{"id":7497,"date":"2014-05-22T18:53:44","date_gmt":"2014-05-22T16:53:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7497"},"modified":"2015-11-20T12:23:10","modified_gmt":"2015-11-20T11:23:10","slug":"ti-friggeranno-il-cervello-quando-gli-scacchi-facevano-paura-come-i-videogames","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7497","title":{"rendered":"\u00abTi friggeranno il cervello\u00bb: quando gli scacchi facevano paura come i videogame"},"content":{"rendered":"<p>Grazie a una segnalazione indiretta di <a title=\"Primo: ascoltare\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2061\">Mafe De Baggis<\/a>\u00a0sono capitato su <a href=\"https:\/\/medium.com\/@pomeranian99\/78ad1034521f\">un curioso articolo di Clive Thompson su\u00a0<em>Medium.com<\/em><\/a>\u00a0(intitolato:\u00a0<em>Why chess will destroy your mind<\/em>)\u00a0che racconta di come nell&#8217;America del 1859 ci fosse un panico diffuso riguardo ai pericoli degli&#8230; scacchi. Gi\u00e0: il\u00a0<em>nobile gioco<\/em> non era cos\u00ec stimato, a quanto pare.<\/p>\n<p>\u00c8 un articolo interessante (per quanto non ne condivida tutte le\u00a0conclusioni), e l&#8217;ho tradotto.<\/p>\n<p>Solo una nota: nell&#8217;articolo si cita il campione americano Paul Morphy. Non ho voluto interrompere il flusso dell&#8217;articolo con una nota, ma sappiate che Morphy \u00e8\u00a0considerato il fondatore degli scacchi moderni. A met\u00e0 &#8216;800 fece una\u00a0<em>tournee<\/em> in Europa in cui batt\u00e9\u00a0con facilit\u00e0 imbarazzante (imbarazzante per gli avversari) tutti i pi\u00f9 forti scacchisti europei dell&#8217;epoca,\u00a0i cosiddetti\u00a0&#8220;giocatori da caff\u00e8&#8221; (il termine non \u00e8 rimasto nel gergo scacchistico come un grande complimento, non a caso). A\u00a0Morphy si attribuisce la frase: \u00abI pedoni sono l&#8217;anima del gioco degli scacchi\u00bb e una simile visione &#8220;proletaria&#8221; non doveva guadagnargli ulteriori simpatie dai suoi aristocratici avversari. Negli USA, peraltro, il fatto che un compatriota avesse calpestato in quel modo gli altezzosi europei suscit\u00f2 un&#8217;ondata di soddisfazione difficilmente comprensibile ai giorni nostri.<\/p>\n<h2><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9 gli scacchi ti friggeranno il cervello<\/span><\/h2>\n<h4>o cos\u00ec si credeva nel 1859, secondo lo <em>Scientific American<\/em><\/h4>\n<h3>di Clive Thompson<\/h3>\n<p>Facciamo un salto all&#8217;indietro nel 1859, quando il nostro ambiente mentale fronteggiava una nuova e selvaggia minaccia. Una forma sino allora sconosciuta di divertimento esercitava una presa ipnotica sulle nostre fragili menti fino a creare dipendenza, costringendoci a impegnarci in una attivit\u00e0 inutile e priva di senso che minacciava la comprensione della dimensione quotidiana. Severi critici culturali pazientemente criticavano e denunciavano il nuovo passate,po ma senza risultati. La popolazione era condizionata. Eravamo condannati.<\/p>\n<p>Si parla, ovviamente, degli scacchi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg\"><img data-attachment-id=\"7505\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7505\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?fit=632%2C758\" data-orig-size=\"632,758\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Bad for You\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?fit=250%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?fit=510%2C611\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7505\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?resize=250%2C300\" alt=\"Bad for You\" width=\"250\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?resize=250%2C300 250w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?resize=125%2C150 125w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?resize=510%2C611 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bad-for-You.jpeg?w=632 632w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Stamattina il mio amico Bill Braine ha attirato la mia attenzione su\u00a0una intervista con gli autori del nuovo libro <em><a href=\"Bad%20for you: exposing the war in fun\">Bad for you: exposing the war in fun<\/a>\u00a0<\/em>(il libro non \u00e8 edito in Italia, quindi ho messo il <em>link<\/em> a\u00a0<em>Amazon<\/em>;\u00a0il titolo fa pi\u00f9 o meno:\u00a0<em>Ti fa male: svelare la guerra al divertimento<\/em>, NdRufus). \u00c8 una storia dei panici morali riguardo a cose che, storicamente, ai ragazzi piacevano e che gli adulti odiavano. Comprende il men\u00f9 che ci si pu\u00f2 aspettare, come i fumetti, i\u00a0<em>videogame\u00a0<\/em> e\u00a0<em>Dungeons &amp; Dragons<\/em>. Ma quello che ha attirato la mia attenzione nell&#8217;intervista era un riferimento al panico morale riguardo agli&#8230; scacchi:<\/p>\n<blockquote><p><strong>Cunningham:<\/strong>\u00a0Basta aspettare. Ogni nuova ondata di paure legate alle nuove tecnologie che interessano i ragazzi \u00e8 giusto questo: un&#8217;ondata. L&#8217;onda arriva, raggiunge il suo culmine e poi si infrange sulla spiaggia e scivola via. \u00c8 in parte per questo che abbiamo scelto di creare delle cronologie nel libro, come &#8220;Giovanofobia&#8221; o &#8220;Paura del nuovo&#8221;, per dare un quadro storico di queste reazioni isteriche. Ma a distanza di tempo, tutti questi panici tendono ad apparire sciocchi e bizzarri.<\/p>\n<p><strong>Pyle:<\/strong> Specialmente la &#8220;perniciosa passione&#8221; per\u00a0gli scacchi praticati\u00a0da bambini di &#8220;qualit\u00e0 morale assai inferiore&#8221;.<\/p><\/blockquote>\n<p>Scacchi come un&#8217;attivit\u00e0 &#8220;inferiore&#8221;? Dovevo leggerlo! E dovevo leggere il testo\u00a0originale. Per fortuna una rapida battuta di caccia su\u00a0<em>Google Books<\/em> svela l&#8217;articolo di cui parlano:\u00a0<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=90hGAQAAIAAJ&amp;dq=%22a%20pernicious%20excitement%20to%20learn%20and%20play%22&amp;pg=PA9#v=onepage&amp;q&amp;f=false\"><em>Eccitazione per il gioco degli scacchi<\/em>, che apparve sul numero del 2 luglio 1859 di\u00a0<em>Scientific American<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Si inizia col parlare di come il campione statunitense Paul Morphy si fosse\u00a0recentemente messo sotto i tacchi i suoi avversari europei. Ma poi l&#8217;autore prosegue col lamentare il giocare a scacchi da parte dell&#8217;americano medio. La cosa diventa una tale spaventosa geremiade che intendo citarla per intero, cominciando con la lamentela che&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>&#8230; una perniciosa passione per l&#8217;imparare e praticare gli scacchi si \u00e8 diffusa in tutto il paese, e sono stati fondati numerosi\u00a0circoli per la pratica del gioco in citt\u00e0 e villaggi. Perch\u00e9 dovremmo dispiacercene? si potrebbe chiedere. E noi rispondiamo, gli scacchi sono un semplice passatempo di qualit\u00e0\u00a0molto mediocre, che sottrae alla mente tempo prezioso che potrebbe essere dedicato a imprese pi\u00f9 nobili, mentre allo stesso tempo non d\u00e0 alcun beneficio al corpo.<\/p>\n<p>Gli scacchi hanno acquisito un&#8217;alta reputazione come un mezzo per disciplinare\u00a0la mente, poich\u00e9 richiedono una forte memoria e particolari capacit\u00e0 di calcolo. Si crede anche di solito che l&#8217;abilit\u00e0 nel gioco dimostri un intelligenza superiore. Queste opinioni, crediamo, sono del tutto errate. Napoleone il Grande, che aveva una grande passione per gli scacchi, fu spesso battuto da un droghiere\u00a0di Sant&#8217;Elena. N\u00e9\u00a0Shakespeare, Milton, Newton o qualcun altro dei grandi della terra \u00e8 mai stato abile nel gioco degli scacchi. Coloro che sono divenuti i giocatori pi\u00f9 rinomati sembrano essere stati dotati di una peculiare facolt\u00e0 intuitiva per fare le mosse giuste, mentre allo stesso tempo sembra che possedessero facolt\u00e0 molto normali per ogni altro scopo. Una partita di scacchi non aggiunge alcun nuovo fatto alla mente; non suscita un solo\u00a0pensiero piacevole; n\u00e9 serve ad alcuno scopo per raffinare e migliorare le facolt\u00e0 pi\u00f9 nobili.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg\"><img data-attachment-id=\"7499\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7499\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg?fit=422%2C538\" data-orig-size=\"422,538\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Scientific American chess\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg?fit=235%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg?fit=422%2C538\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-7499 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg?resize=235%2C300\" alt=\"Scientific American chess\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg?resize=235%2C300 235w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg?resize=117%2C150 117w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Scientific-American-chess.jpeg?w=422 422w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Le persone occupate in occupazioni sedentarie non dovrebbero mai praticare questo triste gioco; esse\u00a0hanno bisogno di attivit\u00e0 all&#8217;aperto per ricreazione &#8211; non questo genere di esercizio mentale gladiatorio. Coloro che sono occupati in sforzi intellettuali dovrebbero scansare una scacchiera come farebbero con un nido di vipere, poich\u00e9 gli scacchi sviano e prosciugano le loro capacit\u00e0 mentali. Piuttosto li si lasci danzare, cantare, giocare con la palla, compiere esercizi ginnici, vagabondare nei boschi o sulla spiaggia, che giocare a scacchi.<\/p>\n<p>\u00c8 un gioco col quale\u00a0nessuna persona che si affida alla sua arte, commercio o professione pu\u00f2 permettersi di sprecare tempo; \u00e8 un passatempo &#8211; ed uno assai sterile &#8211; nella cui pratica\u00a0solo coloro che sono ricchi per mezzi propri possono permettersi di perdere tempo. Poich\u00e9 non vi pu\u00f2 essere abilit\u00e0 in questo gioco intricato senza una pratica di lunga durata, nessun giovane che si proponga di essere utile nel mondo pu\u00f2 perseguirlo senza pericolo per\u00a0i suoi migliori interessi. Un giovane gentiluomo di nostra conoscenza, che era divenuto un giocatore abbastanza abile, recentemente spinse via da s\u00e9 la scacchiera alla fine della partita, dichiarando: \u00abHo gi\u00e0 sprecato fin troppo tempo su essa; non posso permettermi di farlo pi\u00f9 a lungo; questa \u00e8 la mia ultima partita\u00bb. Noi raccomandiamo la sua risoluzione a tutti coloro che sono stati\u00a0sventatamente sviati dall&#8217;attuale eccitazione per gli scacchi, poich\u00e9 l&#8217;abilit\u00e0 in questo gioco non \u00e8 una realizzazione n\u00e9 utile n\u00e9 raffinata\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il tema, tuttavia, \u00e8 questo: ci pu\u00f2 far sogghignare ci\u00f2 che sembra un ragionamento sballato e un po&#8217; folle &#8211; solo che l&#8217;autore segna alcuni punti assolutamente condivisibili. Consideriamo, per esempio, l&#8217;argomentazione che gli scacchi siano un passatempo eccessivamente sedentario per persone che vivono vite via via pi\u00f9 industrializzate e sedentarie. Questo era\u00a0vero, e lo \u00e8 ancora! Noi stiamo ora scoprendo che l&#8217;attivit\u00e0 fisica aiuta a migliorare l&#8217;attivit\u00e0 mentale, e che fare passeggiate nella natura stimola la creativit\u00e0. Se voi foste stati degli impiegati di concetto del 1859, terminare la settimana di lavoro per piantarsi davanti alla scacchiera &#8211; il\u00a0<em>videogame<\/em> dell&#8217;epoca &#8211; per altre ora ancora di attivit\u00e0 cerebrale immobile, con le natiche saldamente ancorate alla sedia, probabilmente rischiava davvero di\u00a0spingervi in un profondo ottundimento mentale (cos\u00ec come terminare una settimana di 40 ore in cui si guarda uno schermo luminoso, per poi passare il proprio tempo libero davanti a un&#8217;altro schermo luminoso, non \u00e8 esattamente la ricetta per la diversit\u00e0 cognitiva). Ci\u00f2 che conta di pi\u00f9, l&#8217;autore [dell&#8217;articolo] dello\u00a0<em>Scientific American<\/em> ha ssolutamente ragione nel far notare che l&#8217;abilit\u00e0 negli scacchi non si trasferisce necessariamente ad altri settori. Si pu\u00f2\u00a0giochi intensamente e bene quanto si vuole, non necessariamente questo vi aiuta a essere pi\u00f9 abili in altri campi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7506\" aria-describedby=\"caption-attachment-7506\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg\"><img data-attachment-id=\"7506\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7506\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?fit=1024%2C683\" data-orig-size=\"1024,683\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Chess game\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?fit=300%2C200\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?fit=510%2C340\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7506 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?resize=800%2C534\" alt=\"Chess game\" width=\"800\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?w=1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?resize=150%2C100 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?resize=300%2C200 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?resize=510%2C340 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?resize=700%2C466 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7506\" class=\"wp-caption-text\">Questa bella foto di una partita a scacchi \u00e8 di Floris Looijesteijn <a href=\"https:\/\/www.flickr.com\/photos\/florisje\/7646477054\">https:\/\/www.flickr.com\/photos\/florisje\/7646477054<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche l&#8217;idea che gli scacchi affascinino i propri seguaci in una spirale di dipendenza non \u00e8 poi del tutto folle. Dieci anni fa ho intervistato diversi giocatori di alto livello, ed essi mi descrissero la difficolt\u00e0 di provare a levarsi il gioco dalla testa. Dopo un torneo alcuni di loro si trovavano a giacere nel letto incapaci di smettere di visualizzare i pezzi (sembrava esattamente la &#8220;testa da\u00a0<em>Tetris<\/em>&#8220;: se giochi quel gioco ossessivamente inizi a vedere i mattoncini nella tua mente quando privi ad addormentarti). Per <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Gioco-immortale-David-Schenk.jpg\"><img data-attachment-id=\"7508\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7508\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Gioco-immortale-David-Schenk.jpg?fit=160%2C240\" data-orig-size=\"160,240\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Gioco immortale David Schenk\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Gioco-immortale-David-Schenk.jpg?fit=160%2C240\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Gioco-immortale-David-Schenk.jpg?fit=160%2C240\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7508\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Gioco-immortale-David-Schenk.jpg?resize=160%2C240\" alt=\"Gioco immortale David Schenk\" width=\"160\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Gioco-immortale-David-Schenk.jpg?w=160 160w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Gioco-immortale-David-Schenk.jpg?resize=100%2C150 100w\" sizes=\"(max-width: 160px) 100vw, 160px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>uno sguardo verso il potere compulsivo degli scacchi leggete<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=lWf71WaEnLgC&amp;lpg=PP1&amp;dq=the%20immortal%20game%20david&amp;pg=PT8#v=onepage&amp;q&amp;f=false\"> i primi capitoli del meraviglioso libro di David Schenk <\/a><em><a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=lWf71WaEnLgC&amp;lpg=PP1&amp;dq=the%20immortal%20game%20david&amp;pg=PT8#v=onepage&amp;q&amp;f=false\">The immortal\u00a0game<\/a>\u00a0<\/em>(<em>Il gioco immortale<\/em>, in Italia edito da <em>Mondadori<\/em>, NdRufus) (\u00abpensate a un virus cos\u00ec avanzato da infettare non solo il sangue ma i pensieri del suo ospite umano\u00bb, scrive Schenk, proseguendo col citare Einstein: \u00abGli scacchi tengono il proprio padrone in ceppi, incatenando intelletto e cervello cos\u00ec che la libert\u00e0 interiore perfino dei pi\u00f9 forti \u00e8 compromessa\u00bb).<\/p>\n<p>Quindi ci\u00f2 che \u00e8 maggiormente interessante non \u00e8 la critica agli scacchi. \u00c8 il baratro culturale fra l&#8217;autore e la nostra era &#8211; evidenziato nei comportamenti che noi lodiamo e riveriamo. Oggi, gli scacchi sono considerati un&#8217;attivit\u00e0 profondamente virtuosa, poich\u00e9 si suppone che aiuti a sviluppare un controllo degno di uno\u00a0<em>jedi<\/em> sulla propria concentrazione. Ma una focalizzazione concentrata come un\u00a0<em>laser<\/em> non \u00e8 sempre stata considerata questa gran cosa. Come ha scritto la mia collega su\u00a0<em>Message<\/em> Virginia Heffernan un po&#8217;di tempo fa, <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2010\/11\/21\/magazine\/21FOB-medium-t.html\">molte persone del XIX secolo consideravano poteri profondi di attenzione e di concentrazione inquietanti e insani<\/a>. Se si andava troppo avanti in quella direzione si poteva finire come Ahab in\u00a0<em>Moby Dick<\/em>: focalizzati, certo, ma anche completamente ossessionati. Questa \u00e8 esattamente la prospettiva dalla quale l&#8217;autore dello\u00a0<em>Scientific American\u00a0<\/em>attacca gli scacchi. Troppo <em>focus,<\/em> troppa devozione e stare seduti al tavolo da gioco, pu\u00f2 farti male. Chi pu\u00f2 dire che non si tratta di un atteggiamento pi\u00f9 sano?<\/p>\n<p>Gli scacchi possono non essere cambiati negli anni, ma <em>noi<\/em> certamente l&#8217;abbiamo fatto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie a una segnalazione indiretta di Mafe De Baggis\u00a0sono capitato su un curioso articolo di Clive Thompson su\u00a0Medium.com\u00a0(intitolato:\u00a0Why chess will<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7506,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,9,56,82],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Chess-game.jpg?fit=1024%2C683","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1WV","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3797,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3797","url_meta":{"origin":7497,"position":0},"title":"Lo scherzo del maestro dei Grandi Maestri","author":"Rufus","date":"02\/07\/2013","format":false,"excerpt":"Il primo gioco a cui mi sia appassionato sono stati gli scacchi, a cui rimango tuttora\u00a0molto affezionato anche se li pratico raramente. 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