{"id":7490,"date":"2014-05-22T09:47:09","date_gmt":"2014-05-22T07:47:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7490"},"modified":"2014-05-22T09:47:09","modified_gmt":"2014-05-22T07:47:09","slug":"barbara-serra-il-volto-sardo-di-al-jazeera-gli-italiani-non-sono-pigri-e-la-meritocrazia-anglosassone-ha-un-volto-spietato-un-intervento-di-massimiliano-perlato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7490","title":{"rendered":"Barbara Serra, il volto sardo di Al Jazeera: \u00abGli italiani non sono pigri. E la meritocrazia anglosassone ha un volto spietato\u00bb (un intervento di Massimiliano Perlato)"},"content":{"rendered":"<p>Oltre che su questo <em>blog<\/em>, questo articolo viene pubblicato anche sui siti di\u00a0<em><strong><a href=\"http:\/\/www.fondazionesardinia.eu\/ita\/\">Fondazione Sardinia<\/a><\/strong><\/em>,\u00a0<em><strong><a href=\"http:\/\/www.aladinpensiero.it\/\">Aladinpensiero<\/a><\/strong><\/em>,\u00a0<strong><em><a href=\"http:\/\/www.tramasdeamistade.org\/\">Tramas de Amistade<\/a><\/em><\/strong>,\u00a0<em><strong><a href=\"http:\/\/madrigopolis.blogspot.it\/\">Madrigopolis<\/a><\/strong>,<\/em>\u00a0<strong><em><a href=\"http:\/\/www.sardegnasoprattutto.com\/\">SardegnaSoprattutto<\/a><\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em><a href=\"http:\/\/www.formaparis.com\/blog\">Sportello Formaparis<\/a><\/em><\/strong>,\u00a0<strong><em><a href=\"http:\/\/tottusinpari.blog.tiscali.it\/\">Tottusinpari<\/a><\/em><\/strong>\u00a0e sui <em>blog<\/em>\u00a0di\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.enricolobina.org\/wp\/\">Enrico Lobina<\/a><\/strong>\u00a0e <strong><a href=\"http:\/\/www.vitobiolchini.it\/\">Vito Biolchini<\/a><\/strong>.<\/p>\n<h2 style=\"color: #222222;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg\"><img data-attachment-id=\"7493\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7493\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?fit=1280%2C720\" data-orig-size=\"1280,720\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Barbara Serra Al Jazeera\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?fit=300%2C168\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?fit=510%2C286\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7493\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?resize=800%2C450\" alt=\"Barbara Serra Al Jazeera\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?w=1280 1280w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?resize=300%2C168 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?resize=510%2C286 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-Al-Jazeera.jpg?resize=700%2C393 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Barbara Serra, il volto sardo di Al Jazeera: \u00abGli italiani non sono pigri. E la meritocrazia anglosassone ha un volto spietato\u00bb<\/h2>\n<h3>di Massimiliano Perlato<\/h3>\n<p style=\"color: #222222;\">Per me che faccio attivit\u00e0 pubblicistica, il nome di Barbara\u00a0Serra\u00a0rappresenta sicuramente un&#8217;icona del giornalismo. Una figura che ho sempre seguito e ammirato in maniera viscerale sin dai suoi esordi televisivi. E l&#8217;affetto per lei, puramente virtuale, va ben oltre le sue origini sarde. Nata a Milano, vive all&#8217;estero da quando era bambina. A nove anni era in Danimarca. Da tantissimo tempo \u00e8 una sarda nell&#8217;<em>Underground<\/em> di Londra. Non perde occasione per ricordare le sue origini isolane e la Sardegna \u00e8 sempre stato l&#8217;ombelico del suo mondo. Le vacanze estive a Decimomannu, il paese natale del padre Giorgio, un ingegnere chimico, uno dei direttori del gruppo <em>Eni<\/em>, nei primi anni dell&#8217;industrializzazione, che aveva lavorato anche a Ottana, quando la chiamavano &#8220;la media valle del Tirso&#8221;. La casa dei nonni (il nonno paterno Vitale era stato podest\u00e0 a Carbonia) era grande e molti cugini e zii le vivevano accanto.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><em>\u00abStava bene in Sardegna anche mia madre, Luisa Rosso, siciliana di Gela. Mi ricordo le giornate al Poetto con mamma e le cugine, le gite, la pesche di San Sperate, il cenone di Ferragosto, soprattutto il sardo campidanese, che mio padre parla ancora con i suoi parenti di Decimo. Un&#8217;atmosfera estiva magica, cos\u00ec diversa dalla Danimarca, dove sono cresciuta. Un paese tranquillo ma sicuramente senza la bellezza e cultura, per non parlare del tempo, dell&#8217;Italia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Forse per questo attaccamento alla Sardegna, e un po\u2019 anche per fortuna, il suo primo lavoro \u00e8 stato proprio a <em>Videolina<\/em>, la prima televisione sarda. Per un breve periodo \u00e8 stata una delle conduttrici di <em>Notteman\u00eca<\/em>, andava in giro per spiagge, discoteche, bar, a intervistare turisti, italiani e non, che avevano scelto di villeggiare in Sardegna.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Nel 2000 inizia una collaborazione con la <em>BBC<\/em>\u00a0nel programma <em>Today<\/em>\u00a0e poi diventa reporter per <em>BBC\u00a0London News<\/em>. Nel 2003 viene assunta da <em>Sky News<\/em>\u00a0e firma vari servizi di cronaca internazionale. Poi il grande passaggio ad <em>Al Jazeera<\/em> nel 2007.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><em>\u00abLa buona informazione vive degli stessi principi, delle stesse regole, dello stesso metodo in Sardegna e nei Paesi scandinavi, come in tutto il mondo. Dovunque bisogna rispettare soprattutto il lettore e la sua sete di verit\u00e0. Vivere e crescere in Paesi diversi vuol dire esseri esposti ad altre culture e altre mentalit\u00e0. Modi di pensare, che, soprattutto negli anni dello sviluppo, creano la persona che si diventa col crescere. E ci si abitua a capire che quasi tutto al mondo \u00e8 relativo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Un&#8217;educazione abbastanza liberale italiana \u00e8 considerata severa nei paesi del nord Europa, dove i giovanissimi hanno pi\u00f9 libert\u00e0, ma anche pi\u00f9 responsabilit\u00e0 dei loro coetanei mediterranei. Nelle scuole danesi, gli studenti spesso chiamano il professore per nome. Ma sempre in Danimarca non \u00e8 inusuale che i genitori facciano pagare l&#8217;affitto ai figli sopra i diciott&#8217;anni quando scelgono di rimanere a casa. Anche Londra, residenza di Barbara dagli anni dell&#8217;universit\u00e0, pur essendo piena d\u2019italiani, offre sicuramente un&#8217;altra prospettiva che quella che si trova a Cagliari, Roma o Milano.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><em><img data-attachment-id=\"7494\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7494\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra.jpg?fit=351%2C281\" data-orig-size=\"351,281\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Barbara Serra\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra.jpg?fit=300%2C240\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra.jpg?fit=351%2C281\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7494\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra.jpg?resize=300%2C240\" alt=\"Barbara Serra\" width=\"300\" height=\"240\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra.jpg?resize=300%2C240 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra.jpg?resize=150%2C120 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra.jpg?w=351 351w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>\u00abA\u00a0Londra ho studiato prima alla <\/em>London School of Economics<em>, poi alla scuola di giornalismo <\/em>London\u2019s City University<em>. In questa metropoli multiculturale di pi\u00f9 di sette milioni di abitanti, nazionalit\u00e0, culture e religioni diverse esistono fianco a fianco. Questo crea una pi\u00f9 grande comprensione fra la gente. E questo \u00e8 sicuramente un bene. La maggior parte di quello che io so dell&#8217;Islam non l&#8217;ho imparato nel Medio Oriente o ad <\/em>Al Jazeera<em>, ma invece dai miei amici e colleghi musulmani a Londra. All&#8217;universit\u00e0 abitavo con una ragazza musulmana che portava il velo. Un altro coinquilino era ebreo e non parlava al telefono dal venerd\u00ec sera al sabato sera per <\/em>Shabbat<em>. Tutti si mostrarono sorpresi che io non mangiassi carne il venerd\u00ec. Ho imparato da loro, come loro e alcuni miei altri amici inglesi hanno imparato da me che l&#8217;Italia non \u00e8 solo pizza, nepotismo e mafia.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><em>Credo che il concetto di cosa voglia dire essere straniero stia cambiando, soprattutto in posti come Londra che attraggono persone da tutto il mondo. L&#8217;ultimo censimento ha mostrato che un quarto dei residenti della capitale britannica non sono nati nel Regno Unito. Perci\u00f2 la minorit\u00e0 straniera sta crescendo e diventando una parte integrale della societ\u00e0 inglese. Cosa non facile. Ma senza voler far finta che in Inghilterra non ci siano tensioni, cosa che nel Regno Unito \u00e8 probabilmente pi\u00f9 marcata che negli altri paesi europei.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><em>Forse \u00e8 a causa di questo retroscena che quando ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di lavorare per <\/em>Al Jazeera<em>, il fatto che sia un&#8217;emittente araba, e perci\u00f2 straniera alla mia cultura europea, non mi ha reso diffidente. Anzi. Io sono sempre stata straniera, da quando ero l&#8217;unica bambina bruna sullo scuolabus in Danimarca, fino ad essere una delle poche non-britanniche nelle redazioni di <\/em>Sky<em> e della <\/em>BBC<em>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">C\u2019\u00e8 veramente una differenza cos\u00ec grande fra la cultura occidentale e quella araba? Un sardo ha pi\u00f9 punti in comune con un danese o un egiziano?\u00a0<em>\u00abGeograficamente, la risposta \u00e8 ovvia. Il Mediterraneo, e la sua cultura, unisce la gente che abita sulle sue sponde. Anche il Medio Oriente \u00e8 una regione mediterranea. Un Medio Oriente ormai al centro della politica internazionale. Che si parli di Iraq, Iran o del conflitto israelo-palestinese, \u00e8 difficile di questi tempi guardare un tg che non tratti di queste situazioni. Eppure fino ad ora questi avvenimenti sono stati spiegati al pubblico globale da canali <\/em>news<em> internazionali non solo occidentali, ma puramente anglosassoni, basati a centinaia di chilometri dalla regione.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Al Jazeera<em> in inglese sar\u00e0 il primo canale di <\/em>news<em> internazionali basato nel Medio Oriente. Il suo \u00e8 un ruolo chiave nell&#8217;agevolare il dialogo fra quell&#8217;area e il resto del mondo. E c&#8217;\u00e8 un grande bisogno di dialogo. La natura del giornalismo \u00e8 che si interessa degli estremi, delle cose fuori dal normale. Ma a volte questo crea l&#8217;impressione che gli estremi siano rappresentanti della cultura intera. Un&#8217;impressione falsa, che non aiuta a combattere il vero nemico: l\u2019estremismo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg\"><img data-attachment-id=\"7495\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7495\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?fit=485%2C300\" data-orig-size=\"485,300\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Barbara Serra 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?fit=300%2C185\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?fit=485%2C300\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7495\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?resize=300%2C185\" alt=\"Barbara Serra 2\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?resize=300%2C185 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?resize=150%2C92 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?resize=310%2C190 310w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?w=485 485w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>E anche su queste riflessioni che Barbara\u00a0Serra\u00a0ha scritto il libro <em>Gli italiani non sono pigri<\/em>\u00a0edito da <em>Garzanti<\/em>. Sono moltissimi i giovani che lasciano ogni anno l&#8217;Italia per intraprendere un percorso umano e professionale in paesi pi\u00f9 dinamici e pi\u00f9 ricchi di opportunit\u00e0. Ma vivere da italiani espatriati non \u00e8 facile, e dopo trent&#8217;anni all\u2019estero Barbara\u00a0Serra\u00a0ne sa qualcosa.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Barbara oltre che sarda, si sente italiana, ma un&#8217;italiana atipica a cavallo di tre mondi: quello delle origini, quello anglosassone di adozione, dinamico, efficiente e spietato, e quello professionale di <em>Al Jazeera<\/em>, finestra sul nuovo mondo globalizzato. In questa zona di confine ha dovuto scontrarsi con i tanti stereotipi che caratterizzano la percezione del nostro paese all&#8217;estero: la pigrizia, la disorganizzazione, l&#8217;eccessiva dipendenza dalla famiglia.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">In questo suo primo libro Barbara\u00a0Serra\u00a0rovescia i luoghi comuni, mostrando le vere differenze culturali e lavorative fra l&#8217;Italia e il nord Europa. E scopre che, inseriti in un contesto aperto, gli italiani sanno vincere sfoderando le loro caratteristiche migliori: la creativit\u00e0, la propensione alle relazioni personali, la duttilit\u00e0, la passione per il lavoro ben fatto. Che, insomma, tra l&#8217;efficientismo di matrice anglosassone e l&#8217;improvvisazione assoluta c\u2019\u00e8 una terza via: ed \u00e8 una via italiana.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\"><em>Gli italiani non sono pigri\u00a0<\/em>\u00e8 il racconto di un&#8217;esperienza esemplare di cui Barbara\u00a0Serra\u00a0non nasconde le difficolt\u00e0: <em>\u00abOggi in Italia auspichiamo tutti pi\u00f9 meritocrazia scordandoci che essa \u00e8 sempre accompagnata dall&#8217;ambizione e dalla competizione pi\u00f9 estreme; e che l&#8217;altra faccia del successo \u00e8 il fallimento\u00bb<\/em>. \u00c8 un&#8217;inchiesta che attinge a testimonianze di italiani affermati come Nerio\u00a0Alessandri, Vittorio\u00a0Colao, Fulvio\u00a0Conti, Fabiola\u00a0Gianotti, Diego\u00a0Piacentini, Giuseppe\u00a0Vita. \u00c8 una riflessione sul senso di essere donna oggi, in Italia e nel resto del mondo. \u00c8 un libro che pu\u00f2 ispirare e guidare la generazione del nostro paese, le sue ambizioni, le sue speranze.<\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Come parlano di noi ora all&#8217;estero?\u00a0<em>\u00abUn paio d\u2019anni fa non si parlava d\u2019altro che di Berlusconi e <\/em>bunga bunga<em> e dava fastidio, ora per fortuna \u00e8 finito. Non se ne sta parlando tantissimo, l&#8217;unica cosa che vogliono \u00e8 la stabilit\u00e0 e che si riescano a fare i cambiamenti necessari\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Nel libro si parla degli stereotipi che colpiscono noi italiani.\u00a0<em>\u00abS\u00ec, per sfatarli. Ci sono delle inevitabili differenze tra il contesto anglosassone e quello italiano. La pi\u00f9 grande, secondo me, \u00e8 nel come un ragazzo ventenne italiano pensa in maniera diversa dal ventenne inglese o americano: ecco, puoi fare tutte le leggi che vuoi, ma devi cambiare questa cosa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">In che senso?\u00a0<em>\u00abDi questi tempi si parla di andare all&#8217;estero, a Londra, come della terra promessa. Non si parla mai dell&#8217;enorme competitivit\u00e0 di un posto come Londra\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Forse perch\u00e9 comunque appare migliore. <em>\u00abS\u00ec, per\u00f2 l&#8217;Italia vede la meritocrazia come antidoto al nepotismo, ma non si parla del lato spietato, dell&#8217;enorme ambizione di cui hai bisogno per andare avanti. Met\u00e0 dei curriculum che mi arrivano dall&#8217;Italia sono di un\u2019ingenuit\u00e0 che mi fa dispiacere, quasi nessuno ha esperienze di lavoro da giovani. Lo so che i sindacati non facilitano le cose ma non c\u2019\u00e8 proprio la mentalit\u00e0. E poi non sanno presentarsi, non hanno proprio idea che per avere una <\/em>chance<em> devi diventare la persona migliore per quel lavoro. Sento sempre di questi casi di italiani di successo all&#8217;estero, ma nessuno parla mai degli italiani che non ce la fanno, eppure sono tantissimi\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Chi ce la fa, allora?\u00a0<em>\u00abChi ha una marcia in pi\u00f9. Per la maggior parte dei ragazzi ora l&#8217;unica ambizione \u00e8 il mutuo e l&#8217;indipendenza economica. E non basta, perch\u00e9 vivere all&#8217;estero non \u00e8 sempre un&#8217;esperienza positiva, a partire dal livello umano. Per esempio, in posti come Londra i colleghi sono colleghi, non sono amici: io lavoro come giornalista da 15 anni e i miei amici nel settore saranno cinque al massimo. Si separano i due mondi, perch\u00e9 se si parla di meritocrazia si deve parlare di competizione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"color: #222222;\">Niente amici, cos\u00ec non ci si sente in colpa se uno ha un successo e l\u2019altro no.\u00a0<em>\u00abEsatto, invece in Italia c&#8217;\u00e8 tanta gente un po&#8217; frustrata. Ma non hanno capito cosa vuol dire competere, essere ambiziosi non \u00e8 una cosa negativa. <\/em>Arrivista<em>\u00a0nel linguaggio inglese non ha traduzione\u00bb<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre che su questo blog, questo articolo viene pubblicato anche sui siti di\u00a0Fondazione Sardinia,\u00a0Aladinpensiero,\u00a0Tramas de Amistade,\u00a0Madrigopolis,\u00a0SardegnaSoprattutto,\u00a0Sportello Formaparis,\u00a0Tottusinpari\u00a0e sui blog\u00a0di\u00a0Enrico Lobina\u00a0e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7495,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[83,52,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Barbara-Serra-2.jpg?fit=485%2C300","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1WO","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":17951,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17951","url_meta":{"origin":7490,"position":0},"title":"Lectio al tempo del metro di distanza","author":"Rufus","date":"07\/03\/2020","format":false,"excerpt":"In un periodo in cui la pratica religiosa \u00e8 costretta a strani giri e rigiri dalle pratiche di salvaguardia dal contagio non \u00e8 una cattiva idea dare pi\u00f9 sazio quanto meno alla Parola, mi \u00e8 venuto in testa di pubblicare ogni sabato i materiali per fare lectio (potete consultare un\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/31f116a082e7d1bc1cada96cfa3c2b37.jpg?fit=467%2C600&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":14569,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14569","url_meta":{"origin":7490,"position":1},"title":"Niente da scherzare","author":"Rufus","date":"16\/01\/2018","format":false,"excerpt":"Ricorderete forse un\u00a0post qui sul blog nel quale raccontavo, fra il serio e il faceto, la storia del professore di fisica che, credendo di avere conquistato il cuore della modella si era ritrovato in galera per traffico di droga. \u00c8 un articolo che, soprattutto per un periodo, ha avuto un\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Exposto-Kuala-Lumpur.jpg?fit=560%2C681&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":2612,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2612","url_meta":{"origin":7490,"position":2},"title":"Starship troopers","author":"Rufus","date":"19\/03\/2013","format":false,"excerpt":"Comunicazione di servizio: Ho rimesso casualmente le mani su una serie di miei post su it.arti.cinema: alcuni li ripubblicher\u00f2 qui, pi\u00f9 che altro per averli sempre a portata di mano e non doverli cercare un'altra volta chiss\u00e0 dove sull'hard-disk. 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