u00a0di Wall Street, il politicamente corretto si trasform\u00f2 in una dittatura di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aaup.org\/report\/freedom-expression-and-campus-speech-codes\">regole di linguaggio<\/a>, corsi di sensibilizzazione e <a href=\"http:\/\/catholiceducation.org\/articles\/arts\/al0074.html\">censura sui libri<\/a>. La sua presa incombe ancora, come dimostra ultimamente la decisione di una commissione statale del Nevada di non\u00a0intitolare a Mark Twain una baia a causa delle\u00a0<a href=\"http:\/\/www.syracuse.com\/news\/index.ssf\/2014\/05\/bid_to_name_lake_tahoe_cove_after_mark_twain_killed_by_tribes_racism_claim.html\">opinioni razziste<\/a> di questo autore nel XIX secolo verso i nativi americani.<\/p>\n<p>Ma sembra che il politicamente corretto stia venendo rimpiazzato da una nuova tendenza &#8211; una che potrebbe essere definita &#8220;empaticamente corretto&#8221;.<\/p>\n<p>Mentre il politicamente corretto cercava di coltivare la sensibilit\u00e0 esterna a favore di gruppi storicamente marginalizzati e oppressi, l&#8217;empaticamente corretto si concentra nell&#8217;interiorit\u00e0 a favore della protezione di sensibilit\u00e0 individuali. Ora, invece di sfidare\u00a0lo\u00a0<em>status quo<\/em> chiedendo testi che mettano in discussione il confortevole canone occidentale, gli studenti chiedono lo\u00a0<em>status quo<\/em> rifiutandosi di leggere testi che mettano in discussione il loro personale conforto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg\"><img data-attachment-id=\"7559\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7559\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg?fit=408%2C604\" data-orig-size=\"408,604\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Zombie\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg?fit=202%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg?fit=408%2C604\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-7559\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg?resize=202%2C300\" alt=\"Zombie\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg?resize=202%2C300 202w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg?resize=101%2C150 101w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/2220_63616228104_7792_n.jpg?w=408 408w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Nella premessa di\u00a0<em>Divertirsi da morire. Il discorso pubblico nell&#8217;era dello spettacolo <\/em>[edito in Italia da\u00a0<em>Marsilio<\/em>\u00a0nel 2002, NdRufus], la sua geremiade iconoclasta sulla cultura dell&#8217;intrattenimento, Neil Postman evoca\u00a0<em>1984<\/em> di Geroge Orwell e\u00a0<em>Il mondo nuovo<\/em> di Aldous Huxley. Nell&#8217;osservare le differenze fra le due visioni distopiche del futuro, Postman annota:<\/p>\n<blockquote><p>Orwell ci avvisa che saremo sopraffatti da un&#8217;oppressione imposta dall&#8217;esterno. Ma nella visione di Huxley, non \u00e8 necessario\u00a0nessun Grande Fratello per privare le persone della loro autonomia, maturit\u00e0 e passato. Per come la vedeva le persone sarebbero giunte ad amare la propria oppressione, a adorare le tecnologie che li deprimono la loro capacit\u00e0 di pensare.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che Orwell temeva erano coloro che avrebbero messo al bando i libri. Ci\u00f2 che Huxley temeva era che non ci fosse ragione di mettere al bando un libro, perch\u00e9 non ci sarebbe stato nessuno che lo volesse leggere.<\/p><\/blockquote>\n<p>Orwell immaginava una forma di controllo esterno che viene interiorizzato &#8211; essenzialmente, il politicamente corretto. Huxley immaginava una forma di controllo interiore che viene esteriorizzata &#8211; l&#8217;empaticamente corretto. E Postman ritieneche quella di Huxley sia la previsione pi\u00f9 accurata.<\/p>\n<p>La dimostrazione di empaticamente corretto che lascia maggiormente a bocca aperta giunge in\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2014\/05\/18\/us\/warning-the-literary-canon-could-make-students-squirm.html?_r=2\">un recente articolo del\u00a0<em>New York Times<\/em><\/a> che riferisce del numero di\u00a0<em>campus<\/em> che propongono che i cosiddetti &#8220;allarmi di innesco&#8221; siano\u00a0piazzati sui programmi di esame per insegnamenti che utilizzano testi o film che contengono materiale che potrebbe &#8220;innescare&#8221; una sensazione di disagio negli studenti. Gli argomenti che si considera abbiano bisogno di questi allarmi vanno dal suicidio, abuso e stupro fino all&#8217;antisemitismo, &#8220;violenza misogina&#8221; e &#8220;relazioni di controllo&#8221;. \u00c8 stupefacente che alcune delle opere letterarie che gli attivisti ritengono abbiano necessit\u00e0 di etichette di avviso sono spesso letture per gli studenti delle scuole superiori, come\u00a0<em>Il grande Gatsby<\/em> o\u00a0<em>Il mercante di Venezia<\/em>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg\"><img data-attachment-id=\"7560\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7560\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?fit=600%2C783\" data-orig-size=\"600,783\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?fit=229%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?fit=510%2C665\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-7560 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?resize=229%2C300\" alt=\"Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?resize=229%2C300 229w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?resize=114%2C150 114w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?resize=510%2C665 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Call-of-Cthulhu-Field-Researcher-by-Henning-Ludvigsen.jpg?w=600 600w\" sizes=\"(max-width: 229px) 100vw, 229px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Lo scopo di questi segnalatori di innesco, secondo uno studente della\u00a0<em>Rutgers<\/em> <a href=\"http:\/\/www.dailytargum.com\/opinion\/columnists\/philip_wythe\/trigger-warnings-needed-in-classroom\/article_cecbf732-9845-11e3-a65e-001a4bcf6878.html\">che li proprone<\/a>, \u00e8 di permettere agli studenti o di pianificare in anticipo come \u00abaffrontare i massaggi [sic] scatenanti\u00bb o di predisporre \u00abun altro piano di studi con il proprio docente\u00bb. Lo studente, iscritto al secondo anno e, sorprendentemente, uno studente di Lettere (c&#8217;erano una volta studenti di Lettere che chiedevano a gran voce libri provocatori) propone che i docenti avvisino gli studenti su quali passaggi contengono \u00abmateriale di innesco\u00bb e quali sono \u00absicuri\u00bb cos\u00ec che gli studenti possano leggere solo le parti del libro con cui si sentono \u00abpienamente a loro agio\u00bb. Spiega<\/p>\n<blockquote><p>Per molti studenti l&#8217;innesco di traumi \u00e8 una esperienza quotidiana e dolorosa&#8230; tuttavia, se creassero degli allarmi di innesco per i propri studenti i docenti potrebbero aiutare a creare uno spazio di sicurezza per i propri studenti &#8211; tale da generare una discussione intellettuale positiva e appassionante all&#8217;interno della classe universitaria<\/p><\/blockquote>\n<p>Egli sostiene che \u00abmolti dei nostri studenti entrano &#8211; e escono &#8211; dalla nostra universit\u00e0 con traumi seri, che possono causare disagio emozionale o psicologico nelle nostre classi\u00bb. Cos\u00ec, una <a href=\"http:\/\/dailynexus.com\/2014-03-07\/a-s-resolution-policy-aims-to-protect-students-from-ptsd-triggers\/\">proposta<\/a> del genere in esame nell&#8217;Universit\u00e0 della California a Santa Barbara, permetterebbe \u00a0agli studenti che possono essere traumatizzati da materiali problematici di saltare le lezioni \u00a0che propongono quei materiali senza penalit\u00e0 sul voto.<\/p>\n<p>Non sono del tutto priva di comprensione. Come docente di Inglese ho avuto una studentessa &#8211; una che aveva subito uno stupro &#8211; che ha manifestato il fatto che si sentiva traumatizzata dalla discussione in classe di\u00a0<em>Tess dei D&#8217;Urbervilles<\/em> di Thomas Hardy. Sono venuta a conoscenza delle sue difficolt\u00e0 solo dopo avere notato le sue ripetute assenze a lezione. Un allarme di innesco potrebbe avere evitato &#8211; o forse semplicemente assicurato &#8211; quelle assenze. Ma una persona traumatizzata dal leggere un romanzo vittoriano \u00e8 una persona che ha bisogno di aiuto e l&#8217;intero episodio condusse alla piccola crisi che ebbe come esito\u00a0un risultato\u00a0pi\u00f9 importante: metterla in contatto con lo psicologo del\u00a0<em>college<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg\"><img data-attachment-id=\"7561\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7561\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg?fit=300%2C312\" data-orig-size=\"300,312\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Female warrior\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg?fit=288%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg?fit=300%2C312\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-7561\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg?resize=288%2C300\" alt=\"Female warrior\" width=\"288\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg?resize=288%2C300 288w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg?resize=144%2C150 144w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/kc12tj.jpg?w=300 300w\" sizes=\"(max-width: 288px) 100vw, 288px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Come fa notare Conor Friedersdorf nel suo articolo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/education\/archive\/2014\/05\/what-trigger-warning-activists-and-critics-can-learn-from-hbo\/371137\/\"><em>Ci\u00f2 che la <\/em>HBO<\/a><em><a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/education\/archive\/2014\/05\/what-trigger-warning-activists-and-critics-can-learn-from-hbo\/371137\/\"> pu\u00f2 insegnare alle universit\u00e0 circa gli &#8220;allarmi da innesco&#8221;<\/a>\u00a0<\/em> \u00e8 perfettamente ragionevole riconoscere un probabile innesco per una situazione come questa che riguarda le vittime di un trauma chiaramente definito, identificabile e trattabile come lo stupro. Ma \u00e8 del tutto un&#8217;altra cosa mettere etichette di avviso su qualunque materiale che potrebbe mettere in crisi ogni possiible sensibilit\u00e0 coltivata in una intera generazione di <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/features\/archive\/2014\/03\/hey-parents-leave-those-kids-alone\/358631\/\">ragazzi iperprotetti<\/a>.<\/p>\n<p>Tuttavia l&#8217;empaticamente corretto non \u00e8 limitato alla componenti della generazione Y con genitori protettivi e ai veterani che soffrono di disordine post traumatico. In risposta alla recente decisione della Corte Suprema che sancisce la possibilit\u00e0 di\u00a0riti religiosi di parte all&#8217;inizio delle adunanze comunali, l&#8217;editorialista del\u00a0<em>Washington Post<\/em> E.J. Dionne ha dichiarato che la sentenza non supera il <a href=\"http:\/\/www.washingtonpost.com\/opinions\/ej-dionne-the-supreme-court-fails-the-empathy-test-for-minority-faiths\/2014\/05\/07\/740e0b08-d61d-11e3-8a78-8fe50322a72c_story.html\">&#8220;<em>test<\/em> dell&#8217;empatia&#8221;<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>Per capire perch\u00e9 la libert\u00e0 religiosa abbia importanza, mettetevi nella posizione di qualcuno che \u00e8 parte di una tradizione religiosa minoritaria in una citt\u00e0 o nazione che in maniera schiacciante aderisce a un credo differente. Quindi giudicate le prassi pubbliche da come queste influenzerebbero quel voi ipotetico.<\/p>\n<p>Questo atto di empatia aiuta a spiegare perch\u00e9 la libert\u00e0 religiosa negli Stati Uniti sia un tale dono.<\/p><\/blockquote>\n<p>Tuttavia, molti sarebbero disposti a sostenere che la libert\u00e0 religiosa (insieme con tutte le altre libert\u00e0) negli Stati Uniti non \u00e8 un dono ma un diritto. Il genere di pensiero che vede la libert\u00e0 come un dono, e perci\u00f2 opzionale, non \u00e8 lontano dal genere di pensiero che vede i materiali di studio controversi nei <em>college\u00a0<\/em> anch&#8217;essi opzionali. Come si pu\u00f2 coltivare l&#8217;empatia se non tramite una volont\u00e0 di mettere in discussione i nostri pregiudizi e il nostro stesso benessere? Il genere di cittadinanza che chiede etichette di avviso sui doni migliori della civilt\u00e0 \u00e8 una cittadinanza male equipaggiata per mantenere questi diritti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg\"><img data-attachment-id=\"7562\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7562\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?fit=718%2C1100\" data-orig-size=\"718,1100\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"WW1_Zombie_by_SavageZombie\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?fit=195%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?fit=510%2C781\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7562\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?resize=195%2C300\" alt=\"WW1_Zombie_by_SavageZombie\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?resize=195%2C300 195w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?resize=97%2C150 97w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?resize=510%2C781 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?resize=700%2C1072 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WW1_Zombie_by_SavageZombie.jpg?w=718 718w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Naturalmente l&#8217;empatia \u00e8 una virt\u00f9. Ironicamente, \u00e8 una virt\u00f9 che secondo <a href=\"http:\/\/www.scientificamerican.com\/article\/novel-finding-reading-literary-fiction-improves-empathy\/\">studi recenti<\/a>\u00a0\u00e8 fatta crescere dalla lettura della grande letteratura &#8211; quelle stesse opere che alcuni vogliono etichettare con segnali di allarme.<\/p>\n<p>Ma alcuni studi hanno anche mostrato che, per quanto positiva, l&#8217;empatia non \u00e8 sufficiente per promuovere il bene sociale.<\/p>\n<p>In un editoriale intitolato <em><a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2011\/09\/30\/opinion\/brooks-the-limits-of-empathy.html\">I limiti dell&#8217;empatia<\/a>\u00a0<\/em>David Brooks racconta di una ricerca del 2011 sull&#8217;empatia. \u00abIl problema\u00bb, riferisce Brooks, giunge quando proviamo a trasformare il sentimento in azione. L&#8217;empatia rende pi\u00f9 consapevoli delle sofferenze degli altri, ma non \u00e8 chiaro se davvero motivi a intraprendere un&#8217;azione morale o prevenga le azioni immorali\u00bb. Citando come esempio le guardie\u00a0dei campi di concentramento nazisti che piangevano mentre assassinavano i prigionieri o i soggetti di studi sperimentali che manifestavano un disagio emotivo quando gli veniva ordinato di somministrare scosse elettriche ad altri soggetti, Brooks spiega: \u00abL&#8217;empatia orienta verso le azioni morali, ma non sembra aiutare granch\u00e9 quando quella azione comporta un costo personale\u00bb. Pi\u00f9 dell&#8217;empatia, argomenta Brooks, ci\u00f2 che promuove il bene sociale \u00e8 incoraggiare e dare gli strumenti alle persone per \u00abdiscutere, comprendere, riformare, riverire e abilitare\u00bb un codice morale e un senso del dovere. Non \u00e8 un caso che questi siano gli obiettivi tradizionali dell&#8217;istruzione superiore.<\/p>\n<p>L&#8217;empatia ha anche un lato oscuro, sostiene Paul Bloom nei suoi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.newyorker.com\/arts\/critics\/atlarge\/2013\/05\/20\/130520crat_atlarge_bloom?currentPage=all\"><em>motivi contro l&#8217;empatia<\/em><\/a>. Opponendosi a un diluvio degli ultimi anni di libri e ricerche a favore dell&#8217;empatia, Bloom sostiene che l&#8217;empatia \u00ab\u00e8 bigotta, di vedute ristrette e non sa far di conto. Noi siamo spesso al nostro meglio quando siamo sufficientemente astuti da non farvi affidamento\u00bb.<\/p>\n<p>Flannery O&#8217;Connor &#8211; una scrittrice le cui opere traboccano di violenza meritevole di etichette cautelative &#8211; \u00e8 nota per aver detto che il sentimentalismo conduce sempre alla camera a gas. Senza nessun ancoraggio esterno alle legge, ai costumi, o a guide fidate &#8211; o senza apertura mentale per far interpellare il proprio pensiero &#8211; l&#8217;empatia volta all&#8217;interno condurr\u00e0 ciascuno di noi alle nostre individuali prigioni del s\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico oggi il terzo articolo che mi ero ripromesso di tradurre, quello che entra pi\u00f9 specificamente nelle tematiche del politicamente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Cappuccetto-rosso.jpg?fit=495%2C700","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1XL","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":20439,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20439","url_meta":{"origin":7549,"position":0},"title":"Intorno al politicamente corretto","author":"Rufus","date":"13\/12\/2023","format":false,"excerpt":"Ho visto l'altro giorno su Twitter - e questo dimostra che Twitter serve ancora a qualcosa - la segnalazione di una bella intervista di Alessandro Lolli a Raffaele Alberto Ventura, formalmente sul politicamente corretto ma in realt\u00e0, direi, sui limiti della libert\u00e0 di espressione in tempi di guerra civile permanente\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura-1.jpg?fit=933%2C468&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura-1.jpg?fit=933%2C468&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Raffaele-Alberto-Ventura-1.jpg?fit=933%2C468&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":19606,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19606","url_meta":{"origin":7549,"position":1},"title":"Diari di progettazione: le cose che mi sono portato dietro per parlare di conflitto","author":"Rufus","date":"11\/05\/2022","format":false,"excerpt":"Il 30 aprile i soci di Banca Etica hanno fatto una giornata di formazione, nella sempre accogliente Domu de sa Contissa di Selegas, sul tema del conflitto. 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