{"id":7522,"date":"2014-05-27T18:07:16","date_gmt":"2014-05-27T16:07:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7522"},"modified":"2021-05-28T10:30:25","modified_gmt":"2021-05-28T08:30:25","slug":"la-filantropia-razzista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7522","title":{"rendered":"La filantropia razzista"},"content":{"rendered":"<p>La settimana scorsa, mentre scorrevo le ultime notizie su <em>The Atlantic<\/em> con il palmare mi sono imbattuto in tre articoli molto diversi ma che tutti, in uno strano modo, mi sono sembrati collegati fra loro e quindi ho deciso di provare a tradurli tutti e tre (un lavoraccio). Il primo tratta delle vie (molto poco?) misteriose seguite dagli enti filantropici nei loro finanziamenti.<\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/business\/archive\/2014\/05\/would-philanthropies-today-fund-web-du-boiss-encyclopedia\/371460\/\">articolo originale<\/a>, della storica contemporanea Maribel Morey, non \u00e8 propriamente un articolo del giornale, ma una pagina del <em>blog<\/em> che la Morey conduce per <em>The Atlantic<\/em>. Il titolo originale \u00e8 <em>Would Philanthropies Today Fund W.E.B. Du Bois\u2019s <\/em>Encyclopedia Africana<em>?<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;unica spiegazione utile, prima di iniziare con l&#8217;articolo, \u00e8 precisare che <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/William_Edward_Burghardt_Du_Bois\">W.E.B. Du Bois<\/a> \u00e8 stato un sociologo, scrittore e attivista di colore forse oggi poco noto anche negli Stati Uniti ma al centro del dibattito culturale per almeno un cinquantennio. \u00c8 morto nel 1963 ad Accra, dove si era recato l&#8217;anno prima perch\u00e9 il governo ghanese aveva manifestato la disponibilit\u00e0 a finanziare la sua <em>Enciclopedia Africana<\/em>, cosa che gli avrebbe permesso di coronare il suo sogno. Aveva 95 anni. <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gunnar_Myrdal\">Gunnar Myrdal<\/a>, invece, giunse al premio Nobel per l&#8217;economia nel 1974<\/p>\n<h2 class=\"headline\">Gli enti benefici di oggi finanzierebbero l&#8217;<em>Enciclopedia Africana<\/em> di W.E.B. Du Bois?<\/h2>\n<h4 class=\"dek\">A molte fondazioni contemporanee piacerebbe dire che, al contrario dei loro predecessori, si, lo farebbero. Ma \u00e8 vero?<\/h4>\n<h3 class=\"dek\">di Maribel Morey<\/h3>\n<figure id=\"attachment_7533\" aria-describedby=\"caption-attachment-7533\" style=\"width: 570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg\"><img data-attachment-id=\"7533\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7533\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?fit=570%2C720\" data-orig-size=\"570,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"WEB Du Bois\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;W.E.B. Du Bois&lt;br \/&gt;\n(Library of Congress)&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?fit=237%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?fit=510%2C644\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7533 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?resize=570%2C720\" alt=\"\" width=\"570\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?w=570 570w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?resize=118%2C150 118w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?resize=237%2C300 237w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?resize=510%2C644 510w\" sizes=\"(max-width: 570px) 100vw, 570px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7533\" class=\"wp-caption-text\">William Edward Burghardt Du Bois (Library of Congress)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il 7 aprile del 1938, W.E.B. Du Bois, allora settantenne, aveva invitato il suo assistente di redazione ad aspettare con lui la telefonata che avrebbe comunicato la notizia che il consiglio d&#8217;amministrazione del <a href=\"http:\/\/rockefeller100.org\/exhibits\/show\/education\/general_education_board\">General Education Board<\/a> di Rockfeller aveva votato in favore del finanziamento della sua <em>Enciclopedia Africana<\/em>. L&#8217;assistente ricorda che Du Bois era cos\u00ec fiducioso che il finanziamento sarebbe stato predisposto che l&#8217;anziano studioso aveva con s\u00e9 una bottiglia di <em>champagne <\/em>ghiacciato. Tuttavia il telefono non suon\u00f2 mai e il denaro non sarebbe mai arrivato.<\/p>\n<p>Il famoso studioso di scienze sociali avrebbe scoperto ben presto che n\u00e9 il <em>GEB <\/em>n\u00e9 l&#8217;altra fondazione a cui stava facendo la corte, la <em>Carnegie Corporation<\/em>, avrebbero finanziato l&#8217;enciclopedia. Aggiungendo al danno la beffa, la <em>Carnegie<\/em> intendeva commissionare uno studio sociologico su larga scala sugli afroamericani, finalizzato all&#8217;elaborazione di interventi sociali, di una dimensione, finalit\u00e0, e dotazione di risorse mai visti prima. E non avevano intenzione di invitarlo a dirigere lo studio. Invece avevano selezionato per questa impresa l&#8217;economista svedese Gunnar Myrdal e intendevano mettergli a disposizione fondi illimitati per condurre le sue ricerche e perch\u00e9 potesse commissionare studi sociali a ricercatori di tutto il paese.<\/p>\n<p>Du Bois pot\u00e9 soltanto assistere da lontano con un senso di malcelata invidia e di opportunit\u00e0 perduta. Scrivendo a un collega nel 1909, Du Bois aveva descritto la portata del progetto: \u00abHo intenzione di interpellarvi sul progetto di una &#8220;enciclopedia del Negro&#8221;. In occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell&#8217;Emancipazione del Negro Americano, intendo produrre una <em>Enciclopedia Africana<\/em> che tratti i punti principali della storia e delle condizioni della razza Negra\u00bb. Sebbene avesse contattato molti altri colleghi, il progetto si aren\u00f2. Venti anni dopo, il <em>Phelps-Stokes Fund<\/em> radun\u00f2 i direttori di altri enti benefici e studiosi americani bianchi e di colore per discutere le azioni necessarie per coordinare una simile raccolta enciclopedica di africani e afroamericani.Il progetto era quello di finanziare una enciclopedia in pi\u00f9 volumi che comprendesse le fasi salienti della vita e della storia dei neri, dagli aspetti \u00abantropologici, etnografici, biografici, storici, [e] dell&#8217;istruzione\u00bb a quelli \u00abindustriali, economici, politici, religiosi, psicologici (comprendendo relazioni razziali, artistiche ecc ecc)\u00bb.<\/p>\n<p>Per realizzare un progetto della scala e complessit\u00e0 dell&#8217;enciclopedia, il <em>Phelps-Stokes Fund<\/em> ritenne necessario assicurarsi l&#8217;assistenza finanziaria di fondazioni pi\u00f9 grosse come il <em>General Education Board<\/em> o la <em>Carnegie Corporation<\/em>. Tuttavia la <em>Carnegie<\/em> aveva in mente una particolare visione di studio dei neri americani. A differenza di una enciclopedia pan-africana che avrebbe evidenziato un moderno sapere scientifico che provasse l&#8217;eguaglianza razziale e presentato i successi dei neri americani e degli africani nelle scienze e nelle lettere, la <em>Carnegie<\/em> voleva studiare i neri americani come un &#8220;fenomeno sociale&#8221;, o piuttosto, come parte di un problema pi\u00f9 ampio nei relazioni fra bianchi e neri. Per il presidente dell&#8217;organizzazione un requisito chiave era quello di influenzare il cambiamento sociale. Questo lo condusse rapidamente a concentrarsi sul trovare uno studioso che sia lui che la classe dirigente potesse considerare &#8220;oggettivo&#8221;. La <em>Carnegie<\/em> distill\u00f2 la lista dei candidati e selezion\u00f2 uno svedese con esperienza nel suo paese nel tradurre analisi empiriche di problemi sociali in raccomandazioni di linee guida operative. Il trentanovenne Gunnar Myrdal era un economista e un componente del Parlamento svedese il cui lavoro era ben considerato e rispettato fra i dirigenti dell&#8217;epoca di Washington.<\/p>\n<p>Sei anni dopo, la forma definitiva del manoscritto di Myrdal contenente il suo studio sui neri americani venne pubblicato. Come si erano aspettati i suoi finanziatori, lo studio ebbe successo nell&#8217;avere un impatto misurabile sulle politiche sociali. Memorabile, soprattutto, il fatto che la Corte Suprema lo utilizzasse nella causa <em>Brown contro l&#8217;Ufficio Scolastico<\/em> per sostenere la sua affermazione che la dottrina <em>Plessy<\/em> del \u00abseparati ma uguali\u00bb non aveva posto nella scuola pubblica. La Corte ragion\u00f2: \u00abQualunque possa essere stata l&#8217;estensione della conoscenza psicologica all&#8217;epoca della <em>Plessy contro Ferguson<\/em>, questa scoperta \u00e8 ampiamente sostenuta dall&#8217;autorit\u00e0 moderna\u00bb, citando specificamente <em>An American dilemma <\/em>(1944). Rispetto a questo scenario la <em>Carnegie Corporation<\/em> \u00e8 giunta fino a definire lo studio di Myrdal \u00abuno dei pi\u00f9 importanti risultati della concessione di borse di ricerca\u00bb dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7538\" aria-describedby=\"caption-attachment-7538\" style=\"width: 381px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg\"><img data-attachment-id=\"7538\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7538\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg?fit=381%2C514\" data-orig-size=\"381,514\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Myrdal_1934\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Myrdal el 1934 con la moglie, che nel 1982 avrebbe anch&#8217;essa vinto il Nobel (per la pace)&lt;br \/&gt;\n(Wikimedia)&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg?fit=222%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg?fit=381%2C514\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7538 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg?resize=381%2C514\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"514\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg?w=381 381w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg?resize=111%2C150 111w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Myrdal_1934.jpg?resize=222%2C300 222w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7538\" class=\"wp-caption-text\">Myrdal nel 1934 in una foto con la moglie. Anch&#8217;essa vincer\u00e0 il Nobel (per la pace), otto anni dopo il marito, nel 1982<br \/> (Wikimedia)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Oggi \u00e8 ragionevole supporre che molti filantropi e dirigenti di fondazioni loderebbero sia la decisione della <em>Carnegie Corporation<\/em> di finanziare <em>An American dilemma<\/em> e l&#8217;impatto finale dello studio negli Stati Uniti. Contemporaneamente i filantropi contemporanei e i dirigenti della filantropia direbbero probabilmente che loro, al contrario dei loro predecessori nella beneficenza, non avrebbero mai lasciato Du Bois ad affondare nelle sabbie mobili. Avrebbero perlomeno finanziato entrambi gli studi. Dopo tutto W.E.B. Du Bois era un famoso studioso afroamericano la cui enciclopedia non si proponeva solo di dissolvere i pregiudizi razziali dei bianchi nei confronti dei neri, ma anche di stimolare orgoglio razziale fra i neri americani e africani. Questo avrebbe dato dignit\u00e0 a queste comunit\u00e0 fino a un grado che <em>An American dilemma<\/em> di Myrdal, scritto da un europeo bianco e concentrato sullo studio dei neri d&#8217;America come parte di un problema sociale, non avrebbe mai potuto raggiungere e mai raggiunse.<\/p>\n<p>Tuttavia la discussione sulla concessione di borse svolta dai responsabili contemporanei di enti di beneficenza sulla edizione pi\u00f9 recente della <em>Stanford Social Innovation Review<\/em> suggerisce che, nel clima attuale della filantropia, la ricerca di Myrdal rimarrebbe ancora un progetto attraente e l&#8217;enciclopedia pan-africana di Du Bois avrebbe ancora difficolt\u00e0 ad assicurarsi finanziamenti. Nell&#8217;ultimo numero responsabili di fondazioni e studiosi come John Kania della <em>FSG<\/em>, Mark Kramer e Patty Russell hann presentato nuove linee guida che assicurino che le strategie di finanziamento delle fondazioni siano in grado di \u00abrisolvere i problemi complessi di oggi\u00bb. Le reazioni di persone come Zia Khan della <em>Fondazione Rockfeller<\/em>, la presidente del <em>Monitor Institute<\/em> Katherine Fulton e lo studioso della beneficenza Kenneth Prewitt hanno espresso disaccordo circa la relativa novit\u00e0 dell&#8217;approccio degli autori. Tutti i partecipanti al dibattito, tuttavia, condividevano un linguaggio che rivelava elementi comuni nel modo con cui percepivano il ruolo della filantropia. Gli scrittori e i commentatori usavano tutti parole come &#8220;problemi sociali&#8221;, &#8220;obiettivi&#8221;, &#8220;valutazione dell&#8217;impatto&#8221; per descrivere l&#8217;operato della filantropia. Detto in modo differente, la filantropia contemporanea sembra ritenersi incaricata di affrontare problemi sociali, semplici o complessi, e di misurare l&#8217;impatto delle proprie decisioni di finanziamento ne modo con cui questi vari problemi sociali sono risolti.<\/p>\n<p>L&#8217;enciclopedia di Du Bois non intendeva analizzare o risolvere un problema sociale, semplice o complesso. Anche se la sua descrizione scientifica degli afroamericani e africani fosse servita a far abbandonare dei pregiudizi razziali (e in senso astratto a fornire dati utili a inquadrare politiche pubbliche), sarebbe stata redatta da un individuo che aveva poche possibilit\u00e0 di influenzare significativamente la societ\u00e0 o il governo degli USA del&#8217;epoca. Molti americani bianchi di punta ritenevano gli studiosi sociali americani di colore &#8211; diversamente dai loro colleghi americani bianchi &#8211; incapaci di produrre analisi oggettive delle relazioni razziali americane. Da questo punto di vista molti bianchi americani dentro e fuori della capitale consideravano W.E.B. Du Bois uno studioso appassionato e di parte la cui scienza era lungi dall&#8217;essere obiettiva e cos\u00ec, lungi dall&#8217;essere affidabile per impostare politiche pubbliche affidabili. L&#8217;enciclopedia di Du Bois probabilmente avrebbe avuto scarso effetto nel cambiare l&#8217;atteggiamento degli americani bianchi o le loro politiche pubbliche da un punto di vista di breve periodo e di misurabilit\u00e0. Invece, aveva l&#8217;amorfo obiettivo di lungo termine di correggere le pregiudizi razziali e di incoraggiare l&#8217;orgoglio di razza fra i neri americani e gli africani. Al contrario lo studio dello svedese bianco sui neri americani era impostato per analizzare un problema sociale e influenzare le politiche pubbliche a Washington nel breve periodo e in maniere misurabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>Sabato scorso, il Presidente Barack Obama ha invitato gli americani a celebrare il sessantesimo anniversario della <em>Brown contro l&#8217;Ufficio Scolastico<\/em>, la fondamentale decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che mise fuori legge la segregazione razziale nelle scuole pubbliche.<\/p>\n<p>In questo sessantesimo anniversario di questa sentenza possiamo ricordare e celebrare il ruolo della filantropia nel finanziare uno studio innovativo del 1944 che aiut\u00f2 la Corte Suprema a giustificare la propria decisione in questo storico dibattimento. Contemporaneamente possiamo anche riflettere sulla fallita proposta di Du Bois e chiederci se le fondazioni di oggi &#8211; cos\u00ec fortemente concentrate sull&#8217;affrontare problemi sociali e quantificare l&#8217;impatto sociale &#8211; finanzierebbero un tale progetto.<\/p>\n<p>Erogare finanziamenti \u00e8 talvolta un gioco a somma zero, e mentre celebriamo il cammino verso <em>Brown<\/em>, vale la pena di ricordare che cosa si \u00e8 perso lungo la strada. Avremmo tratto beneficio dal vivere in un mondo che avesse prodotto sia <em>An American diemma<\/em> di Gunnar Myrdal che l&#8217;enciclopedia di W.E.B. Du Bois.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana scorsa, mentre scorrevo le ultime notizie su The Atlantic con il palmare mi sono imbattuto in tre articoli<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7533,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/WEB-Du-Bois.jpg?fit=570%2C720","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1Xk","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":15327,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15327","url_meta":{"origin":7522,"position":0},"title":"Caramelle dagli psicologi","author":"Rufus","date":"08\/06\/2018","format":false,"excerpt":"Durante questi giorni di malattia, non so perch\u00e9, mi sono imbattuto principalmente in storie riguardanti l'universit\u00e0 oppure l'educazione. 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