{"id":7279,"date":"2017-04-03T18:44:42","date_gmt":"2017-04-03T16:44:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7279"},"modified":"2019-01-08T18:16:44","modified_gmt":"2019-01-08T17:16:44","slug":"inconsapevoli-letture-giovanili-semiporno-del-giovane-rufus","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7279","title":{"rendered":"Inconsapevoli letture giovanili semiporno del giovane Rufus"},"content":{"rendered":"<p>Tempo fa ho chiesto al\u00a0mio amico Giorgio Astara di restituirmi un libro che giaceva da una quindicina d&#8217;anni nella sua biblioteca e nell&#8217;occasione mi ha rimesso in mano un paio di altri tomi della stessa epoca, fra i quali\u00a0<em>I leoni di Argouges<\/em> (Pierre Naudin, Sonzogno 1980, lire 12000!, mai pi\u00f9 ripubblicato in italiano).<\/p>\n<figure id=\"attachment_7274\" aria-describedby=\"caption-attachment-7274\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg\"><img data-attachment-id=\"7274\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7274\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?fit=2048%2C1536\" data-orig-size=\"2048,1536\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;4.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;L-300&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1162551202&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;12.39&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0036&quot;,&quot;title&quot;:&quot;EPSON DSC picture&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Un mitico cartello fotografato una volta nella vetrina di una libreria di Napoli&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?fit=510%2C382\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-large wp-image-7274\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=510%2C382\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=510%2C382 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=150%2C112 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=700%2C525 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?w=2048 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?w=1600 1600w\" sizes=\"(max-width: 510px) 100vw, 510px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7274\" class=\"wp-caption-text\">Un mitico cartello fotografato una volta nella vetrina di una libreria di Napoli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Avevo de\u00a0<em>I leoni<\/em><em> d&#8217;Argouges<\/em> un ricordo piacevole: me l&#8217;aveva regalato Enrica per il compleanno dei sedici anni o qualcosa del genere. Raccontava delle peripezie di Ogier d&#8217;Argouges durante la Guerra dei Cento Anni fra inglesi e francesi: si apre con la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Battaglia_di_Sluis\">battaglia dell&#8217;Ecluse<\/a>, quando Ogier \u00e8 un ragazzo che accompagna alla guerra il padre, lo zio Guillaume e il siniscalco di quest&#8217;ultimo Blanquefort. I francesi sono sconfitti e nella rotta generale Ogier scopre che un nobile francese e consigliere del Re, de Blainville, \u00e8 un traditore. Questi per\u00f2 riesce a scaricare la colpa proprio sul padre di Ogier e successivamente decide di sbarazzarsi del figlio. Ogier viene quindi affidato allo zio perch\u00e9 lo porti lontano e gli faccia fare l&#8217;apprendistato di cavaliere nel suo feudo di Rechignac, dove sta costruendo un potente castello. A questo punto c&#8217;\u00e8 uno iato di cinque anni e poi la seconda parte del libro racconta della ripresa della guerra, dell&#8217;invasione del Perigord e di un lungo assedio a Rechignac da parte di una numerosa banda di mercenari e altri irregolari inglesi, guidati da <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Robert_Knolles\">Robert Knolles<\/a>.<\/p>\n<p>Avventura purissima, come vedete, scritta da uno che \u00e8 considerato un maestro del genere, con ventisette romanzi all&#8217;attivo, tutti ambientati durante la Guerra dei Cento Anni, in quattro cicli successivi. Delle vicende del libro credevo di avere un ricordo piuttosto preciso, invece la rilettura mi ha regalato diverse sorprese.<\/p>\n<h3>Strani cicli narrativi<\/h3>\n<p>Intanto, avevo\u00a0l&#8217;idea che la prima parte del romanzo, quella dell&#8217;Ecluse e del processo per\u00a0tradimento, non fosse altro che una breve premessa. In realt\u00e0 \u00e8\u00a0<em>davvero<\/em> una premessa, solo che non \u00e8 breve: occupa centotrenta pagine. Se non ho capito male, nell&#8217;edizione originale \u00e8 addirittura un intero romanzo indipendente (<em>Les lions diffam\u00e9s<\/em>, con riferimento allo stemma della casata di Ogier, i cui leoni vengono sfregiati per l&#8217;infamia) e la cosa un po&#8217; mi ha sorpreso, perch\u00e9 per essere\u00a0un romanzo autoconclusivo non ci succede niente (a parte una battaglia navale, una fuga avventurosa, un po&#8217; di macchinazioni e un processo), nel senso che non c&#8217;\u00e8 approfondimento o crescita dei personaggi o linearit\u00e0 della trama: \u00e8 appunto solo un preambolo di tutto il ciclo. Per quanto magari l&#8217;edizione originale possa essere stata\u00a0un tascabile, o se l&#8217;editoria degli anni &#8217;70 seguisse regole diverse dall&#8217;attuale, uno si chiede se chi lo comprava non si sentisse truffato: cosa poteva trovarci di interessante, in un\u00a0<em>preambolo<\/em>? E in realt\u00e0 questo tipo di suddivisione del materiale narrativo vale anche per la seconda parte del libro, nel quale i personaggi, apparentemente rimasti immobili per cinque anni, improvvisamente prendono velocit\u00e0, crescono, si modificano, scompaiono addirittura all&#8217;improvviso e senza spiegazioni, come se l&#8217;assedio fosse una specie di strano meccanismo d&#8217;innesco di metamorfosi narrative. Roba che qualunque <em>editor<\/em> attuale rifiuterebbe il libro e i docenti di scrittura creativa segnerebbero gli errori con la penna rossa.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 \u00e8 interessante la lettura di un romanzo storico cos\u00ec vecchio e lontano dai nostri\u00a0<em>standard<\/em>: perch\u00e9 per esempio ci ricorda che all&#8217;epoca di Naudin e di <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13219\">Anne e Serge Golon<\/a>\u00a0c&#8217;erano scuole nazionali di romanzieri di genere che seguivano dettami stilistici magari diversi da quelli di un <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3072\">Bernard Cornwell<\/a>\u00a0attuale e che davano del Medio Evo una lettura loro propria e diversa. Per esempio per Cornwell si tratta, per quello che ho letto, di un&#8217;epoca vitalistica e solare nella quale gli spiriti liberi devono combattere con convenzioni asfissianti legate al cristianesimo imperante o con gli intrighi del potere e della ragion di Stato. Per Naudin il Medio Evo \u00e8 invece l&#8217;epoca nella quale si pu\u00f2 collocare a una distanza di sicurezza, con la scusa che si era selvaggi, o primitivi, o in preda alle passioni, secchiate di sensualit\u00e0 morbosa, in maniera insistita e perfino inquietante.<\/p>\n<p>Oh, per alcuni aspetti \u00e8 una impostazione modernissima, tipo\u00a0<em>HBO<\/em>.<\/p>\n<h3>Ci\u00f2 a cui\u00a0il tenero Rufus non badava<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg\"><img data-attachment-id=\"13511\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13511\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?fit=578%2C850\" data-orig-size=\"578,850\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Argouges\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?fit=204%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?fit=510%2C750\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-13511 alignright\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?resize=204%2C300\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?resize=204%2C300 204w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?resize=102%2C150 102w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?resize=510%2C750 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?w=578 578w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>E insomma, prendo il romanzo. Ci siamo appena liberati della premessa e tutto va pi\u00f9 o meno come ricordavo che a pagina 103 arriviamo a Rechignac e l\u00ec a Ogier viene presentata la governante e capocuoca del castello, Mathilde:<\/p>\n<blockquote><p>E si pieg\u00f2 in una riverenza, scoprendo pressoch\u00e9 per intero le nudit\u00e0 del seno ridondante, pi\u00f9 impudico di due glutei cui peraltro somigliava.<\/p><\/blockquote>\n<p>Boh, dico.<\/p>\n<p>Solo che a pagina 114 Ogier prima di andare a dormire sente dei rumori sospetti dalla cima della torre e assiste non visto a una scena lesbo fra la cugina e una fantesca, che ben presto evolve, con la comparsa di uno dei cattivi della storia, in esibizionismo ripagato da\u00a0molestie sessuali. Ogier, non visto, batte in ritirata verso la sua stanza dove scopre una contadinella che non ha dove andare e con la quale ha una lunga discussione sul potere che avrebbe, in quanto nobile, di deflorarla\u00a0con la forza oppure no. Essendo il buono della storia e lei una ragazza volitiva si accontentano di un po&#8217; di\u00a0<em>petting\u00a0<\/em>in attesa di tempi migliori.<\/p>\n<p>Il tutto arriva fino a pagina 130.<\/p>\n<p>Boh, ridico.<\/p>\n<p>Intanto\u00a0inizia la seconda parte: a pagina 140 Ogier va a recuperare la cugina che ha terminato l&#8217;educazione in convento (della quale <em>educazione<\/em> pietosamente per il momento non ci viene raccontato nulla) e mentre viaggiano assieme ha pensieri del genere (lei \u00e8 a cavallo e indossa uose scarlatte):<\/p>\n<blockquote><p>Il giovane gentiluomo osservava quel busto eretto, quelle anche dolcemente ricurve sottolineate dalla cintura che le cingeva i fianchi, quella duplice groppa, l&#8217;una scarlatta, l&#8217;altra bianca e lucente, fustigata dalla lunga coda di crini biondi<em>.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Dice proprio cos\u00ec, <em>groppa<\/em>. Comunque, forse per scacciare dalla mente i pensieri lascivi,\u00a0le racconta che la sua antica amante, quella della scena lesbo, nel frattempo \u00e8 stata violentata e uccisa. Sar\u00e0 perch\u00e9 non ha pi\u00f9 la vecchia compagna di giochi che la cugina da questo momento in poi si dedicher\u00e0 a comparire davanti a Ogier in costumi\u00a0di volta in volta audacemente attillati, o audacemente scollati, o audacemente qualcosa, alle descrizioni dei\u00a0quali &#8211; e alle reazioni di Ogier &#8211; Naudin si dedicher\u00e0 con gusto.<\/p>\n<p>Nel frattempo a pagina 157 Ogier va a cercare la sua contadinella e trova invece la sorella, Margot.<\/p>\n<blockquote><p>La fantesca aveva il viso tondo, gli occhi azzurri, una bocca dalle labbra sottili, atteggiata a\u00a0un&#8217;espressione di lieve ironia. Lo sguardo di Ogier si pos\u00f2 sul seno: il laccio di cuoio che chiudeva lo scollo della camiciola era allentato rivelandolo quasi per intero.<\/p>\n<p>\u00abQuali nuove mi porti?\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 graziosa\u00bb, pensava il giovane, \u00abe non \u00e8 schiva&#8230;\u00bb. E quei seni candidi, a portata delle sue mani, apparivano fermi. E cos\u00ec dolci&#8230; Gilles Champartel, suo marito, non aveva di che annoiarsi!<\/p><\/blockquote>\n<p>Per farsela per\u00f2 Ogier dovr\u00e0 aspettare l&#8217;assedio. Il giorno dopo essersi dedicato a Margot, poi, quando\u00a0va a comunicare a una tizia\u00a0che suo marito \u00e8 morto sui bastioni, gi\u00e0 che c&#8217;\u00e8 se la tromba. Cos\u00ec, per esorcizzare il senso di morte.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 <em>tutto<\/em> cos\u00ec. Quando non ci sono avventure &#8211; ci sono combattimenti che durano anche quaranta pagine, quindi l&#8217;andamento \u00e8 irregolare &#8211; si fa sesso, oppure si pensa al sesso, considerandolo per\u00f2 tutto sommato una cosa zozza.\u00a0<em>Impudico<\/em> \u00e8 una parola frequentissima. Per\u00f2 intanto ci si indugia, eccome se ci si indugia. C&#8217;\u00e8 perfino una scena di necrofilia e un cesareo piuttosto conturbante.<\/p>\n<p>Ora, il fatto \u00e8 che io avevo di alcune cose un ricordo precisissimo: battaglie, duelli, episodi dell&#8217;assedio. Di tutto questo\u00a0<em>nulla<\/em>, come se non l&#8217;avessi mai letto. Non ho la\u00a0<em>minima<\/em> idea di cosa ne pensasse il Roberto dei sedici anni. Probabilmente assolutamente niente: ricordo che Enrica, dopo che io l&#8217;avevo letto, me lo chiese in prestito e restituendomelo mi chiese dubitabonda: \u00abMaaaaa, cosa ti \u00e8 sembrato?\u00bb. \u00abBellissimo\u00bb, risposi, e vidi che lei restava un pochino incerta.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 come mai.<\/p>\n<p>Era vero che\u00a0mi era piaciuto un sacco. Il mio primo personaggio di\u00a0<em>Dungeons &amp; Dragons<\/em> si chiamava Ogier. Tutta quella sensualit\u00e0 morbosa invece mi era scivolata addosso come nulla fosse. Oh, lo sapevo: ricordo che capii la domanda di Enrica. Ma non mi diceva niente, infatti avevo rimosso tutti quei contenuti.<\/p>\n<h3>Percezioni diverse<\/h3>\n<p>\u00c8 da questa mia memoria imprecisa che viene in fondo la riflessione pi\u00f9 interessante sul libro, a parte il notare come il Medio Evo presentato sia diverso da quello romanzesco abituale attuale, in fondo molto pi\u00f9 morigerato, segno che la letteratura popolare oggi soddisfa esigenze diverse del pubblico, ai quali altri media &#8211; citavo <em>HBO\u00a0<\/em>apposta &#8211;\u00a0offrono la quantit\u00e0 di donnine necessarie. \u00c8 l&#8217;idea, che offro a insegnanti, genitori ed educatori, di ricordarsi che quel che leggono gli adolescenti non \u00e8 quel che leggete voi. Il che naturalmente non vuol dire che agli adolescenti si pu\u00f2 dare da leggere <em>qualunque<\/em> cosa (forse ai miei sedici anni s\u00ec, ma non \u00e8 questo il punto) quanto dire che se \u00e8 vero che ogni lettore trova nei testi cose diverse, questo vale in misura tanto maggiore per gli adolescenti. E vale per i video musicali che trovate disgustosi, per i fumetti discutibili, per i film violenti e cos\u00ec via: \u00e8 probabile che i vostri figli e figlie li guardino con altri occhi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo fa ho chiesto al\u00a0mio amico Giorgio Astara di restituirmi un libro che giaceva da una quindicina d&#8217;anni nella sua<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13511,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[70,52,56,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Argouges.jpg?fit=578%2C850","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1Tp","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6359,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6359","url_meta":{"origin":7279,"position":0},"title":"Segni notevoli: seno naturale","author":"Rufus","date":"12\/02\/2014","format":false,"excerpt":"Ieri ho visto su Facebook lo status di un amico che segnalava, pi\u00f9 o meno: la ragazza davanti a me sul treno assomiglia irresistibilmente a Raphaella Anderson; sono turbato. 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