{"id":6872,"date":"2014-04-08T10:53:18","date_gmt":"2014-04-08T08:53:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6872"},"modified":"2015-04-09T10:16:23","modified_gmt":"2015-04-09T08:16:23","slug":"come-bruciare-quattrocentomila-dollari-in-un-giorno-solo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6872","title":{"rendered":"Come bruciare quattrocentomila dollari in un giorno solo"},"content":{"rendered":"<p>Grazie a una segnalazione dell&#8217;attentissimo Francesco Sedda (non un parente, e e neanche il\u00a0<em>leader<\/em> del\u00a0<em>Partito dei Sardi<\/em>: si vede che i Sedda vengono alla ribalta, ultimamente) ho letto un interessante articolo su&#8230; beh, quello che leggete nel titolo: come un progetto ludico che si annunciava come innovativo, molto interessante e potenzialmente capace di aprire nuove strade e far <em>giungere<\/em> al pubblico che cosa sia veramente scrivere giochi, e che per tutte queste buone qualit\u00e0 era anche un progetto pieno di soldi, quasi 450.000 dollari, \u00e8 naufragato miseramente e senza rimedio entro le ventiquattrore dall&#8217;esordio.<\/p>\n<p>\u00c8 una storia che trovo interessante: dentro ci sono nuovi mezzi di comunicazione, il gioco, un gruppo di\u00a0mostri sacri della programmazione, la mentalit\u00e0 delle corporazioni, l&#8217;etica dei programmatori e degli autori di giochi e il sessismo nell&#8217;ambiente. Oltre che, naturalmente, i famosi quattrocentomila dollari. E c&#8217;\u00e8 perfino un cattivo triste. Non si potrebbe chiedere di meglio, quindi ve la racconto.<\/p>\n<h2><em>Game jam<\/em><\/h2>\n<p>Un\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Game_jam\"><em>game jam<\/em><\/a> \u00e8 un evento in cui un gruppo di programmatori si riunisce e, in forma talvolta collaborativa\u00a0 e talvolta pi\u00f9 competitiva ma sempre aggressivamente amichevole (o amichevolmente aggressiva), elabora in pubblico un <em>videogame<\/em>\u00a0(o pi\u00f9) partendo da zero, entro un numero di ore prefissate\u00a0&#8211; per estensione il termine \u00e8 utilizzato anche quando altri autori di giochi si riuniscono per creare, lungo linee simili, un gioco da tavolo. La parola evoca la\u00a0<em>jam session<\/em>\u00a0del\u00a0<em>jazz<\/em>, ma ha parecchie altre suggestioni: per esempio\u00a0<em>jam<\/em>\u00a0vuol dire anche &#8220;inceppare&#8221;, quindi un\u00a0<em>game jam<\/em> \u00e8 anche una sorta di meccanismo ingrippato (in inglese un\u00a0<em>traffic jam<\/em> \u00e8 un ingorgo, per rimanere sulla stessa linea).<\/p>\n<p>Alla <a href=\"http:\/\/www.polarisgo.com\/\"><em>Polaris<\/em><\/a> a qualcuno viene l&#8217;idea di filmare un\u00a0<em>game jam<\/em>. Dopotutto\u00a0<em>Polaris<\/em> di solito fa questo: \u00e8 una azienda che gestisce <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/Polaris\">un canale\u00a0<em>Youtube<\/em> dedicato al gioco<\/a>: e quindi propone\u00a0<em>demo<\/em>, anticipazioni e soprattutto filmati di partite, sia catturati direttamente dallo schermo che alternando ci\u00f2 che accade a video con riprese dei giocatori (un esempio \u00e8 qui sotto).<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_mYo-dI5u_c?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Non ho idea di come sia nato originariamente il canale (sospetto per un incrocio di motivi fra il fornire delle &#8220;guide passo passo&#8221; alla risoluzione dei giochi, farne la recensione, presentare forti giocatori e infine il desiderio di replicare e rendere <em>spettacolo<\/em>\u00a0la marea di cretinate che un <em>videogame<\/em> giocato in maniera collettiva produce (chi ha vissuto l&#8217;esperienza capir\u00e0).<\/p>\n<p>Gi\u00e0\u00a0<em>Polaris<\/em> \u00e8 un protagonista interessante della storia: perch\u00e9 segnala da una parte nuove frontiere del giornalismo (di fatto \u00e8 un\u00a0<em>magazine<\/em> video), dall&#8217;altra come si stiano spostando su\u00a0<em>Youtube<\/em> forme di intrattenimento e informazione che in Italia siamo abituati ad associare alla carte stampata o alla televisione. E\u00a0<em>Polaris<\/em>\u00a0con\u00a0<em>Youtube<\/em> ci campa decentemente, quindi pur non essendo sicuramente un&#8217;azienda di grandi dimensioni la cosa andrebbe notata non proprio come una bizzarria, anche per tanti potenziali\u00a0<em>startupper<\/em>\u00a0la fuori.<\/p>\n<p>Insomma, a quelli di\u00a0<em>Polaris<\/em> viene l&#8217;idea di filmare un\u00a0<em>game jam<\/em>. L&#8217;idea \u00e8 ottima, oltre che perfettamente coerente con quello che fa l&#8217;azienda: un\u00a0<em>game jam<\/em> \u00e8 pieno di energia, interazioni, vi compaiono persone intelligenti, significative, note nell&#8217;ambiente, le produzioni sono innovative. \u00c8 <em>perfetto<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg\"><img data-attachment-id=\"6896\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6896\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?fit=627%2C690\" data-orig-size=\"627,690\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Makers Studio\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?fit=272%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?fit=510%2C561\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-6896\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?resize=272%2C300\" alt=\"Makers Studio\" width=\"272\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?resize=272%2C300 272w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?resize=136%2C150 136w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?w=627 627w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>E quindi l&#8217;idea viene portata ai piani alti, cio\u00e8 all&#8217;azienda madre di\u00a0<em>Polaris<\/em>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.makerstudios.com\/\">Maker Studios<\/a>. <\/em>E anche qui siamo nel futuro (non a caso il loro motto \u00e8: <em>il futuro dell&#8217;intrattenimento \u00e8 qui<\/em>): perch\u00e9\u00a0<em>Maker<\/em> \u00e8 una specie di\u00a0<em>network<\/em>, ma focalizzato principalmente sul\u00a0<em>web. <\/em>Un conglomerato di canali, <em>Youtube<\/em>\u00a0e non televisivi (anche se poi in realt\u00e0 niente impedisce che le loro produzioni vengano trasmesse ovunque). La <em>Disney<\/em> se l&#8217;\u00e8 appena comprata per una cifra che andr\u00e0 dai 500 milioni di dollari a quasi un miliardo a seconda di una serie di parametri, quindi anche qui stiamo parlando di aziende vere, non di un ragazzino nel suo <em>garage <\/em>con una videocamera.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima cosa vale la pena di essere notata: un po&#8217; perch\u00e9 sono aziende nate con bassa intensit\u00e0 di capitali, un po&#8217; perch\u00e9 cos\u00ec si semplifica la produzione eliminando o riducendo la necessit\u00e0 di avere attori professionisti, un po&#8217; perch\u00e9 \u00e8 la cifra fondativa di\u00a0<em>Youtube<\/em>, ma la maggior parte del materiale prodotto da compagnie come queste ricade in un campo che va dal documentario al\u00a0<em>reality show<\/em>: cose con pochi filtri, almeno apparentemente, direttamente dal produttore al consumatore. Anche sotto questo punto di vista il desiderio di filmare una\u00a0<em>game jam<\/em>\u00a0dal vivo appare perfettamente coerente, solo che fra il documentario o il docuintrattenimento e il\u00a0<em>reality<\/em> sul genere di\u00a0<em>Strepiti, strilli e sesso sulla spiaggia<\/em>\u00a0ci passa un abisso, e non capisco bene fra questi due estremi dove cada con precisione attualmente la filosofia complessiva di\u00a0<em>Maker<\/em>: per esempio, che tipo di cultura aziendale porti l&#8217;amministratore delegato, che viene da\u00a0<em>Endemol<\/em>. Pu\u00f2 darsi che la cosa abbia contato.<\/p>\n<p>Comunque l&#8217;idea di filmare una\u00a0<em>game jam<\/em> piace anche ai piani alti, e l&#8217;idea cresce ancora: aumenta lo\u00a0<em>staff<\/em> di produzione e l&#8217;obiettivo generale, e arrivano gli\u00a0<em>sponsor<\/em>, e con loro i soldi. Un bel pacco, rispetto a ci\u00f2 che spesso queste aziende possono permettersi: una cifra che a seconda delle fonti varia fra i 400.000 e i 450.000 dollari, la produzione pi\u00f9 importante dopo l&#8217;acquisizione da parte della <em>Disney<\/em>.<\/p>\n<p>Alla fine il\u00a0<em>main sponsor<\/em> sar\u00e0 la\u00a0<em>Pepsi<\/em>, attraverso la\u00a0<em>Mountain Dew<\/em>, una bibita gassata pochissimo nota in Italia ma molto diffusa negli USA, dove tra l&#8217;altro ha fama di essere la bevanda di preferenza nel giro dei giocatori di\u00a0<em>videogame<\/em>, e infatti ha gi\u00e0 sponsorizzato eventi (e le relative riprese) come <em>festival\u00a0<\/em>di giochi indipendenti, maratone di giochi eccetera.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/glf-wZ6TLmk?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Come consulente viene assunto un rispettato grafico che ha collaborato sia col mondo <em>indie<\/em> che con la <em>Disney<\/em>, <a href=\"http:\/\/www.akirathompson.com\/\">Akira Thompson<\/a>, ed \u00e8 lui a fare da tramite con gli sviluppatori di giochi. La facciata offerta da Akira \u00e8 pi\u00f9 che rispettabile,\u00a0<em>Polaris<\/em> \u00e8 ben nota, parecchi accettano: cos\u00ec vengono formate quattro squadre di quattro elementi che si sfideranno a inventare e realizzare un <em>videogame<br \/>\n<\/em> in diretta, in quattro giorni. Alla cosa viene dato un nome in codice: <em>GAME_JAM<\/em>, che come abbiamo visto pu\u00f2 voler dire anche che il gioco si \u00e8 rovinato. Sar\u00e0 un titolo profetico.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo \u00e8 lungo, facciamo una pausa. Ci sta bene un commento musicale adeguato.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/V8RtkFybyZI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<h2>Lo scenario<\/h2>\n<h3>Il <em>cast<\/em><\/h3>\n<p>A me i nomi selezionati dicono pochissimo perch\u00e9 i\u00a0<em>videogame<\/em><em>\u00a0<\/em><em>indie<\/em>\u00a0non sono proprio il mio specifico, ma mi pare di capire che il <em>cast<\/em> fosse di prim&#8217;ordine e comunque questi sono i nomi che ho trovato: i giudici erano\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.angryjoeshow.com\/\">Joe &#8220;AngryJoe&#8221; Vargas<\/a> and <a href=\"http:\/\/kelleesantiago.com\/\">Kellee Santiago<\/a>, e i partecipanti\u00a0Davey Wreden (del gruppo\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.galactic-cafe.com\/\">Galactic Cafe<\/a><\/em>\u00a0e autore del premiatissimo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stanleyparable.com\/\"><em>The Stanley Parable<\/em><\/a>), <a href=\"http:\/\/messhof.com\/\">Mark Essen<\/a> (<em><a href=\"http:\/\/www.nidhogggame.com\/\">Nidhogg<\/a>,<\/em> altro gioco premiatissimo), <a href=\"http:\/\/www.quickfingers.net\/\">Tom <em>Quickfinger<\/em>\u00a0Jackson<\/a> (<a href=\"http:\/\/www.surgeonsim.com\/\"><em>Surgeon Simulator 2013<\/em><\/a>), <a href=\"http:\/\/www.wraughk.com\/\">Robin Arnott<\/a>, il cui gioco\u00a0<em><a href=\"http:\/\/wraughk.com\/deepsea\/\">Deep Sea<\/a><\/em>\u00a0viene cos\u00ec descritto<\/p>\n<blockquote><p>In questo gioco esclusivamente sonoro i giocatori indossano una maschera che oscura la visione e controlla il loro udito, immergendoli in un mondo di tenebra occupato solo dal suono del loro stesso respiro e da tremori prodotti da terrori invisibili,<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg\"><img data-attachment-id=\"6894\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6894\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?fit=960%2C910\" data-orig-size=\"960,910\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"theDezert\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?fit=300%2C284\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?fit=510%2C483\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6894\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?resize=300%2C284\" alt=\"theDezert\" width=\"300\" height=\"284\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?resize=300%2C284 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?resize=150%2C142 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?resize=700%2C663 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/theDezert.jpg?w=960 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>quindi <a href=\"http:\/\/www.netgrind.net\/\">Cale Bradbury<\/a> (<a href=\"http:\/\/thedezert.tumblr.com\/\">the Dezert<\/a>,\u00a0<em>gioco non euclideo sullo spazio interno<\/em>, wow),<a href=\"http:\/\/arcanekids.com\/\"> gli <em>Arcane Kids<\/em><\/a> (non so bene quanti, dato che teoricamente la formazione \u00e8 di sette persone), autori di giochi che si presentano cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>Il corpo umano \u00e8 una macchina del tempo che viaggia solo in avanti. I nostri giochi stimolano ulteriormente questa abilit\u00e0<\/p><\/blockquote>\n<p>e il cui gioco principale \u00e8 <a href=\"http:\/\/zinethgame.tumblr.com\/\"><em>Zineth<\/em><\/a>, e poi <a href=\"http:\/\/interactive.usc.edu\/members\/scottstephan\/activity\/mentions\/\">Scott Stephan e altri due del gruppo di creatori di giochi della University of Southern California<\/a>, quattro giocatori selezionati attraverso <em>Youtube <\/em>e infine (solo) due donne.<\/p>\n<p>La prima delle due era <a href=\"http:\/\/adrielwallick.com\/\">Adriel Wallick<\/a> (<a href=\"http:\/\/www.rockband.com\/games\/rockbandblitz\"><em>Rock Band Blitz<\/em><\/a>), etichettata talvolta come &#8220;la ragazza della NASA&#8221;, perch\u00e9 \u00e8 passata dallo scrivere <em>software<\/em> per i satelliti meteorologici di nuova generazione all&#8217;inventare giochi. E l&#8217;altra era <a href=\"http:\/\/www.beesgo.biz\/index.html\">Zoe Quinn<\/a>, il cui gioco<em><a href=\"http:\/\/www.depressionquest.com\/\">\u00a0Depression Quest<\/a><\/em>\u00a0e lei stessa avevano gi\u00e0 alle spalle una storia controversa molto recente.\u00a0<em>Depression Quest\u00a0<\/em>\u00e8 un bel gioco cos\u00ec descritto:<\/p>\n<blockquote><p>un gioco di narrazione interattivo nel quale si interpreta una persona affetta da depressione. Vi vengono assegnati una serie di eventi della vita quotidiana e dovete tentare di gestirli tenendo conto della vostra malattia, le vostre relazioni, il lavoro e le possibili cure. Il gioco punta a mostrare a altre persone affette da depressione che non sono sole in ci\u00f2 che sentono, e illustrare a chi pu\u00f2 non capire la malattia ci\u00f2 che pu\u00f2 fare nel profondo a chi ne soffre.<\/p><\/blockquote>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bhXeqraHbws?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Quando la Quinn ha tentato di distribuirlo via <em>Steam<\/em> si \u00e8 trovata al centro di un mare di polemiche basate su argomentazioni sul genere di: \u00abLe donne non possono capirne niente di depressione. Come pretende di pontificare in merito quella puttana?\u00bb (ok, non vi avevo promesso che la polemica dovesse avere una base <em>logica<\/em>). La questione \u00e8 rapidamente andata fuori controllo e la Quinn, oggetto di una serie di minacce di violenza sessuale e di morte, ha persino dovuto cambiare numero di telefono.<\/p>\n<p>Ho insistito sulla presentazione perch\u00e9 sono tutti dei <em>personaggi<\/em>, ciascuno dei quali meriterebbe un approfondimento, poi perch\u00e9 sono dei\u00a0protagonisti appartenenti a un ecosistema molto interessante e di cui presumibilmente qui da noi si sa molto poco, e infine per sottolineare un fatto: anche se per la cultura italiana \u00e8 difficile capirlo, vanno considerati tutti <em>artisti<\/em>, gente che considera lo scrivere giochi come una forma di espressivit\u00e0 e che spesso vive la presentazione e l&#8217;utilizzo dei propri giochi come una forma di <em>performance<\/em> artistica (pensate alla <a title=\"Giocando a fare Ges\u00f9\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3151\">storia bellissima di Jason Rohrer che ho raccontato tempo fa<\/a>). Spesso <a title=\"Giochi che dicono qualcosa\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5769\">accoppiano a questa impostazione una visione politica<\/a>, da artisti impegnati, e in ogni caso si sentono parte di una comunit\u00e0 ben precisa con valori comuni (direi perfino con un&#8217;etica condivisa, ma su questo torneremo): valga per tutti una citazione che prendo dal <em>blog<\/em> della stessa Zoe Quinn<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg\"><img data-attachment-id=\"6892\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6892\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?fit=1024%2C684\" data-orig-size=\"1024,684\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Zoe Quinn\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?fit=300%2C200\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?fit=510%2C341\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-6892 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?resize=300%2C200\" alt=\"Zoe Quinn\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?resize=300%2C200 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?resize=150%2C100 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?resize=700%2C467 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zoe-Quinn.jpg?w=1024 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>\u00c8 uno strano momento per i giochi, e quando si lavora dentro l&#8217;industria \u00e8 facile dimenticarsene. Quando metto un piede fuori da quelle sfere e incontro persone appartenenti ad altre comunit\u00e0 artistiche che frequento, spesso non hanno alcuna idea che il gioco indipendente sia neanche una cosa. (Ma) sta diventando cos\u00ec pi\u00f9 comune che \u00e8 eccitante, ed \u00e8 meraviglioso vedere alcuni degli sforzi intrapresi per portare il gioco fuori della nicchia verso le luci della ribalta che cos\u00ec tanto merita. \u00c8 un momento nel quale hai a disposizione una grande piattaforma per interpretare il mezzo o l&#8217;industria o la comunit\u00e0 o qualunque cosa, nel quale puoi davvero influenzare la direzione in cui andranno queste cose nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una delle ragioni per le quali sono stata a casa un totale di dieci ore questo mese. Ho accettato ogni proposta di conferenza che mi \u00e8 stata offerta perch\u00e9 ho letto cos\u00ec tanto sul fatto che vedere qualcuno che ti assomiglia in una posizione che tu vorresti un giorno occupare pu\u00f2 essere un elemento molto forte per gruppi tradizionalmente marginalizzati. In molte di queste tavole rotonde e luoghi dove sono stata, se io avessi detto di no non ci sarebbe stata nessuna donna presente, tanto meno una esplicitamente queer [ho preferito lasciare il riferimento originale e non tradurre con &#8220;lesbica&#8221;, che \u00e8 pi\u00f9 restrittivo, NdRufus]. Sono stanca e sto male e sono stressata ma davvero felice che posso fare questa cosa che per me \u00e8 importante e forse, speriamo, aiutare qualcun altro a sentirsi pi\u00f9 accolto o capace di fare questa cosa a cui tengo cos\u00ec tanto.<\/p><\/blockquote>\n<p>E quindi abbiamo una quindicina di persone, che sono fra i migliori del loro mestiere e lo sanno, che hanno una forte coscienza politica, sono abituati a considerare con estrema cura la loro immagine pubblica e, infine, si sentono parte di una comunit\u00e0 ben precisa. Una comunit\u00e0 che fa parte di un settore industriale nel quale il tema del sessismo \u00e8 spesso discusso (<a title=\"Siamo tutti ragazze geek\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1760\">anche di questo vi ho gi\u00e0 parlato<\/a>) e, trattandosi della parte &#8220;impegnata&#8221; dell&#8217;industria, \u00e8 probabile che la considerino una questione sensibile, molto sensibile.<\/p>\n<h3>L&#8217;obiettivo, il <em>set<\/em> e i premi<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg\"><img data-attachment-id=\"6907\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6907\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?fit=570%2C425\" data-orig-size=\"570,425\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Game Jam 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?fit=300%2C223\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?fit=510%2C380\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6907\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?resize=300%2C223\" alt=\"Game Jam 2\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?resize=300%2C223 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?resize=150%2C111 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-2.jpg?w=570 570w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Cosa dovranno fare questi artisti cos\u00ec particolari? Man mano che il progetto \u00e8 cresciuto i due produttori originali della\u00a0<em>Polaris,\u00a0<\/em>Aaron Umetani e Jason Serrato, hanno dovuto modificare la loro idea originaria in favore di un qualcosa che assomiglia molto pi\u00f9 a un\u00a0<em>reality<\/em> tradizionale: molto meno codice da programmare ma invece prove da superare, anche non direttamente connesse al gioco da inventare ma pi\u00f9 legate a capacit\u00e0 artistiche generali: per esempio presentare la propria idea di gioco senza utilizzare\u00a0<em>slides,<\/em> o realizzare un video per\u00a0<em>Youtube<\/em>, e cose del genere. Di fatto se non ho capito male tre dei quattro giorni previsti sarebbero stati dedicati a questo genere di prove, e solo il quarto ci sarebbe stata la scrittura vera e propria del gioco. Lo slittamento \u00e8 legato\u00a0<em>precisamente<\/em> al crescere della produzione: si \u00e8 ritenuto necessario far intervenire una compagnia specializzata in <em>reality\u00a0<\/em>e quelli, non sapendone niente di giochi, hanno semplicemente replicato lo schema che conoscono meglio, ritenendo che\u00a0l&#8217;idea nella sua impostazione originale potesse non coinvolgere abbastanza il pubblico e quindi ci fosse l&#8217;esigenza di aggiungere un po&#8217; di adrenalina, un po&#8217; di prove, un po&#8217; di competizione in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere, naturalmente. Ma se per rendere pi\u00f9 valido un programma l&#8217;unica soluzione che viene in mente \u00e8 quella di impostarlo in modo tale che ripercorra sentieri gi\u00e0 battuti da mille altri progetti, cio\u00e8 renderlo un\u00a0<em>reality<\/em>\u00a0come tutti gli altri, allora forse il\u00a0<em>team<\/em> creativo non era all&#8217;altezza. Soprattutto, per\u00f2, l&#8217;impressione \u00e8 che la produzione si sia infilata in un circolo vizioso: abbiamo pi\u00f9 soldi, quindi dobbiamo fare pi\u00f9 accessi per giustificare l&#8217;investimento, quindi dobbiamo rendere pi\u00f9\u00a0<em>grosso<\/em> il programma, quindi ci servono pi\u00f9 soldi, quindi&#8230; c&#8217;\u00e8 qui una lezione che spesso si \u00e8 imparata a caro prezzo anche nelle imprese sociali o nelle attivit\u00e0 culturali: che oltre un certo livello si dovrebbe essere pi\u00f9 attenti a\u00a0<em>togliere<\/em> che a\u00a0<em>aggiungere<\/em> altro, e pazienza se in questo modo non si utilizza tutto il\u00a0<em>budget<\/em>.\u00a0\u00c8 un po&#8217; come la storia del cortometraggio sperimentale che \u00e8 un piccolo gioiello e che quando viene rifatto con attori di grido, molti pi\u00f9 soldi e gonfiato fino alle due ore diventa una schifezza.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte saper distinguere ci\u00f2 che deve rimanere un prodotto di nicchia e ci\u00f2 che pu\u00f2 diventare un <em>blockbuster<\/em> non \u00e8 una competenza esattamente diffusa, e qui sembra essere mancata, altrimenti, per esempio, anche il <em>set<\/em> sarebbe stato costruito diversamente.<\/p>\n<p>Immaginatevi infatti gli artisti di cui sopra, con le loro\u00a0creste viola, in uno studio di produzione cosparso <em>ovunque<\/em> di materiale marchiato\u00a0<em>Mountain Dew<\/em>: i resoconti per esempio raccontano di quattro\u00a0<em>camper<\/em> sponsorizzati per far dormire la notte le squadre &#8211; e fin qui ci siamo &#8211; <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg\"><img data-attachment-id=\"6911\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6911\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg?fit=300%2C225\" data-orig-size=\"300,225\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Davey Wreden\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg?fit=300%2C225\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-6911\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg?resize=300%2C225\" alt=\"Davey Wreden\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg?w=300 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg?resize=150%2C112 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Davey-Wreden.jpg?resize=268%2C200 268w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>attorniati da un prato di erba sintetica su ci sono sedie a sdraio con lo stesso marchio. Anche ammettendo che siamo in America \u00e8 un po&#8217; grezzotto, e sembra suggerire l&#8217;idea che da qualche parte un ufficio\u00a0<em>marketing<\/em> si sia immaginato Davey Wren, per dire, seduto sulla sua sdraio firmata, davanti al furgone firmato, con in mano una lattina firmata che sorride e trae lunghe sorsate della deliziosa bevanda (firmata).<\/p>\n<p>Improbabile.<\/p>\n<p>Come improbabili erano i premi, almeno quelli che sono stati svelati nella parte di trasmissione che \u00e8 stata girata, fino al fattaccio: confezioni di lattine, altre sdraio firmate&#8230; Il premio finale una settimana in un evento di sport estremi organizzato da <em>Green Label<\/em>, la societ\u00e0 della\u00a0<em>Mountain Dew<\/em> che produce eventi sponsorizzati.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 improbabile.<\/p>\n<p>Ma la confusione maggiore di tutte, da quel che capisco, \u00e8 legata alla costruzione corretta della catena di comando, chiamiamola cos\u00ec. Tutti i resoconti insistono sul fatto che si trattava di un progetto della\u00a0<em>Polygon<\/em>\u00a0(o della\u00a0<em>Makers<\/em>), tuttavia sul\u00a0<em>blog<\/em> di Adriel Wallick c&#8217;\u00e8 un elemento dissonante: si riporta che l&#8217;invito ufficiale diceva:<\/p>\n<blockquote><p>Il Green Label Game Jam si propone di fornire un&#8217;idea del processo artistico e tecnico legato alla produzione di un gioco, nel\u00a0<em>format<\/em> di un\u00a0<em>reality<\/em> competitivo. Vogliamo fare per i giochi indie ci\u00f2 che &#8220;Top Chef&#8221; ha fatto per la cucina.<\/p><\/blockquote>\n<p>Qui siamo un po&#8217; oltre la sponsorizzazione pura e semplice, e si vira verso la propriet\u00e0 diretta dell&#8217;evento. Il che apparentemente non \u00e8 stato mai risolto del tutto preventivamente, in termini di chi dovesse avere l&#8217;ultima parola, e questo \u00e8 l&#8217;elemento finale del pasticcio.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di far entrare in scena l&#8217;elemento scatenante del disastro, il nostro cattivo numero uno. <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Matti_Leshem\">Matti Leshem<\/a>.<\/p>\n<h2>Il naufragio<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg\"><img data-attachment-id=\"6908\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6908\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?fit=570%2C425\" data-orig-size=\"570,425\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Game Jam 3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?fit=300%2C223\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?fit=510%2C380\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-6908\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?resize=300%2C223\" alt=\"Game Jam 3\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?resize=300%2C223 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?resize=150%2C111 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-3.jpg?w=570 570w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Tutti i partecipanti al\u00a0<em>game jam<\/em> di cui ho letto i resoconti ammettono in qualche misura che gli era chiaro che il progetto era, al massimo, un compromesso decente. Si aspettavano cio\u00e8 un po&#8217; di fregnacce messe in scena per amore del pubblico, un po&#8217; di sovradrammatizzazione, un po&#8217; di prove inutili giusto per fare caciara, e la presenza invadente dello\u00a0<em>sponsor<\/em>.<\/p>\n<p>Mi pare opportuno chiarire che su quest&#8217;ultimo punto non ci sono, di fatto, critiche alla\u00a0<em>Mountain Dew<\/em>. Lo stile di presenza molto invadente pu\u00f2 essere una scelta di\u00a0<em>marketing<\/em> discutibile ma sulla sua legittimit\u00e0 nessuno avanza dubbi: chi paga ha certamente diritto a promuovere la sua immagine su tutta la scenografia.<\/p>\n<p>Anche sul modo con cui sarebbe stato girato il <em>reality<\/em> i programmatori dovevano porsi pochi dubbi, una volta arrivati al momento delle riprese. L&#8217;inizio del programma era stato rimandato per permettere a una estenuante trattativa sul contratto di concludersi: e anche se clausole come &#8220;accettare di rappresentare falsamente se stessi per il beneficio della rappresentazione&#8221; erano state limate o eliminate doveva essere evidente che la produzione avrebbe spinto almeno un po&#8217; nella direzione della competizione.<\/p>\n<p>A quanto pare questo era considerato un prezzo accettabile da pagare per poter raggiungere un pubblico pi\u00f9 vasto e presentare la propria visione ludica. Nelle parole di Adriel Wallick<\/p>\n<blockquote><p>Nella mia testa lo scenario peggiore possibile era che avrei passato quattro giorni con amici circondata da insegne verdi e bevendo acqua di nascosto lontana dalle telecamere. Potevo sopportare tutto questo se voleva dire che potevo lavorare su qualcosa in un ambiente divertente e farmi riprendere per presentare a una parte maggiore del pubblico come funziona lo sviluppo di un gioco (sebbene tutti riconoscessimo che la cosa sarebbe probabilmente stata spettacolarizzata in qualche maniera)<\/p><\/blockquote>\n<p>o di Robin Arnott<\/p>\n<blockquote><p>Dall&#8217;inizio mi aspettavo di dover scendere \u00a0a compromessi per il bene dello spettacolo. La struttura di gioco a premi sembrava forzata, ma un compromesso accettabile per raggiungere un pubblico pi\u00f9 vasto.<\/p><\/blockquote>\n<p>In realt\u00e0 Leshem aveva evidentemente un&#8217;altra idea di cosa potesse costituire un <em>compromesso accettabile<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg\"><img data-attachment-id=\"6916\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6916\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg?fit=831%2C308\" data-orig-size=\"831,308\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1396950371&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Protagonist Brand Energy\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg?fit=300%2C111\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg?fit=510%2C189\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-6916\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy-300x111.jpg?resize=300%2C111\" alt=\"Protagonist Brand Energy\" width=\"300\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg?resize=300%2C111 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg?resize=150%2C55 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg?resize=700%2C259 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Protagonist-Brand-Energy.jpg?w=831 831w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Leshem \u00e8 un altro segno dei tempi, sotto un certo punto di vista. \u00c8 un\u00a0<em>free lance<\/em>, il proprietario di una societ\u00e0 di produzioni televisive specializzata in eventi sponsorizzati (il nome \u00e8 gi\u00e0 tutto un programma:\u00a0<em>Protagonist\u00a0<\/em><em>Brand Energy <\/em>). Vuol dire che viviamo in un mondo in cui non solo esistono ecosistemi in cui ha senso che ci siano societ\u00e0 di produzione specializzate in\u00a0<em>reality<\/em>, ma anche societ\u00e0 il cui scopo \u00e8 mettere su schermo esclusivamente eventi sponsorizzati: qui siamo oltre il\u00a0<em>marketing<\/em>, siamo al\u00a0<em>fantamarketing<\/em>.<\/p>\n<p>Trattandosi del suo lavoro, Leshem evidentemente aveva l&#8217;intenzione di tutelare il suo cliente, il marchio, in ogni modo (esister\u00e0 un&#8217;espressione come\u00a0<em>brand Nazi<\/em>?). Il suo stile ha reso rapidamente tossico\u00a0l&#8217;ambiente:<\/p>\n<blockquote><p>Il trattamento dei concorrenti divenne via via pi\u00f9 aggressivo, con pretese sconcertanti rivolte agli sviluppatori. \u00abDavey fu costretto a togliersi lo smalto dalle unghie perch\u00e9 non poteva tenere la lattina con quello addosso\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abZoe dovette rimuovere le spille che abitualmente indossa sulla giacca, ma mise in fuga a urla un&#8217;assistente di produzione che tent\u00f2 di farle coprire i tatuaggi. Gli\u00a0<em>Arcane Kids<\/em> furono sgridati duramente per non tenere correttamente le bottiglie, e tutto il gruppo ricevette una lezione su come sorridere nel modo appropriato come se stesse apprezzando il prodotto &#8211; un prodotto che a tutti piaceva sempre meno\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ci sono anche racconti di scene di premiazioni ripetute pi\u00f9 volte perch\u00e9 i vincitori non sembrano sufficientemente entusiasti del pacco di lattine ricevute, e cose del genere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg\"><img data-attachment-id=\"6912\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6912\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg?fit=600%2C445\" data-orig-size=\"600,445\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Game Jam\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg?fit=300%2C222\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg?fit=510%2C378\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6912\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg?resize=300%2C222\" alt=\"Game Jam\" width=\"300\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg?resize=300%2C222 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg?resize=150%2C111 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam.jpg?w=600 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Ma il punto di maggior insoddisfazione di Leshem, che evidentemente a questo punto aveva approfittato della confusione fra i ruoli per diventare di fatto il punto di riferimento principale dello\u00a0<em>show<\/em>, era che non ottenevano sufficiente <em>storia<\/em>. E quindi ha provato a procurarsela. Prima cercando di sfruttare un battibecco fra la Quinn e uno dei giocatori provenienti da <em>Youtube<\/em>, ed \u00e8 stato respinto con perdite: se non ti rendi conto che il gruppo si stringe attorno a una che ha ricevuto minacce di morte recentemente e che nessuno vuole che un litigio casuale si trasformi in una crociata all&#8217;esterno, vuol dire proprio che mangi volpe a colazione. Ma lo spettacolo ha le sue esigenze, e quindi Leshem ha squadernato una telecamera sotto il naso dei compagni di squadra di Adriel Wallick, la ragazza della NASA, e gli ha chiesto: \u00abPensate di essere favoriti per il fatto che avete una bella ragazza in squadra?\u00bb.<\/p>\n<p>Ok, qui siamo oltre la volpe a colazione, ci vuole almeno insalata di volpe a pranzo e cena. Pensare che una tosta programmatrice non se la prenda per il fatto di essere potenzialmente ridotta al ruolo di piacevole interfaccia col pubblico, mentre i programmatori seri fanno il lavoro, \u00e8 pi\u00f9 o meno come invitare un gruppo di vegani a una simpatica gita al macello comunale. E infatti Wallick se le&#8217;\u00e8 presa, moltissimo. Al che Leshem, poveretto, gli ha detto che da giovane lui aveva marciato per i diritti civili in California, con i fiori nei capelli, e che voleva solo suscitare il dibattito sul tema del sessismo. E comunque niente di personale. Il che alla Wallick non \u00e8 bastato (neanche a Zoe Quinn): lo <em>show<\/em>\u00a0era sullo scrivere giochi, ci sono altri luoghi per dibattere il tema e comunque sai una cosa? Certo che \u00e8 personale, \u00e8\u00a0<em>dannatamente<\/em> personale.<\/p>\n<p>Sono convinto, davvero, che Leshem non abbia avuto la sfortuna di inciampare inavvertitamente su un tema sensibile: penso che avesse fatto i suoi compiti a casa e credesse davvero di poter sfruttare il filone di questo tema. Comunque si \u00e8 scusato. Poteva finire l\u00ec.<\/p>\n<p>Invece \u00e8 andato dalle due squadre interamente maschili e gli ha chiesto: \u00abPensate di essere in vantaggio per il fatto di non avere donne in squadra?\u00bb.<\/p>\n<p>No, fantastico. Ci dev&#8217;essere nel <em>freezer\u00a0<\/em>di Leshem un intero branco di volpi congelate e lui ogni mezzora se ne affetta un pezzettino, come\u00a0<em>snack<\/em>. \u00c8 la visita la macello con degustazione di sangue fresco finale.<\/p>\n<p>Apocalisse. Rivolta definitiva dei concorrenti. Immediato licenziamento di Leshem. Tentativi disperati di salvare lo\u00a0<em>show<\/em>.<\/p>\n<p>Si capisce, dai resoconti, che fra i programmatori c&#8217;erano sensibilit\u00e0 diverse. Alcuni sarebbero forse stati disposti a riprendere, con certe garanzie, mentre altri erano irremovibili. E di fronte alla loro posizione gli altri non se la sono sentita di continuare da soli (e comunque non aveva senso, con un giorno gi\u00e0 girato), e quindi hanno abbandonato la produzione in blocco. Forse alcuni proveranno in futuro a ripetere l&#8217;esperienza, ma per il momento lo\u00a0<em>show<\/em> \u00e8 morto senza rimedio: tutti gli investimenti sono andati perduti, per centinaia di migliaia di dollari. Con conseguenze pesanti: non solo i contratti dei collaboratori esterni sono stati ovviamente rescissi, ma oltre a Leshem altri hanno perso il posto, e le ripercussioni del fiasco, in un&#8217;azienda recentemente assorbita da una pi\u00f9 grande, si faranno sentire.<\/p>\n<h2>Una questione di etica<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg\"><img data-attachment-id=\"6920\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6920\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?fit=570%2C425\" data-orig-size=\"570,425\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Game Jam 4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?fit=300%2C223\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?fit=510%2C380\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6920\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?resize=300%2C223\" alt=\"Game Jam 4\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?resize=300%2C223 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?resize=150%2C111 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?resize=268%2C200 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Game-Jam-4.jpg?w=570 570w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>L&#8217;ultimo motivo per cui questa storia mi ha interessato tanto \u00e8 che ho notato una curiosa sovrapposizione nelle argomentazioni con cui alcuni dei programmatori hanno raccontato le loro motivazioni: non tanto sul fatto in s\u00e9, ma il modo con cui guardano a se stessi.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuest&#8217;ultimo anno mi ha visto perdere fiducia in me stesso. Ho perso il senso di chi sono e perch\u00e9 mi merito il mio amore. Ho visto le\u00a0mie cattive abitudini allontanare le persone a cui tengo. Scrivere questo articolo \u00e8 stato per me una meditazione sulla mia lotta per l&#8217;amore di me stesso e la mia autostima\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abHo speso molto tempo nell&#8217;ultimo anno a imparare come essere autentico. Ho imparato come ascoltare chi sono e basare le mie azioni con coerenza su ci\u00f2 che sento sia giusto e ci\u00f2 che sento che io rappresenti come persona\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi due anni ho lavorato sull&#8217;essere pi\u00f9 capace di prendere posizione per me stessa e gli altri\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00c8 un esempio interessante di etica di tipo personalistico, da societ\u00e0 in cui i valori sono relativizzati, per\u00f2 autentica. \u00c8 magari lontana dal mio sistema abituale di riferimento, che \u00e8 basato su valori assoluti, per\u00f2 \u00e8 interessante. Certo gli esiti certe volte sono un po&#8217; limitati, quasi adolescenziali: la valutazione di tutti i resoconti \u00e8 che la cosa eccezionale \u00e8 stata che il gruppo \u00e8 stato unito e solidale, e che i rapporti fra i programmatori sono stati molto partecipi. Pu\u00f2 sembrare un po&#8217; poco, non c&#8217;\u00e8 nessuna riflessione sociale allargata (tanto meno cose tipo:\u00a0<em>abbiamo piegato la grande multinazionale cattiva<\/em>) per\u00f2, ripeto, la cosa interessante \u00e8 la nota di autenticit\u00e0 profonda che risuona in tutte queste voci: sar\u00e0 un&#8217;etica diversa, ma evidentemente anche questa porta frutti.<\/p>\n<h3>Fonti<\/h3>\n<p>La segnalazione originaria di Francesco, che ringrazio ancora, era a <a href=\"http:\/\/indiestatik.com\/2014\/03\/31\/most-expensive-game-jam\/\">un lungo resoconto fatto da un giornalista specializzato presente all&#8217;evento, Jared Rosen<\/a>: tutti gli altri siti (la notizia \u00e8 stata ripresa da <a href=\"http:\/\/www.wired.co.uk\/news\/archive\/2014-04\/01\/game-jam-reality-show\"><em>Wired UK<\/em><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.theverge.com\/2014\/4\/1\/5569590\/game-jam-reality-show-collapses-after-sexist-questions\"><em>The Verge<\/em><\/a>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.polygon.com\/2014\/3\/31\/5568362\/game-jam-reality-show-maker-studios\">Polygon<\/a><\/em>, <a href=\"http:\/\/www.gamasutra.com\/view\/news\/214364\/Inside_the_disintegration_of_a_game_jam_reality_show.php\"><em>Gamasutra<\/em><\/a>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.eurogamer.net\/articles\/2014-04-01-game-jam-reality-show-cancelled-as-indies-wouldnt-put-up-with-its-s\">Eurogamer<\/a><\/em>\u00a0con poche variazioni) sono sostanzialmente basati sul suo articolo.\u00a0In pi\u00f9 ho consultato i (spesso lunghissimi) resoconti di alcuni dei partecipanti al\u00a0<em>game jam<\/em>, quali <a href=\"http:\/\/soundselfgame.com\/?p=302\">Robin Arnott<\/a>, <a href=\"http:\/\/msminotaur.com\/blog\/?p=187\">Adriel Wallick<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.beesgo.biz\/reality.html\">Zoe Quinn<\/a>.\u00a0Scott Stephan del gruppo dell&#8217;<em>USC<\/em> ha postato la sua opinione come commento all&#8217;articolo di Jared Rosen. Zoe Quinn \u00e8 tornata di nuovo sull&#8217;argomento in maniera tangenziale con <a href=\"http:\/\/ohdeargodbees.tumblr.com\/post\/81318102844\/ground-zero\">un articolo interessante<\/a>,<em>\u00a0<\/em>sotto il motto\u00a0<em>because videogames<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo aver finito l&#8217;articolo mi sono reso conto che ne ha parlato in italiano gi\u00e0 diversi giorni fa\u00a0<em>Indievault<\/em>, a cui riconosco volentieri la primogenitura e che vi invito a leggere per <a href=\"http:\/\/www.indievault.it\/2014\/04\/01\/game_jam-400-000-dollari-andati-in-fumo-in-un-giorno\/\">un resoconto leggermente diverso dal mio<\/a>. Siccome presumibilmente i loro lettori e quelli di questo <em>blog<\/em> sono diversi, ho deciso di pubblicare comunque il mio articolo.<\/p>\n<p>Le foto vengono dai\u00a0<em>blog<\/em>\u00a0e dai siti dei protagonisti<em>, <\/em>dall&#8217;articolo di Rosen o sono state raccolte sulla rete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie a una segnalazione dell&#8217;attentissimo Francesco Sedda (non un parente, e e neanche il\u00a0leader del\u00a0Partito dei Sardi: si vede che<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6896,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,9,56,82],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?fit=627%2C690","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1MQ","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":8043,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8043","url_meta":{"origin":6872,"position":0},"title":"Gare familiari (un gioco per conoscere la Sardegna)","author":"Rufus","date":"25\/07\/2014","format":false,"excerpt":"L'altro giorno mia mamma, subito dopo pranzo, ha cavato dalla borsa un bigliettino e ha annunciato: \u00abMi sono preparata\u00bb, e ha guardato fisso Alberto, mio cognato, con aria di sfida. 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